Cengalo (Pizzo) Via Normale da Bagni del Masino

note su accesso stradale :: in questo periodo non a pagamento
L'intera salita garantisce un'esposizione a sud (fatta eccezione per il tratto di catene in cresta , nord ed attualmente impolverato di neve/ghiaccio) , quindi a riparo dai venti freddi . Quando si risale il canale che precede il colletto dove sono presenti alcune corde fisse rappezzate , prestare attenzione ai sassi che si smuovono. A circa metà cresta si passa sul versante sud per evitare un risalto con un passaggio non immediatamente evidente. Salita molto bella sempre al cospetto del pizzo Badile . Attualmente è possibile provigionarsi d 'acqua poco oltre il rif. Gianetti (chiuso).
La gita se effettuata in giornata ha un dislivello importante
L'invernale del Giannetti ha parecchi spifferi che abbiamo tamponato alla meglio per passare la notte sucessiva nel miglior modo possibile

Anche qui come spesso accade abbiamo trovato dei rifiuti abbandonati dai precedenti visitatori , portarsi qualche cartaccia a valle non è gran fatica e non comporta scomunica....ricordiamolo.
Anche questa era una gita mirata da tempo e finalmente è diventato fatto compiuto. Il sole tiepido di ottobre ci ha scaldato con gli ultimi raggi cenando a ridosso del rifugio.
Altro gitone con Tiziana

alba in val Masino
tratto di cresta
in punta
tratto attrezzato

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note su accesso stradale :: ok
Una sola parola per definire questa salita...splendida...
partiti alle 6 dal park dei Bagni con temperatura fin troppo alta vista anche l'inversione alta di copertura nuvolosa, che ha cominciato a dissolversi una volta arrivati al Gianetti...qua, nel bivacco (invernale del rifugio), abbiamo lasciato il necessario per passare la notte...
ripartiti a passo spedito verso il Cengalo, con ultima parte del percorso,per raggiungere le corde , un po' faticoso e sul ripido...
corde in astato accettabile che aiutano non poco sulle placchette.. poi, oltre queste, facili passaggi per raggiungere il colletto del Cengalo...
poco dopo aver preso la cresta, abbiamo abbandonato i bastoncini...
terreno duro dal freddo..qualche tratto con neve gelata... si arriva al tratto con catene con passaggi innevati e gelati...qui ci siamo assicurati alle catene con una loge all'imbrago ... non abbiamo messo i ramponi ma sarebbero stati utili per sicurezza...
poi si ripassa sul lato piu' a sud.. tutto asciutto e pulito..passaggi non complessi ma in alcuni tratti prestare attenzione all'esposizione...
ultimo ed ampio tratto di cresta, tra massi, con diversi tratti un poco innevati e gelati dove fare attenzione...
in vetta con altri 2 ragazzi anche loro saliti in giornata...bella pausa in contemplazione .. stupiti da panorami di una bellezza rara..
in discesa abbiamo messo i ramponi nel tratto con catene... e tranquillamente, godendoci tutto quello che ci circondava... abbiamo raggiunto il Bivacco del Gianetti dove passare la notte...per la gita del giorno dopo..
roccia nel complesso buona... impressionante la vista della frana sul lato Bregaglia...

Bella..bellissima salita... portata diversa attrezzatura non sapendo bene le condizioni... ma non utilizzato nulla... solo i ramponi...
Logicamente con Andrea in questa bella avventura


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note su accesso stradale :: Pochi posti nel parcheggio gratuito dei Bagni del Masino
Gita lunga che permette di attraversare numerosi ambienti montani. Son salito nel pomeriggio di sabato 22 al Gianetti. Notte tranquilla data la quota inferiore ai 3000m, ma rifugio pieno. Cena sufficiente, colazione scarsa. In ogni caso rifugisti molto gentili e disponibili. Colazione dalle 6, ma non abbiamo fretta date le nebbie. Finalmente partiamo alle 7.15 con buona visibilità. Occorre prendere il sentiero a destra per il rif Allevi e dopo circa 50 m salire a sinistra e seguire gli ometti. A vista si deve passare a destra della panciuta placca di marmo proprio lì in alto. Nel canalone di sfasciumi occorre salire stando a sinistra e puntare all'intaglio di sinistra che porta al Colle del Cengalo. Delle corde fisse aiutano a passare una placca appoggiata esposta ma soprattutto liscia. Dal colle si sale per sfasciumi stando attenti ad un paio di cenge esposte. Si arriva alle catene ovvero un tratto da non sottovalutare data l'esposizione. Più avanti c'è un passaggio su lama stretta in cui occorre piede fermo, e poi qualche passo fino al 2°. Seguendo gli ometti non si dovrebbero avere grossi problemi, a parte il fatto che si muove tutto. Ultimi 100 m di dislivello faticosi ma facili. Condizioni di asciutto totale, solo qualche nevaio fuori traccia. Panorama strabiliante verso il Badile e la Bondasca. Gradevole sosta in cima dato che il vento che ci accompagnava in cresta s'era calmato e il cielo è sgombro da nubi. Discesa con attenzione quasi sempre faccia a valle. Noi abbiamo per errore preso il canalino di sinistra scendendo dal colle: errore. Scendere sempre nel canale di salita (tutto a destra in discesa), quello con 4-5 corde insieme: è più facile e meno pericoloso. Discesa eterna ma ambiente davvero grandioso a mitigare le fatiche.
Un saluto e un ringraziamento ai simpatici Luca e Giovanni conosciuti a cena, coi quali ho condiviso salita e discesa Gianetti-Cengalo.


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ultimo giorno di apertura del rifugio Gianetti. Parlando con il gestore sulla questione di tenerlo aperto almeno un paio di settimane viste le ottime condizioni, mi spiega che il problema principale sta nella mancanza di acqua sufficiente per i molteplici usi : servizi igienici prima di tutto.
Tolto un vento fastidioso nel tratto finale in cresta, giornata stupenda.
27 persone dirette al Badile e una dozzina verso il pizzo Cengalo.


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Gran bel posto, dai torrenti alle foreste di Mello e Porcellizzo all'asprezza del granito, fino a i maestosi scorci su Badile e Bondasca. Frana sulla nord decisamente viva, ancora boati e polverone proprio mentre eravamo in punta. Condizioni ancora buone, tutto asciutto nei punti delicati, qualche passo su neve ma nelle ultime centinaia di metri e su blanda pendenza, rocce umide e lieve verglass nella parte alta ormai più appoggiata. Traccia che abbandona il sentiero Roma non così evidente ma percorso comunque intuitivo e già visibile dal rifugio, il canale con le fisse è quello più a sinistra tra i due. Catene un pò lasche ma il tratto è appoggiato e non troppo esposto, altrettanto delicata è la cengia successiva sul lato sud, non protetta. Nella prima parte del sentiero per il rifugio scorre o staziona molta acqua, forse per recenti temporali, ed essendo in ripido lastricato a gradini si scivola parecchio, specie a suole rigide ed in discesa. Meglio con scarponcini più morbidi da escursionismo in queste condizioni. Rifugio spartano e cena che risente forse della vicinanza svizzera, su due ore e da non aspettarsi le prelibatezze valtellinesi, colazione essenziale a partire dalle 6, discreto affollamento ma sparpaglio tra le varie vie, 50 euri la mezza per caiani, altrimenti 60.
Meteo ballerino ma dignitoso con splendida stellata e chiaro di luna la sera, progressivo annuvolamento dalle 6.30 fino alla pesante copertura nuvolosa grigia ormai in vetta, per fortuna abbastanza alta a lambire la vetta del Badile ma lasciando visibile la NE ed il lato glaciale della Bondasca. Nebbioso verso la Bregaglia e la Svizzera, venticello gelido in alto e prima parte di discesa dove sembrava stesse per piovere ma poi ha tenuto. salut

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Torno volentieri il questa incantevole valle per salire la cima più alta della Valle Porcellizzo messa un po' in ombra dal più blasonato dirimpettaio P.zo Badile salito da me circa 10 anni fa. Spezziamo però la salita facendo tappa al Rif.Gianetti magistralmente gestito dalla famiglia Fiorelli. Salita facile trovata condizioni buone ma non ottime, la pioggia della sera prima a reso i passaggi su roccia un poco scivolosi,attualmente picca e ramponi non servono consiglio di portare solo il casco per il canalino con corda che porta al Colle del Cengalo dove si trova un tratto sporco dove è facile far partire pietre. Dal colle poi sopra passato il tratto di catene un po' lasche senza problemi e poi dritti senza problemi in cima dove senza farlo apposta (infatti mi sono accorto a casa il giorno dopo) siamo arrivati inconsapevolmente in cima alle h.09.30. Proprio a quell'ora esattamente un' anno fa avvenne il crollo della gigantesca frana che si staccò dalla parete nord del P.zo Cengalo e piombò lungo la Val Bondasca arrivando fino all'abitato di Bondo in fondo alla Val Bregaglia. Purtroppo il vasto panorama decantato dalla vetta è stato gran parte rovinato dalle nubi che stazionavano, cospicue sul versante Italiano, un po' meglio sul lato Svizzero. Per Report foto ed itinerario completo digita (Su e giù...con lo zaino 2).Escursione effettuata dopo il bellissimo trek dei Picos de Europa in Spagna, salito con Sergio resosi subito disponibile alla mia proposta di salire il P.zo Cengalo.

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note su accesso stradale :: parcheggiato a pagamento
Prima volta nella stupenda Val Masino. Confermo tutte le info della relazione di Gulliver.
In compagnia di Stefano che ha scelto di salire questa splendida montagna..
Il giorno dopo fatta la punta con due simpatici bergamaschi Cristian e Bruno conosciuti al rifugio.
Partiti molto presto con frontale per evitare i soliti temporali pomeridiani. Scendere con nebbia e pioggia sarebbe molto difficile. La prima parte molto scivolosa per le piogge del giorno prima. Niente picozza e ramponi. Avevamo la corda ma non usata. Nella placca con le corde ne è stata aggiunta una nuova, meno male perché le vecchie sono un po' (tanto) consumate. Salita non banale perché in alcuni tratti bisogna fare attenzione all'esposizione. Dalla punta e anche salendo panorama spaziale specie sul Badile. La discesa fino a Bagni di Masino è eterna

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note su accesso stradale :: Direzione Sondrio, svoltare a sx direzione Val Masino fino ai Bagni di Masino
Dai Bagni di Masino lo sviluppo di andata e ritorno sono 20km con 2200 D+, gita non da tutti (in giornata) visto il notevole impegno fisico; Fino al rif. Gianetti nessun problema di segnaletica, evidente sentiero con numerose bandiere dipinte sui massi. Dal rifugio bisogna tenere la destra e seguire gli ometti non sempre visibili ed non evidenti, prima del tratto di corda fissa per raggiungere il passo Cengalo gli ometti diventano radi. Percorsa completamente in assenza di neve risulta un’ascesa tecnicamente semplice con pochi passaggi esposti nella cresta finale (ultimi 300m di dislivello). Ascensione percorsa in 8.55h dai bagni di Masino e ritorno.
Gita di grande appagamento per gli occhi grazie al panorama e alla vista della NE del Badile. Grazie a Fabio per la sgambatona.


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Le montagne alla testata della val Porcellizzo presentano punti innevati dai 3000 metri in su. Neve comunque dura e ben trasformata.

Noi optiamo per il Cengalo in quanto sulla normale del Badile si vede neve proprio nei punti in cui passa la normale.
Tutto asciutto fino alle corde fisse del Colle del Cengalo. Da qui in poi mettiamo i ramponi e non li togliamo più fino al ritorno. L'innevamento (non eccessivo) in alcuni punti agevola la salita, ma in altri casi bisogna avere un pò di pelo sullo stomaco.
Noi ci siamo legati e in discesa ci siamo assicurati in un paio di punti inventandoci delle soste con fettuccia.
Ad ogni modo dalla vetta panorama eccezionale sulle punte circostanti e sul baratro del lato nord. Da qui si può ben vedere la colata della frana fino a Bondo ed il sentiero per il rif. Sciora interrotto.

Dal rif. Gianetti fino alla cima e ritorno in 8 ore. Attualmente picca e ramponi indispensabili, corda a discrezione personale.
Con Elisabetta


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Bellissima gita autunnale con i rifugi chiusi e solo due persone incontrate in discesa a metá della cresta tutto acquista molto più gusto!
Ramponi tassativo dal Colle del cengalo in vetta,neve ottima e dura che sicuro rende più bella la salita...
Due giorni super con letizia

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Condizioni perfette e tutto fin troppo secco, ahimè…
Nella relazione non è segnalata, pochi metri dopo l'aerea selletta del primo intaglio dopo il Colle del Cengalo, una placca di una decina di metri - appoggiata e solcata da una bella e larga fessura - piuttosto esposta: si tratta di un passaggio forse fino al II+, non banale in discesa se lo si percorre in libera. Nel complesso la valutazione potrebbe anche raggiungere il PD-.
In una giornata spaziale, salita di Luca con Adele, sempre più brava, accorta e tonica, vieppiù dopo la fantastica ma faticosa cavalcata del sentiero Roma.


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Veniamo in Val Masino incerti se fare il Badile o il Cengalo. Ma il primo dei due in quanto un pò impegnativo, non ci convince visto anche il possibile innevamento. Al parcheggio decidiamo quindi di lasciare in macchina le corde per prendere picca e ramponi per il più "facile" Cengalo.
La scelta si rivelerà completamente sbagliata.

Intanto saliamo al Gianetti con tempo nuvoloso che non ci fa vedere le cime. Dopocena le nebbie si dissolvono per lasciare spazio ad un freddo cane. I muri in pietra del locale invernale, certo non infondono calore. Non rimane che bere te caldo e guardare le candele.

Il mattino dopo il Badile ci appare ben pulito e asciutto e innondato di sole, e incominciano a venirmi i primi dubbi. Comunque fino al colle del Cengalo non ci sono problemi. Da qui in poi ogni cm quadrato in ombra è coperto da 5/10cm di neve crostosa. Alle prime catene sul lato nord, andiamo subito in cacca - non avendo neanche un cordino - e ramponi inutili su così poca neve. Sarebbe bastato un kit ferrata per attaccarsi alle catene semi sepolte (e un casco).
Senza pensarci su troppo facciamo dietrofront. Il punto in cui siamo arrivati ci appaga comunque per la bellezza del panorama.

Al ritorno, allunghiamo passando per il passo Barbacane ed il rif. Omio.
Tempo brutto giovedi. Bellissimo venerdi. Abbastanza freddo ma umido. Nessuno in giro.
Commenti personali:
L'invernale del Gianetti, nonostante si aperto da pochi giorni è già pieno di monnezza. Fate schifo...


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Siamo saliti sabato al Rifugio Giannetti (3h con andatura tranquilla e più soste D+1.350mt in 6km) ottimamente gestito e come da previsione al completo (qlc ha dormito sul pavimento della sala da pranzo): vento freddo e fastidioso per tutta la notte, ma che fortunatamente la domenica mattina era magicamente sparito! Chi ha 'tentato' la salita al Cengalo sabato è tornato indietro causa verglass!!!
Partiamo la domenica mattina (gruppo di 10) alle 6.30 dal rifugio, fortunamente per primi, così avevamo tutti dietro. Trovato qualche residuo di nevaio da attraversare, prima corda avvolta dal ghiaccio e qlc sasso ricoprto di verglass quà e là. Essendo gita CAI ci siamo legati, fatta qlc sosta in qlc delicato passaggio soprattutto per la presenza di ghiaccio! Ci siamo fermati a quota mt. 3.326 (e come noi molti altri - 3h dal rifugio), in quanto la calotta sommitale era interamente ricoperta di neve completamente ghiacciata ed eravamo sprovvisti di ramponi e picozze (purtroppo il gestore ci aveva riferito che non c'era più neve!!!!).
Nonostante ciò la valutazione è massima: giornata bellissima con vista spaziale!!!!

L'itinerario non è particolarmente difficile (ometti su tutto il pecorso, lungo la cresta frequenti tracce di sentiero), ma molto esposto in diversi tratti, con diversi passaggi di II gradi e alcuni con verglass e quindi da non sottovalutare. In queste condizioni darei una difficoltà di PD- .
Al momento casco, picozza e ramponi vivamente consigliati, corda a discrezione.

Sulla via un sacco di gente e gite CAI!

p.s. occhio ai sassi in discesa, quando il sole scalda e scioglie il ghiaccio: si muove parecchia roba!.

p.p.s.s. ETERNA la discesa alla macchina :-(





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Saliti sabato al rifugio, speravamo in un maggior scioglimento della neve. Condizioni quasi invernali della salita. Accessibile la corda fissa nel canale. Largamente innevato il primo dosso e completamente sepolta dalla neve la catena. Utilizzato l'ancoraggio distale per fare sosta e sicurezza nel delicato passaggio a scendere al primo intaglio. Innevato con molta neve marcia il passaggio in cresta seguente che è, al momento e a mio parere, il punto più rischioso. Quindi innevata la salita iniziale al secondo dosso con passaggio obbligato sulla placca fissurata. Abbastanza libera la cengia verso sud fino al secondo intaglio. Tanta neve non portante fino in vetta. Indispensabili i molti ometti e molto utili le tracce di due tedeschi saliti il giorno prima.
Utile picozza e corda ma non usati ramponi. In vetta con Fabio e Paolo e in compagnia di Marta e Bruno di Morbegno con cui ci siamo reciprocamente confortati durante la salita. Ovviamente senza neve è tutta un'altra cosa. Posto splendido, rifugio ottimo (anche trota per cena!) e saluti a Mimmo Fiorelli.

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Il brutto tempo della nottata ha lasciato una spolverata di neve, che ha reso appena più complessa la progressione sopra il Colle del Cengalo. Giornata discreta, relativamente fredda con un po' di vento... purtroppo la vetta è rimasta quasi sempre nelle nubi, mentre più a valle il sole non mancava. Partito dal rifugio alle 10, ai primi segni di schiarita, e rientrato alle 17 al Gianetti. Ancora una volta sono salito da solo, i miei soci con il freddo non se la sono sentita di venire su.
L'itinerario non è certamente difficile (ometti su tutto il pecorso, lungo la cresta frequenti tracce di sentiero) ma non è neppure da sottovalutare; si incontrano diversi passaggi di arrampicata sul II. In questa stagione si può fare senza corda, piccozza e ramponi, ma bisogna fare attenzione. Il tratto più delicato è il primo traverso dopo il colle, sul versante N, protetto con catene nuove ma piuttosto lasche, su rocce non semplici. Occhio anche al passaggio immediatamente successivo.
Nel canalino prima del colle invece nessun problema, c'è una corda fissa nuova, ancorata a uno spit. Io l'ho sfruttata in discesa, mentre in salita ho arrampicato più a destra, con un passaggio di II+/III.
Visto uno stambecco, scendendo sotto il colle nel pomeriggio.


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Salita effettuata in giornata dai Bagni di Masino.

L'avvicinamento all'attacco e la via lungo la cresta è sempre ben visibile (tracce di sentiero e ometti).
Condizioni ancora estive totalmente senza neve (non servono ramponi, piccozza, corda).

Giornata tersa con 'mare di nubi' alla mattina presto.
Panorama eccezionale lungo tutto il percorso..

A mio avviso il sentiero che porta al Gianetti è molto scomodo, un intervallarsi continuo di sassi e gradoni.
Catene sulla cresta in buono stato, corda di accesso al Colle del Cengalo molto deteriorata.
Comunque, più facile di quanto pensassi.

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solo 4 stelle per il tempo fantozzianamente solo discreto... e sì che appena più a sud è stato sereno tutto il giorno, mentre sul cengalo per un attimo ha anche piovigginato!
alla corda a penzoloni del canalino del colle del cengalo è meglio non attaccarsi: se salite fino all'ancoraggio capirete perchè!
bella e lunga giornata in un territorio che, dalla gianetti in su, si trasforma passo passo in un "giardino di pietra", con edifici naturali che sono un paradiso per chi arrampica e per chi soltanto osserva, cammina e tocca la ruvida roccia granitica lungo questa varia via normale.
panorama emozionante sul vicino badile.

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Ci sono anche stati ...

  • 29/08/18 - manty57
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1172
    quota vetta (m): 3370
    dislivello complessivo (m): 2200

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