Pierre Muret (Tete) dalle Grange Mouchecuite

note su accesso stradale :: tutto pulito fino a Grange Mochecuite
Non ho pestato un solo metro di neve. Temperatura sicuramente non da dicembre, anche perchè non c'era vento. La salita lungo la dorsale è agevolata da 2-3 ampi punti di riferimento... ma con buona visibilità è logica.
Panorami ampi e belli... si vedevano anche un pò di nuvole in Savoia, speriamo portino neve...
Nessun umano, visti 2 cervi e qualche camoscio.

01 - Pierre Menue dietro la croce di Vetta
02 - vista particolare del Pierre Menue
03 - dalla cima Rognosa d'Etiache e Sommeiller
04 - cresta verso la Testa del Coin e la Punta Valfredda
05 - praterie basse, mirare al grande ometto di pietra lungo la cresta
06 - dal grande ometto di pietra nella foto mirare ai roccioni sulla cresta-dorsale
07 - si vede già la cima
08 - ultimi metri con placche instabili sporche di detriti

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Parcheggiato l'auto alle Grange Mouchecuite,ho seguito il sentiero segnato fino ad incrociare la ex decouville.Da lì ho percorso la strada sterrata che porta alle Grange Valfredda.Arrivato alle Grange la Croix,ho seguito la strada sterrata a sx.Dopo qualche curva e tornante,la strada fà una svolta a sx e diventa diritta.Qui parte,a sx,un sentiero evidente,ma non segnato(ho fatto ometto di pietre),che sale in diagonale in direzione SE.L'erba lo copre quasi interamente e quindi si sale seguendo l'intuito.Fortunatamente sale diagonalmente abbastanza diritto senza tornanati o grosse curve.Al limite superiore del bosco c'è un piccolo ometto di pietre da dove ho continuato a salire a sx seguendo un piccolo vallone erboso con radi pini.Alla fine di questo si vede bene l'ampia dorsale che scende dalla cima e il grosso ometto di pietre.Ho seguito fino in vetta le ottime indicazioni di Joker. Panorama spettacolare visto il meteo perfetto.La croce della cima è precipitata qualche decina di metri lato Valfredda e,visto il taglio quasi chirurgico che la separa dalla parte ancora presente in cima,non mi sembra che la sua asportazione sia da attribuirsi ad un fenomeno naturale.....!Disceso per lo stesso tragitto.Ripristinati alcuni ometti in pietre e messo qualche segno(rami) nel sentiero del bosco.

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Partito prestissimo con tutto in macchina (anche gli sci!) per andare a vedere le condizioni dell'alta valle di Rochemolles, constato ben presto che gli sci resteranno in auto. La pierre muret sembra libera e allora mi avventuro per questa gita che sara' un viaggio. Un viaggio che mette alla prova il fisico (1303m dritti dritti) e lo spirito, trattandosi di un luogo dimenticato, lontano da sentieri battuti e irrorato di silenzi cosmici: in pratica, per chi ama questo genere di cose e non e' alle prime armi, un viaggio molto affascinante. Il 60% del percorso e' fuori sentiero su ripidi pascoli magri, dove i camosci la fanno da padrone.
Giunti per comoda mulattiera alle grange la croix, ho preso una poderale che prima dell'ultima casa si stacca a sx, in corrispondenza di un albero con in cima la bandiera dell'italia (sic!). Dopo 7/8 tornanti, quando la strada dopo una svolta a sx sembra inoltarsi in valfredda, si stacca un sentiero evidente (non indicato) che sale in diagonale direzione SE. Ho avuto la fortuna di trovare questo sentiero, a tratti intuitivo, che comunque mi ha portato ai limiti superiori del bosco consentendo un ottima progressione in mancanza di riferimenti visivi. Il sentiero e' quello giusto, e termina in corrispondenza di un ometto, dove ormai con un ultimo strappo si e' fuori dal bosco.
Da qui, presa come riferimento l'ampia dorsale che scende dalla cima (grande ometto), si sale senza traccia per i prati tenendosi sempre un po' a dx della dorsale salendo (su questi pratoni infiniti la salita e' piu comoda che sulla dorsale, seppur ripidi e faticosi). In alto, la dorsale si deve prendere: si passa comodamente, non si tocca mai neve. Gli ultimi 200m di dorsale sono sfasciumosi, qui si ritrova un sentiero che porta alla cresta sommitale andandola a prendere al suo margine sx (salendo).
Una volta in cresta, si aggira un risalto lato valfredda su sentiero, e poi conviene salire un breve e facile canalino che porta direttamente in vetta (tracce), se no ci si arriva lo stesso aggirandolo ma con un tratto un po' esposto. Io consiglio il canalino.
La croce della cima credo sia stata colpita da un fulmine, purtroppo e' tutta scassata...ma non mi e' parso opera umana.
Discesa per lo stesso percorso, che intuitivamente segue tutta sta dorsale o i suoi paraggi.
Portati fino in cima inutilmente picca e ramponi, consiglio fortemente il gps (soprattutto per la discesa) e le bacchette.
Bella gita, bella montagna, se vogliamo obiettivamente abbastanza monotona e da ricercare, ma buona meta per gente che come me ama questo tipo di viaggi aperti e silenziosi.




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A distanza di un anno sono tornato con piacere nel Vallone di Rochemolles. Avevamo in mente due possibili mete, o la Punta Valfredda oppura la Tete de Pierre Muret. Temendo che la nevicata dei giorni precedenti ci rendesse più complicata la progressione, e volendo salire senza usare le ciaspole, alla fine la scelta è caduta sulla Pierre Muret. Lasciata l'auto davanti alle Grange Mochecuite, siamo saliti per il sentiero che porta in Valfredda fino alle Grange Croix, poi seguita brevemente una stradina fino a poco prima dell'imbocco della Valfredda, e da qui un sentiero poco evidente (non ci sono segnavia, indicazioni e/o cartelli segnaletici)che sale subito in maniera decisa nel bosco. La risalita del bosco è avvenuta su sentierino non sempre molto evidente, con qualche chiazza di neve caduta nei giorni scorsi, sempre su terreno ripido, fino a sbucare sul grande costolone Sud-Ovest. Poi siamo saliti su terreno sempre ripido, inizialmente su pietrame, e poi su neve discontinua dai 2400 m in avanti. Neve continua solo dai 2700 m, e nonostante il caldo, ha tenuto discretamente. La rampa finale era su neve abbastanza compatta, che io ho salito con i ramponi, un breve tratto di misto sotto la cima (qualche passo di arrampicata che richiede attenzione per via della roccia inconsistente) e poi siamo sbucati in vetta, dove qualche demente ha segato la croce metallica della cima (semplicemente demenziale, non aggiungo altro. Forse qualche musulmano estremista d'alta quota???). Saliti in circa 4 ore, ma facendo alcune soste. Gran bella gita, e scelta indovinata anche stavolta! Oggi ci siamo concessi un'ampia sosta in vetta e ci stava davvero! Panorama vastissimo, dal Rochebrune alla Mejie, con la Barre ed il Pelvoux a dominare la scena, ma la vista sulle vicine Sommeiller, Rognosa d'Etiache e Pierre Menue era qualcosa di spettacolare! Oggi sulla Pierre Muret siamo saliti solamente noi, nessun incontro fatto. Giornata molto calda oggi, solo un pò di vento (mai fastidioso però!) in cima per il resto sembrava di essere in pieno agosto! Visti 4 scialpinisti salire verso la Punta d'Almiane e una decina di persone sulla Sommeiller. In discesa nessun problema, la poca neve presente ha retto bene, e nel bosco le poche chiazze erano già sparite, in due ore siamo scesi alle Grange Mochecuite, con una calura fastidiosa! E pensare che siamo solo a metà maggio! Primo 3000 stagionale per il sottoscritto, e gita che mi ha pienamente soddisfatto, che valuto tranquillamente 5 stelle, ha risposto in pieno alle mie iniziali aspettative.
Oggi gran bella giornata e bella gita fatta insieme a Davide e Fabio del CAI Ligure Genova come il sottoscritto. Tre camosci genovesi a spasso nel Vallone di Rochemolles. Oggi ho visto, ancora una volta, dove può arrivare l'idiozia umana! Anche a me danno fastidio i simboli religiosi sulle cime...ma da qui a segare una croce o sradicare una statua ce ne corre...! Un talebano o un musulmano estremista che gira con il seghetto da ferro nello zaino? O semplicemente un vandalo demente che si prefigge si ripulire le cime??


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Vetta per me sconosciuta e scoperta solo recentemente leggendo escursioni nella zona di Bardonecchia!
Salita pregevole che soddisfa parecchio per la varietà di tipologia di percorso e per il panorama visibile dalla cima.
Perfetta la descrizione del percorso con una sola precisazione: per raggiungere il punto di partenza del sentiero (ora segnalato da una freccia gialla incastrata in un tronco) occorrono ca. 20 minuti di cammino dalle Gr. Mouchecuite, la Gr. La Croix non è così vicina alla partenza.
Per la discesa ho scelto un percorso libero più a sx rispetto alla salita ma su pendii molto erbosi e meno sfasciumi incrociando la carrareccia percorsa all'andata ca. 2 km. più avanti.
Salito in h. 2,40
Km. salita 3,060
Km. complessivi dell'anello 8,710.

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Il tempo incerto di questo week-end ci ha fatto abbandonare l’idea dei due giorni in Valle d’Aosta per orientarci verso una montagna vicina a casa salendo da una vallata, la Valfredda, da noi mai percorsa. Da Grange La Coix siamo saliti direttamente nel bosco prima della deviazione descritta nella relazione e abbiamo guadagnato quota tagliando in diagonale il bosco per sbucare in prossimità della dorsale che abbiamo seguito fino in vetta. Dalla cima si gode una splendida veduta sul vallone d’Almiane, la Rognosa d’Etiache ed il Sommeiller. In discesa nel bosco abbiamo trovato le tracce di sentiero descritte nella relazione (nessuna indicazione su tutto il percorso).
Oggi con papà prima uscita dopo la splendida stagione scialpinistica.


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note su accesso stradale :: Sterrata da Rochemolles fino alla grange in discrete condizioni
Dimenticate la parola 'sentiero'. Dalla grange de Croix fate che entrare direttamente nel bosco e cominciate a salire in linea retta... Oltre il bosco si trova un ometto di pietre che segna l'inizio del crestone (primo ed ultimo segno di vita umana fino alla croce di vetta). Dopo l'ometto, puntare una torre rocciosa contro cielo, sulla verticale. Da li si vede la vetta ed è tutto sfasciume. Pendenza media del 51%. Indispensabili due bei bastoncini. Ultimo tratto veramente detritico. Si fa in due ore, massimo tre. Avvistati un daino a 2500, un camoscio a 2700 ed un leprotto a 2800.
In cima, tre alianti sulla verticale, che saluto. Lo scorcio sul colle Sommellier rivela ancora un abbondante innevamento.

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Subito dopo le grange della Croix in effetti un sentiero parte in modo evidente dentro il bosco. Appena entratovi incontro tre simpatici escursionisti (anche loro diretti verso la PIerre Muret) che vi fanno ritorno in quanto il sentiero “si perde dopo poco”.
Proseguo quindi sulla strada bianca per Valfreda per cercarne un’altro ma non trovandolo decido di iniziare la salita per pratoni con linee decisamente verticali.
Cartina, intuito e qualche traccia di sentiero (ma saranno poi veramente tracce?) mi portano fino a quota 2500 mt circa e a quel punto la vista della croce di vetta rimessa a nuovo e decisamente visibile mi guida fin alla base della cima.
Un’ultima variazione nella salita nel momento in cui decido di guadagnare la cima e gli ultimi 60 mt di dislivello salendo dal canale sud che con facile arrampicata (ma da evitare con condizioni di umido o ghiaccio residuo) mi portano, in 1h e 48 dalla partenza, in vetta.
Discesa iniziata dalla “normale” ma in breve il sentiero sparisce nuovamente; riprendo la libera per pietraie e prati che a quota 2600/2500 trovo completamente ricoperti di stelle alpine. Mai viste così tante; è stata veramente dura resistere e non portarne via un paio…
Dopo quasi un’ora di discesa a vista ritrovo non so ancora se per fortuna o bravura il sentiero che sbuca fuori dal bosco (che avrei voluto percorrere in salita) abbastanza agevolmente (il sentiero anche se visibile ogni tanto scompare) raggiungo le grange Mochequite dove ho lasciato l’auto.
Se non vi mette a disagio il fatto di camminare praticamente sempre in assenza di riferimenti (tacche rosse o ometti che siano), su pratoni o pietraie seguendo “direzioni” e intuito più che sentieri, è la gita che fa al caso vostro e la soddisfazione a fine giornata sarà elevata. Camosci e marmotte saranno le uniche presenze oltre alla vostra.


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lasciata l'auto a rochemolles. iniziata salita su un sentiero verso decauville e grange la coix; poi a destra per la vecchia strada verso valfredda salito fino a un grande pianoro. iniziata salita libera su un grande prato a sinistra verso le quote 2698 e 2832 e proseguito come da itinerario su tracce di sentiero a tratti anche ben evidenti. Ultimi tratti su pietraia. Tempo salita 3:30, discesa 2:15. Dislivello 1400 mt.

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note su accesso stradale :: vallone di Rochemolles, poi decauville fino a poco sotto gr.la Croix
ho raggiunto prima la tete de Coin (3003), salendo a sinistra, per prati e poi sfasciumi, poco prima della gr.Valfredda su terreno percorribile un po' faticosamente nell'ultimo tratto; ho poi proseguito per mezzoretta verso la punta Valfredda (traccia che va e viene) facendo dietro-front nell'ultimo tratto, che richiede l'uso delle mani e, soprattutto, la non presenza di un cane (io avevo Lilly...). Perdendo non più di 150 metri e mantenendomi sul versante della Valfredda, ho poi raggiunto la Tete Pierre Muret, sulla cui cima è stato lasciato un paio di scarponi, apparentemente in buono stato (saranno scesi scalzi ?!?); discesa senza sentiero x il versante ovest
tempo splendido e ventilato, panorama eccellente; un solo nevaio da attraversare sotto la punta, qualche isolato camoscio e tanti silenzi


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Partito dalle Grange si segue la strada che porta nella Valfredda. In teoria dietro le Grange de la Croix partirebbe un sentiero a dire il vero poco marcato e somigliante ad una traccia del bestiame, col senno di poi è il sentiero corretto. Io invece ho proseguito per qualche centinaia di metri nella Valfredda, fino a portarmi praticamente in linea retta con la punta (altezza dello Jafferau), quando cioè il bosco diventa più rado e si vedono i ripidi pendii pratosi iniziali.Si sale alla bene meglio zigzagando o affrontando direttamente il pendio faticosissimo per superare le prima centinaia di metri di dislivello tutte nell'erba. Non ci si deve far ingannare da sottospecie di tracce che si incontrano, e proseguire sempre all'incirca in direzione della punta. Quando l'erba si dirada e lascia spazio ai detriti, mi sono trovato di fronte ad alcuni castelli rocciosi, il primo l'ho affrontato passando nel letto in secca di un ruscelletto. Per superare il secondo mi sono spostato a sinistra tagliando in diagonale un pendio di fini detriti (ho incontrato una minuscola traccia). In breve si guadagna un pianoro erboso-detritico che concede finalmente un po' di respiro, si vede la punta sopra di noi. Si prosegue ancora al pianoro sovrastante composto da massi di tutte le dimensioni per spostarsi nettamente alla sinistra, si vede una traccia finalmente marcata che risale con fatica la pietraia e conduce in cresta. In questo tratto si fanno due passi avanti e uno indietro; bisogna essere svelti. Arrivati sull'ampia cresta si incrociano parecchie vaghe tracce che senza distinzione adducono al tratto di cresta conclusivo. Mancano pochi metri e la croce della vetta è davanti a noi. E' il passaggio della salita che richiede più attenzione. Si deve attraversare un pendio molto ripido sotto le roccette finali, appoggiando talvolta la mani su rocce molto friabili e instabili. L'attenzione non è tanto per passaggi tecnici, ma per non scivolare nel ripido pendio sottostante. Brevissima arrampicata finale e si guadagna la vetta con la croce "degli amici del trial". Impressionante la verticalità della cima sul versante del vallone d'Almiane. Ottimo punto panoramico su tutte le cime della Conca di Rochemolles, un po' limitata su Bardonecchia per la presenza dello Jafferau. in discesa ho trovato il percorso ideale con una minima traccia che si mantiene visibile fino la bosco. Questa non è altro che seguire dall'inizio alla fine al cresta in direzione di Rochemolles (quindi non tornare alla pietraia). Le pendenze restano costanti ma meno sostenute rispetto alla via di salita che ho percorso. Si deve poi puntare ad un grande ometto di pietre (l'unico) fino a raggiungere il bosco dove si incontra una traccia di bestiame che riporta alle Grange de la Croix.
Gita in totale solitaria, anticipando il peggioramento del tempo previsto nel pomeriggio.


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Gita stupenda fuori dagli itinerari classici dela zona vedi pierre menue, rognosa d'etiache, sommeiller ed altre... vetta ben visibile dall'abitato di rochemolles che separa la valfredda dalla val d'almiane - meta di scorribande scialpinistiche!!! come ha detto giustamente gigi, è un peccato che il sentiero si perda nei pendii selvaggi e che questa vetta sia dimenticata ma è un vero paradiso per chi vuole trovare un angolo di montagna aspra e selvaggia!!! Splendido- ovviamente - il panorama a 360° dalla cima!!! provare...per credere!!!!

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Scelta per uscire dai soliti itinerari; per fortuna ho caricato tracciato e punti sul GPS, ciò ha permesso che l'uscita riuscisse senza problemi, senza non oso pensare come sarebbe andata. Sentiero praticamente inesistente come pure le indicazioni (evidentemente non interessa a nessuno); si è fuori da rifugi e luoghi affollati. Panorama stupendo, visti molti camosci e stelle alpine incredibili. Salita per escursionisti allenati, è ripida e costante fino alla vetta. Consigliata per amanti della solitudine, ma preparati...Solo 4 stelle per la mancanza di indicazioni. Partiti alle 7,30 e alle 9,30 in vetta, molto umido, però gratificante al massimo, bravo Guido della scelta. Gradevole il rumore delle moto da cros al rientro...che entravano in Valfredda in barba al divieto di transito...

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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1810
quota vetta/quota massima (m): 3031
dislivello salita totale (m): 1250

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