Thabor (Monte) da Grange di Valle Stretta

note su accesso stradale :: Libero fino all'attacco
Splendida giornata di sole. Percorso ottimamente segnato e percorribile senza problemi lungo tutta la tratta. Un po' di vento in vetta, ma niente di estremo.
Vista dalla vetta
Lungo la parte finale
Lungo la parte finale

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note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Parcheggiata la macchina nel posteggio poco prima del Rifugio I Tre Remagi da dove parte il sentiero che conduce al Monte Thabor.
Bellissima escursione in un contesto paesaggistico/naturalistico spettacolare, si cammina sempre su bel sentiero pulito; la cima capeggiata da una cappelletta è ben visibile si dalla partenza. Si risalgono i pascoli dove abbiamo trovato una infinità di mucche e il sentiero non è mai impegnativo; questo cambia dopo aver raggiunto il pianoro dove si incrocia il sentiero che sale dal Rifugio du Thabor, li il sentiero diventa più impegnativo inerpicandosi sino a raggiungere la vetta ma si cammina sempre bene e non vi sono alcune difficoltà da segnalare.
Al ritorno abbiamo preso il sentiero che porta sul lato francese al Rifugio du Thabor per completare un bell'anello e tornare al rifugio senza ripercorrere il sentiero di salita. Qui da segnalare una cosa che una volta scesi nei pressi di un laghetto e dopo averlo costeggiato vi è una deviazione, non vi sono indicazioni o cartelli ma solo due tacche su una pietra una a sinistra e una a destra e per chi vuole scendere al rifugio deve tenere il sentiero di sinistra altrimenti se si continua, come fatto da noi erroneamente (non conoscevamo la zona), su quello di destra si scende abbondantemente sotto il rifugio arrivando sul sentiero che sale dal rifugio I Tre Remagi.
A questo punto non abbiamo fatto altro che ridiscendere sino alle macchine, effettuando la deviazione che consiglio vivamente (5 minuti a piedi) per vedere il bellissimo Lago Verde.
Un ringraziamento sempre al mio amico di escursioni Andrea e agli altri ragazzi che oggi ci hanno accompagnato nella nostra escursione.


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Sempre bello (e lungo...) il Thabor!
Dopo il col des muandes ho trovato il sentiero in condizioni peggiori di quanto lo ricordassi, comunque sempre abbastanza agevole.
Peccato trovare la cappella sommitale chiusa e quasi crollata.
Piacevole ritornare sul Thabor dopo 5 anni, soprattutto con una compagnia così: Bea, Michi e Luisa.


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note su accesso stradale :: Nessun problema, ampio parcheggio, non abbiamo pagato
Non c'è più traccia di neve sulla normale, a parte un nevaietto un po' esposto lungo forse 10 metri in cui fare molta attenzione.
Saliti dalla normale e scesi nella valle adiacente per il Lago Peyron. Attrezzatura consigliata per fare il bagno: cuffietta per chi ha i capelli lunghi :D
Grazie a eleutheria e ghemon di avventurosamente: giornata strepitosa, con meteo anche favorevole alla faccia delle previsioni più pessimistiche!


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note su accesso stradale :: Ok
Sentiero pulito fino a sotto il colle.Da lì neve fino in vetta.Utili i ramponi.Panorama stupendo .Dal 7 luglio l'accesso delle auto in valle stretta sarà regolamentato. Ieri i parcheggi erano strapieni.

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note su accesso stradale :: Da Bardonecchia seguire per Grange de la Vallèe Etroite, fino al parcheggio prima della borgata.
Siamo partiti con ritardo da Rivalta, perchè qualcuno è rimasto addormentato, possibile?!?! Ad ogni modo, siamo arrivati su con cielo limpido ed un freddo pungente, sullo sfondo delle Grange si intravedeva la nostra meta imbiancata da una decina di centimetri di neve caduta la notte prima. Il gruppo era abbastanza folto e ciò non ci ha consentito di tenere il passo desiderato. In ogni caso visto che il posto era nuovo per noi, prendersela comoda è servito a guardarsi bene intorno e godersi lo spettacolo dei Serù che sono davvero suggestivi e strani rispetto ai "nostri" paesaggi. La camminata è piacevole, mai troppo impegnativa, anche se il dislivello e lo sviluppo orizzontale è notevole. Arrivati all'altezza del Lac Blanc il cielo era però notevolmente ingrigito. Al colle del Thabor iniziavano a svolazzare fiocchi di neve. Qui il gruppo si è diviso, i meno volenterosi si sono fermati, noi, quelli col passo più deciso abbiamo proseguito, anche perchè la perturbazione è andata via via peggiorando e c'era il rischio di non vedere più il sentiero. In ogni caso siamo giunti in cima con una visibilità praticamente annullata. Un bicchierino di Genepy, uno di Serpillo, foto di rito e poi siamo rapidamente ridiscesi. A 2.500-2.600 la neve era già pioggia. Giunti alla macchina a pomeriggio inoltrato. Abbiamo incontrato dei ragazzi africani che ci hanno chiesto un passaggio a Nevache. Certo! Poi?
Davvero uno dei posti più belli dove sono stato, mi hanno detto che è molto frequentato, di certo non da agosto in poi. Voglio ritornarci.


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Bella salita interessante e ripida nella parte finale
Oggi insieme a cugini e amici di Sagnalonga e altra numerosa comitiva di Bardonecchia. Circa 50/60 persona di età diverse. Molto freddo e vento alla partenza con la neve che aveva fatto la sua comparsa sulla parte alta dell'itinerario. Cappella in vettà ufficialmente chiusa alla visita causa pericolo di crolli. Pavimento interno lesionato. Purtroppo permanenza in vetta limitata dal perdurare di vento e freddo molto fastidioso con nuvole. Scesi sul versante del Lago Peyron, dove alcuni temerari hanno fatto il bagno chiudendo così l'anello con bellissimi panorami. Molto affollatto l'itinerario normale di salita. Parcheggi nei pressi dei Rifugi 3° Alpini e Tre Re Magi affollati e a pagamento (2 euro)


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Bellissimo giro in una valle che d estate non avevo mai visto . Ritornati dalla cima al Col des Meandes siamo scesi al Lac du Peyron e da qui al Pont de la Fonderie per chiudere così un anello .stupendo.Tantissima gente e tempo super
Con Tizzì che sale sempre più veloce . Due ore e quaranta x la cima


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note su accesso stradale :: dal Parking delle Grange di Valle Stretta
Una corsa ciclistica che arrivava dal Colle della Scala ha bloccato il passaggio (per noi si è trattato di un quarto d'ora circa), poi via, tutti in gruppo dal parcheggio. Salita che non mi stufo mai di fare, sempre piacevole, fino al paesaggio marziano della cima. Saliti veloci, considerando lo zaino con macchina foto reflex, teleobiettivo, libri, borraccia, termo ecc...) al di sotto delle 3 h dal parking (2h 57'). Discesa, per la prima volta, dal vallone del Lac Blanc, in totale solitudine (incontrati solo 3 escursionisti al lago). Il primo tratto della via "francese" di Nevache è assolutamente spettacolare, tra la terra rossastra, la pietraia ed i nevai. dal primo colle (Col de La Chapelle dovrebbe essere) giù sotto le rocce, fino al fondo del vallone. Da lì ottime scivolate sui nevai del fondo, infine passando tra pietraia e zone erbose, seguendo qualche ometto, siamo arrivati molto meglio del previsto al lago. Dal lago siamo passati sulla sponda ds (forse c'è una traccia che sta sulla riva sin. ma non l'abbiamo vista) e quindi, non volendo fare il giro largo, siamo scesi su un dosso e successivamente, evitando una zona di salti, verso i laghetti del vallone che porta al Lago Chardonnet/Col di Laval. Di lì una flebile traccia scende, riattraversa il rio che arriva dal Lac Blanc e raggiunte il pianoro del Ponte delle Pianche.
Il tempo ha tenuto, solo un breve debole rovescio scendendo dal lago, ma si è subito rimesso al bello, mentre verso la valle di Susa si vedevano minacciosi nuvoloni neri. Peccato che il sentiero che risale la valle verso Laval Muandes/Chardonnet e Lac Blanc sia inspiegabilmente senza alcun segnavia.
con mia moglie Simo, che ha tirato alla grande!


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Siamo saliti Manu ed io partendo dall'accogliente Rifugio I Re Magi, salendo la via normale ed abbiamo raggiunto la vetta immersi nella nebbia. Fortunatamente il tempo è migliorato e così abbiamo potuto sostare davanti alla Cappella per circa un'ora. Bisogna ancora oltrepassare alcuni nevai che, con le temperature estive di questi giorni, si superano senza grandi difficoltà. In discesa abbiamo percorso il sentiero che porta al colle Valle Stretta, facendo così un bel anello. Alla prossima

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note su accesso stradale :: ok
Partite alle sei dal re magi per stare al fresco.La prima neve si trova sui pendii prima del colle Muandes. Dopo abbiamo calzato i ramponi e abbiamo trovato ottima neve nei pendii più dritti.In vetta piumino. ..bello fresco . panorama superbo. Discesa alle 10.30 su ottima neve veloce. Nei prati sottostanti un tripudio di fiori.Merita .

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note su accesso stradale :: ok a grange di valle stretta
Giornata super senza una nuvola e panorami eccezionali. Saliti per la via normale e scesi passando dal lago peyron. Scendendo a quota 2700 circa vi è il bivio che indica il rifugio del thabor. Giunti al lago superarlo per poche decine di metri e ad un bivio girare a destra (non vi è nessuna indicazione) il sentiero scende gradatamente costeggiando un ruscello con acque cristalline ( da bere) fino ad incrociare sul pianoro il sentiero che arriva da pian della fonderia e da qui in breve alla macchina. Giro piuttosto lungo di oltre 21 km ( almeno 2 in più se fossimo ritornati secondo la salita). Allego cartina con traccia gps.
Con Lia e Bepi.


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note su accesso stradale :: ok
Bella gita facile con panorama esteso. Discreto sviluppo km ma su terreno facile. Segnaletica ottima. Tanta gente .Un saluto al gruppo di uomini pelosi presenti oggi e Angelatractor imprendibile sia in salita che in discesa.

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note su accesso stradale :: ok, parcheggio 2 euro in fondo alla strada
Solo qualche nevaio residuo e ben tracciato poco sotto la cima che si supera facilmente senza ramponi. Cielo limpido con panorami strepitosi, in particolare sugli Ecrins. Si attraversano vari tipi di ambiente, dal turistico fondovalle, ai verdissimi pascoli in fiore, al paesaggio lunare con solo pietre e detriti, sempre con un occhio attento ai vari soprammobili rocciosi ed arditi che contornano la valle. Svariate decine di persone in giro su questi sentieri comodi e scorrevoli, molti runners. Sviluppo chilometrico non indifferente. Prima volta per me in valle stretta. Con Marco (kima) buon conoscitore di queste cime e valli.

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note su accesso stradale :: Ottime condizioni
Gita di inizio stagione, sentiero sgombro sin verso i 2650mt, oltre questa quota, ancora parecchia neve con traccia da battere, abbiamo seguito una via diretta verso la cima. Ambiente bello e panoramico, possibile ancora fare una discesa con gli sci, almeno sino ai 2650mt.
Ottimo il gruppo, ben assortito e con persone alla prima esperienza montana nel raggiungere una cima.


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note su accesso stradale :: Nessun problema
Finalmente il Monte Thabor ! Ottima scelta ieri.
Bellissima giornata anche se fredda e con la prima neve.
Molto bella la Valle Stretta, il percorso è vario e mai monotono e l’itinerario molto ben segnalato.
Panorama spaziale dalla cima.


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Gita appagante e di grande respiro, in una valle dal fascino sempre particolare. Cielo inizialmente terso, peccato che proprio in cima al Thabor le nubi l'abbiano fatta da padrone, precludendo la vista di panorami che si annunciavano mozzafiato.
Al ritorno, deviato verso il lago Peyron dal Col des Méandes per gustare altri scorci magici di questa splendida valle.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Sentiero come sempre ottimamente tracciato. Per la discesa abbiamo optato per proseguire verso il lago Peyron e da lì ritornare ai Re Magi
Io e Ale con Giro e Silvia. Magnifica giornata


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Sentiero ottime condizioni con 3 nevai ben tracciati con neve di consistenza tipo estiva, per cui ottima tenuta senza sfondare anche nelle ore centrali della giornata, negli ultimi 300 mt. di dislivello.
Temperatura gradevole (quasi fresca) in vetta.

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Bel giro effettuato in versione trail, anche se da sotto il col des meandes in poi le gambe non abbiano più voluto saperne di girare come si deve; comunque sono soddisfatto delle mie 2 ore dai rifugi alla cima. Tanto fango su tutto il percorso e dalla maison des chamois in su anche neve (che qui deve essere caduta più copiosa rispetto al resto della valSusa), anche se è relegata a piccoli nevaietti che non richiedono l'uso di "attrezzatura specifica". In salita sono passato dal vallone del desinare mentre in discesa in quello del lac peyron (ben ghiacciato), dove oltre alla neve abbondante iniziava ad affiorare anche un po' di ghiaccio. Occhio dopo il lago che se si vuole proseguire verso il colle di valle stretta (come avrei voluto fare io) bisogna seguire il sentiero alla sx del torrente, se si segue quello di dx si torna a valle.
Bel giro e panorama dalla vetta infinito: Viso, Ecrins, Ambin, ecc
Come già detto sentiero sempre ben evidente, mentre le tempistiche e il kilometraggio riportati sono esagerati.

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Sentiero ben evidente su tutto il percorso, nonostante la nebbia a tappo che mi ha accompagnato sino sulla cresta; di li alla cima sole e vento dalla Francia e muro di nebbia dall' Italia; in discesa qualche buco nella nuvolaglia mi ha anche permesso di scorgere cosa mi circondava !!!

Parecchi francesi ed un paio di italiani sul percorso, poi tutti asserragliati nella cappelletta di vetta al riparo dal gelido vento.



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Giornata molto bella, serena e tiepida, solo in vetta un po' di vento freddo. In vetta in 3 ore e mezza, niente da segnalare lungo l'itinerario.
Sempre un piacere tornare sul Thabor, in qualsiasi stagione.
Con Sergio, Marina, Manuel e Davide. Gita effettuata per portare alla cappella sulla cima una croce in legno di ulivo portata dalla Terra Santa.
Un saluto a Roberto, incontrato in vetta.


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Niente da segnalare, giornata molto bella con panorama a 360°, aria frizzante in punta. Pochi italiani e un po di più francesi provenienti da diversi versanti. Discesa in traversata su Le lavoire ( val frejus). Ritorno dal tunnell e recupero dell'auto alle grange di valle stretta approfittando di un passaggio di gente che aveva già programmato la traversata e relativo recupero dell'auto. Ritorno più lungo di quasi quattro chilometri pur dovendo raggiungere quota del parcheggio a 1950 m.
Un saluto ed un grazie a Montse, Giuseppe, Carla e Sergio conosciuti in punta e che mi hanno dato l'opportunità di questo giro inusuale.


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salito con l'inseparabile carlin niente di particolare da segnalare di diverso dalla relazione principale giornata bellissima cosi come gli scenari quasi dolomitici (vedi foto) il dislivello col gps diventa ascesa totale 1510 ed i km quasi 20 tanti francesi in giro.

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note su accesso stradale :: Si posteggia l'auto nei pressi dei rifugi.
La gita è tecnicamente molto facile, è una strada carrozzabile fino alla Maison de Chamois (2070m) quindi di difficoltà al più T. Da lì si procede per un facile e ampio sentiero che si inoltra in un altopiano prativo e solcato da numerosi torrenti. Ottimo luogo per una sosta per quelli che non vogliono proseguire per le lande desolate del Thabor. Da qui si continua a salire e si raggiunge il trivio con il sentiero proveniente dal Rifugio Thabor. Si prende a destra e qui inizia la salita vera e propria che in 45-50 minuti conduce alla vetta.
Ottima giornata di sole e cielo terso. Come tutte le domeniche di Agosto un sacco di gente!
Per chi ha buone gambe si sale (partendo dal III Alpini) in 3 ore e mezza, però un tempo ragionevole sono 4 ore e non 5 come scritto sui cartelli!


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Salito al colle di Muandes quindi Rocca Chardonet e col di Valmeinier, quindi punta e discesa dalla normale del vallone del Desinare. Questa salita alternativa è un po più lunga ma più varia, si toccano parecchi laghetti e si attraversano diversi torrenti, inoltre non ho incontrato nessuno fino sotto al colle. Alcuni nevai da attrversare dopo il colle di Valmeinier, che rendono la salita più divertente. Molta gente ovviamente in cima. Un giorno di ferie speso molto bene!

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Metto cinque stelle perché sono salito in tempo record (per me, 2h45) e sceso a rotta di collo (1h), non per velleità da runner ma perché alle 9 iniziavo il servizio in rifugio.
Gran fatica ma è stato un toccasana.
Grazie ai soci Michele, Sirra e il suo amico per aver accettato di alzarsi alle 4 per venire con me.


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Poco da dire sull'itinerario in se', sempre ben tracciato e superfrequentato. C'e' ancora un po' di neve sul pendio finale ma gli attraversamenti sono molto brevi (
Ritorno con piacere dopo alcuni anni, in compagnia di Laura, su questo itinerario. Saliti in 2h45m senza forzare ma con poche soste.


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A spasso in questa vallata come sempre bucolica e stranamente non troppo frequentata oltre la maison, neve da 2700-2800, in scarpette si va a mollo.. splendido contrasto tra il bianco ancora ben presente e le variegate fioriture appena accanto. Grandi scivolate in discesa sui non ripidi nevai sotto la punta, ecco come usare un k-way..! salut

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Finalmente sul Thabor, di cui tanto mi hanno parlato ma che ancora mi mancava. Partiti dal parcheggio dei rifugi alle 9:15, in vetta alle 12:30. Meteo bello, non troppo caldo e leggermente ventilato, l'ideale per la salita. Ancora niente neve su tutto il percorso. Dalla vetta gran bel panorama, all'altezza delle aspettative. Parecchi francesi in cima, dall'Italia solo 5 o 6 persone. Discesa effettuata per l'itinerario più lungo che passa dal lago Peyron.
Con Sergio.


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Questa mattina le condizioni meteo salendo verso Bardonecchia non erano incoraggianti, ma arrivati in vista della Valle Stretta la situazione è decisamente migliorata. In cima cielo un po' velato. Molta gente lungo il percorso e in vetta. Gita sempre bella per il panorama grandioso.

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Meteo france dava bello in questa zona e bello è stato per tutto il giorno a parte qualche nebbia di passaggio in alto.
Saliti alla Rocca Chardonnet per il col des Muandes,quindi continuato per il col de Valmeinier raggiungendo il monte Thabor,discesa dalla normale del Thabor al ponte delle Pianche.
A mio parere il modo più bello di raggiungere a piedi il Thabor che dalla via normale è un po noioso e troppo frequentato.
Nella parte bassa del vallone di salita non abbiamo trovato il sentiero ma solo vaghe tracce,il terreno però è facile ed il percorso evidente con una cartina in mano.
Non abbiamo incontrato anima viva fino al col des Muandes,pochi da li al Thabor,il mondo ovviamente in cima a quest'ultimo,anche parecchi bikers.
Con Marco e Alberto.

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me la ricordavo lunga, ma ieri è stata eterna, vero che sono passati quasi trent'anni dalla volta precedente, comunque sempre una gran bella gita. Giornata stupenda come da previsioni, tanta gente (francesi), ancora qualche nevaio sul percorso da attraversare ma non creano problemi, per il resto sentiero in ottime condizioni.
un saluto alla numerosa e balla compagnia


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Fidando nella meteo che dava miglioramento nel pomeriggio, questo in realta' non si e' verificato. Quanto basta per mandare all'aria tutti i progetti che mi ero fatto, di salire il Gran Adritto o eventualmente il Roc di Valmeinier. Destino ha voluto invece che finissi in vetta al Thabor (che con questa fa tre), nel bel mezzo di una bufera. Almeno questa a differenza delle altre come meta e' relativamente sicura anche in caso di maltempo. Sono salito a piedi da Grange Valle Stretta alle 7.30. Arrivo in vetta 11.30.Attendo un'ora circa all'interno della Cappella rifugio nella vana speranza di una schiarita, che pero' non arrivera'. Rientro alle Grange per constatare che la situazione e' andata ancor piu' degenerando. Vatti a fidare del meteo? Non era giornata....!

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note su accesso stradale :: Da Bardonecchia seguire per Melezet e poi per valle stretta
Gita un pò lunga ma ne valeva la pena, circa 3ore e mezza. Percorso molto semplice da seguire, una volta arrivati alle Grange di valle stretta, dopo la sbarra, si lascia la macchina e si percorre il sentiero a sinistra, poi prima del rifugio III Alpini si prende a destra e si prosegue lungo tutta la valle.
Bella gita con giornata splendida,tutta in solitaria, incontrato solo 2 ragazzi in cima di Nichelino,


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Occhio ai "dossi" nel pianoro di valle stretta dove c'è la malga che vende i formaggi, sono in realtà dei piccoli fossati e si batte facilmente il fondo auto.
Annuale pellegrinaggio alla cappella del Thabor.
Partito alle 7, quando non c'era nessuno al parcheggio, sono arrivato in cima per primo, poi arrivavano dei francesi sparsi (una decina in tutto) ed anche un paio di italiani.
In cima al solito venticello freddino, sono però riuscito a vedere i 4000 francesi appena in tempo prima che salissero le nuvole.
Caldino piùin basso.
Con il mio cane.


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Consiglio di evitarsi un lungo tratto di noiossissima strada bianca prendendo il sentiero segnalato da frequenti tacche rosse che inizia sulla sinistra subito dopo il bivio del lago verde. In pratica si taglia un bel pezzo della carrozzabile che porta al rifugio des Chamois
Avevo un po’ un conto in sospeso dopo la “prima” dello scorso anno quando un po’ per gioco ed un po’ per stoltaggine mi ero allungato la salita girando attorno (e su e giù) ai Serou.
Quest’anno direttissima e in 1h e 57’ dal Re Magi mi godevo il fresco e quel poco di panorama che i nuvoloni dell’imminente temporale (scatenatosi quando ormai ero al rientro sotto i Serou) hanno concesso.
Metti e togli la cerata ma considerate le previsioni e il meteo del giorno successivo, direi gita guadagnata!


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Sentiero ottimamente segnalato e molto battuto, non si smarrisce nemmeno con la nebbia.
Partenza alle 7:50 sotto una coltre di nuvole, ma in alto si intravedeva un pò di sole. Giunti nei pressi della cima un pò di sole l'abbiamo visto, ma con panorama molto limitato rispetto a quanto questa bella cima ne possa offrire. Arrivati in cima... di nuovo nelle nuvole.
Con Mauro una bella gita di allenamento; i francesi giunti in cima 1h dopo di noi forse hanno visto un panorama migliore, ma probabilmente hanno preso acqua scendendo... alle 14 a Bardonecchia pioggia battente.
Va più che bene anche così viste le previsioni meteo!


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Gita Sociale della Commissione Gite del Cai Uget Torino, 17 partecipanti.
Tour del Thabor, dal 26 al 28 agosto.
Seguendo il G.R. 57 si puo' fare in 6 giorni e si arriva fino a Valmenier.
Dovendolo condensare in 3 giorni abbiamo effettuato solo la parte sud dell'anello.
In totale abbiamo percorso circa 50 km e quasi 4.000 m di dislivello, saliscendi compresi.
Nessuna difficolta' tecnica, il giro e' valutato EE.
1' giorno.
4' volta e mezza al Thabor, le precedenti con gli sci: 1 volta con la Sucai, 1 con la scuola Uget, 1 col Gsa in traversata a Valmenier.
Valle Stretta - M. Thabor - Refuge des Drayeres.
Una partecipante rinuncia dopo 2 h 30'.
Tanto freddo e nebbia, per fortuna c'e' la cappella in cui possiamo ricompattarci riparati.
Trattamento in rifugio non entusiasmante.
2' giorno.
Col Ponsonniere - Con Chardonnet - Ref. du Chardonnet.
Ancora parecchio freddo e nebbia.
Incrociato un gregge con 1 milione di pecore di tutti i colori e dimensioni.
Piacevole pomeriggio sparanzati sulla terrazza dell'accogliente rifugio, finalmente temperature estive.
3' giorno.
Rif. Ricou - Pic du Lac Blanc - Col du Vallon - Valle Stretta.
Altri 2 partecipanti si ritirano e scendono a Nevache.
Giornata limpida da cartolina con vista sulle Alpi del Delfinato, da costume e shorts.
La parte piu' bella del tour e' la salita al Pic du Lac Blanc senza zaino anche perche' non ho visto il sentiero ed ho arrampichicchiato sui blocchi di roccia.
Un saluto agli instancabili compagni di gita ed agli impeccabili organizzatori Stefano e Lucianino!

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partito alle 7.50 dal parcheggio sotto il rifugio III Alpini, arrivato alla colonia invece di girare a sinistra e salire per il percorso normale, ho allungato sbagliando in buona fede e risalendo il vallone del Lac Peyron per poi ricongiungermi al col Des Meandes e assaltare il tratto finale. Lo sbaglio si è rivelato utile per vedere due punti diversi della valle a dx e a sx del Grand e Petit Serru'. Nonostante l'allungo in meno di 4 ore in punta.
Un saluto ai ragazzi del CAI di Bergamo che in vetta hanno allietato la sosta con un vero e proprio concerto e un gemellaggio con i trekkers francesi. Un saluto anche alla prof. di inglese del Darwin incontrata per caso in discesa, grazie al suo libro sui sentieri della Valsusa uscito con il quotidiano di torino ho deciso finalmente di assaporare materialmente labellissima Valle Stretta


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note su accesso stradale :: Ok fino alla barra
Bella passeggiata fino in punta, nonostante un freddo e forte vento che ci ha infastidito soprattutto nei pressi della chiesetta! molto freddo in punta....trovato molta gente lungo il percorso! Complimenti al ragazzo che da Bardonecchia è giunto sulla vetta correndo!

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Nessuno oggi sul thabor nonostante la giornata fantastica. Qualche nevaio sotto la vetta dove iniziano i pendii di terra rossiccia che sono aggirabili in salita e molto divertenti da scendere. La valle stretta in questa stagione da il meglio di sè.

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Con l'auto si arriva ai parcheggi ad un minuto dai rifugi, temperatura 2°.
La neve inizia al Col des Muandes per circa 150m poi si piega a dx e sul sentiero privo di neve si arriva in cima.
Per il ritorno abbiamo optato per un percorso ad anello; siamo passati dal Col de Valmeinier, Rocca Chardonnet e Col Laval, in questo caso neve fino ai Lacs de la Tempete ma con buon rigelo notturno la neve ha tenuto bene anche in discesa, percorso facile, tracce di buon sentiero qua e la sulla dorsale innevata della Rocca Chardonnet.

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Gita meravigliosa, proposta da Gigi, per raggiungere ancora un bel tremila in veste autunnale!!! Ero salito per la prima volta sul Thabor nell'estate 2003, tanta gente e molto caldo: oggi clima quasi invernale, bellissimi colori e nessun umano in vetta oltre ai sottoscritti. Panorama immenso con parecchie cime avvolte da zucchero a velo.....forse la "bella e bianca" stagione si sta avvicinando? Salita comunque lunga mai monotona tra boschi di larici ed ampi pendii circondate da vette incantate. Ottima scelta.

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Iniziata la salita alle 7.30 con -2° che non si sentivano, fastidioso il vento arrivando in vetta dopo 3 ore; grande gita con bellissimi colori e grande panorama. Solo io e Guido; 3 cacciatori alla Maison des Chamois giunti in fuoristrada, ma per loro il divieto di transito non vale????????? La poca neve sul percorso non ha creato problemi, per oggi........... MOLTA ARMONIA.

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note su accesso stradale :: OK
Giornata tersa e freddina,-5C° alla partenza dall'auto,un pò di neve nella parte mediana del percorso(la più riparata dal vento)ma niente di che,parte finale pulita.
Gran panorama e venticello freddo in cima,gita che in questo periodo vale per il panorama e gli splendidi colori autunnali.

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Giornata soleggiata e tiepida con un po' di vento freddo lungo il percorso ma completamente assente in cresta e in vetta. Sempre affascinante la dolomitica Valle Stretta, con le rocce che mutano improvvisamente colore passando dal nero al bianco al marrone rosato (che mi hanno ricordato i Lefkà Ori a Creta). Questa volta abbiamo potuto goderci il panorama dalla cima che ci era completamente mancato 4 anni fa.
Oltre che attraverso la variante segnalata da Giada e da noi seguita, il col Muandes è raggiungibile anche proseguendo sul sentiero per il Thabor fino a poco sotto il col des Meandes dove si trova un bivio segnalato con tacche bianco-rosse.
Il parcheggio a Grange di Valle Stretta dovrebbe essere a pagamento (€ 2,00) ma non si capisce dove e a chi pagare!

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note su accesso stradale :: Dopo Melezet deviazione per lavori in corso.
Esattamente dopo 4 anni e 1 giorno torniamo sul Thabor, allora nel freddo e nella nebbia, riparati nella cappellina sotto la cima, oggi in altrettanta solitudine ma con meteo strepitoso. Abbiamo deciso di partire in tarda mattinata facendo il giro largo dalla Roche du Chardonnet (grazie a Giada per la brillante idea) in modo da evitare la probabile calca del Thabor. Molto bello il tratto successivo alla Chardonnet, con il nevaio sotto la Roc de Valmeinier ridotto a quasi nulla. Rimasti in punta fino alle 17 e poi scesi senza fretta arrivando all'auto al crepuscolo. Degna chiusura di giornata al Circolo ricreativo di S.Antonio Ramats, piola d'altri tempi dove per prima cosa ti piazzano un pintone in tavola, a cui fanno seguito molte portate di pesce (!). Raccomandato a tutti quelli che badano al sodo e non mangiano con il mignolino alzato.

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Bellissima giornata, partiti tardi e saliti di buona lena in punta. Al ritorno, dato che è corto andare al Thabor, l'abbiamo allungata passando dal lago Peyron. Cena strameritata al Levi-Molinari (non è di strada ma la sua polenta merita)
Io, Ale, Andrea, Marco e Giro.


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note su accesso stradale :: lunga sterrata fino al Rif. Re Magi in discrete condizioni
Salito in direzione del Colle della Valle Stretta, Rif. del Thabor. Tengo il Seru sulla sinistra risalgo i piani erbosi. Proseguo per il Vallon de Tavernette fino al piano dove confluiscono tutti i vari ruscelli. Svolto a sx. e mi arrampico sù per il Vallon de la Dame fino a Lac du Peyron e da qui guadagno il Col de Méandes a quota 2730. Salgo la bastionata in direzione O e mi porto su una dorsale fino alla base del cupolone sommitale. Da qui vedo la cima. Il resto è noto. Ritorno lungo il Vallon du Diner, il Prat du Plan, il Ponte della Fonderia.
Gita davvero lunga ma bellissima. Bella giornata di sole. Incontrato qualche francese lungo il tratto finale.


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Propongo una variante alla discesa.
Dal colle sotto alla chiesetta scendere dalla normale francese sulla traccia a destra, attraversare alcune pietraie e nevai, sempre segnato. Giunti al colle di Valmeinier si prosegue sulla Rocca Chardonnet m.2950, si scende al col de Muandes m.2828 (bel cippo di confine Croce-Giglio) e si scende lato Italia, sinistra, con sentiero e tracce, sempre segnato, al lago sotto, si passa vicino al Lac Chardonnet e giù a Prat du Plan attraverso paesaggi bucolici a ricongiungersi con l'itinerario di salita. Il dislivello in questo caso diventa di circa 1650 metri, ma permette di compiere un bellissimo anello altamente remunerativo per i paesaggi e i laghi che si incontrano.
Finalmente dopo tanti anni riesco ad coronare il mio grande sogno di andare al Thabor, dopo i tentativi mancati lo scorso anno per il tempo, oggi la giornata è splendida: non una nuvola, temperatura ideale, unico neo: tantissima gente, ma basta estraniarsi, pazienza! Un luogo speciale dove le stelle a disposizione non mi bastano!
Per me un'esperienza intimamente profonda che non posso nè descrivere,nè condividere: è solo mia ed è meravigliosamente unica ed irripetibile, un luogo dell'anima!!
Prima di salire passo dalla chiesetta, fortunatamente riesco ad esser sola e godere pienamente di questo luogo sacro!
Sono in pace con me stessa e con il mondo, anche se poi giunta in cima le energie non sono buone e sto sul chi va là...infatti dopo poco Luca scopre che qualcuno gli ha rubato gli occhiali, incredibile, proprio sul Thabor, un posto speciale, ma aimè, evidentemente non tutti salgono qui, come dovrebbe esser ovunque del resto, in pace e sereni verso tutti per godere di questi posti incredibili!!
Fortunatamente questa persona è scesa e il posto è tornato sereno e speciale come deve essere! Ci godiamo a lungo la vetta, fortunatamente i più scendono e rimaniamo in pochi. Ci viene a far visita un Gipeto e non posso che pensare ad una cosa speciale per un posto speciale, che emozione commovente!! Il panorama è incredibilmente vasto e bello, alla fine della giornata avrò contato una cinquantina di laghi e... per le vette ho perso il conto!
Purtroppo bisogna scendere, ma so che tornerò, ha ancora tante emozioni da darmi questa montagna! Oggi porto via con me dei ricordi indelebili che rimarranno per sempre nel mio cuore!
Per la discesa abbiamo fatto la variante che ho descritto sopra, si passa dalla Rocca Chardonnet lungo la via normale francese per il Thabor e si ritorna passando da dei bellissimi laghi su un percorso poco battuto e solitario (dal col de Muandes al Prat du Plan) ma altamente remunerativo paesaggisticamente! Le foto sono nella relazione che metto alla Rocca Chardonnet perchè merita!
Altra grande gita dopo quella di ieri con Carla e Luca grandi compagni di avventure!



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note su accesso stradale :: lasciare la macchina al parcheggio rif 3°alpino
Attenzione alla decviazione dopo Melezet e alla strada Al colle della Scala per buchi.
Intinerario segnato ed evidente. Chiazze di neve nella parte sommitale. In discesa attenzione alla parte iniziale fino al passo 2730 per scivolamento per terreno con sassi.
Salita durata 4 h e discesa 2.30 h. Fatto foto marmotte
Ringrazio Massimo Riso


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note su accesso stradale :: ottimo
Partito alle 18 dal parcheggio delle grange di Valle Stretta. In cima alle 21,15, vento teso, freddo intenso, nuvole all'altezza della vetta, che andavano e venivano, al di sopra cielo limpidissimo. Ripartito alle 22, discesa alla luce della luna senza necessità di pila frontale. Solitudine assoluta.

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Stada di accesso in valle Stretta un po' sporca probabilmente a causa di qualche recente temporale
In effetti avere la casa a Bardonecchia e non essere mai saliti al Thabor...proprio non mi andava.
Approfitto di un giorno di ferie infresettimanale per recuperare. Partenza alle 7,00 dai Re Magi e come in ogni "prima" che si rispetti, trovo il modo per sciropparmi un centinaio di mt di dislivello in più grazie alle mie esplorazioni.
Basti dire che per la salita sono sbucato al Lac Peyron e mi sono ricongiunto all'itinerario segnalato al Col des Meandes.
Nulla di male un po' di tempo in più ma comunque in 3h e 10 mi sono tolto la paura. Senza divagazioni si può fare molto meglio, ma non era questo lo scopo della gita.
Primo di giornata con neve dal col des Meandes abbastanza portante (no da ramponi) e super divertente in discesa (ho indossato un paio di ghette molto corte) dove ho bruciato i primi 200mt di discesa quasi "sciando".
Incontrato molti cordiali francesi.
Marmotte in salita, panorami stupendi, che dire bella gita un po' lunga in relazione all'altimetria, ma il contesto è veramente notevole.
Consigliata.



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Neve dai 2700-2800 in su.
Se la si cerca in discesa si può arrivare a 2500 su lingue di neve.
Oggi i ramponi non erano neccessari, anzi se non stavi sulla pista "tracciata" potevano essere utili le ghette...
Verso Rivoli ho incrociato un nuvolone pazzesco con lampi e fulmini, lo passo e a Susa c'era una stellata magnifica quindi...
Salito con il fresco e con neve che sprofondava fuori dalle tracce dei giorni precedenti; in cima nessuno, quando sono arrivato salivano dei nuvoloni poco rassicuranti per cui non mi sono attardato.
In discesa ho sfruttato tutte le lingue di neve divertentissime da scendere; incrociati parecchi escursionisti che salivano sia dal rifugio che da grange della valle, ovviamente tutti francesi.....
Con il mio 4 zampe.


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note su accesso stradale :: Strada in buone condizioni anche nei tratti sterrati
Credevo di trovare neve e così mi sono messo in zaino i ramponi; dopo 10 min. di cammino ho preso il cannocchiale per controllare ed ho visto che la cima era completamente pulita, quindi ho posato i ramponi in macchina!
Grazie alle eccezionali condizioni meteo una gita clamorosa; sono partito presto (alle 7,30) e prima delle 11 ero in cima così mi sono visto per intero il panorama ed ho anticipato tutti i francesi che arrivavano dal refuge du thabor (una ventina).
Tra l'altro a mezzogiorno sono arrivate delle nuvolette non pericolose ma che limitavano fortemente la visbilità; come al solito l'idea di partire presto paga.
Ovviamente dal versante italiano di compatrioti che salivano nemmeno l'ombra.....


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Lunga passeggiata senza particolari difficoltà, fare solo attenzione a non far cadere pietre nel tratto ripido finale.

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salita regolare da piano fonderia etc.
se in discesa farete come ho fatto io e cioè arrivati al col Muande andate dritto (sentiero segnato) invece di girare a dx verso l'itinerario di salita, passerete dal lago Peyron e dal piano delle Tavernette per ricollegarvi al sentiero del colle della valle Stretta.
così facendo sono circa 20 km di percorso.
con Mariel e un sacco di gente (beaucoup de françois) in salita.
molti meno in discesa dopo il colle Muande, stranamente anche poca gente sul sentiero del colle di valle Stretta.


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Gita bellissima con giornata splendida. Nessun problema.
Grzie a mia zia compagna di gita!


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un bel giretto per rimanere sempre allenati

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Neve a tratti da circa 2500 m. Qualche nebbia, qualche nuvola, qualche sprazzo di sole, ovvero variabile.
Con un indomabile compagno, anche lui allergico alle mura domestiche, in barba ai "gufi" meteorologici rimasti tra le coltri.


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Bellissima passeggiata rilassante in uno scenario tipo heidi. Giornata tersissima e fredda. Partiti poco prima delle 12.00 e cosi' in cima eravamo praticamente soli. Un bel giro con la socia Nicoletta.

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dal parcheggio del rifugio con passo"allegro" arrivati in vetta in 2H35'. bella vista, bella gita. scesi al Refuge du thabor, pernottato e il giorno seguente saliti al colle del frejus attraverso il colle del pt argentiere e ritornati al parcheggio da Bardonecchia.
Camminata lunga e interessante. un grazie a Sandro per la compagnia.

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GITA LUNGA IN BELL'AMBIENTE.
CHE ALTRO DIRE....CONSIGLIATA !!!

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note su accesso stradale :: strada aperta fino al rif. 3 alpini
quota neve circa 2800, si attraversano agevolmente senza bisogno di attrezzatura particolare 3 nevai per arrivare in vetta. parte bassa pulita e sentiero ok.
con cristina e fabrizio. partiti per mete arrampicatorie in zona, abbiamo optato per questo trekking causa continuo maltempo...siamo rimasti soddisfatti! Bella giornata in ottima compagnia!


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note su accesso stradale :: Senza problemi fino ai rifugi
Salita sempre deliziosa. Ancora moltissima neve che si iniziare a pestare a 2400-2500m dopo 1h 40'. Di lì alla punta un paio d'ore su neve abbastanza portante se c'è rigelo e si parte ad ora non troppo tarda. Io sono partito dai rifugi alle 9,30 senza rigelo notturno e l'ultima ora è stata un po' una sofferenza. Comunque adesso c'è la traccia.
Pochissima gente.


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Gita molto bella, nessuna difficolta' sull' ottimo e lungo (10km) sentiero. Dalla vetta si gode una bellissima vista.
Giornata molto fredda e limpida. Salito in compagnia di Mario, tantissimi francesi saliti dal rifugio in cima. Incontrato anche due ragazzi slovacchi, che studiano all'universita' di Grenoble, veramente ottimo il mio inglese.. :(


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Gita in solitaria in compagnia del mio fedele Flick svolta in una giornata afosa con una leggera nebbiolina in vetta.
Al ritorno tappa al Lago Verde, sempre affascinante per la sua caratteristica.


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Bella gita,bella giornata,bella compagnia,cosa si può volere di più ?
La spettacolarità della vetta vale sicuramente la fatica per giungere sulla cima insieme alla combricola del cai Ovada.
un saluto a tutti ,anche a quelli che non sono venuti.

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gran bel posto, valeva la pena fare tutti sti chilometri.
è un peccato non conoscere meglio questi posti

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bella gita in un bel vallone. c'è ancora parecchia neve ma grazie alle tracce l'abbiamo fatta senza ciaspole.
Discesa su neve molle. In punta bel e ampio panorama sulle alpi del delfinato vale la pena. Consiglio di partire mattina presto (più di noi) per evitare inutili sprofondamenti.

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note su accesso stradale :: arrivati in auto al Rifugio Re Magi
Un piacevole ritorno al Monte Thabor, dopo ben 16 anni dalla prima salita..! Siamo arrivati sabato 15 al Rifugio Re Magi (fortunatamente era ancora aperto...!) ed eravamo tra i pochi clienti ed ospiti del rifugio. Dopo un'ottima cena e una bella serata...una bella dormita, in un camerone...solo per noi due. Partiamo con le prime luci del giorno dal rifugio, la giornata è splendida, e non fa per niente freddo ! Lungo il sentiero e il vallone di salita siamo solamente noi due, più altri 2 torinesi che ci raggiungono appena sotto la cappelletta della cima. La neve che era venuta la settimana scorsa si è sciolta tutta, è rimasta solo qualche piccola chiazza, i ramponi che avevamo al seguito non sono serviti a niente. L'escursione è sempre molto piacevole, abbastanza lunga ma non faticosa. Il Vallone dove si sale è davvero incantevole e si potevano ammirare i caldi colori autunnali sulla vegetazione e/o piante circostanti. Eccellente e sconfinato il panorama osservato dalla cima, il Thabor è davvero un belvedere straordinario ! Siamo rimasti in vetta per quasi un'ora e mezza...a guardarci intorno e a fare foto...ne valeva assolutamente la pena ! Siamo venuti appositamente...fuori stagione per evitare il solito affollamento dei mesi estivi...infatti non c'era quasi nessuno ! Una delle escursioni più belle delle Alpi Cozie Settentrionali...che ci ha pienamente soddisfatto. Molto piacevole da fare anche come scialpinistica e/o salita con le ciaspole ! Ottimo il Rifugio Re Magi, dove ci siamo trovati molto bene, ben tenuto, accogliente e confortevole !
Salita fatta in compagnia di Davide del CAI Ligure di Genova come me.


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Bella gita in una giornata stupenda. Partito dal Rif. III Alpini e impiegato circa 3 ore per salire in vetta. Tantissima gente lungo il percorso per celebrazione alla cappelletta sulla cima.

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una via un po' "alternativa" per salire al Thabor, ma si fa. Lunghissima camminata in cresta non difficile.
Partita per fare solo la Rocher Blanc (2856 m) dal col du Vallon, cima che ho raggiunto con un traverso di sfasciumi sul versante sud e poi a destra senza raggiungere il pas du rocher blanc. Ma da quella cima non vedevo gli Ecrin e allora ho raggiunto il Pic du Lac Blanc (2980 m). Visto che era presto ho filato la cresta fino alla Piccola Tempesta (2973 m) e alla Gran Tempesta (3002 m) dove su questa mi sono fermata a mangiare. Ripartita proseguendo lungo la cresta, lasciandomi tirare dalla Chardonnet (2947 m), passando dalla Cresta dell'Aquila (2943 m), unico tratto un po' aereo ma con innocui e divertenti passaggi di roccia. Il Thabor ormai non era troppo distante e così, raccolte le ultime energie l'ho raggiunto su facile sentiero che erano le 16,30. Incrociato escursionisti francesi che scendevano in val Clarée dal Chardonnet. Poi sempre sola. Giorno di ferie speso bene


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Con Anna in due giorni con pernottamento in tenda nei pressi del ponte delle pianche. Meteo stupendo. Vista eccezionale. In discesa abbiamo percorso un bell'anello toccando il Col de la Chapelle, la Roche du Chardonnet e il col des Muandes.

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Le condizioni della neve sono state ottime ci ha permesso di salire in vetta senza far fatica, il manto nevoso ci sosteneva senza fatica a parte in alcuni tratti, il sole ci ha battuto sul capo tutto il giorno ma la leggera brezza non ci ha permesso di surriscaldarci.Scendere, con il sedere è stato un gran divertimento per tutti, d'altronde voleva essere una gita di divertimento e preparazione alla capanna Margherita.

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Pensavamo di trovare una spruzzatina di neve visto la perturbazione di alcuni giorni fa invece abbiamo fatto la salita senza problemi se non l'accompagnamento di un forte vento.Panorama esteso e bellissimo,erano anni che per un motivo o l'altro non riuscivo a salire questa montagna che è anche un bellissimo belvedere.Prima o poi verrò anche con gli sci ma sarà lunghissima!
Fatto la gita con Marco.


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: E :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1769
    quota vetta/quota massima (m): 3178
    dislivello salita totale (m): 1409

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