Gelàs (Cima dei) Via Normale da San Giacomo

Gita effettuata in due giorni pernottando al rifugio Soria Ellena.
L’ascesa finale richiede un certo impegno, sia fisico che tecnico. Considero la difficoltà più vicina al PD che F.
Il canale S. Robert e completamente sgombro da neve. E’ preferibile uscire a sx, all’altezza di una conca spesso colma da neve, puntando uno stretto canalino che si può affrontare direttamente o meglio sulla sx.
Raggiunto un comodo terrazzino, dove inizia la prima breve placca di roccia chiara, è presente una freccia gialla che indica il passaggio sulla dx, in direzione di un canale dove sono presenti alcune tacche gialle.
Abbiamo seguito questa indicazione. Inizialmente il canale sembra buono, ma le difficoltà aumentano nella parte finale dove è presente una seconda freccia che indica di riportasi a sx sulla cresta. In uscita dal canale abbiamo affrontato un passaggio di III grado su un diedrino.
Per la discesa è decisamente meglio rimanere sul crestone che offre appigli decisamente migliori.
Raggiunta la placca finale, la risaliamo sulla fessura di sx che non oppone grossi problemi. Attenzione in discesa che può diventare ostica in presenza di pioggia o neve. Forse è meglio avere con se uno spezzone di corda che può facilitare la discesa, assicurandosi sui numerosi spuntoni di roccia. Non sono presenti chiodi o soste per eventuali doppie.
Terminata la placca, si esce su un aereo intaglio dove sul versante opposto è evidente la cengia che conduce velocemente in cima.
Cima poco frequentata dagli Italiani.
Numerose le presenze di Francesi che affrontano la salita dal colletto S.Robert, dal canale francese tra cima nord e sud e dalla cresta NE dal balcone del Gelas.
In cima, grande è la soddisfazione di aver salito il Bianco delle Marittime anche se ormai i glacio nevai rimasti sono quasi in estinzione.

Condizioni del canale S. Robert
Puntando il canalino in uscita dal canale S.Robert
Inizia il tratto alpinistico
Salita sulla placca finale
Ultimi metri alla vetta
In cima sulla nord del Gelas
In discesa dal crestone
In discesa sul canale S.Robert

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Salita in condizioni buone. Neve ancora portante nei canali che però cominciano a mostrare la corda (soprattutto il primo).
Gita da non sottovalutare per impegno fisico, sviluppo, isolamento e roccia marcia.
Il telefono non ha segnale già ad alcuni km dal parcheggio.
Le Marittime sono una garanzia. Buona accoglienza del Rifugio Soria Ellena. Unica cordata dal versante italiano. In cima qualche cordata proveniente dalla Francia. Con Mattia e Michele.


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Una bellissima solitaria...incredibilmente ho trovato immediatamente la strada, tutto l'itinerario è ben segnato prima con tacche rosse (forcella roccati e canale di s.robert) poi gialle nel finale. Una volta tanto il ghiaccio mi ha reso agevole la salita...nel canale di s.robert i detriti non muovevano e non ho mai perso un passo...Bisogna solo fare attenzione nella parte finale perché è presente neve sulle rocce, ormai siamo agli sgoccioli per queste quote. Per il resto panorama da urlo, stambecchi enormi e quel silenzio che piace a me...Alla fine il gps segnava 25km e 2100d+.

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Partito alle 15.45 del giorno precedente con destinazione Bivacco Moncalieri dove sono arrivato tra cupi nuvoloni alle 19.30. Frugale cena e piacevole chiacchierata con alpinista della Valle Stura seguito da un buon riposo (anche se faceva un bel freddino...). Nella notte nebbione totale e alle 6 di mattina stessa situazione. Finalmente verso le 8 si intravvedono sprazzi di luce e alle 8.30 decido di partire verso il passo dei Ghiacciai che supero quasi nel nulla.
Appena supero i contrafforti che scendono ad est del Gèlas e mentre finalmente le nuvole si aprono, risalgo fino a giungere ai glacio-nevai sotto la vetta dei Gèlas. L'intento era di provare a risalire il canalino degli italiani senza neve. Pessima idea. Il nevaio che portava all'attacco era facilmente superabile con picca e ramponi, ma dall'alto era un continuo piovere di sassi sul nevaio. Inoltre il canalino dava un'idea di instabilità totale che mi ha portato a cambiare il programma.
Decido quindi di ripiegare sulla normale. Rimango alto a filo nevai fino a giungere al termine dell'ex altopiano glaciale sotto la vetta e scendo a filo del contrafforte di Punta Roccati fino ad imboccarne il canale nel punto più alto possibile (anche se 350/400m li ho dovuti perdere...). Da lì la gita è come descritto da annagarelli nel post precedente con il vantaggio si essere il primo e quindi senza rischio di ricevere pietre sulla testa :-). In effetti il canalino Saint-Robert è davvero terribile senza neve e non muovere pietre e pressoché impossibile.
Nella parte sopra il canale gli ometti sono davvero radi e più di una volta sono dovuto tornare indietro per capire dov'era meglio proseguire. Basti pensare che nella traccia GPS di salita e di discesa sono passato in parti completamente diverse del tracciato...
Gli ultimi centro metri sotto la vetta in effetti si sviluppano su roccia ottima, tuttavia bisogna prestare massima esposizione perché la perdita o rottura di un appiglio con conseguente caduta sarebbe quasi certamente fatale. La placchetta in cima invece è piena di tacchette che garantiscono una buona tenuta degli scarponi (più attenzione richiesta a scendere per non rischiare di scivolare). Sceso sempre dalla Normale e ritorno a San Giacomo tramite meritata birra al Rifugio Soria. Itinerario molto lungo e per niente banale anche se spezzato in 2 giorni. Saliti (e scesi) quasi 2400m per un complessivo anello di 24km.
Giornata perfetta. Il sole ha faticato a mandare via le umide nuvole della notte, ma verso le 9.30 si è aperto tutto ed è uscita una giornata meravigliosa. Sempre ventilata e fresca.
Vista dalla cima mozzafiato. Sembrava quasi di poter toccare l'Argentera imponente di fronte a me e tutto le altre cime principali della valle Gesso spingendo lo sguardo fino a cime lontanissime.
Ringrazio e contraccambio i saluti per tutti gli amici incontrati in vetta.


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Abbiamo fatto in bici i primi 3,5 km e cioe' fino al gias della siula; nel complesso abbiamo effettuato la salita come relazionato qui; solo che, arrivati a meta' del canale di saint robert, dove c' e' un ripiano con un nevaio, siamo usciti a sn su roccia bella e facile, con ometti che segnalavano il percorso; continuare nel canale ci e' sembrato piu' scomodo e pericoloso; infatti una stella in meno e' proprio per la parte bassa del canale s robert che oggi mi e' sembrato pericoloso per caduta pietre; per il resto la salita e' risultata molto bella con i tratti di arrampicata su ottima roccia;
per la discesa, abbiamo deciso di fare un bel girone passando dapprima nel canale della via normale francese (anche qui attenzione alle pietre instabili); poi abbiamo fatto una lunga traversata verso ovest, fuori sentiero e su pietraia, con passaggi da cercare con attenzione (facile se nel posto giusto); siamo passati per il lac blanc, il lac mort e siamo quindi giunti al lac de fenestre, molto joli; di qui abbiamo proseguito sul bel sentiero che sale al col de fenestre e poi siamo scesi nei pressi del rifugio soria e ritornati alle bici che abbiamo inforcato con molto piacere
oggi molta gente sul percorso di salita e in cima; un saluto all' alpinista di savona incontrato in cima e un saluto in particolare a alberto (se ricordo bene il nome) e compagno, con cui abbiamo condiviso la parte finale della salita, la distensiva fermata in punta e (soprattutto!!!) l' avventurosa discesa
sviluppo totale 26 km (di cui 7 in bici per noi oggi) per 2250 m di disl
amenita' : stasera abbiamo avuto diritto a doppia razione di gnocchi al similcastelmagno (slurp!!!) comprato al caseificio valle gesso; la relazione ha potuto attendere... ;D

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Bella ed appagante gita su pietraie ripide e placche appoggiate di gneiss bello solido seppur ricoperto di sassi. Dalla cima vista dalla Corsica al Cervino!! Ramponi inutili. Ottimo trattamento al Soria Ellena! Utile il casco, specie con gente davanti. Con il grande Mario!

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Prima salita per me sul "Bianco" delle Marittime! Partiti alle 5,30 dal rifugio Soria-Ellena (gestione eccellente) ed arrivati in vetta in 4 ore. Condizioni buone, dopo la forcella Roccati pochissimi nevai (aggirabili), canale ormai bucato pertanto per me sono ormai inutili i ramponi e la piccozza. Dopo la prima parte del canale sotto la bastionata di rocce nere deviato a sinistra come da relazione (ottima) di gambeinspalla.org. Placca finale facile ma temo ostica in caso di temporale o roccia bagnata. Discesa con molta attenzione ai detriti e agli alpinisti sottostanti, peraltro sempre poco numerosi su queste montagne faticose e forse un po' snobbate in favore di altre di maggior quota o notorietà o "moda".
Rientro a san Giacomo lungo (2000 mt di dislivello dalla vetta)!

Nessuna copertura telefonica in tutto il vallone della Barra e nemmeno in vetta.
con Morena, vera esperta di vette della val Gesso


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Sabato siamo saliti al rifugio Soria passando dal bivacco Moncalieri e dal Passaggio dei Ghiacciai: resiste solo una lingua di neve ghiacciata di pochi metri subito dopo la discesa dal passaggio dei ghiacciai, che si può aggirare scendendo qualche metro. Noi l'abbiamo attraversata scavando qualche gradino con la piccozza. Domenica mattina siamo partiti dal rifugio sotto una cappa di nuvole/nebbia che a poco a poco si sono diradate. Non c'è più traccia di neve, per cui la salita al colle di Saint Robert è un po' delicata: molte pietre instabili, ma seguendo gli ometti e le tacche rosse e facendo molta attenzione si sale abbastanza agevolmente. Dal colle si segue la cresta verso sinistra che si apre ben presto in un largo pendio sospeso: seguendo ometti e tacche gialle si piega a sinistra verso un canale-rampa che conduce all'ultimo, breve, tratto della cresta ONO. Panorama magnifico dalla cima: nuvole in diradamento sulla pianura, Monviso, Monte Rosa e Bianco verso nord, Costa Azzurra verso sud!
Per scendere abbiamo percorso la cresta verso il Balcone del Gelas: divertente, aerea, facile e su roccia buona. Siamo quindi scesi verso Madone de Fenestre, attraversando verso il Lac Blanc e, proseguendo verso ovest in leggera discesa, abbiamo raggiunto il vallone tra la Cima di Saint Robert e la Cima Est di Finestra. Qui abbiamo abbandonato il sentiero che scende decisamente verso il fondo valle e abbiamo proseguito verso destra in leggera discesa, raggiungendo un intaglio a quota 2400 m circa, da cui siamo scesi verso il Lac de Fenestre e risaliti alle casermette soprastanti. Da qui in breve abbiamo raggiunto il colle di Finestra e per ampio sentiero siamo tornati al rifugio Soria e all'auto a San Giacomo.
Itinerario divertente, vario e panoramico. Con Marcello, Paola e Davide.


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..Era da un bel po' che ci balenava l'idea di salire questa bella montagna, e finalmente, approfittando di un ottimo settembre, siamo riusciti a portare a termine l'impresa!
La gita se fatta in giornata come noi, richiede un certo allenamento, per lo sviluppo e i tempi di marcia non proprio brevi: tra salita e discesa, circa 11 ore e 28km di cammino..
L'avvicinamento al rifugio Soria è noioso e si sviluppa su sterrato che non prende mai quota.. Ottima invece la salita su bel sentiero e parte di detriti, alla forcella Roccati..
Stessa cosa non si puo' certo dire del canalino Saint Robert: la traccia è evidente, ma la progressione è lenta e pericolosa per il fondo tutt'altro che sicuro.. Detriti e sfasciumi fino a una colata finale di neve dura come il marmo.. Da qui le difficolta' alpinistiche: noi abbiamo preferito evitare la salita ripida su neve ghiacciata, arrampicando su roccette a destra della stessa (alcuni passaggi di II+, anche III, parecchio delicati).. Dal colletto Saint Robert su rocce di I e arrampicata finale di II e II+,bella ma mai banale ( a tratti un po' esposta), si arriva sulla splendida vetta con panorama grandioso!
In discesa nel Saint Robert, abbiamo trovato un'alternativa alla difficile disarrampicata: un po' goffa ma molto efficace! Ci siamo infilati in una crepaccia tra la montagna e la neve (che non ha mollato come consistenza tutto il giorno), e siamo scesi in un sicuro corridoio alto circa un metro fino alla fine del nevaio, evitando cosi' passaggi molto piu' ostici!
..è stata una gita che ha regalato molte soddisfazioni.. A parere nostro forse un po' stretto il grado di difficolta' F+ con il Saint Robert in queste condizioni ( forse il passaggio piu' delicato di tutta la salita).
Complimenti al mio compagno di salita Ciava per l'aver combinato questa bellisima gita! Un grazie ai cordiali gestori del rifugio Soria Ellena per la loro disponibilita' e gentilezza! Oggi tanti francesi in punta e solo 2 ragazzi incontrati sul nostro versante.. In compenso tantissimi camosci su tutto il percorso! Buone gite a tutti, aspettando la neve!


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Consigliatissimo il casco.
L'avvicinamento all'attacco della forcella Roncati è facile ma non è da sottovalutare il resto della salita: ogni sasso che tocchi muove e abbandonato il canale S. Robert, l'orientamento diventa difficoltoso. Prima delle placche siamo finiti fuori via in una divertente placca di 3+ (niente di che ma si poteva evitare).
Comunque è stata una gita fantastica e, in un certo senso, anche una "prova generale" della prossima salita al Monviso, tra pochi giorni. Suggestivo il pernottamento in tenda e bravo come al solito Gabriele.


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Gita svolta in velocità: partiti col buio e primi raggi di sole solo una volta giunti sulla cresta terminale. 4 ore e un quarto di salita (escluse le pause foto siamo sotto le 4 ore di cammino), ma panorama mozzafiato una volta giunti in vetta. Capatina anche sulla Vetta gemella (la Sud) e pranzo con dei francesi saliti dalla Normale Francese.
Grazie a Marco, un vero stambecco delle Alpi e un ottimo compagno di cammino; prima gita assieme.


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Disponendo di una giornata intera da dedicare alla montagna (rara occasione perchè di solito mi devo accontentare di mezze giornate)ho deciso di salire al Gelas dalla via normale italiana e scendere dalla via normale francese del canale Est ritornando poi con lungo traverso al Colle di Finestra.Gita veramente lunga ma appagante!Partito da San Giacomo alle 6.45, alle ore 12 ero in vetta e alle 17.45 ero dinuovo dalla macchina, lo sviluppo della salita è di circa 12 km e quello complessivo di ben 28 km per un dislivello di salita che, includendo le perdite di quota, arriva a 2090 m. Ho portato con me piccozza e ramponi ma non li ho mai utilizzati, infatti i nevai si sono ritirati parecchio e si può fare a meno di attraversarli. Seguendo un percorso già a me noto da una precedente salita, dopo il primo nevaio che si incontra scendendo dalla Forcella Roccati, anzichè salire direttamente il canale, ho proseguito lungo la pietraia mantenendomi circa in quota lasciandomi più avanti sulla dx un masso enorme che spicca sulla pietraia(lapide murata), fiancheggiato un piccolo nevaio ho salito il canale di sx senza incontrare praticamenente i fastidiosissimi sfasciumi. Il piccolo ma ripido ora nevaio sospeso che c'è sotto il cucuzzolo è quasi assente, sicchè si può attraversare nella sua mezzeria e arrampicare poi direttamente per rocce scalinate e lastroni cercando di evitare se possibile la breve crestina NNO perchè è parecchio esposta.In vetta, oltre alla croce, c'è una Madonnina artistica in legno.C'era una comitiva di francesi giunti dal canale Est con i quali ho fatto pranzo. Sono poi sceso dal Canale Est (tra le due cime, Nord e Sud), completamente sgombro di neve. All'inizio e a circa metà del canale Est si trova un chiodo con fettuccia,ci sono due tratti dove ci sono dei salti ma si possono evitare disarrampicando ai lati. Il resto del ritorno è stato parecchio lungo (impossibile da fare con nebbia...)ma bello perchè si fiancheggiano più laghetti, alfine bisogna comunque risalire di circa 140 metri per arrivare al Colle di Finestra.

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note su accesso stradale :: regolare
Trasferta piuttosto lunga confidando nelle previsioni di meteofrance ed è andata bene. Bella montagna e complessivamente bella e varia ascensione, anche se la salita alla Forcella Roccati non è proprio il massimo del divertimento. Canalino Saint Robert e nevaio sommitale ancora bene innevati, piuttosto duri ed ottimi da salire al mattino ma piuttosto "sgradevoli" in discesa, in quanto la neve ha mollato decisamente. Facile e divertente la parte rocciosa, senza dubbio il tratto più bello della salita: peccato sia troppo breve! Dalla vetta panorama completo sulle per me quasi sconosciute Marittime. Buono il trattamento in Rifugio. Un saluto ai due ragazzi di Ovada con i quali abbiamo condiviso parte della gita. Con Michele ed Antonio.

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Bella salita anche se sicuramente non nella stagione più ideale visti i due canali da risalire con tante pietre che rotolano giù...
Giunti però sulla cresta molto panoramica la roccia è molto più buona e vi potete godere la salita fino in vetta.
Partiti dal ottimo rifugio Soria alle 6.30 e giunti in vetta alle 10.15 al di sopra di un mare di nuvole a dir poco spettacolare....
Oggi in compagnia di un piccolo gruppetto del cai di Ovada...


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avvicinamento effettuato in mountain bike, apprezzatissima soprattutto al ritorno.
sentiero molto ben segnalato.bisogna solo stare attenti a girare a sinistra seguendo gli ometti dopo la prima parte del canalino di Saint Robert.Io, che come al solito ho dimenticato a casa la relazione, sono andato dritto seguendo i bollini rossi.arrivato al nevaio,ripido e di neve molto dura,non avendo i ramponi ho provato a proseguire arrampicando sulle rocce a destra.Dopo un pò ho desistito, mi sembrava un pò troppo rischioso.Scendendo ormai rassegnato a tornare a casa, ho visto gli ometti e ho proseguito fino in cima, 5 ore e mezza da S.Giacomo.
Non ho incontrato nessuno in tutta la salita, tantissimi escursionisti francesi in vetta o nelle sue prossimità.Visti alpinisti sulla cima di S.Robert e sulla cresta degli italiani.


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Saliti sabato nel primo pomeriggio al rif Soria ed in attesa della cena siamo andati ad esplorare la zona del Colle di Finestra, da qui abbiamo brevemente risalito la Cima Ovest di Finestra, ottimo belvedere sulla via italiana al Gelas.
Il mattino seguente partiti alle 5 dal rifugio, saliti per la via italiana al Gelas risalendo il canale Saint Robert tutto innevato, roccette finali e cresta pulite. Bellissima montagna appartata, dalle vie di salita non banali e complesse da trovare. Il meteo al mattino ci ha graziati regalandoci scorci di panorama verso la serra dell'Argentera.
Ottima accoglienza al rifugio Soria.

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lunghissima gita a anello. difficile trovare la traccia, funziona molto l'intuito e la cartina.

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Salita effettuata in due giorni con pernottamento al Rif. Soria.
In vetta alle 10,00. Panorama straordinario (dal mare al Monte bianco) per condizioni di visibilità eccezionali che hanno perdurato per tutto il giorno.
Difficoltà indicate (F+) a nostro avviso un po' generose, forse più reali in condizioni primaverili. Comunque c'è poca arrampicata (solo nel tratto finale) e piuttosto facile. Ramponi inutili, necessari solo casco e corda (questa comunque non indispensabile).
Il tratto più problematico a nostro avviso è il canale per il colle St Robert (molte pietre instabili in assenza di neve).


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bellissima gita in giornata, in solitaria fino al colletto saint robert .
Partito alle 6:30 da san giacomo, arrivato in punta alle 11:45.
Il dislivello è tanto ma ne vale veramente la pena!

La via descritta differisce leggermente dalla normale italiana riportata nelle guide, ma (specie in discesa) mi è sembrata meglio segnalata (ometti nei punti più ambigui).

Divertente l'arrampicata sulla cresta, non sempre banale.
Panorama stupendo già dal colletto saint robert (costa azzurra compresa!) e incomparabile dalla cima!!



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Itinerario abbastanza complesso a causa dell'attraversamento di diversi colletti e di susseguirsi di canali e cenge.
Difficoltà poche.
Salito da solo. Dormito in tenda nei pressi del rifugio Soria. Tempo discreto.


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Impiegato 3h e 20mn a salire al Gelas dall'Ellena Soria per la via normale della Forcella Roccati, e 2 a scendere. Avuto la fortuna di trovare l'intero percorso in ottime condizioni di neve e roccia asciutta. Anche il tempo se vogliamo e' stato dalla mia parte, favorendo ulteriormente il buon esito della gita. Modeste le difficolta' su roccia. Quanto alla parte su neve, e' stato inevitabile l'uso dei ramponi, che pero' ho immediatamente rimosso al momento di venir alle prese con la parte rocciosa finale prima della vetta.

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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Ovest
    quota partenza (m): 1213
    quota vetta (m): 3143
    dislivello complessivo (m): 1950

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