Luseney (Becca di) Cresta SE

note su accesso stradale :: Poco spazio per parcheggio a Praz
Ma che bella! Non credevo stamattina di riuscirci: pioviggine a più riprese, pioggia debole, nebbia... E invece ha smesso verso le 10.. Cresta subito asciutta. Pochi passaggi veramente tecnici, a meno di non cercali. Placca di terzo comunque obbligatoria: io l'ho salita tutto a sinistra (senso di salita), e scesa pure a sinistra, ma nel senso di discesa: Su cengia, per poi virare a destra su altre cenge comunque generose, il piede appoggia bene.. La roccia è complessivamente di scarsa qualità, ma abbastanza buona nei passaggi tecnici..A parte la placca, il resto son passaggi di secondo e primo, a tratti esposti, a tratti no. Occhio cmq che qualcosa non vi rimanga in mano:) Bivacco Reboulaz sembra più un rifugio, complimenti a chi lo tiene così. Partito da Praz e fatta in giornata, calcolare del tempo supplementare per l'avvicinamento.. Non impossibile, ma c'è..Una stella in meno causa nebbia che ha compromesso i panorami..

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note su accesso stradale :: ok
Dopo il bivacco Reboulaz salire a dx del lago fino al ripiano e continuare sino al terzo canalino sotto il colle Luseney qui deviare a sx per sassaia che diviene sempre piu sabbiosa e instabile e faticosa fino alla cresta (ometto) q. 3190 da qui inizia la parte alpinistica seguire sul filo spostandosi a dx sino al primo pinnacolo, si aggira sulla sx e poi le placche e sopra cordino, serve pure per fare la doppia continuare sempre sulla cresta spostandosi a sx e scegliere la salita a tra parti di bella roccia e parte instabile max II poi su pietraia si raggiunge la vetta noi siamo ridiscesi per lo stesso itinerario,fare molta attenzione all'instabilità della roccia.
saliti dall'alpeggio sopra il rif Magià alle 6 in compagnia di Marco giornata bella al mattino poi cumuli di nuvole che risalivano purtroppo il Cervino è rimasto sempre coperto e le altre cime a tratti coperte a tratti meno, gita di grande appagamento e fatica.


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note su accesso stradale :: Strada chiusa oltre Praz. Parcheggio molto ridotto.
I circa 6 km di avvicinamento su strada (asfaltata e sterrata) con 300 mt di dislivello si sono fatti sentire sopratutto al ritorno.Nonostante la monotonia del percorso, si possono ammirare degli scorci paesaggistici bellissimi.Al termine della strada sterrata inizia il sentiero ottimamente segnato che porta al bivacco situato in un incantevole ripiano.Il bivacco è veramente molto bello!Abbiamo seguito una traccia dx del lago, che però ci ha portato troppo a est, quindi tagliando trasversalmente verso il colle Luseney, ci siamo portati su una cresta secondaria (con traccia e ometti) che si agganciava alla cresta SE.Da lì cresta(bella) con passaggi di II grado qua e là evitabili, tranne la placca un po' esposta di III(presente fettuccia per eventuale doppia).Scesi dalla normale seguendo ometti e traccia su sfasciume, fino ai resti del ghiacciaio(utili ramponi) e poi al colle Luseney. Il canale di accesso è alquanto pericoloso: pieno di detriti mobili(di tutte le dimensioni), e molto incassato.Al suo termine è presente una fettuccia(malconcia) per calarsi sul sottostante ghiacciaio, salto di circa 5 mt. Evitato la doppia spostandoci su delle cengette a sx, poi per pietraia e pendio erboso fino al pianoro del bivacco, senza trovare un ometto.

Incontrato circa una decina di persone sul percorso zona bivacco.Bella montagna, il cui percorso la rende abbastanza impegnativa(avvicinamento eterno, percorso non ovvio, terreno instabile).Grandioso panorama(dal Monte Bianco al Monte Rosa), che però spesso ci è stato oscurato dalle nebbie.Un grazie a Daniele per questa gran bella gita. Consigliato l'uso di una mtb fino a quota circa 2100. Da metà cresta fino in cima funziona internet.


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note su accesso stradale :: Siamo partiti da Baravex Dessus, dove c'è un parcheggio
Si può salire fin al Rifugio Magià sia x il Sentiero 13 che x il 14 (strada asfaltata e poi sterrata).
Abbiamo dovuto far rifornimento d'acqua sulla salita che porta al bivacco, perché una persona nei pressi dell'alpeggio - malga Praterier c'ha gentilmente avvisato che al Reboulaz non ce n'era (grazie!), causa (presumo) siccità del periodo.
Siccome il canale di roccia marcia non l'abbiamo individuato (non abbiamo visto un ometto o altro che ci facesse pensare d'esser nel posto giusto...) siamo saliti da quella che penso sia la via indicata come discesa più veloce: risalito il vallone che porta al Col de Luseney fin a q.2980 c.ca, si risale una faticosa pietraia a prendere una dorsale, che con andamento SW raggiunge la Cresta SE della Luseney a q.3160 (ometto). Si prosegue una cinquantina di metri su terreno tranquillo poi, superato un torrione si comincia la parte arrampicatoria. Qualche ometto sul percorso (qualcuno lo abbiamo aggiunto noi...) ci aiuta nell'orientamento, ma nella stragrande maggioranza del percorso si sale a sx della cresta o, cavalcandola. Arrivati alla spalla q.3380 della cima si evita la cresta dentellata (torrione invalicabile, chiodo con cordone sul versante ghiacciaio...) si percorre il versante sud della vetta su placche e saltini di roccia abbastanza sana (II°) (una doppia fettuccia con moschettone aperto in loco; trovata una corda, dei cordini, garze, siringa, un guanto: un'incidente di qualche anno fa? Tutto portato a valle...) tenendosi poco sotto la cresta (costruito qualche piccolo ometto anche x l'orientamento nel rientro...), fin a riprender la cresta che, nel frattempo spiana e, diventa accessibile arrivando in vetta in breve.
Neve sul percorso "0".
Copertura telefonica inesistente.
L'enfatizzare le proprie emozioni a scapito di informazioni corrette e precise x la riuscita di una gita (anche per la sicurezza degli eventuali futuri fruitori...), non serve a nulla e, sinceramente non me ne può fregar di nulla, anche perché ognuno sale con i propri occhi, le proprie gambe, le proprie aspirazioni ecc. ecc., siate utili al prossimo, e non "banali"! Spero d'esser stato d'aiuto, un saluto a tutti!


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Bella gita, non difficile.
Punto panoramico molto bello su tutta la valle.
La roccia purtroppo è un pò marcia , specialmente allontanandosi dal filo di cresta.
I tre canali a cui fa riferimento la relazione, adesso che non c'è neve, non sono facili da individuare. Ad ogni modo una volta nel pianoro morenico a sx della cresta (guardando la vetta), puntare in qualche modo alla prima parte della cresta, quella che si vede dal bivacco, per intenderci, sostanzialmente in linea tra il biacco e la vetta.
L'avvicinamento in piano al bivacco è davvero lungo, ma il vallone è bellissimo.

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Superlativo il bivacco Reboulaz dove abbiamo pernottato
lunedì sera,accogliente,pulito, con stufa a legna e legna
in quantità,un piccolo rifugio non custodito che merita
veramente rispetto e attenzioni.Martedì giornata tersa
come poche,con vento fastidioso(raffiche violente)che a
poco a poco si è calmato.La cresta è molto bella,non
difficile, comunque pericolosa perché si sale quasi sempre
in libera e una svista soprattutto disarrampicando,si
pagherebbe cara.Lasciando l'auto a Praz,(oltre divieto)
l'avvicinamento è bestiale, un po' per strada interpoderale
quasi piana 6/7km e solo in ultimo 500 mt di dislivello
dagli alpeggi di Praterier al bivacco.Bella montagna da
fare una sola volta nella vita.
Con Gianpi e Mario


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note su accesso stradale :: divieto dopo Praz
Quota bivacco 2570m. Ottimo meteo (con vento teso solo al ritorno al bivacco) e condizioni (roccia asciutta, ma infidissima soprattutto in discesa). Pendio NE in ottime condizioni. Il tratto più serio riguarda la porzione finale della cresta, sempre più aerea (roccia rossa, meno di 200m di dislivello, piuttosto delicati in discesa, dove molti appigli si staccano; inoltre non fidarsi della sosta, va rinforzata). Anche per via del detrito sui canalini ai fianchi della cresta prestare max attenzione, montagna dove non è difficile farsi male. Per il resto della cresta (roccia bianca) e l'enorme morena al rientro, eterno, occorre conservare ginocchia e caviglie.
Ho trovato la salita più facile del previsto, ma la discesa molto più delicata. Infame la morena quasi fino al superbo bivacco (di fatto un rifugio non custodito). Lago e valloncello di salita altamente suggestivi. Panorami dalla vetta superlativi. I vari 4000 molto innevati.
Col grande "metta", al quale sono riuscito a far sbagliare cresta di salita (2,30 h di salita/discesa in più, tanto per gradire...), ma siamo stati caparbi. Classica montagna da 1 sola volta nella vita ma, ancora, che panorami!
PS Un plauso al trio di amici di Gallarate che oltre a farci assaggiare un loro manicaretto hanno autonomamente e convintamente attribuito al sottoscritto chi 10, chi 12 anni di meno. Che simpatici! Prosit!


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Bella gita invernale senza purtroppo raggiungere la cima.
In bici lungo la valle di S.Barthlemy fino oltre quota 2000 (in vista della discesa) e poi a piedi al Bivacco Reboulaz in poco più di 3h. Neve solo da poco sotto il bivacco in su, specialmente accumuli da vento fino a 40cm, ma in generale poca. Eccellente la stufa nel bivacco non ha fatto sentire il freddo (-6° o meno).
Lunedì partiti prima dell'alba verso il Colle del Luseney, senza problemi fino al vallone sotto il colle, a parte il terreno scivoloso per la neve poco consistente speciamente sui pendii erbosi. Decidiamo "di comune accordo" (...) di non salire per il colle del Luseney perchè vediamo un grosso accumulo da vento sopra di esso (probabili venti da nord nei giorni precedenti) e piccole scariche lulngo il ripido canale che porta al colle. Saliamo quindi a sinistra in direzione della cresta S-E, raggiungendola tramite ampi pendii nevosi ed un canale finale abbastanza ripido (40°). Lungo la cresta fini quasi sotto l'anticima, ma data l'ora tarda (12) decidiamo per una ritirata. Discesa senza problemi con doppia da spuntone (cordino presente in loco) fino al bivacco in circa 3h. Poi all'auto quasi al buio in bici (con volo annesso!). Torneremo in estate!!Giorgio e Paolo.

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Bellissima giornata, che ha permesso di salire un ottimo belvedere per una via a torto trascurata che si e' rivelata semplice e sicura. Consigliabile, anche se la roccia non e sempre buona (lo e' rigorosamente sul filo e nei tratti non banali).
In compagnia di mio fratello Ste, con mamma e papa' che ci aspettavano pensierosi al bivacco Rebulaz.

Ciao ciao alla prossima.

Lore84

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E'dal bivacco Rebulaz che abbiamo intrapreso la scalata di questa svettante montagna dal suo lato nord su ghiaccio, e disceso poi da solo per la cresta in oggetto. Paolo che era con me durante la prima fase della salita ha preferito rientrare per altra via al bivacco sempre cmq dal versante nord est della montagna.

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  • 30/06/07 - SEPP57
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Est
    quota partenza (m): 1756
    quota vetta (m): 3504
    dislivello complessivo (m): 1750

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