Coca (Pizzo) da Valbondione

note su accesso stradale :: Parcheggio comodo per 6/7 auto a Valbondione (Sambrughera)
Partiti con destinazione Lago di Coca, salita classica dal sentiero 301 ben segnato con bandierine bianche e rosse. Utili i ramponcini da circa 1700 m, dopo il rifugio per arrivare al lago ci sono un paio di “traversi” delicati se la neve è ghiacciata (i ramponcini non bastano ma servono ramponi)..fortunatamente il caldo di oggi ha fatto smollare molto la neve e siamo passati senza problemi ma con attenzione. Salita al pizzo Coca della normale tracciata, abbiamo incrociato un paio di cordate in discesa.
Ottima uscita con bellissimo tempo!
Salita fino al lago ghiacciato e coperto di neve in una giornata splendida..in compagnia di Sara e Tie!

Rifugio Coca in discesa
Pizzo Coca con traccia iniziale che gira netta a dx

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note su accesso stradale :: park a pagamento nei gg di apertura delle cascate del Serio (5€)
Gita fatta in 2gg dormendo al rif Marelli (ottima accoglienza e ottimi pressi, 38€ la mezza pensione).
Discesa fatta sul Curò lungo la Val Morta. Ci era stata sconsigliata perchè i primi 300m di svolgono su terreno ripido e friabile e si incontrano un paio di punti dove occorre arrampicare in discesa (I grado); l'itinerario è cmq ben segnalato e nn offre difficoltà superiori a quelle che si incontrano per andare in vetta. Inoltre il lago di Val Morta è davvero un gioiellino. Tener presente però che in questo modo i tempi si dilatano (dalla bocchetta al Curò ci vogliono circa 3h).
Allego traccia.
Salita di soddisfazione e dalla vetta splendido panorama con la Presolana e le altre cime che sbucavano da una coltre nuvolosa.
Allucinante il Curò con la musica a palla per quasi tutto il giorno (si sentiva fino in cima!!! Chissà perchè il silenzio fa così paura...)


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note su accesso stradale :: Regolare. Attenzione che in certi giorni si devono pagare 5€ recandosi all'Ufficio turistico di Valbondione.
La cima più alta delle Orobie è nel complesso una bella escursione, anche se piuttosto lunga e faticosa, che si sviluppa in un ambiente di montagne imponenti, aspre e selvagge. La parte più faticosa è sicuramente la salita al Rifugio che si svolge su un sentiero che non concede praticamente mai tregua e con l’umidità che c’era quando siamo saliti è stata veramente dura. Inoltre è anche piuttosto sconnesso, cosa che ne rende la discesa veramente sfiancante e spaccaginocchia. Rifugio posto su un vertiginoso pulpito roccioso, bello e ben tenuto e dove si mangia decisamente bene. Da segnalare la grande disponibilità del gestore, veramente gentile e che ci è stato di grande aiuto. La salita al Pizzo Coca, fino alla Bocchetta dei Camosci, si svolge prevalentemente su sentieri belli e ben segnati, ad eccezione del tratto appena successivo al Lago, soprattutto in discesa. Da segnalare che la “famosa” colonnina di chiamata per il Soccorso non c’è più. La cresta si sale abbastanza facilmente perché di vera arrampicata c’è solo il primo canalino e poi si incontrano alcuni tratti piuttosto ripidi ma nulla più. La roccia è piuttosto scivolosa già asciutta per cui penso che bagnata possa aumentarne sensibilmente la difficoltà. Casco assolutamente indispensabile perché in presenza di altre persone piovono proiettili anche di dimensioni ragguardevoli, soprattutto se chi sale non sembra avere capito bene su che terreno si trova. In particolare mi ha impressionato il numero di persone che, purtroppo, il casco proprio non lo aveva. Dalla cima veramente ottimo panorama circolare che oggi, malgrado un po’ di foschia, ci ha permesso di vedere il lontano Monte Rosa. In zona moltissimi stambecchi, fin nei pressi del Rifugio. Come già detto sabato giornata umida e nebbiosa ma domenica temperatura nel complesso gradevole, a parte l’ultimissima parte di discesa, visibilità ottima e con mare di nubi nelle prime ore del mattino. Segnale Wind al Rifugio. Con Fausto e Michele.

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note su accesso stradale :: Ok Valbondione, attenzione al traffico intenso al ritorno
Pernottato al rifugio Merelli (chiusura il 28/10, aperto in ottobre nel fine settimana) salita x rifugio semplice su sentiero segnalato e molto diretto.
Partenza dal rifugio ore 7 (3gradi) no verglas su tutto il percorso anche se chi ha fatto gita sabato, con tempo umido lo ha trovato sulle cresta finale e sull'accesso al passo dei Camosci.
Salita fino al passo su sentiero segnalato e ben percorribile poi arrampicata max primo grado su variante FACILE, utile casco, cresta finale lunga, ma non difficile, seguire con attenzione i bolli rossi e gli ometti, sopratutto in discesa, il punto + impegnativo è il camino iniziale

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Trasferta di 3 giorni sulle Alpi Orobie, giusto per andare a mettere il naso anche da queste parti. Saliti al Rifugio Coca venerdì pomeriggio da Grumetti. Sentiero molto redditizio, sempre piuttosto ripido e parecchio sassoso. Nella parte bassa si cammina nel bosco, poi man mano si apre e si fa più panoramico. Saliti in circa 2 h 45; gran caldo nella parte bassa, poi più fresco e anche qualche goccia di pioggia prima di arrivare al rifugio.
Rifugio semivuoto (eravamo solo in 7) e trattamento buono (costo ½ pensione 38 € per i soci CAI). Sabato partenza alle 7,45 dal rifugio con meteo splendido; salita comoda e senza grandi difficoltà fino alla Bocchetta del Camoscio…bisogna solo fare attenzione a prendere il sentiero giusto al Lago di Coca, che parte sulla destra circa 50 metri prima del lago. Molto ripido questo primo tratto sopra il lago, poi la pendenza diminuisce. Dalla bocchetta inizia il tratto alpinistico; il passaggio tecnicamente più impegnativo è sicuramente il canalino iniziale, poi c’è ancora un tratto a metà salita con qualche passo di arrampicata un po’ esposto, per il resto si usano un po’ le mani ma senza particolari difficoltà (noi non abbiamo preso la variante difficile)…il pericolo maggiore è quello di scaricare pietre, quindi ritengo utilissimo il casco. Arrivati in vetta verso le 11,15, quando ormai le nubi si erano addensate impedendoci di godere del magnifico panorama.
Discesa fatta con molta cautela lungo l’itinerario di salita fino alla bocchetta, poi da qui siamo scesi in Val Morta visto che pernottavamo al Rifugio Curò. I primi 200 metri di dislivello sono bruttissimi e piuttosto pericolosi; il sentiero è ben segnato ma il terreno è infido e decisamente instabile, con sfasciumi e terriccio molto scivolosi e parecchi tratti esposti. In caso di pioggia o terreno bagnato credo sia da evitare accuratamente. Dai 2.500 m in giù discesa decisamente più rilassante, anche se parecchio lunga; bisogna poi tenere conto che per arrivati alla base della diga, per raggiungere il Curò ci sono un paio di risalite, brevi ma poco gradevoli a fine giornata.
Gita piuttosto lunga anche se il dislivello non è elevatissimo (risalite comprese siamo a circa 1.250 m) e non banale, sia per la salita alla vetta che soprattutto per la discesa in Val Morta. Ambiente molto selvaggio e severo…peccato per le nubi che ci hanno limitato il panorama, che credo sia grandioso. Parecchia gente in vetta, molti dei quali saliti in giornata da Valbondione.


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Abbiamo effettuato il giro Valbondione - rifugio Coca - bocchetta dei Camosci - Pizzo Coca - Bocchetta dei Camosci - Rifugio Curò - Valbondione, compiendo un bel anello vario e divertente.
Salita al Pizzo Coca in ottime condizioni, nulla da segnalare.
Prima parte di discesa dalla bocchetta dei Camosci verso il Curò da affrontare con attenzione, ma sempre su sentiero ben bollato.

Nuvole diffuse non ci hanno concesso una buona visuale dalla cima.

Viste due persone sul Dente del Coca e una cordata impegnata sulla Cresta Nord del Coca.


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Il Re delle Orobie.....molto bello. Gita dal lungo dislivello ma dal poco sviluppo, sale ripida con costanza e poche pause. Bellissimi gli ultimi 300mt con buona roccia e passaggi divertenti. In salita presa la deviazione a destra marcata come difficile, che consta di un passaggio di 2+ esposto. in discesa ho optato per il percorso 'facile' Bolli presenti a indicare il percorso senza troppi dubbi.

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Lunga tirata in giornata da Valbondione. Ma dal rif. Coca in poi l'ambiente è di una tale bellezza che riempe gli occhi e lo spirito. La zona del lago di Coca è detta la Conca dei Giganti... dei giganti orobici! Maestosi e severi, si ammirano il Redorta di fronte (oggi però quasi sempre nelle nubi), lo Scais, il Porola, il Dente ed infine il Pizzo di Coca, ambita meta finale. Dalla Bocchetta dei Camosci 2730 il percorso si fa più alpinistico ma la roccia è decisamente buona e gli ultimi 300 metri di dislivello si svolgono per cresta, paretine e canalini in un ambiente a dir poco spettacolare!
In cima, una coppia, qualche altro solitario e un ragazzo dal crinale est.
Dalla Bocchetta dei Camosci in poi, in piacevole compagnia di Luciano.

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Niente da segnalare.

Assenza di vento e caldo, cielo sereno fino alle 9:30, poi nuvolosità variabile.

Percorso asciutto, molta gente sul percorso.

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note su accesso stradale :: parcheggio bordo strada prima del sentiero
perfetta la relazione della via descritta da Tiziana,condivido perfettamente per la F la valutazione,bisogna stare attenti a voler far sembrare piu' facile di quello che non e' questa salita,comunque bellissima,
Un grazie di cuore a Tiziana, sempre pronta a questo genere di avventure,alzarsi nel cuore della notte,tornare con il buio per poi ripartire il giorno dopo(solo lei puo')


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note su accesso stradale :: piccolo parcheggio dopo le indicazioni per Rif Coca
come gia' detto in alcune altre precedenti relazioni, anche questa salita alla punta, considerata la piu' semplice, non e' valutabile come EE/F, (o addirittura EE in altri siti) ma una F ci sta tutta (come in altri siti ancora)...dalla bocchetta dei camosci e' gia' presente un passaggio di I° nel canale/camino di accesso alla cresta..poi si alternano passaggi di I° e uno di II°, con tratti di cresta anche esposta..roccia sfasciumosa in alcuni tratti ma invece molto buona nei passaggi di arrampicata e nei tratti di cresta piu' delicati
dove vi e' il passaggio a ''gradoni'' vi e' ,almeno per il momento, una corda lasciata appunto come sostegno per la discesa, in quanto il passaggio e' esposto e pericoloso in caso di neve o ghiccio.
molto bene indicato il ''bivio'' tra percorso facile (nostro) e difficile (col passaggio di III°)
il percorso di cresta e' segnato da segni piu' marcati ed altri un po' sbiaditi, in ognio caso sempre evidenti, fino in punta.
presente in alcuni tratti, a partire da circa 200 mt sotto la punta, neve gelata, ma , appunto, solo in alcuni tratti e non continua..ben tracciata da precedenti passaggi ma, come detto, gelata..quindi picca e ramponi direi che sono utilissimi..e noi li avevamo..come utile per la discesa e' stata la corda presente nel passaggio a gradoni, in quanto anche su questi al momento e' presente un po' di nevischio.
questa e' stata una gran gitona...tenendo presente che e' stata fatta in giornata e ormai con le poche ore di luce a disposizione..ci siamo basati sulle tempistiche date da altri, ma percorrendo il tutto senza prenderla di corsa e tenendo presente dei tratti innevati, 6 ore per la salita ce le abbiamo messe
oggi con Domenico (Lupi Grigi)..da almeno 2 annetti mi aveva proposto questa meta...il momento buono per realizzarla sembrava non arrivare mai ed era stata messa nel cassettino dei desideri per il prossimo anno...invece... quando meno ce lo si aspetta ecco che basta riaprire il cassettino e passare ai fatti..

appena posso posto le foto


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note su accesso stradale :: Parcheggio a inizio sentiero
Gitone per una grande montagna. Il dislivello si fa sentire, soprattutto durante la lunga discesa. Salito in circa 5 ore e mezza soste comprese. Lo sviluppo non è elevato: a parte il tratto rifugio Coca-lago di Coca si sale sempre sul ripido. Tutto il percorso è ben segnato, i bolli bianco rossi e l'evidenza del sentiero mi hanno permesso di percorrere con la frontale il tratto auto-rifugio Coca. Dalla bocchetta dei Camosci alla cima si tratta di un percorso alpinistico. I passaggi di arrampicata non superano il 2° grado ma la roccia è tipicamente Orobica ovvero sfasciata e poco affidabile. Casco consigliato. L'esposizione di alcuni passi non può permettere distrazioni. Ad oggi ramponi e picca sono indispensabili per un solo breve tratto di circa 30m di dislivello. Qualcuno saliva e scendeva questo breve canalino in scarponcini, a mio modo di vedere hanno fatto una sciocchezza. Neve gelata ed esposizione assoluta sul baratro: nessuno scampo in caso di scivolata. Molti stambecchi in giro nei pressi del rifugio e sopra al lago di Coca. Bellissimi alcuni maschi davvero giganti! Sole velato ma panorami comunque strepitosi per la più alta vetta delle Alpi Orobie e della provincia di Bergamo. Circa 10 persone su questo percorso oggi. Mi sono goduto la vetta in solitaria per quasi un'ora nonostante il venticello gelido.

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Niente da segnalare.

Come riportato nella gita precedente, alcuni segnavia sono stati ripassati, agevolando la ricerca del percorso, soprattutto in discesa.

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Gran bella scarpinata! Per quanto riguarda la cresta finale volevo aggiungere che i bolli non sono affatto sbiaditi, con ogni probabilità sono stati riverniciati di recente.

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note su accesso stradale :: Attenzione ai giorni di apertura cascate a Valbondione - P a pagam.
Ultimo tratto alla Bocchetta dei Camosci ancora con neve ma superabile senza problemi (traccia). La parte in cresta pulita e senza neve me molti sassi smossi (probabilmente anche dal recente disgelo). Il nevaio sul versante opposto della Bocchetta rende ancora poco praticabile la traversata.

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Capisco che i gradi orobici siano altra cosa, comunque d'accordo sul fatto che ci stia un F, dalla bocchetta si hanno sempre le mani in terra! salita rapida e divertente su roccia buona e ricca di appigli, pietre smosse qua e là. Bolli sbiaditi ma si passa bene anche fuori traccia, i punti più ripidi sono il camino iniziale (10m) ed uno sperone gradinato prima del tratto di sentiero sotto la vetta. Discesa verso il Curò su sfasciumi e salti di roccia un pò infida, è ottimamente segnato, ma occhio che in poche ore ha tirato giù due belle scariche nel canale principale. Tempo così così, rifugio più che dignitoso, rimpatriata eno-escursionistica coi soci del nepal! salut

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Innanzitutto questa salita NON è EE ma almeno F.
Ci sono un paio di passaggi di 2°grado e, dalla Bocchetta dei Camosci in su, l'esposizione è notevole,procedendo inoltre su terreno infido.
Dopo il pernottamento al Rifugio Coca per spezzare il mostruoso dislivello di 2150m (molti però fanno la salita in giornata!!!!)siamo partiti in una nebbia autunnale che più o meno ci ha accompagnato sino in vetta.
Raggiunta la cima però abbiamo goduto di buona visibilità grazie ad una bella schiarita.
Temp. fresca anche al rientro, grazie al cielo nuvoloso;parecchia gente in giro ed anche in punta, nonostante la difficoltà del percorso, che, specie nel tratto finale, va seguito con attenzione.


Salita effettuata con un noto gulliveriano ed alcuni amici bergamaschi conosciuti durante un viaggio in Nepal.


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Anche per me in salita qualche problema di individuazione del percorso a causa dei bolli sempre meno evidenti, ma si passa bene un po' dappertutto. In discesa tutto ok.

Il sentiero é tutto sgombro da ghiaccio o neve.
Meteo ottimo.

Una quindicina di persone sul percorso.


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accesso alla vetta su un percorso che "rende" veramente!
fin dalla partenza il sentiero non molla mai, poi anche oltre il rifugio coca la pendenza tiene e l'ambiente diventa più alpestre e molto bello, ancora punteggiato di nevai già sotto al lago coca e fin sotto alla bocchetta dei camosci.
cresta finale pulita e ben percorribile, stando solo un po' attenti all'orientamento (meglio cercare gli ometti, più visibili dei bolli).
visti molti stambecchi e qualche camoscio.
in fondo alla discesa pediluvio rigenerante nelle fresche acque del serio.

prima volta per me su uno dei giganti delle orobie, in un ambiente davvero selvaggio.


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NONOSTANTE LA NEBBIA IL SENTIERO E' BEN SEGNALATO SINO ALLA BOCCHETTA DEI CAMOSCI,POI FARE ATTENZIONE PERCHE' I BOLLI ROSSI SONO PARZIALMENTE CONSUMATI-CANCELLATI.PRESENTE SULLA PARTE FINALE(A TRATTI)NEVE RESIDUA DELLA SCORSA SETTIMANA,MA NON CREA PROBLEMI.IL TRATTO RELATIVAMENTE PIU' IMPEGNATIVO E' IL PRIMO CANALINO(10M)SUBITO DOPO LA BOCCHETTA (1°-2°GRADO) IL RESTO DELLA CRESTA,E'SUFFICIENTE ATTACCARSI QUA E LA' CON BUONI APPIGLI PRESENTI.

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Assenza di neve. Tratto finale asciutto nonostante le consistenti precipitazioni dei giorni precedenti. giornata inizialmente serena, poi con addensamenti nuvolosi sempre + consistenti. Ultimi 200 metri di dislivello percorsi nelle nuvole. Al ritorno breve pausa al rifugio ove mi è stata servita la + microscopica fetta di torta che abbia mai visto (praticamente una sezione sottile, per usare un paragone in campo geologico). Giunto alla macchina alle 14.30, dopo 5' si scatenava una violento nubifragio (quando si dice il tempismo...). Giornata comunque molto soddisfacente nonostante il meteo non perfetto. Un saluto a Pietro e Giacomo, bergamaschi di pianura (Cologno al serio) con cui ho condiviso la parte finale della salita.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 900
quota vetta (m): 3052
dislivello complessivo (m): 2150

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