Fourà (Punta) dalla strada del Colle del Nivolet per la Punta Violetta

note su accesso stradale :: parcheggio al primo lago Losere
Bel giro ad anello, consigliabile anche senza salire fino a Punta Furà.
Mi sono fermato all'anticima, già più che soddisfatto di essere arrivato fin lì da solo, ma ho girovagato molto prima di trovare un accesso alla vetta alla mia portata..
Vallone deserto e selvaggio, visti molti stambecchi.

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note su accesso stradale :: ottimo
Giro ad anello: andata dal sentiero di caccia, ritorno lungo l'altopiano ai piedi della Violetta.Percorso non sempre ben segnato da ometti, ma avendo un'idea di dove andare i punti di riferimento sono inconfondibili. Secondo me conviene fare l'anello in questo senso.
Nell'ultima parte della salita ci si deve spostare a zig zag un po' di volte per trovare il passaggio facile. In diversi punti ci sono diedrini e fessure arrampicabili di III , ma la via "vera" non supera mai il II.
Dopo il passaggio "chiave" si raggiunge una grossa pietra snella, messo in verticale: di lì salire diritti verso la anticima. Dal basso si vedono poco, ma più in su ci sono degli ometti. Non seguire le tracce di sentiero che aggirano la punta passando poi per una specie di passao del gatto un po' esposto. Portano alla cresta che va alla punta.
Con Valeria


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Partiti dalla strada per il colle del Nivolet, in prossimità della fermata GTT, con ottime condizioni meteo.
Si sale inizialmente su scarse tracce di sentiero, fino a raggiungere i laghi della Civetta, da aggirare sul lato dx orografico.
Ometti frequenti su una prima rampa con buona pendenza ma, sbucati oltre la Costa della Civetta, gli ometti divengono sporadici e occorre proseguire tenendo la direzione del Colle di Punta Fourà fin quasi al Colle Ferauda, da dove riprendono gli ometti fino praticamente alla croce, dove ci siamo fermati. Discesa per lo stesso itinerario, sconsigliabile in caso di nebbie.
Con Matteo.


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Partenza dallo spiazzo con segnaletica sentieri, posto leggermente sotto l’Alpe Renarda, quota 2080 circa, saliti sul sentiero n° 537 del Bastalon; all’incrocio col sentiero n°550, siamo andati a sinistra per un breve tratto, quindi abbiamo risalito a destra su traccia che solca il pendio erboso, raggiungendo il grande pianoro dei laghi che abbiamo risalito con un lungo traverso in diagonale raggiungendo la sommità della morena nei pressi del Colle di Ferauda; su percorso normale raggiunto la punta con la croce, poi poco oltre la croce, ci siamo calati di qualche metro sul versante valdostano e con un traverso su strette cenge rocciose, percorso non difficile ma molto esposto, abbiamo raggiunto la nuova massima sommità sormontata da ometto, visto che la struttura del buco è crollata qualche settimana fa; quindi niente più triangolino CAI Rivarolo e spazio di vetta molto ristretto, non più di 2÷3 persone. Forse l’altezza della vetta non ho subito riduzioni significative, forse un metro in meno ma non di più. Ritorno alla croce metallica e mentre ci preparavamo a scendere, sono giunti in vette una coppia di persone di nostra conoscenza con cui abbiamo commentato la novità della Punta non più Fourà; mi domando: continueremo a chiamarla Fourà o ci sarà la storpiatura tipo Sfourà? Della serie chi vivrà, vedrà. Discesa al Lago Gias di Beu, Alpe Comba, Alpe Moncialet, Alpe Moncial e su strada militare ritornati al punto di partenza, compiendo un bel giro ad anello.
Gran bella gita anche questa; il tempo è stato molto bello, un po’ di nuvolaglia ma già a pomeriggio inoltrato. Oggi con compagnia allargata, oltre all’Amico Franco, anche gli Amici Beppe e Corrado. Un saluto e un grazie a tutti per l’ottima giornata in amicizia sulle nostre belle montagne.


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Abbiamo iniziato l'escursione due tornanti sopra ai laghi Losere e dopo aver costeggiano i laghi della Civetta e superato il dosso soprastante ci siamo diretti verso il colle di Ferauda costeggiando la base della cresta di Punta Violetta .Dal passo di Ferauda senza percorso obbligato abbiamo raggiunto il colle di Punta Foura' e da qui l' antecima della punta.Al ritorno seguendo sporadici ometti siamo giunti al lago Gias di Beu e da qui scesi sulla mulattiera reale fino ai Laghi Losere.
Bellissima gita in un luogo veramente incantevole, in cima incontrato solo tre escursionisti ma più in basso c'era più affollamento. ...soprattutto sulla mulattiera. Un grazie a Sergio ed Enrico miei compagni di gita


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Con mio nipote Gianfranco e mio cugino Giovanni.Non abbiamo seguito la mulattiera Reale ma saliti a vista verso i laghi della Civetta dopo i quali abbiamo scavalcato la cresta sud-ovest della Violetta e seguendo una serie di ometti che ci hanno indirizzato verso i laghi della Comba e Gias di Beu,giro molto largo con diversi saliscendi,che al ritorno abbiamo evitato per un percorso più diretto che passa sotto la cresta est della Violetta.Sopra il colle di punta Fourà abbiamo incontrato un escursionista (Giovanni Perona) con il quale siamo saliti alla vetta escursionistica,quindi in 2 (Gianfranco e Perona)sono saliti al foro senza legarsi,anche se avevano un cordino fornito da mio cugino Giovanni.Complimenti a loro.La paretina sotto la punta escursionistica non è proprio banale,bisogna saper scegliere il percorso migliore,alcuni grossi blocchi sono in stabilità precaria,attenzione!Giornata inizialmente con tempo incerto,è andata migliorando nel pomeriggio,assenza di vento in punta e sempre grandi panorami.Avvistati diversi camosci durante la salita e un branco di stambecchi durante la discesa.Buone gite a tutti.

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Oggi una giornata spaziale per una grande gita attesa da tempo e che da ora farà parte dei cassetti della memoria - Alla partenza al di sopra dei laghi Losere la temperatura era di 3°C, risaliti lungo il vallone sotto alla punta Violetta, dove sorgono i laghi della Civetta, abbiamo raggiunto il deserto di Punta Fourà, passati sotto al colle Ferrauda e superando un ampio nevaio abbiamo raggiunto il Colle di Punta Fourà, risalito il ripidissimo pendio con blocchi di pietra man mano più grandi, superbili con facili passaggi di arrampicata abbiamo raggiunto la vetta sormontata da una croce - Panorama splendido sui vicinissimi Gran Paradiso - Ciarforon - Becca di Monciair - Denti del Broglio ed in lontananza Cervino e Monte Bianco (per citare le principali) - Ritorno facendo un ampio giro ad anello tra le vaste pietraie e rocce montonate, scendendo al lago Gias di Beau e poi con traverso ai laghi Comba e discesa sui laghi della Civetta chiudendo l'anello - Bellissima giornata senza nuvole ed ottima compagnia
Un saluto ai compagni di gita Franco - Beppe - Valter - Elio
Un ringraziamento particolare va al mio amico gulliveriano Franco59


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Giornata spettacolare adatta alla panoramica Punta Fourà
Salita alla Fourà con la bella e simpatica compagnia di Beppe,Elio,Valter e Osvaldo che mi aveva contattato prima delle ferie per fare assieme la salita a questa Vetta.Abbiamo fatto un anello salendo dal Bastalon o Losere ai Laghi Civetta (posti al di sopra del parcheggio mentre i Laghi dove parte la mulattiera per il Colle della Terra non sono i Laghi Civetta ma Laghi Losere ) e per il deserto di Punta Fourà siamo arrivati al Colle e poi alla Vetta con la Croce dove ci siamo fermati.Discesa per il Lago Gias di Beu e laghi della Comba a chiudere l'anello sopra ai Laghi Civetta.Un Grazie agli Amici per la Bella e Allegra giornata.


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Saliti troppo lungo il sentiero del re: la traccia si stacca dal sentiero principale un po' prima di un bel pianoro attraversato da un torrentello e sovrastato da cascate, se vedete alla vostra sx una paretina di roccia con una grande vena di quarzo siete troppo oltre, bisogna tornare indietro un pezzetto fino dove il sentiero scende nella conca (bollo rosso a terra) di lì, sulla sx salendo, si intravede in alto qualche ometto della traccia che porta al lago gias bleu. Noi invece arrivati quasi sotto al colle della terra abbiamo capito di aver sbagliato strada e quindi abbiamo attraversato verso sx prima su blocchi, poi su sfasciumi fino ad una breve paretina che ci ha fatto accedere al vallone giusto dove, con un altro traverso su blocchi e nevai, abbiamo raggiunto la tracciolina che sale verso il colle. Nell'ultimo tratto a causa della neve è facile sbagliare ma basta risalire il nevaio verso la cresta NW. Dopo il primo tratto di cresta una breve pioggiorellina ci ha fatto quasi desistere ma poi qualche schiarita ci ha spronato a proseguire in vetta (stando un po' sulla sx della cresta, occhio a cosa si tira), purtroppo però una volta raggiunta l'anticima si sono aperte le cateratte del cielo e, nonostante avessimo l'attrezzatura necessaria, abbiamo dovuto rinunciare alla cima vera e propria. In discesa abbiamo finalmente seguito il sentiero giusto che comunque ogni tanto si perde fra le pietraie e i prati: peccato che non sia segnalato a dovere perchè porta a scoprire dei luoghi davvero unici, soprattutto sopra al lago gias bleu ci si addentra in un ambiente ex-glaciale davvero fantastico.
Discesa alla "si salvi chi può" sotto un diluvio di pioggia e grandine che ci ha accompagnati fino alla macchina.
Con Andrea e Simone bagnati come non mai.


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Siamo saliti dalla mulattiera della strada Reale e tagliando prima del colle abbiamo risalito facilmente l'anticima per nevai e pietrame. Più impegnativo il tratto di cresta fino alla cima con un paio di passaggi di III° molto esposti.
foto su: yogalpinismo.altervista.org/2014/20140713foura/relazione.html

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Bella gita a cavallo tra Piemonte e Valle d' Aosta.
Noi siamo saliti sulla crestà mentà e abbiamo raggiunto la punta Violetta, da li abbiamo abbiamo proseguito più o meno sul fil di cresta, la quale si presenta lunga e si mantiene in quota ( circa 3000m) senza particolari difficoltà anche se bisogna stare in alcuni punti attenti. Ancora un po' di nevai sotto il colle della Fourà. Da li fino in vetta per rocce e facili passaggi di arrampicata . Il ritorno lo abbiamo fatto nel vallone opposto che scende al Rifugio Chivassesi e poi siamo risaliti al cresta di Mentà e da li giù fino alla macchina. Gita nel complesso lunga che alla fine sulle gambe si fa sentire. Ottima compagnia di Marco D.

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note su accesso stradale :: da ceresole park laghetti loserai
bella giornata ,si sale direzione p.violetta ,colle ferrauda e raggiunto il colle di punta fourà avendo calpestato nevai lunghi e molto consistenti.Dal colle si sale da parete ovest innevata solo ultimo tratto prima del torrione finale senza neve. salita bella su neve consistente discesa neve sfondosa.un po d'acqua e granelli di grandine al rientro alle macchine
ringrazio e saluto i compagni di gita condotti in vetta in modo perfetto dai capi gita E.C.e A.B: alcuni compagni di gita sono arrivati al famoso buco complimenti a LORO.
le loro impressioni sono state Spettacolo!!!!!


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Oggi condizioni eccellenti per questo giro, tutto pulito e asciutto, meteo strepitoso con temperature tropicali anche sopra i 3k. Solo verso le valli di Lanzo si vedevano nubi di vapore già dal primo mattino ma in lontananza emergeva il Monviso. Salito dalla mulattiera al lago Gias di Beu, poi sulle incredibili placche puntando direttamente ai ghiaioni franosi della montagna tagliando fuori i due colli fino ad intercettare la traccia di salita già sul pendio finale, variante un po' laboriosa ma ben calibrata, grazie al giro di sopralluogo fatto un anno fa. Si sale agevolmente alla croce seguendo i vari ometti che, senza passaggi obbligati, portano tutti ai bolli gialli del passaggio chiave, che al ritorno mi sono dilettato ad aggirare alla sua destra su rocce appena un pochino più ripide. Panorama davvero incantevole da questa cima specialmente verso la Valsavarenche, il gruppo del Gran Paradiso e tutte le cime della zona. Dalla cima ho contato una trentina di laghetti, per la maggior parte di fusione e collocati nella sede dei ghiacciai ormai scomparsi, permangono solo risibili lingue di neve nei punti meno esposti dei versanti nord. Dalla croce si prosegue agevolmente per alcune decine di metri sulla cresta, poi in prossimità del salto ritengo necessario assicurarsi. Nei pressi del Colle di Ferauda la montagna si mostra in tutta la sua maestosità ed appare quasi imprendibile, specialmente quando si arriva da punta Violetta, ma proseguendo verso il colle omonimo la prospettiva la rende meno severa. Disceso passando sotto punta Violetta e toccando vari laghetti, in particolare i laghi della Civetta, uno più bello dell'altro. Mulattiera affollata ma solo io in cima, nessuno lungo il mio percorso a parte qualcuno intravisto sul rilievo roccioso a nord del colle.

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Ancora qualche nevaio presente nella parte alta, ma che si evita facilmente.
Come già evidenziato nella relazione, evitare di seguire la traccia di sinistra, che porta in punti piuttosto pericolosi ed esposti.
Se qualcuno di gran buona volontà e abilità manuale ha voglia, il contenitore del libro di vetta è completamente sfasciato e da sostituire urgentemente.
Bella salita anche se piuttosto faticosa, svolgendosi quasi tutta fuori sentiero. Ma il panorama è incredibile e l'ambiente selvaggio.
Con Mina in una discreta giornata non limpida ma con bei panorami. Siamo riusciti a raggiungere la vettura prima che si scatenasse un temporalaccio che stava già imperversando sulla val di Rhemes.
Come sempre accade in questi casi, il ricordo delle passate ascensioni di molti anni fa si addolcisce e tutto sembra facile e corto...
Inserisco quindi, come già Blin, una nostalgica foto di allora...


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note su accesso stradale :: ottim o fino al pian del Nivolet
Io ci ho provato.Partita dal Pian del Nivolet sono scesa sul sentiero che porta a Pont Valsavaranche,perdendo 200 m. di quota,attraversando 3 ponticelli e puntando ai piani superiori che fronteggiano la Punta Foura',vi e' qualche ometto,ma stamane megagallatica ravanazione perche' avevo il sole di fronte che m'impediva una corretta veduta,purtroppo sono arrivata solo a quota 3300 perche'vi era ghiaccio e neve dura sul pendio ma non occorrono i ramponi, ma una certa sicurezza sul misto che non ho,Penso che neanche gli Dei siano saliti tante volte da li'.sentiero non c'e' ma il percorso e' intuitivo.discesa bellissima sulle rocce montonate a fianco il Rio,tenendo sempre d'occhio il vallone di fronte dove c'e' la presa d'acqua.l'armonia e' in VOI un INNO alla VITA

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Il dislivello sara’ pure minimo ma l’avvicinamente e’ eterno!!
Comunque una gran bella gita, in un ambiente che trasmette una certa pace.
Bello e divertente tutto il percorso di cresta, panorama sul gruppo del Granpa direttissimo.
Bella giornata di pieno sole, panorami superlativi.
Rimasti in vetta abbastanza a lungo per gustarci a pieno tutto quanto.
Visto diversi stambecchi assolutamente non preoccupati della nostra presenza.
Non siamo saliti alla Violetta perche’ gia’ fatta!!
Sempre bello tornare al Nivolet, con tutti i suoi colori e i suoi laghi.
Con Angelo


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con gli amici beppe e giuseppe.partiti dal secondo tornante dopo bastalon con temperatura di 3 gradi alle 7,15 e vento pungente.passati sotto alla violetta siamo saliti con poche difficoltà alla croce di punta fourà,qui abbiamo deciso di proseguire fino alla cima di punta fourà quindi con traverso a sx con su' e giu' molto esposto siamo arrivati al buco.il supporto di blin unico dei 3 ad avere nozioni alpinistiche ha fatto si' che siamo andati alla punta e ritornati alla croce senza particolari problemi.calmato il vento ne è uscita una magnifica giornata e la discesa dal lago gias di beu a bastalon è stata la ciliegina sulla torta.

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note su accesso stradale :: Da Ceresole Reale, verso il Colle del Nivolet
La salita alla punta Violetta è stata abbastanza agevole. La traversata in cresta la abbiamo interrotta al primo colle con evidenti tracce di terra (al posto delle solite pietre), e ci siamo diretti verso il piano dei laghi Comba. Da qui al colle Fourà il percorso è agevole. La salita alla Fourà è stata molto problematica causa l'abbondante neve e le condizioni quasi invernali. Scansiglio di seguire gli ometti (quando c'è neve) ma di dirigersi a destra lungo i nevai in direzione della vetta, e poi per roccette in cima.
Il sentiero indicato dagli ometti è franato in 3 punti, è MOLTO PERICOLOSO!! Fate Attenzione!!
Con i fantastici 7 del CAI Pino. Marce, Anna, Luciano, Gare, Kuku, Yeti ed io.


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Partiti da quota 2465 (partenza per il colle della Terra) e saliti su Punta Violetta all'andata. Ci sono divertenti passaggi di arrampicata che non presentano grandi difficoltà. Proseguito poi sempre in cresta verso Punta Fourà e in prossimità del colle Ferauda c'è ancora neve. Anche la salita a Punta Fourà è stata leggermente più complicata perché occorre aggirare un nevaio sulla sinistra. In discesa abbiamo deviato verso sinistra prendendo come punti di riferimento i laghi Comba, Gias de Beu e i vari laghetti della Civetta che riconducono al punto di partenza.
Escursione lunga e faticosa in compagnia degli amici Roberto e Danilo. Tanta soddisfazione per aver raggiunto due cime! Su Punta Fourà si è messo a grandinare e ha complicato un po' la discesa su roccia bagnata. Il temporale ci ha minacciato anche più in basso ma ci ha risparmiato...


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La gita è stata compiuta quasi sempre nella nebbia; per qualche istante la nebbia si è diradata lasciando vedere il Gran Paradiso, il Ciarforon e la Becca di Monciair. Ciononostante è stata una bellissima gita con la divertente traversata di cresta della Punta Violetta

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Saliti alla punta Violetta partendo dal parcheggio descritto nella relazione della sua normale(nei pressi dei cavi dell'alta tensione) ci siamo addentrati nel valoncello avendo come riferimento l'ometto principale del colle a ovest della Punta Violetta. Risaliti al Colle a vista (ometto in cima) e piegando a destra giunti alla Violetta; attraversato la cresta completamente innevata con un passaggio esposto.
Brutto tempo e nebbia ci hanno fatto rinunciare prima della salita finale alla cima della Fourà.
Scesi per un canalone di neve, e rientrati dai laghi alla macchina.
Uscita del corso di Alpinismo CAI Ivrea


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Interessantesalita dai laghi del Nivolet, passando dalla cima della poco evidente punta Violetta. Piu' tecnica e divertente invece la scalata alla P.Foura', con il suo caratteristico buco da cui il nome. Tempo bello con nuvole da calore, e un bel panorama comunque lo stesso.
Con Nando.


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Ci sono anche stati ...

  • 09/08/11 - Blin1950
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Tutte
    quota partenza (m): 2480
    quota vetta (m): 3411
    dislivello complessivo (m): 931

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