Grand Combin Parete Sud - Spalla Isler

Grand Combin di Valsorey (Spalla D ‘Isler): la gita sarebbe anche bella. Infatti il Grand Combin (di solito un po’ snobbato rispetto ad altre più blasonare vette) merita sicuramente una visita. Peccato che la tanta, troppa neve caduta in maggio, insieme allo zero termico intorno ai 3600-3800 mt di questi giorni abbia rovinato e compromesso per questa stagione la salita dalla Spalla d’Isler (che normalmente si fa in queste settimane).
In sostanza, abbiamo dormito al bivacco Musso (il rifugio Valsorey era ancora chiuso) dopo un pomeriggio a battere traccia nel tratto tra il rifugio e il bivacco [in molti punti si sprofondava sino all’inguine; un vero calvario (5 h invece di 2,30 h)] e poi il mattino alle ore 5 neve ancora sfondosa sino a quota 3800-3900 mt dove migliorava, anche se il pendio dal punto di vista dell’innevamento non era proprio nelle migliori condizioni.
Mattinata nuvolosa con visibilità in vetta molto ridotta o addirittura scarsa, cosi’ abbiamo rinunciato a fare un giro al Combin de Grafeniere (non si vedeva nulla). Vi tralascio il ritorno sino al rifugio, una vera sofferenza.
A mio parere, gita sconsigliata per questa stagione, perché’ tra poco la Spalla d’Isler sarà pochissimo innevata e molto detritica.
Ps.: In queste condizioni generali e con molti punti scoperti in alto sulla Spalla, a mio parere la gita è valutabile in AD.
Unici noi italiani in vetta (Pino, Marco e Lorenzo) + due canadesi e ad una coppia di ucraini.


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Condizioni buone. Pendio ancora innevato, solo piccoli tratti su sfasciumi.

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La salita è in buone condizioni. La discesa dal couloir du gardien presenta ghiaccio affiorante, così come la risalita al col du Meitin, condizioni non ottimali che richiedono attenzione

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Le condizioni della parete sud attualmente sono molto buone, innevata e con neve ben portante. Siamo ridiscesi per l`Arete du Meitin. Non avendola seguita in salita non sempre facile da trovare, in quanto aggira i tre risalti. E solo in parte sono presenti degli anelli di calata. Soprattutto il secondi risalto si aggira in parte nella neve e con percorso non evidentissimo.
La discesa nel Couloir du Guardien da sconsigliare, in parte ghiacciata.
Rifugio carino, ma leggermente caro (62 Euro per soci), non possibile fare il solo pernottamento.


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Aggiunto le foto grazie a Carlo che me le ha spedite...a rivederle oggi...che giornata!!!

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Spettacolare salita in un week-end perfetto per fare una montagna di queste dimensioni e difficoltà.
La salita della sud è bellissima, la parte alta è da salire in centro, non bisogna andare sulla parte sx (salendo, come purtroppo ho fatto io) dove c'è verglas e un misto pericoloso.
Dopo il Valsorey saliti in vetta al Grafeniere senza nessuna difficoltà...sotto c'era un mare di nuvole spettacolare...la linea d'ombra tra 2 mondi.
Discesa lungo il couloir de Guardien, con 10 mt. esposti e su ghiaccio puro, grazie a un chiodo sono facilmente superabili con una doppia, comunque lungo tutto il coiloir bisogna prestare attenzione. Il couloir è un posto incredibile.
La risalita al col Meitin e poi la susseguente discesa al rifugio di Valsorey (in un posto stupendo) hanno provato un pò il gruppo...stanchi e felici siamo arrivati alle 18.00 al rifugio per passare la seconda notte in quel posto fuori dal mondo.
Nel complesso una traversata eccezionale, mai banale...con meno neve la sud sicuramente non è da fare (caduta pietre sicura...noi una ci ha sfiorato a metà salita come un missile)...ma quest'anno, con tutta la neve che c'è, tutto è perfetto.
Grazie a chi mi ha accompagnato sul mio 35° e 36° quattormila e cioè Franco, Carlo e Estella.

p.s. non ho foto perchè ho portato la macchina...ma non la scheda di memoria!

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Spalla Isler in ottime condizioni, tutta su neve. Dal Combin de Grafeneire siamo scesi per il couloir du Gardien, anche questo ben tracciato e su neve. Faticosa la risalita al Col Du Meitin, ma anche questa su neve perfetta. Itinerario stupendo!
foto su yogalpinismo.altervista.org/2014/20140914combin/relazione.html

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Grand Combin....bella montagna...però, sarà il tempo non eccezionale, il vento e il freddo in vetta, sarà la discesa eterna, sarà la via non proprio eccezionale e in condizioni particolari, sarà tutto questo, il mio giudizio rimane sospeso.
Via tutta di neve, utili 2 picche. Noi abbiamo dormito al Musso (3662 m).
E' poi utile precisare che la Spalla Isler non è il pendio da cui si sale e nemmeno la spalla su cui arriva la via alla fine del pendio (spalla del Combin de Valsorey 4090 m), ma la gobba rocciosa (Spalla, appunto) su cui si trova il Bivacco Musso ed in prossimità della quale parte la via, che per la precisione parte dal colletto del Plateau du Couloir 30 metri sotto la Spalla Isler. La via dovrebbe quindi chiamarsi "dAlla Spalla Isler" e non "dElla Spalla Isler", in realtà è più semplicemente la parete SSO del Combin de Valsorey!.

Andiamo con ordine:

La strada per Cordonna (1850 m), è chiusa 1 km prima (gli Svizzeri salgono tutti, ma noi stranamente abbiamo fatto gli italiani ligi). Giusto 10 minuti in più, però nel dubbio me li sarei risparmiati.
Salita lunga con un po' di spostamento nella prima parte, ma gradevole fino alla Cabanne di Valsorey....qui ricordatevi di avvisare la rifugista se andate al Musso se no si arrabbia...cmq per il resto mi sono sembrate gentili.

Chiazze di neve da 3100, poi si passa senza problemi la parte bassa del ghiacciaio di Meitin (senza ramponi), ancora un tratto di traccia fino a 3400 e poi si attacca il pendio non banale (40°, neve molle nel pomeriggio). Accesso al colletto della Spalla Isler molto complicato. Innanzitutto la meteo, oltre i 3400 tutto nebbioso (come un mese fa!), se non avessi visto bene dov'era il bivacco, saremmo senz'altro tornati indietro. Poi al colletto c'è una cornice da vento che impedisce l' acceso diretto, noi abbiamo provato a traversare a destra passandoci sotto, ma abbiamo cambiato idea provando ad aggirarla a sinistra, l' uscita è stata molto difficoltosa (forse 55°), non consigliabile. Conviene senz'altro passare ancora più a sinistra e più in alto sulle roccette (via seguita in discesa e normalmente da chi sale dalla Valsorey alla cima senza passare dal bivacco), cmq non banali e occorre poi ridiscendere almeno 30 metri.

Bivacco bello, anche se la porta non si chiude completamente e fa freddino, purtroppo le nuvole andavano e venivano e il panorama si negava un po'. Arrivati alle 18.50, sicuramente un po' tardi. Da qui in su neve recente, ma non già più farinosa.

Partiti al mattino alle 6.40, per evitare il freddo, ultimi di 3 cordate (1 dal Valsorey e un' altra dall' Amiante). La via, in queste condizioni, consiste in 450 metri di neve dura a 40°-45°, lunga e un po' monotona da fare quasi tutta frontali e con doppia picca, ma si fa abbastanza in fretta (1h 30); L' altra cordata è passata più a sinistra sulle rocce di cresta. Si raggiunge la spalla/aniticima a quota 4090 (non abbiamo visto uscire nessuna cordata di quelle partite per la cresta di Meitin). I 100 metri successivi sulla cresta ovest sono di roccia, abbastanza incrostata, tenere i ramponi. Alle 8.55 finalmente in vetta al Combin de Valsorey, poi per neve discesa e risalita al Combin de Grafeniere (4314m), ore 9.30.

Qui si apre all' ultimo un panorama eccezionale sulle Alpi Pennine (Rosa, Cervino, Weisshorn), oltre a tutta Valle d' Aosta e al Gruppo del Bianco, già "presenti"; come detto il freddo impedisce di goderselo appieno, 10 minuti e giriamo i tacchi.

Discesa sulle roccette finali particolarmente tribolosa e poi eterno il tratto di neve, dove appare un sole beffardo(e se fossero stati i tanto decantati sfasciumi?...). Faccia a monte fino a 3800, poi finalmente ci si gira. Ancora più beffarda la nebbia che all' una precisa arriva in prossimità del plateau a nascondere la via di discesa più rapida. A questo punto da 3670 scendi al colletto, risali al Bivacco a recuperare la roba, riscendi e risali a 3670 alle roccette.

Da qui amara sorpresa questi 20 metri di roccette si rivelano molto insidiosi e ci fanno perdere mezz'ora!(Forse meglio scendere il ripido pendio di neve fra le rocce e la cornice, non so). Poi "finalmente" di nuovo neve e ancora faccia a monte per un centinaio di metri, infine ci si gira faccia a valle e rapidamente si guadagna la traccia a 3400, con liberatorio lancio di picca.

Ora solo più discesa elementare fino al rifugio (ore 15.30), per un magro ristoro, e ancora 2 ore fino alla macchina (ricordarsi i 10 minuti in più per non aver violato il divieto). Smacchinata fino a casa.

Riassumo le tempistiche (al netto delle soste).
Salita di buon passo:
2h 50 fino alla Valsorey (da Cordonna)
2h 45 Valsorey-Bivacco Musso (più di quanto mi aspettassi), arrivo ore 18.50
2h 50 Bivacco Musso - Combin de Grafeniere (ore 9.30)
Discesa eterna e con qualche difficoltà (considerare quanto o più che in salita)
3h 30!! Combin de Grafeniere - Bivacco Musso (ore 13.15)
2h Bivacco Musso - Cabane de Valsorey...totale dalla cima 5h 30 come all' andata
2h fino alla macchina (ore 18).

La valutazione PD+ è senz'altro corretta, ma bisogna considerare che a differenza di altre vie (Polluce per esempio), qui le difficoltà si snodano con continuità per quasi 800 metri (da 3400 ai 4184 m del Combin de Valsorey) e sono da ripercorre anche in discesa. Da qui l' opportunità di spezzarle dormendo al Musso, anche se forse alla fine dei conti conviene raggiungerlo senza difficoltà dall' Amiante.


In compagnia di Melina, brava perché era veramente lunga.
Un ringraziamento per Sergio de "ilcoppione" per gli utili consigli. La gita è sicuramente ancora fattibile nelle medesime condizioni, se non nevica ancora.


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Per salire al rifugio, arrivando a delle baite, il sentiero si biforca. A sinistra (bolli bianchi e rossi) si sale su sentiero con itinerario leggermente più lungo. A destra (bolli bianchi e azzurri) si sale un pezzo attrezzato con scale e catene (faticoso). Accoglieza solare da parte delle due rifugiste. A differenza del Coppione, dopo i Combin de Valsorei e Grafeneire, a causa di un mio malessere, con Franco ci siamo diretti subito al couloir du Gardien. Couloir in neve con due piccoli tratti di ghiaccio che abbiamo superato disarampicando. La successiva risalita al col du Meitin no problem (terminale chiusa e pendio nevoso). Dal colle si scende verso il rifugio su sfasciume misto neve (pendio esposto e ripido). Tra seracchi e caduta pietre, i pericoli oggettivi caratterizzano buona parte della gita. Una guida con cliente, sbagliando probabilmente l'uscita dalla cresta du Meitin, ha fatto un traverso sotto la croce scaricandoci addosso pietre e neve. Noi eravamo su due piccozze e slegati e...non è stato divertente. Le piche entravano bene nella neve dando sicurezza; i ramponi solo le punte. Un grazie a Sergio, Cristina e un'enorme riconoscenza per Franco (che con un gesto di gran cuore ha rinunciato al Tsessette e mi ha riaccompagnato al rifugio).

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Buone condizioni su tutto l'itinerario. Per raggiungere l'attacco della Isler siamo saliti molto alti per poi traversare quasi in piano verso la Spalla, attualmente si presenta completamente innevata quindi la progressione e' stata veloce fino alla croce di vetta; facile traversata verso il Grafeniere sferzati da un freddo vento da Nord; poi traversati verso la Croissant ci siamo diretti verso il Combin de Tsassette; il Mure de la cote attualmente tutto in neve fresca, scesi faccia avanti; risaliti il Mure abbiamo attraversato il plateau fino all'imbocco del Coluoir du Gardiene, senza tracce di non facile individuazione dall'alto; il Coluoir attualmente anch'esso tutto in neve eccetto un breve tratto( 4-5 metri) dove affiora un po' di ghiaccio; infine faticosa risalita sotto il sole fino al Col du Meitin, e quindi delicata discesa su sfasciumi prima e poi su facili nevai fino al rifugio. Chiuso il conto con i Combin…. lo Tsassette mancava ancora all'appello….


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le quattro stelle e non le cinque sono per il vento freddo e fastidioso - spalla Isler in condizioni molto buone (neve dura) - poi proseguito per Grafeneire e Tsesette - condizioni molto buone sul Mur de la Cote e sul Couloir du Gardien, dove siamo poi scesi dopo aver risalito il mur de la cote e traversato sotto Aiguille du Croissant - in questo periodo con il freddo e buona copertura nevosa gita ssolutamente consigliata - altre foto su

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Saliti alla Cabane de Valsorey, raggiunto da Bourg St. Pierre come da relazione presente su questo sito, dove abbiamo pernottato. Partiti alle 4, risalito su buona neve il ripido pendio sotto il biv. Musso. Poi la Spalla Isler tutto su neve molto dura, dove le due picche sono state di buon aiuto. In cima al Combin de Valsorey, salutati da una limpidissima alba. Legati in cordata, raggiunto il Combin de Grafeneire e il suo panorama spettacolare. Continuato a filare la cresta sino all'Aiguille de Croissant, disceso il Mure de la Cote un po’ delicato e raggiunto il Combin de Tsessette, godendoci lo scorcio fantastico verso le vette del Vallese. Nel silenzio assoluto e col freddo giusto, con passo lungo e ben disteso, abbiamo disceso il famigerato Corridor. Non abbiamo sentito nessun sinistro rumore di distacchi di seracchi, ma abbiamo tenuto comunque le antenne ben dritte verso i seracchi che ci sovrastavano. Nulla si è mosso. Con un traverso un po' spaccacaviglie per non perdere quota abbiamo infine guadagnato il col du Metin, dove ci siamo fermati a riposare e poi discesi alla Cabane de Valsorey su neve un po’ mollata. Raggiunta la Cabane, ci siamo concessi un piatto di pasta a testa per la modica cifra di 18 euro a cranio. Ma il buon umore dovuto dalla perfetta riuscita della nostra traversata ci ha aiutato a digerire il conto. Oggi in tre, con un compagno particolare al suo primo 4mila (4 vette in una botta sola...)

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5 stelle perché la montagna è grandiosa e la sua salita è di enorme soddisfazione...
La spalla Isler di per sé non è in condizioni esaltanti, ci vorrebbe più neve, anche se da lontano (e dalla Cabane de Valsorey) sembra abbastanza ricoperta. Si viaggia a lungo su pietrisco, sfasciumi, nevaietti, ghiaccio di fusione, rocce con verglas etc. etc. Per fortuna il gran freddo della mattina ha tenuto tutto insieme; in discesa, sotto il sole e il caldo, a mio parere è un percorso assolutamente sconsigliabile.
Le rocce sommitali, dal congiungimento con l'Arete du Meitin in su, sono un po' più ripide e un po' più solide, ma non troppo difficili (II, misto).
Molto migliori le condizioni sulla Nordovest: il Couloir du Gardien (da dove sono sceso) è quasi tutto in neve, tracciato, max 50°; un unico breve tratto ghiacciato si supera agevolmente con una doppia da 25 m su Abalakov già in posto. Anche la parete Nordovest del Combin de Valsorey sembra bella, sicura (non ci sono seracchi sopra la testa) e abbastanza ben innevata.
Salita in solitaria (!).
Pernottato al Bivacco Musso, raggiunto "a tentoni" nella nebbia la sera prima. Tempistiche indicative: partenza alle 5:30 dal bivacco, alle 8 in vetta al Combin de Valsorey, alle 9 al Grafeneire, alle 12 rientro al Col du Meitin, alle 13 alla Cabane de Valsorey.
Giornata spettacolare, fredda ma non ventosa.


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Bellissima salita che preferiamo alla cresta del Meitin causa scarsa visibilità la notte dell'attacco. Non sottovalutare le condizioni della via di salita perchè in assenza di neve/ghiaccio che consolidano i sassi la via potrebbe essere una roulette russa! la gradazione andrebbe sicuramente aggiornata perchè le roccette finali non sono da sottovalutare. Spaziale la traversata fino al Grafeneire, sorvolando sopra un mare di nuvole.
Indimenticabile. Con Max e Paolo.



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Difficile valutare la salita al Combin de Valsorey dalla parete sud. La Guida ai Monti d'Italia la classifica PD, ma secondo me andrebbe aggiornata in AD (o AD-). La salita è bella, se le condizioni sono buone al mattino si può sfruttare la neve dura evitando le rocce marce e gli sfasciumi (per questo siamo saliti lungo un canalone al centro della parete). Ma dalle 11 in poi la parete diventa una cascata di acque e pietre di ogni dimensione. La discesa è stata un calvario interminabile.
Il panorama dalla vetta del Combin de Grafeneire è sensazionale.
Desidero segnalare l'ottima accoglienza alla Cabane de Valsorey da parte della rifugista Isabelle.
Tutte le foto su
picasaweb.google.com/102318497288774739600/GrandCombin

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Arrivati solo alla cima del Grand Combin de Valsorey. Condizioni pessime su buona parte del percorso, ecco come una salita può diventare più difficile di un grado e raggiungere l'AD relazionato in rifugio... Alle spalle della Cabane de Valsorey alcuni catarifrangenti indicano la strada e lasciano ben sperare per la segnalazione del percorso: speranza vana! Dopo una cinquantina di metri finiscono e lasciano spazio ad ometti fino a 3200m all'inizio del ghiacciaio du Meitin (molle alle 4.15!). Attraversatolo siamo risaliti lungo il crestone di detriti fini (faticoso) su tracce di sentiero. A circa 3500m abbiamo attraversato il grande Couloir che scende dal Combin di Valsorey su neve sfondosa (a tratti fino al ginocchio) e un po' di ghiaccio già affiorante: grande attenzione vista l'inclinazione del canalone. Arrivati al Plateau de Couloir le condizioni sono ulteriormente peggiorate: 30/40cm di neve sfondosa su strato ghiacciato sottostante fino a 3800m, poi rocce verglassate e dai 3950m in su oltre al ghiaccio sulle rocce 5/10cm di neve fresca caduta nella notte. Arrivati al Grand Combin de Valsorey dopo 7h (!!!), sfatti, torniamo indietro. Abbiamo utilizzato qualche anello di calata (sono 2 in tutto, più un paio di anelli di corda) per superare le parti più ghiacciate. In discesa la neve sfondosa aveva ulteriormente mollato e su molti tratti scivolava sullo strato ghiacciato sottostante obbligandoci a trattenere qualche caduta. Ancora più attenzione nel traverso sotto al bivacco Musso per lo stesso motivo dove un paio di volte abbiamo dovuto arrestare le nostre scivolate. Totale dicesa 6,5h!
Ieri su tutto il percorso solo noi due, non essendoci traccia l'abbiamo dovuta battere completamente (ecco i tempi). Nel tratto dal bivacco in su NON ci sono tacche o segni di alcun genere e quindi più di una volta siamo dovuti tornare sui nostri passi per trovare il passaggio migliore. Il meteo ha ulteriormente peggiorato la giornata alternando sole/pioggia/neve/grandine/vento e nebbia sulla cima. L'intero percorso, con la neve molle, scarica una quantità di pietre indescrivibile (anche di grosse dimensioni) al solo passaggio.
In queste condizioni assolutamente sconsigliato.
Gentilissima la gestrice del rifugio che ha seguito col binocolo la nostra progressione sia in salita sia in discesa viste lo stato del percorso.
Gita fatta con Bubbola che dal primo nevaio, viste le condizioni, voleva tornare indietro e invece mi ha sopportato per tutta la salita e s'è ribattuta buona parte della discesa.


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Finalmente il gran combin.......gita decisa all'ultimo minuto insieme ai nostri immancabili soci. Saliti lungo la spalla isler su ottima neve portante che ci ha permesso una progressione veloce. Ultimi cento metri di misto su roccette innevate fino alla croce di vetta del combin di valsorey. Da li bellissima e facile cresta nevosa fino al combin di grafeniere. Abbiamo quindi continuato per cresta fino all'estetica aiguille de croisssant. Ridiscesi lungo la via di salita, appena sotto la vetta del valsorey sono presenti alcuni ancoraggi che ci hanno permesso di effettuare due doppie da trenta metri fino al pendio nevoso. Poi giu' faccia a monte( neve sfondosa pendenza 45°) fino al plateau de couloir. Giornata ideale per festeggiare il nostro anniversario di matrimonio.....

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Abbiamo scelto di salire dalla Spalla Isler per il versante Sud del Valsorey anzichè per la cresta del Meitin a causa di neve e grandine cadute nel corso dei temporali del giorno precedente e del tempo ancora incerto nella notte. Tempo che invece è migliorato decisamente verso le 6 e si è poi mantenuto buono (caldo africano a parte) e ci ha consentito di fare la traversata completa delle 4 cime di questa grande montagna dalle caratteristiche quasi Himalayane. Partiti poco dopo le 3,30 dal rifugio, magnifica alba al Plateau du Couloir. Il percorso di salita si svolge su terreno roccioso e detritico ripido (45°) e piuttosto infido, tutto sommato meglio se innevato (con neve ben stabilizzata ovviamente), arrivati alle 7,30 in vetta al Grand Combin de Valsorey. Facile e molto bella la cresta nevosa verso la vetta del G. C. de Grafeneire e l'Aiguille du Croissant, da cui siamo scesi alla sommità del Mur de la Cote. Disceso anche il Mur de la Cote, abbiamo attraversasto l'ampia spalla nevosa e risalito i pendii sommitali del G. C. de Tsessette (ore 10), da cui, tornati in cima al Mur de la Cote, abbiamo iniziato la discesa dal Couloir du Gardien sulle tracce dei nostri compagni. Buone condizioni nel Couloir, possibile evitare la calata su abalakov da un risalto verticale di un seracco aggirando verso sinistra (scendendo). Penosa, a causa del caldo e della neve marcia che sprofondava, la risalita al Col du Meitin (raggiunto alle 13 circa). Dopo la mega lavata del primo giorno salendo al rifugio, oggi i temuti temporali ci hanno graziati, anche per la discesa dal rifugio. Un gran bel giro, lungo e complesso, in condizioni un po' al limite per il caldo (per questo solo 3 stelle). Dalla Spalla Isler in poi assenza totale di tracce prima del nostro passaggio... quindi anche la soddisfazione di "inventarci" il nostro percorso.
Con Andrea Guiot, Carlo Ravetti e Luca Savoja oltre a Denise e Andrea di Zurigo con la guida Christian, con cui abbiamo condiviso la serata al rifugio e tutta la salita... Andrea ed io ci siamo dissociati per la discesa in quanto siamo andati a conquistare anche la vetta più lontana, quella del Combin de Tsessette. Un salutone a tutti e grazie per la bella e intensa giornata trascorsa insieme



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Ascensione solitaria glaciale un po in stagione tarda all'ultimo dei Combin rimasto ancora da scalare. Parlo del Combin de Tsesette. Numerosi i pericoli oggettivi, con i quali ho dovuto fare i conti. Un particolare riferimento va fatto alla lunga fronte seraccata poco sotto la vetta, attraversata in tutta velocita', poi sopra piu' facile. Rientro alla Panossiere ma passando dal Tournelon Blanc cima di un certo spicco, in questo angolo hymalaiano del Combin. Quanti crepacci....!!!!

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Dalla valsorey per la spalla isler, siamo saliti al Valsorey, traversato al granfernier e discesi dal coluoir du guardien e via col de valsorey ritornati alla capanna.
giro in circa 12 ore.

La spalla isler è pericolosa per le scariche di ghiaccio e sassi
Solo se molto innevata
Con Carlo e marco G

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La decisione di salire il Gran Combin è scattata nel mio immaginario mentale (e forse anche in quello dei miei compagni) durante la scalata del M. Velan ad inizio luglio. Là, quando nei pressi del Mont Cordine lo sguardo si è rivolto verso nord, ci è apparsa la visione di questa grande montagna, imponente e che per certi versi ci metteva soggezione. Forse era anche questo che ci attraeva…
Il sabato mattina del 9 Set, mentre salivamo alla capanna, ero felice di essere di nuovo lì… per la terza volta in un mese, per ritentare il Combin. Quando io e Renzo tentammo la scalata il 14-15 Ago le condizioni della montagna erano invernali, con 30 cm di neve a partire dalla capanna. Quella sera eravamo gli unici personaggi, insieme a 2 russi, a dormire alla capanna. Faceva molto freddo ed il giorno seguente ripiegammo ancora prima del grande traverso. Quello stesso pomeriggio decisi che sarei ritornato.
Il 24 Ago mi misi in marcia per la capanna, ero disposto ad andar su anche solo… il tempo volse al brutto dopo poco e il temporale, che giunse e mi sciacquò per bene, mi convinse a tornare indietro.
Pensavo anche a questi insuccessi la mattina del 9, ma la compagnia dei miei compagni mi rallegrava. Il giorno dopo, con le condizioni della montagna nettamente migliorate, partimmo sotto una luna che illuminava a giorno (bellissimo!). Eravamo l’unica cordata ad intraprendere la parete S, le altre (7 guide con relativi clienti) avrebbero salito l’Aréte du Meitin. Dopo aver attraversato il ghiacciaio cominciammo a risalire, direzione Plateau du Couloir. Il terreno era duro e si proseguiva decentemente. Giunti alla spalla, una splendida alba ci colse, con un mare di nubi su tutta la Valleé, vedavamo il Velan alla nostra altezza. La risalita della spalla iniziò con qualche scarica di sassi, alcune perplessità ci colsero. Proseguimmo. Verso la fine della parete ci ritrovammo un po’ troppo a dx, ma riuscimmo comunque ad arrivare sulla prima vetta (4184 m.). Era già tardi, per salire anche il Combin de Grafeneire dovevamo discendere al colle e risalire la cresta dell’imponente pendio nevoso. Durante il proseguire ammiravamo le enormi cornici nevose che sbordavano sul versante sud, badando bene di starne distanti. Gli ultimi passi mossi per giungere sulla vetta li ricorderò bene, mi girai subito per incrociare lo sguardo di Franco e Renzo… erano gli istanti più belli di un grande giorno!
Ci attendeva una lunga discesa dai 4314 m. della vetta ai 1800 m. di Cordonna, ma ci sono giorni in cui la gioia di stare su una montagna supera di gran lunga la fatica che si è fatto per giungerci…
La cosa che mi rendeva più felice mentre scendevamo verso l’auto, ormai all’imbrunire, era la gioia dei miei compagni ed il ripensare a quei momenti intensi vissuti lassù, insieme!


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note su accesso stradale :: arrivati alla conca di By (ma il mio socio aveva il permesso)
Una montagna bellissima...ma dall'accesso lungo e infinito, sembra quasi una cima himalayana che richiede tempo e un avvicinamento mica da ridere ! Siamo saliti il primo giorno dalla Conca di By al Rifugio Amianthe...una lunga scarpinata sotto un sole cocente e faticosa per il gran caldo preso. Ottima la sistemazione e il trattamento al Rifugio Amianthe, i soci del CAI di Chiavari ci sanno fare, sono gentili e trattati benissimo. La sera non è mancata un'ottima pasta al pesto ! Il giorno seguente (28/7) siamo partiti di buon mattino e valicato il Col d'Amianthe abbiamo messo piede su Gliacier du Mont Durand con diversi crepacci ma anche con neve compatta e in buone condizioni. Una salita che si svolge regolarmente, mettendoci dentro anche la salita alla Grande Tete de By, giusto per allenarci e restare abituati alle accoppiate (vezzo che ho sempre coltivato !). Dopo una bella sosta in cima per ammirare uno splendido panorama e per le immancabili foto scendiamo, passiamo il Col du Sonadon, e risaliamo, superando un tratto ripido, fino a raggiungere un bel pianoro glaciale...e da qui quello spettacolare nido d'aquila del Bivacco Musso...naturalmente ci siamo solo noi due ! Il terzo giorno (29/7) ci muoviamo alle prime luci dell'alba, la prima parte della Spalla Isler ha poca neve, mentre dai 3750 m. in sù troviamo neve compatta e dura, condizioni ideali per salire con i ramponi ai piedi ! La salita è davvero piacevole, anche i tratti su misto si salgono bene, riusciamo a procedere di conserva, senza doverci assicurare. Sono pendenze che arrivano fino a 45° e tratti di II/II+ di roccia abbastanza decente, il camino finale che porta in cima al Combin de Valsorey era quasi asciutto, e si saliva bene fino a sbucare davanti alla croce di vetta del Combin de Valsorey (se serve, ci sono un paio di chiodi, uno all'inizio del canale-camino e uno alla fine). Ci concediamo una sosta ad ammirare lo splendore che si apre davanti a noi...e poi per la bella cresta nevosa raggiungiamo la vetta del Combin de Grafeneire ! Grande gioia ed entusiasmo per essere quassù ! Dopo un tentativo poco fortunato di due anni fa...stavolta il Grand Combin è stato molto accogliente e ci ha permesso di salirlo ! Giornata splendida, cielo sereno e visibilità ottimale, solo noi siamo siamo saliti dalla Spalla Isler, 4 svizzeri sono saliti dalla cresta del Meitin e 10 coraggiosi sono saliti dalla Cabane de Panossière...lungo la famosa via normale svizzera che percorre il "Corridor" una sorta di...roulette russa ! Massima soddisfazione e 5 stelle pienamente meritate ! Siamo ridiscesi sempre lungo la Spalla Isler, e rientrati al Rifugio Amianthè...piuttosto stanchi ma molto felici ! Ci siamo fermati a dormire, per poi ritornare a valle il giorno seguente...4 giorni da ricordare. Grazie Combin !
Giornate intense, piene di gioie, emozioni e soddisfazioni, condivise con il socio Stefano O. del CAI Ule Genova, ottima compagnia ! Un ringraziamento anche ai gestori dell'Amianthè...ci siamo sentiti come a casa !


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1800
quota vetta (m): 4314
dislivello complessivo (m): 2550

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19/02/20 - Laux (Rocca del) Goulotte del Lago del Laux - silvietto
Se ne parla i prossimi anni...saliti i primi tiri poi scesi in doppia per ventaccio che alzava le temperature (salite di 5 gradi in poche ore)e per ghiaccio molto cariato e al limite. Bucato in mezzo [...]
17/02/20 - Mucrone (Monte) Parete Nord dell'anticima NO - teddy
Partiti da Oropa alle 8,30, funivia chiusa quindi lungo la Busancana senza neve fino ai 1450mt. circa poi continua e ben battuta. Dal Lago Mucrone ottime peste per la via in questione e nessuna per le [...]
16/02/20 - Gran Bernardè (Monte) Canale Ovest (o della Spalla) - grawal
Saliti e scesi con picca e ramponi. Condizioni ancora buone ma chi avesse in programma di salirlo prima della fine della stagione, dovrà affrettarsi a farlo. Inizia a scarseggiare la neve all'uscita [...]
16/02/20 - Cristalliera (Punta) Canale SE - frapic
Si arriva con la macchina al parcheggio precedente la fine strada. Partiti alle 6.15 con le frontali. Sentiero 340 ben segnalato. Neve continua e stabile solo da 1.800 m. circa. Utilizzato le ciaspole [...]
16/02/20 - Grigna Settentrionale o Grignone Couloir Zucchi - mimi
Condizioni ancora molto buone. Sul tiro di corda 40 mt. circa, di trova all'inizio un chiodo poi un friend incastrato ed infine un altro chiodo, si puo comunque integrare facilmente con friends