Terra Nera (Monte) da Rhuilles, anello per i monti Giaissez, Dorlier, Dormillouse e Vallone Clausis

Salito direttamente alla Dormillouse ieri e pernottato nel nuovissimo bel bivacco Corradini sotto la cima.Alba e giornata spaziali. Da solo ,nessuno in tutto il giro solo tre che salivano il pendio terminale del Terranera mentre scendevo verso il Gran Bara/Clausis
Bivacco Corradini
Bivacco all’alba

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Oggi giornata calda, ma alla fine dai 2.500 in su si stava bene c'era anche un po' di arietta.
Fino alla Giassez nessun problema sentiero autostradale.
La Dorlier è il punto delicato, è franato in più di un punto, in una zona è andato via un bel settore. Sì traversa di sfasciumi neanche troppo instabili, ma il piede deve essere molto fermo, alcuni punti c'è una discreta esposizione. Nel tratto ampio franato ho traversato in piano per scoprire alla fine che il sentiero era sopra di me di una decina di metri, salito dritto per dritto per recuperarlo con qualche passo di I. Se qualcuno ha capacità alpinistiche forse è meglio passare per la cresta.
Dopo questa nessuna difficoltà di rilievo, salito la Dormillouse, la Terra Nera e in discesa non pago anche il Gran Barà e il Monte Clausis, un muro d'erba.
Il dislivello è almeno 1.600 metri se non di più. Il sentiero non sempre è evidente, anzi. Non c'è neve, o meglio quella poca che c'è non da problemi.
Gita lunga e con continui saliscendi, per escursionisti esperti.
Fatta in solitaria causa mancanza rigelo su ghiacciai.
L'ambiente è selvaggio, ma il percorso non è entusiasmante, senza contare l'eterno rientro su sterrata.


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Saliamo fino alla Dormillouse passando per la Giassez e la Dorlier, arrivati in cima decidiamo di modificare il nostro giro ad anello scendendo per la Crete de la Dormillouse.....è stato stupendo vedere volteggiare sopra le nostre teste una decina di Grifoni...

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Fatto questo giro al rovescio, con salita per il vallone di Terra Nera e ritorno lungo la cresta della Dormillouse senza passare da Dorlier e Giaissez (non essendomi chiaro lo stato del passaggio chiave franoso).
Giro che ho trovato lungo e non entusiasmante: forse da me approcciato in maniera errata, o forse perchè ero stanco per le fatiche dei giorni precedenti.
Partito da Rhuilles alle 8:00 con 4 gradi. Ho faticato a trovare l'attacco del sentiero dopo le Grange Thuras (nel prato adibito a pascolo), l'ho poi intercettato dopo una decina di minuti camminati tra cespugli, un po' seguendo tracce di animali, un po' andando verso l'alto. Il sentiero è decisamente visibile una volta trovatolo: una traccia marcatamente terrosa/sabbiosa tra erba e arbusti. Arrivato all'altopiano a 2450m circa, ho proseguito seguendo la traccia, alcuni ometti e il ruscello, sotto lo sguardo attendo di una mandria di vacche di razza Highlander (sembrano Yak...). Attaccata la pietraia le tracce si moltiplicano e gli ometti diventano invisibili (ammesso che ci siano, e non si tratti invece di pietre accatastate dal caso). Ho proceduto così, a sentimento, senza problemi ma un po' stizzito, fino a circa 2900m quando una deviazione verso sinistra (est) ha finalmente rivelato con più chiarezza (ometti) un percorso da seguire. Da lì fino in cima, sole bello caldo, ma venticello tagliente. Solo 5 o 6 altri escursionisti, incrociati per un breve attimo. Per la discesa, fino al Virandatur ci sono 2 o 3 pietraie da superare, La traccia si mantiene sempre in cresta, o leggermente in basso sul lato francese (e di questo la ringrazio, perchè evita gli scorci un po' più vertiginosi). A tratti evidentissima, a tratti invece scompare (dove maggiormente la vorresti vedere) ma non è mai un problema, a patto di vincere la tentazione di scendere in direzione Ovest, soprattutto a partire da 2700 in giù, perchè si finirebbe sulla strada che sale da Cervieres (gli edifici e la strada che si vedono non sono la destinazione). Lungo cammino, vari saliscendi, il panorama alla fine non è stato sufficiente per me a vincere la mia spossatezza mentale, così alla fine sono sceso dritto per prati anzichè continuare a seguire fedelmente la traccia "ufficiale", fino ad intercettare la strada per il Col Chabaud più a Est.
Una gita che sulla base di questa esperienza consiglio solo a chi parte molto motivato di voler fare il percorso come indicato: sono oltre 20km, per certi tratti non ci sono indicazioni, io l'ho scelta come diversivo per non sciupare una bella giornata, ma non è la forma mentis giusta.

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note su accesso stradale :: ok fino a Ruilles, per Grange Thuras si anche con auto normali (prudenza)
Tante ore di cammino quasi sempre su panoramiche creste e dorsali, già questo dovrebbe essere un motivo valido per venire qui.
Partito da Ruilles con temperatura folle alle 7.30 e aria calidissima ,per fortuna il sole non arriverà fino al pianoro sotto la cima Dorlier. Io ho evitato, a differenza della relazione, il passaggio su Giaissez e Dorlier, perchè avevo in mente di continuare fino alla Cima Clausi, perciò ho seguito il sentiero per il Col Chabaud abbandonandolo una volta aggirato il Giaissez. Alcune mandrie di mucche in zona ma per fortuna nessuna disavventura nè con bovini nè con cani. Il sentiero per la Dormillouse si perde un po' una volta superata la dorsale della Dorlier, bisogna cercarlo stando sempre sul bordo sinistro del vallone, specie nella fascia di pietrame prima della croce. Da questa si apre la lunga (ma non troppo) cresta, già percorsa anni fa con le ciaspole, ma sempre bella e piacevole nonostante un po' di saliscendi. Raggiunto quasi il Terra Nera, ho evitato di salire subito in cima scendendo direttamente al Passo Terra Nera, nonostante il pendio non ispiri fiducia si scende bene e c'è anche una labile traccia, che diventa più marcata proprio al passo, e che inizia a salire il ripido pendio della Cima Clausi. Tutto sommato si sale con meno fatica di quel che sembra perchè il terreno è compatto, ma non ci si faccia ingannare perchè la cima non è nè la prima (che culmina poi in un ripiano) nè la seconda, ma finalmente è la terza, contraddistinta da un grosso ometto di pietre su un roccione cubico.
Una breve sosta e ritorno sui miei passi fino al Passo Terra Nera, dove mi aspetta una mistica risalita al Monte Terra Nera, con caldo atroce anche a 3000 m.
Qui finalmente una sosta più lunga in compagnia di due simpatici escursionisti italiani saliti da les Fonts. Dopodichè mi avvio in discesa nel vallone sospeso tra il Terra Nera e il Colletto Clausis, posto sempre magnifico nonostante la siccità abbia già reso i prati con i tipici colori di fine agosto. Anzichè seguire il sentiero principale nel vallone, mi sono mantenuto sul crestone di destra (buona traccia) che precipita sulla Val Thuras per toccare anche il Monte Gran Barà, poco appariscente ma il percorso offre un bel panorama. Dal colletto Clausi dove ci sarebbe un piccolo ruscello dove rifornirsi di acqua ma ci sono anche le mucche, veloce discesa fino alla carrozzabile poco prima delle Grange Thuras Superiori. Lungo rientro a Ruilles lungo la strada della valle, tagliando i tornanti dove possibile, con un caldo insostenibile e miraggi connessi. Considerare che in tutto il tragitto l'unica acqua sicura si trova a Chabaud, quindi a poco dalla partenza.
Giornata stupenda ma caldissima come detto, consigliabile avere con sè molta acqua (io bevo molto ma 4 litri li ho finiti tutti). Quattro persone sul Terra Nera e alcuni francesi in cerca di genepy. Finalmente torno a pestare gli adorati sfasciumi delle mie vallate. Per il giro completo ho impiegato 7h30 soste comprese.

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Il percorso è in buone condizioni, ma un pò delicato nel tratto sotto alla Dorlier a causa dei molti detriti/sfasciumi che in alcuni punti coprono la traccia.


A causa di impegni serali e notturni, abbandono l'idea di fare un'uscita alpinistica e mi lancio in questa "breve" passeggiata.
Salgo come da relazione e poi scendo per la cresta Nord-Nord-Ovest passando dal M. Gran Barà e dal M. Clausis. Il giro è veramente molto bello al punto che si merita le ***** nonostante la parte iniziale su ripida sterrata e poi nuovamente sterrata nella parte finale, il gran caldo patito in salita e la meteo così così.


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note su accesso stradale :: Strada da Rhuilles "impegantiva"
In Val di Susa ottima giornata fino al pomeriggio, quando invece verso nord cominciavano i temporali che avrebbero rovinato il giorno dopo.
Partiti alle 9.45, alle 12.45 in cima alla Dormillouse. Lauto pranzo. Ripartiti alle 14, ale 15 in cima al Terra Nera. Discesa cominciata alle 15.20, terminata alle 17.20 ad attendere che ci venissero a prendere.

In compagnia di Melina, Titti, Luca, Dandi, Andea, Mini e Sea fino alla Dormillouse. Solo con Luca, Andea, fino al Terra Nera.


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Sono salito sul Terra Nera effettuando la traversata dal Col Chabaud e risalendo in sequenza la cresta della Dormillouse, il Viradantour e per ultimo il Terra Nera in una giornata spaziale, fredda, con le montagne imbiancate. Va da se che la parte Giaissez-Dorlier, già fatta in passato più volte, l'ho vista dal basso.Salito con il Pandino 4x4 alle Grange Chabaud, con conseguente risparmio di 300 m. di dislivello molto utili in prospettiva della lunga discesa, ho trovato all'inizio temperature decisamente fredde per la stagione, con alcuni gradi sottozero.Per quello che riguarda la salita,poco prima del Colle Chabaud si piega a sinistra e si risalgono senza via obbligata i ripidi pendii erbosi della Cresta della Dormillouse.Verso i 2600 m la cresta inizia ad avere una fisionomia più precisa e si riesce a trovare anche qualche traccia di passaggio. Superata la croce dell'anticima della Dormillouse, si superano in sequenza la vera vetta della Dormillouse e quella del Viradantour, tenendosi sempre sul filo di cresta o qualche metro sul versante francese.Per la salita al Terra Nera si supera un breve tratto di massi accatastati e per il pendio detritico ( oggi innevato) si tocca la croce di vetta. La discesa l'ho effettuata seguendo il classico percorso sciistico dall'anticima della Dormillouse lungo il vallone che sbocca a valle del colle Chabaud.
Gita effettuata in totale solitudine, in un ambiente ormai autunnale dai bellissimi colori, La neve si trova sui versanti a nord a partire dai 2800 metri, ce n'è poca ma con queste temperature difficilmente si scioglierà.


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Salito con l'amico Maurizio, abitante e conoscitore delle Valli di Susa facendo un giro un pò più grande. Siamo partiti dalla zona del lago Nero puntando al Col Bousson, percorrendo tutta la lunga cresta erbosa fino alla Dormillouse, cime intermedie e poi al Terra Nera. Scendendo al passo omonimo siamo risaliti per sfasciumi alla Cima Clausi (3236 m.) con l'intenzione di spingerci fino alla punta Merciantaira (3293 m.) dove si vedevano alcuni escursionisti che salivano dal versante francese, ma mentre cercavamo il passaggio più idoneo per arrivare al passo di Terra Rossa, meno ovvio dei precedenti, il tempo è peggiorato così abbiamo fatto rapidamente marcia indietro senza fare più nemmeno una pausa mentre incalza un brutto temporale con forte pioggia e grandine, un massacro. Con le varianti aggiuntive il dislivello complessivo della gita supera i 1700 m. e lo sviluppo diventa davvero notevole. Durante la discesa anzichè ripetere interamente la cresta siamo scesi nel vallone della Dormillouse passando dal piccolo Lag du Fond nella speranza di ridurre il rischio fulmini mentre le montagne circostanti si imbiancavano di colpo per la grandine caduta a palate. Nonostante l'infelice rientro, una gran gita con notevoli panorami sui versanti italiano e francese che mi ha fornito notevoli spunti sulle prossime mete nella zona. Montagne tutto sommato abbastanza facili dopo aver assaggiato un po' di Valchiusella e Valgrande :-) ... nonostante l'assenza quasi totale di veri sentieri e segnaletica verticale ed orizzontale, nemmeno le cime toccate hanno il nome accanto alla croce di vetta. Durata complessiva della gita : 11 ore di cui meno di un'ora di pausa.

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gran gitone che ci ha permesso di incontrare la prima neve di stagione. partiti da Ruilles, stupendo il tratto gr.Chabaud-Giaissez: la stradina nel bosco è un vero capolavoro! Poi il tratto più impegnativo verso la Dorlier dove abbiamo incontarto poca neve ma rigelata ed insidiosa. Dalla Dorlier si sta quasi sempre in cresta con panorama mozzafiato e oggi giochi di luce bianco(neve) e nero(le nuvole) stupendi. Infine lunga discesa dal Terra Nera con un primo tratto molto divertente su pendio ben innevato (non portate ancora gli sci però, non è il caso!!) fino ad incontrare la strada di fondo valle.
Giornata nel complesso ben soleggiata e solo un po di vento in alcuni tratti, incontrato due sole persone al Giaissez.

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Tranquilla camminata solitaria in posti panoramici. Prati sterminati, dai colori già autunnali. Marmotte, camosci, ecc. . No bipedi, tranne che al Terra Nera. Vento freddo, talvolta gelido. Tornato per il vallone del Terra Nera. Se avete ancora voglia, giunti sotto il curioso triangolo del Monte Clausis, risalite quei piccoli 100mt: la vista sul vallone di Thures da lì è assai simpatica.

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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1653
    quota vetta/quota massima (m): 3100
    dislivello salita totale (m): 1443

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