Oren Est (Becca d') Via Normale dalla Diga di Place Moulin per il Rifugio Nacamuli

il sabato in valle tempo pessimo, ormai eravamo rassegnati a farci una bella doccia per salire al rifugio, pero' l'attesa ci ha premiato e siamo riusciti ad arrivare al rifugio asciutti! ambiente grandioso e selvaggio lontano dalla bolgia( tutti sul rosa e gran paradiso)! la salita alla becca non è difficile ma molto gratificante, il ghiacciaio è ancora buono, con presenza di molte rigole nella parte bassa, alcuni crepacci che si passano bene, muretto finale a 45° divertente e con crestina finale si arriva in vetta! in vetta pero' prestare molta attenzione alla cornice dove sulla sinistra c'è un bel vuoto di 700m e alcuni buchi sulla destra!!! la discesa molto lunga!!!!!!
in cordata con Luigi e Anna, che anche stavolta la pensata giusta! insieme all'altra cordata degli amici Gigi, Giovanni e Alen!


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note su accesso stradale :: Regolare. Parcheggio a pagamento.
In realtà la meta sarebbe stata l'Eveque ma, purtroppo, le mie gambe non giravano come avrebbero dovuto per una gita così lunga ed impegnativa. Abbiamo così deciso di limitarci alla Becca d'Oren. Comunque ambiente e panorami sono di prim'ordine, anche se pure oggi il tempo non è stato certo dei migliori. In effetti era previsto un peggioramento con temporali dal pomeriggio, però il cielo ha iniziato ad essere piuttosto inquietante già dal mattino. Condizioni del ghiacciaio ancora discrete anche se si cammina in modo piuttosto disagevole poiché la superficie nevosa è tutta solcata da canali profondi 20/30 centimetri ed è bitorzoluta. Un po' di ghiaccio nei tratti più ripidi e qualche crepaccio che non crea problemi. La crestina che sale in cima è ormai in ghiaccio ma si sale bene dalla breve ma ripida paretina lato cresta di frontiera. Attenzione che in cima, a non più di due metri dal bordo, c'è una profonda spaccatura/crepaccio che potrebbe far presagire un crollo della cornice sommitale. In discesa, poco dopo mezzogiorno, siamo stati colti da un violento temporale nei pressi dell'Alpe Grand Oren. E' durato non più di mezzora, ma tra acqua e vento ci ha conciati per le feste! Ottima accoglienza e trattamento al Rifugio. Segnale telefonico svizzero in vetta, per il resto nulla. Con Fausto.

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note su accesso stradale :: park a pagamento alla diga di Place Moulin (2,50 € il primo giorno, 1 € i giorni seguenti)
Gita sociale CAI Pianezza con 17 partecipanti (di cui 16 in cima). Saliti sabato pomeriggio al Nacamuli ad orari diversi, ma accomunati dal fatto di aver preso tutti un po’ di pioggia durante la salita (chi all’inizio, chi a metà, chi nella parte alta…). Si attraversano ancora diversi nevai, uno solo un po’ delicato appena prima di iniziare il breve tratto attrezzato con scalette e cordoni, dove è stata messa una corda che agevola la progressione soprattutto in discesa. Sono comunque 10-15 metri, mentre tutti gli altri nevai si passano senza problemi. Noi abbiamo impiegato circa 3 h 30 a passo tranquillo.
Domenica partenza alle 5 con cielo sereno dopo una notte di pioggia a tratti molto intensa, che ha quindi limitato notevolmente il rigelo notturno e portato 4-5 cm di neve sopra i 3.300 m. Dal rifugio si perdono circa 50-60 metri, ovviamente da risalire al ritorno. Si attraversano alcuni nevai per arrivare al Col Collon, che però si superano tranquillamente senza ramponi. Al colle ci siamo legati e ramponati; la prima parte del ghiacciaio è veramente scomoda e faticosa a causa delle rigole molto profonde che rendono la camminata molto instabile, poi salendo la situazione migliora e sopra i 3.300 m il manto è più uniforme. Crepacci quasi tutti ancora chiusi, ce ne sono solo un paio poco prima di affrontare la salita della “pinna” finale…uno è abbastanza evidente e largo pochi cm e si supera tranquillamente, l’altro è decisamente più insidioso in quanto sembra abbastanza ampio ed è ancora ricoperto da uno strato di neve. La salita della pinna è ripida ma molto breve; noi l’abbiamo affrontata sulla destra, per poi proseguire in cresta fino in cima. Si sale bene anche se quando sono salito io con l’ultima cordata affiorava già parecchio ghiaccio.
Arrivati in vetta verso le 9 (essendo in tanti i tempi si dilatano a dismisura, credo che si possa salire in 3 ore senza correre), siamo scesi quasi subito poiché sembrava si stesse chiudendo velocemente. Per evitare il ghiaccio sulla pinna abbiamo proseguito verso la Punta Ovest scendendo poi un pendio abbastanza ripido in uno dei pochi punti in cui la terminale è completamente chiusa…abbiamo fatto circa 60-70 m faccia a monte prima di raggiungere l’ampio pianoro sottostante, poi da qui nessun problema e ritorno abbastanza veloce al rifugio. Lunga invece la discesa fino alle auto, con temporale scampato miracolosamente (si è messo a piovere 5 minuti dopo che siamo arrivati al parcheggio!!!).
Gita bella e non troppo impegnativa, ideale per chi vuole cimentarsi per le prime volte su un ghiacciaio con qualche difficoltà. Buono il trattamento al Nacamuli (47 € la ½ pensione per i soci CAI).


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Raggiunta questa facile ma elegante cima dopo un ottimo pernottamento al Nacamuli. Molto molto caldo ma ottime condizioni. Domenica saliti al rifugio con alcuni nevai da attraversare che si incontrano a partire dai 2200 metri circa. Ambiente grandioso e selvaggio. Nessun problema sulla parte attrezzata per raggiungere il rifugio ormai libera dalla neve salvo il primo tratto su nevaio in cui il rifugista ha aggiunta uno spezzone di corda per facilitare la progressione.
Sveglia alle 4:00 e partenza poco prima delle 5 con cielo coperto e nebbia verso il colle. Una volta saliti sul ghiacciaio e con l’arrivo dell’alba le nebbie si sono dissolte permettendo di godere dei fantastici panorami. Rigelo scarso. Abbiamo salito la cresta integralmente dalla base prestando attenzione alla parte intermedia per presenza di ghiaccio. In cima verso le 8:00 con vista a 360° su Cervino, Dent d’Herens e Tète de Valpelline.
Lunga la discesa dalla cima al parcheggio trascorsa sotto un caldo africano.
Gita sociale CAI di Bussoleno. Tutti in cima ed ottima compagnia!


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la neve inizia alla base della gradonata che zigzaga ripida su se stessa, la quale è invasa a metà, abbiamo preferito risalire il pendio/canale che affianco risulta continuo fino alla fine, con ramponi si fa bene, dopo, fino al colle Collon 3114m, la neve rende la salita davvero faticosa, per fortuna non sfondava troppo, da qui, con Elio, ci siamo legati per risalire i 400m di ghiacciaio rimanenti, sono presenti crepacci evidenti, facilmente aggirabili senza problemi, ci ha preceduto una compagnia di francesi (sul ghiacciaio ci hanno tracciato/ripulito la trentina di cm di neve recente sfondosa, grazie!!) sino al colle Eveche 3400m, poi sono ritornati indietro,noi abbiamo continuato. La splendida “pinna sommitale”( ha la forma della vela di una barca) l’ho affrontata direttamente( una quarantina di m a 40°/45°) per poi uscire sul filo che diviene molto meno ripido, da qui in breve sino in vetta che a causa delle pronunciatissime cornici non è godibile appieno.


Oggi giornata tersa tutto il dì, finalmente dopo tempo ci voleva, spece per itineri così lunghi in giornata che non potrebbero essere conclusi, sono circa 25Km a/r con 1850 m di dislivello visti i saliscendi, caldo torrido,
Questa è( come la vicina Kurz) una delle vette più meravigliosamente panoramiche che abbia salito, sarebbe un sacrilegio salirla con nebbia/foschia.
Un saluto ad Elio, che con la tenacia che l’ho caratterizza non ha mollato mai, quasi sino in cima, nonostante i mesi di fermo:complimenti!!!



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Tempo splendido, stupenda la piramide nevosa finale, sembra inaccessibile.
In realta', essendo in chiusura l'ho trovata bella gradinata, fatta abbastanza tranquilla con picca e ramponi giocattolo.
Solo qualche nevaietto fino al Col Collon.
Ampio reportage su Facebook (Laura Bruno).
Grazie alla Comm. Gite che ha ritracciato il percorso ed al buon Marco Giordan alla sua 1' alpinistica che si e' fidato di me!

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Dal rifugio Nacamuli il percorso è ben segnato. Rigelo inesistente per cui è consigliabile partire molto presto in quanto già verso le 9 la poca neve che ricopre il ghiacciaio è molle. Questo facile itinerario di ghiacciaio non deve essere preso con leggerezza per la presenza di crepacci poco visibili che il caldo sta facendo aprire. Dunque utilizzare tutte le misure di sicurezza in cordata. La vetta si raggiunge percorrendo una divertente cresta innevata.

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Primo giorno in Valpelline.
Partenza alle 7 dal parcheggio dalla diga…previste temperature basse e bel tempo.
Una volta arrivati al Nacamuli decidiamo che, viste le condizioni generali, possiamo, anziche’ fare la Vannetta, proseguire verso il col Collon, con l’idea di fare l’Oren piu’ corta e meno impegnativa di una traversata Kurz-Brule’ che richiede piu’ tempo.
Scelta azzeccatissima !!
Ghiacciaio in ottime condizioni e buona traccia..grazie a chi ci ha preceduto che ha sicuramente faticato piu’ di noi visti i cm, anche se non molti, di neve fresca messi nei precedenti giorni di tormenta.
Attaccata la punta dal versante NE, ultimi metri decisamente piu’ ripidi, ma su traccia scalinata alla perfezione da un allegro gruppetto di 3 ‘’giovanotti’’ che abbiamo incrociato mentre terminavano la discesa dal pendio.
Dalla punta panorama a 360° e shock visivo sull’Eveque.
Bellissima vetta, che nella sua semplicita’ regala comunque molta soddisfazione.
Scesi per il pendio N, trovando un bel punto di passaggio tra le varie piccole crepacce terminali.
Discesa veloce fino al Nacamuli…ammirando le mete per il giorno seguente.



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Sono tornato piacevolmente laddove mancavo da ormai troppi anni (10).
E ho riscoperto con piacere la bellezza di questi luoghi.

Saliti al rifugio Nacamuli nel fresco pomeriggio di Giovedi 14, siamo stati accolti calorosamente dai simpatici gestori.

La mattina successiva ci avviamo verso il colle Collon, che varchiamo senza difficoltà sul ottimo sentiro. Messo piede sul ghiacciaio saliamo senza difficoltà in direzione della vetta con percorso non obbligato per moderati pendii di neve portante fino alla base della piramide terminale. Da qui qualche metro più ripido conduce alla massima elevazione.

Salita in condizioni ideali.

Ringrazio Olivera,
che, alla prima esperienza sulle Alpi, è stata accolta da una bella nevicata (che ci ha accompagnato da poco sotto la vetta fino al rifugio) e, nonostante cio', non ha perso entusiasmo.

Ci saranno occasioni per tornare con il sole e completare l'incompiuto.

Felice di aver calcato terreni ricchi di piacevoli ricordi.

Alla prossima,
Lore



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Gita sociale unificata dell'escursionismo ed alpinismo giovanile del Cai di Chieri. Il meteo ha concesso abbastanza ma non a sufficienza per raggiungere la cima: la visibilità scarsissima ha precluso l'accesso agli ultimi metri di cresta. Per il resto copertura neve da poco prima del colle Collon in su anche se con poco rigelo. Sempre buona l'accoglienza al Nacamuli; il piacere della bella compagnia non è stato offuscato dal tempo poco clemente.

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Prima uscita del corso di alpinismo classico organizzato dalla guida Claudio Bernardi.
Sabato salita al rifugio interamente sotto la pioggia. Durante la notte si è alzato un forte vento, che ha spazzato le nubi, ma è continuato per tutta la mattina e ci ha reso scettici fin da subito sul raggiungimento di una cima. In effetti la meta originale era la punta Kurz, ma arrivati al Col Collon abbiamo avuto una parziale sorpresa: in alto c' era un bel po' di neve fresca e sul pendio sommitale erano cadute alcune slavine di discrete dimensioni. Saliamo per un po', ma Claudio decide che è pericoloso, e quindi si cambia obiettivo, torniamo al colle e ci dirigiamo verso la Becca d' Oren, seguendo la traccia di altre cordate che ci hanno preceduti. Purtroppo ben presto ci accorgiamo che procedere è piuttosto faticoso, perché si sprofonda in 30-40 cm di neve fresca, e quindi, data anche l' ora tarda, ci fermiamo sul pianoro alla base della cresta sommitale. Da qui vediamo anche una cordata che sta scendendo dalla vetta molto lentamente, a conferma del fatto che le condizioni in alto forse sono ancora peggiori, e quindi decidiamo che è meglio scendere.
La discesa dal rifugio alla diga è abbastanza eterna!
Nonostante il mancato raggiungimento della vetta è stata un' esperienza molto positiva, per me e credo per i miei quattro compagni, tra cui il mio amico Pier Paolo, al suo primo contatto con l' alpinismo "vero". Io ho visitato una zona per me completamente nuova e che presenta panorami grandiosi, e per di più ho finalmente capito come si usa il cordino da ghiacciaio e come si fa un paranco di recupero!
Un grazie a Claudio per gli insegnamenti e a tutti i miei compagni per la compagnia.


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Fatta in giornata è un gran gitone, con notevole sviluppo (oltre 23 km AR) e forte dislivello. Le condizioni sono complessivamente buone, solo il ghiacciaio coperto da un leggero strato di neve recente è un po' insidioso per via dei numerosi crepacci e ci ha costretti a procedere come sulle uova... L'assenza di traccia e il ghiaccio sotto la poca neve nella parte finale hanno reso la salita forse un po' più impegnativa del solito. Gita d'ambiente e completa nella sua relativa semplicità in un angolo molto selvaggio della val d'aosta (in questo periodo e poi in settimana la solitudine è assicurata...). Oggi nuovamente con l'amico Renato.

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note su accesso stradale :: OK fino alla diga
Visto il lungo sviluppo della gita abbiamo optato per salire alla diga ieri sera e dormire in auto per evitarci la levataccia,partiti alle 5,15 e raggiunta la cima alle 11.
La salita fino al ghiacciaio si svolge senza problemi,poi anche noi siamo saliti costeggiando lo stesso sul lato est a ridosso degli sfasciumi.
Confermo quanto descritto nella precedente relazione,il ghiacciaio è ricoperto dall'ultima nevicata e rende insidioso l'attraversamento,alcuni crepacci sono veramente grossi e bisogna testare bene i ponti,inoltre le precedenti tracce erano praticamente scomparse,tutto ciò ci ha portato a fare un pò di giri nella parte bassa del ghiacciaio e a procedere con cautela nella parte alta,portandoci via un pò di tempo.
Anzichè dirigerci al colle tra le due cime abbiamo preferito puntare lo scivolo est e risalirlo + o - al centro(max 45°) su neve recente che ricopriva il duro strato di ghiaccio sottostante, per poi sbucare sulla sottile cresta che in breve conduce in vetta.
Ritorno sempre fatto con cautela sul ghiacciaio e poi il lungo rientro all'auto,con i vari saliscendi il dislivello totale supera i 1600mt.
Per chi ci vorrà andare nei prossimi giorni,fare molta attenzione sul ghiacciaio.

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Splendida due-giorni in Valpelline con pernottamento al rif. Nacamuli, al suo ultimo we di apertura. Partenza sabato dalla diga di Place Moulin intorno alle 11.30; la salita al rifugio è piuttosto lunga, soprattutto a causa dello spostamento iniziale lungo il lago. Tuttavia la giornata era talmente bella che ce la siamo presa comoda e siamo arrivati al rifugio intorno alle 15.30 dopo svariate pause lungo il percorso. Ottimo il trattamento al rifugio nonostante fossero all’ultimo giorno di apertura!!!
Domenica partenza alle 7, ottima e sempre evidente la traccia fino al Col Collon. Una volta aggirato il costone abbiamo costeggiato il ghiacciaio tenendoci lungo il pendio di detriti sulla dx orografica, per poi raggiungerlo intorno a quota 3.200, dove ci siamo legati e ramponati. Il dosso che precede il Col de l’Eveque è molto crepacciato e bisogna fare molta attenzione a dove si passa, evitando accuratamente i ponti di neve che non mi sembravano così sicuri. Raggiunto il colle dell’Eveque, il pendio che porta all’attacco del ripido tratto finale era ricoperto da uno strato di neve presumo recente che ha coperto tutte le tracce, mentre si vedevano qua e là parecchi buchi. Abbiamo quindi seguito una bella traccia sul versante Nord che si dirigeva al colletto tra le cime Est e Ovest; nessun problema fino alla terminale, per superare la quale bisognava affrontare un tratto breve (6-7 metri, non di più) ma ripidissimo (55-60°) e con ghiaccio vivo. Abbiamo fatto un paio di tentativi di salire ma poi abbiamo desistito perché ramponi e picozza faticavano molto a fare presa nel ghiaccio e in caso di caduta non so se il ponte di neve avrebbe tenuto, e quindi abbiamo rinunciato…peccato perché eravamo a 50 metri dalla vetta e superato quel passaggio la pendenza diminuiva nettamente…

Siamo quindi tornati indietro con calma godendoci in ogni caso il panorama spettacolare sulle montagne circostanti…viste alcune cordate sulla Kurz, che mi sembra in condizioni decisamente migliori…

Bellissima gita con condizioni meteo veramente eccezionali...due giorni di tempo perfetto…la stella che manca è solo per non essere riusciti a raggiungere la cima!!!!


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Lunga e faticosa gita in un angolo molto caratteristico della Valpelline che offre, a mio avviso, salite bellissime su montagne forse meno conosciute ma che non hanno nulla da invidiare a zone più frequentate. Si parte dalla diga di Place Moulin alle prime luci dell’alba con una giornata limpida e la consapevolezza che ci aspetta una bella ravanata. Comunque in meno di 3 ore passiamo oltre il rifugio Nacamuli e un’ora dopo siamo sul meraviglioso laghetto glaciale sito nei pressi del col Collon. Ne approfittiamo per una breve colazione e, indossata l’attrezzatura, prendiamo il ghiacciaio alla volta della Becca d’Oren. Fa molto caldo e la ventina di cm di neve fresca dei giorni scorsi cede decisamente rendendo faticosa la salita e costringendoci ad una costante attenzione visto che bisogna attraversare zone evidentemente crepacciate, soprattutto in prossimità del colle dell’Evèque. La nostra meta è visibile già da lontano con la sua inconfondibile cresta che si eleva dal ghiacciaio circostante e, arrivati alla base, ci portiamo sulla sommità salendo un breve ma ripido ed infido tratto dove la neve molle nasconde una bella placca di ghiaccio vivo. Un ultimo tratto di cresta affilata su neve molle e siamo in vetta. E che spettacolo… E’ mezzogiorno e siamo soli in vetta con una giornata ed una visibilità favolose che ci offrono un colpo d’occhio veramente straordinario. A malincuore si comincia a scendere facendo tanta attenzione ai crepacci, panino sul laghetto del colle e caffè al rifugio Nacamuli, poi interminabile discesa verso Place Moulin.
Con Monica sempre bravissima e veramente instancabile.


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Gita sociale del cai di Ovada, la meta era L 'eveque ma la neve sfondosa ci ha fatto desistere quasi tutti, solo Emanuele e Alfio sono andati in cima.Io lisa e franco abbiamo ripiegato su questa cima comunque di soddisfazione

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Stupenda gita in un ambiente eccezionale, selvaggio e maestoso insieme. In considerazione del notevole dislivello da percorrere abbiamo pernottato presso l'accogliente Rifugio Nacamuli, raggiunto il 15 agosto dopo circa tre ore di tranquillo cammino su sentiero. Solo l'ultimo tratto è su sfasciumi e pietroni. Il mattino successivo sveglia di buon'ora e, in quattro cordate, abbiamo raggiunto il Col Collon e poi attraversato il ghiacciaio del Mont Collon aggirando abbastanza facilmente i profondi crepacci. La Becca d'Oren si è quindi presentata improvvisamente ai nostri occhi come una piramide di ghiaccio scuro, apparentemente inviolabile. Tuttavia avvicinandoci al ripido pendio ci siamo resi conto che era comunque possibile salirlo senza correre rischi, anche per la cedevolezza dello strato di ghiaccio che consentiva di scalinare adeguatamente. La pendenza nella parte meno verticale da noi affrontata era di circa 45 gradi. La picca penetrava facilmente nella massa di ghiaccio e neve ed i ramponi scavavano solchi utili ad avanzare in condizioni di sicurezza e senza dover ricorrere a chiodi. Eccezionale il panorama in vetta, un po' esposta ma raggiunta da tutti con grande soddisfazione. Nel punto più ripido della discesa abbiamo allestito una corda fissa con Piero che ha provveduto all'assicurazione ed è poi sceso in sicurezza sui solchi scavati nel ghiaccio dai precedenti passaggi. Lungo il percorso di ritorno abbiamo avuto qualche difficoltà nel trovare il passaggio giusto tra i crepacci del ghiacciaio, davvero impressionante. Piuttosto lunga la discesa di complessivi 1.700 metri.
Con gli amici G.A.S.A.T.I. del CAI Chivasso.


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Partiti sabato per il rif. Nacamuli con la neve che fioccava e il vento che sferzava la pella. Domenica siamo partiti in condizioni simili a quelle del giorno prima, ma arrivati al Col Collon le cose sono cambiate e, una volta in vetta, il cielo si è aperto regalandoci una vista stupenda su Dent'Herens, Tete de Valpelline, Gran Combin, Pigna d'Arolla... Stupendo!

Il ghiacciaio è in buone condizioni: si vede qualche crepaccio, ma si passa senza problemi. Inoltre, le nevicata di sabato e domenica mattina hanno ricoperto il ghiacciaio di una neve farinosa (roba che uno vorrebbe essere salito con le pelli...) La crestina finale è in buone condizioni: siamo saliti di lì e poi scesi dall'altra parte dove si vedono numerosi crepacci, fatta eccezione per un grosso "corridoio" centrale tranquillissimo.

Gita stupenda in un posto selvaggio e poco frequentato.

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Le condizioni del ghiacciao sono molto buone. La seraccata è impressionante ma si sale bene sul lato sinistro (destrao orografico), da dove in breve si supera la rampa crepacciata per portarsi in piano e risalire verso l'ampio colle dell'Eveque. La piccola piramide di vetta presentava una traccia diagonale ed una "diretta" di risalita lungo la cresta nevosa (sulla quale poi confluiva la stessa diagonale per l'ultimo tratto di cresta aereo ma meno ripido).
Giornata inizialmente serena e senza vento con bel panorama a 360°. Numerosi alpinisti sulla Kurz e cordate in traversata dalla Svizzera. Complimenti ai gestori del Nacamuli, un vero rifugio d'alta quota molto confortevole nella sua essenzialità e perfetto per le esigenze degli alpinisti


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Saliti al Rif Nacamuli sotto un vento fortissimo. Rifugio accogliente, gestito da persone simpatiche e disponibili. Vero rifugio di montagna, fuori dal caos. Al mattino partenza alle h.6.00, alle 7.00 si arriva al passo e si calzano i ramponi. La salita alla Becca non presenta particolari difficoltà, eccezzione fatta per l'attraversamento di una crepacciatura a circa 15' dal colle del Collon. Consigliabile affrontare la zona sul lato alla sinistra. Ultimi 30-40 con pendenza discreta. Si raggiunge la vetta dopo circa 2,30h di cammino dal rifugio Nacamuli. Paesaggio maestoso, selvaggio. Consigliato a chi stufo di trovarsi a 4000 metri in mezzo alla "folla" cerca mete meno battute.

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Le condizioni per la risalita del fronte del ghiacciaio sono un pò critiche ma permettono ancora di risalirlo abbastanza agevolmente.
Tutte le cordate presenti l'hanno risalito in punti diversi quindi al momento non ci sono grossi problemi.La rampa finale che porta sulla punta della Becca è di 60° circa ma vista la brevità anche quì non ci sono problemi nell'affrontarla.Unica nota stonata, quando siamo arrivati in punta eravamo solo due cordate per un totale di 5 persone, un sinistro boato di assestamento della sommità ci ha ridotti al silenzio per qualche istante ma poi il panorama superbo e un provvidenziale allontanamento di qualche metro dalla punta ci hanno fatto dimenticare il problema.Giornata stupenda!!!!
Salita con Alessandro


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E rieccoci, dopo il tentativo della Kurz fallito agli inizi di giugno per troppa neve fresca, in questa splendida valle: condizioni più che buone, se si tiene conto dell’altezza e del periodo (fine luglio).
Aggiungo solo alla relazione, che prima di arrivare al Col Collon si incontra un masso con due frecce: si prende il sentiero che piega a sx. (salendo), che con percorso tortuoso sbuca nei pressi di un laghetto, lo si costeggia sulla sua sx., e si arriva al primo treppiede-segnale, si prosegue su glacio-nevato, fino al secondo segnale, da lì, voltandosi a sx si intravede tutto l’evidente itinerario di salita. Noi siamo passati, in salita, sulla traccia sinistra che costeggia la “terminale laterale sx” del ghiacciaio (salendo) e transita per un breve tratto su ghiaccio vivo (traverso brevissimo e facile) e ritorna subito su neve, complessivamente l’ho trovato più semplice e immediata anche se c’è un breve tratto che costeggia un crepaccio, anche il “tradizionale” passaggio mediano fra le due seraccate, utilizzato al ritorno, è comunque assolutamente non problematico anche se c’è più ghiaccio vivo, basta prestare un minimo d’attenzione (qualche frattura), ; il resto del ghiacciaio e in buone condizioni compresa la “paletta” finale tutta “in neve”, che al massimo sfiora i 40° nell’ultimissimo tratto (qualche metro in uscita…) ad essere proprio generosi…


Complessivamente gita facile e relativamente breve, ma di notevole soddisfazione per l’ambiente strepitoso, selvaggio, e solitario (basti pensare che eravamo gli unici a salire alla Becca nonostante il rifugio fosse pieno): Consigliatissima!
Come sempre un ottima accoglienza al rifugio, e un plauso alla disponibilità e professionalità di Fabrizio, il nuovo gestore e del suo staff: è sempre un piacere pernottare in questo rifugio.
Un saluto anche a Paolo (amico di Muyo), piacevole sorpresa incontrata in rifugio.
(Scusate lo sfogo) Stagione strana e difficile, che purtroppo ha visto molto fallimenti e cambi di progetti causa tempo, casini, ecc., ma penso che anche questo sia la montagna, come sempre foriera di lezioni di sana umiltà…
ed ora si va in ferie, per la prima volta non più sui monti…

Un saluto a tutti i “Gulliveriani” BUONE GITE A TUTTI!






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Bella gita classica, panorama superbo dalla cima ma non solo, in un angolo di Valle d'Aosta relativamente selvaggio.
Partenza 5,45 dal rifugio e arrivo in cima alle 8,30 senza "tirare". Neve dura in salita, piu' molle in discesa. Tracce gia' presenti dal giorno prima, non si attraversano zone che appaiano pericolose, comunque e' raccomandabile procedere in cordata. Il tratto finale e' un poco piu' ripido (v.foto) ma comunque di tutta tranquillita'. Nuvole inziano ad apparire al ritorno, pioggia (prevista) dopo il rifugio.
Sabato 7 luglio giornata stupenda, partiamo alle 11 del mattino dalla diga con un venticello che mantiene l'aria fresca. Siamo 5: Beppe, Elena, Robi, Gio e il sottoscritto. Con calma arriviamo al Nacamuli e ci godiamo il pomeriggio al sole. Il rifugio e' pieno e per fortuna vanno quasi tutti alla punta Kurtz. Cena ottima (bravo gestore), gita facile ma di soddisfazione anche per i bei panorami. Ho portato la mia mini videocamera Sanyo e realizzato un DVD goduriosissimo!



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al nacamuli nessuno ci ha scommesso, viste le condizioni incerte del meteo e dell'abbondante neve pesante. Ma noi ci abbiamo creduto e siamo partiti ugualmente, arrivando in punta quasi strisciando, dopo aver faticato non poco a battere traccia, pure senza racchette.... Panorama nullo per via dei nuvoloni che andavano e venivano, ma grande soddisfazione ugualmente.
Un cordiale saluto ai gestori del nacamuli per la loro gentilezza, competenza e accoglienza.


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Che dire di diverso di chi mi ha preceduto?
L'avevo già fatta con gli sci e nello stesso giorno avevo già fatto la Kurz.Ambiente molto bello ma in che butto stato sono i ghiacciai!!!


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bella gita,poco impegnativa se non nell'ultimo tratto prima di salire in vetta, poca gete sul percorso.

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PARTITO ORE 6.00,IN PUNTA ORE 8.50TUTTO MOLTO BELLO MA OCCHIO ALLE CREPE NASCOSTE NEL PRIMO PIANORO. SE CONTINUA IL CALDO COSI' IL GHIACCIAIO POTREBBE DIVENTARE PERICOLOSO IL ALCUNI PUNTI, ANCHE SOTTO LA BECCA NEI TRAVERSI.AI PROSSIMI CONSIGLIO DI STARE SUL VETRATO E NON FIDARSI DELLA NEVE ,SOPRATUTTO AL RITORNO.COMUNQUE BELLA VETTA , MOLTO ESTETICA.

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Gita della sezione CAI di Moncalieri (TO). Partiti dal rifugio Nacamuli alle ore 6:00 arrivati in cima alle ore 10:00 e considerato il numero 18 persone tutte in vetta direi non male. Il tempo buono ci ha favoriti sia durante la salita sia nel lungo ritorno a Place Moulin. Grande caldo anche in punta quindi neve fradicia e difficolta causa passi lenti e diciamo "profondi". crepacci nella parte iniziale. nessuna traccia evidente ma considerato la temperatura elevata il manto nevoso è in continua mutazione.
bella gita in ambiente di alta montagna

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Giornata molto bella e calda.
Saliamo facilmente dal Rif.Nacamuli al col collon seguendo il sentiero (segnalato con bolli gialli) che risale pietraie, sfasciumi e alcuni speroni rocciosi. Pochi nevai. Al colle attraversiamo il torrente che nasce da un bel laghetto glaciale. Nella piana di neve abbastanza dura prima della rampa inforchiamo i ramponi, il tratto ventrale della rampa si presenta in alcuni tratti ghiacciato. Il percorso successivo sino alla becca finale è semplice. Risaliamo verticalmente il pendio senza difficoltà sbucando successivamente sulla cresta facile e poco dopo in cime. Magnifico panorama.

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Dopo la salita alla Becca, siamo scesi alla Cabane de Vignettes, rifugio che... se lo conosci, lo eviti!

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note su accesso stradale :: arrivati in auto alla diga di Place Moulin
Dopo aver salito la Punta Kurz l'anno scorso, sempre "fuori stagione" questa volta abbiamo scelto l'altra classica della zona, la Becca d'Oren Est. Siamo arrivati nel pomeriggio al parcheggio presso la diga di Place Moulin. Giornata con cielo sereno e ventilata, iniziamo a risalire il sentiero che nel giro di 3,30 ore ci porta ai Rifugi Nacamuli e Col Collon, il sentiero era ancora pulito, solo l'ultimo tratto verso i due rifugi era innavato, ma solo pochi cm. di neve e molto dura. Il rifugio Nacamuli era chiuso, però il vecchio Rifugio Col Collon (in legno) rimane sempre aperto e ha una ventina di posti letto a disposizione, non c'è però la luce e nemmeno la cucina a gas. Noi avevamo tutto l'occorrente al seguito, dato il periodo eravamo gli unici presenti al rifugio. Un rifugio in condizioni accettabili, anche se non molto pulito e in ordine, sembrava quasi di essere ritornati indietro di un secolo, e di trovarci all'inizio del novecento come atmosfera e arredi. Per noi due la permanenza è stata piacevole, essendo abituati e organizzati a pernottare in rifugi e/o bivacchi anche molto spartani. Passata bene la notte, ci svegliamo intorno alle 4,00, facciamo colazione e mettiamo il naso fuori dalla porta...il cielo è stellato e limpido ! Ci prepariamo e partiamo, la prima parte della salita fino al Col Collon fila via tranquilla, c'è neve solo a tratti, ma è neve compatta e dura, nell'ultimo pendio prima del colle utilizziamo i ramponi per salire più velocemente ed evitare di dover fare le tacche ad ogni passo. Dopo esserci legati in cordata, mettiamo piede sul Ghiacciaio del Mont Collon...che troviamo coperto da circa 40 cm. di neve recente. Dopo un rapido consulto, non ci perdiamo certo d'animo e decidiamo di proseguire, alternandoci a fare la pista e...faticando non poco a salire. Fortunatamente riusciamo ad evitare la zona crepacciata a metà del ghiacciaio e nel tratto finale saliamo direttamente il ripido scivolo che raggiunge la cresta a pochi minuti dalla cima. Ambiente glaciale di alta montagna superbo, la giornata era ideale, con cielo sereno e visibilità ottima in tutte le direzioni...panorama spaziale dalla cima !! Bella montagna e gita di soddisfazione...anche se resa molto faticosa dalla quantità e qualità della neve presente sul ghiacciaio...per arrivare in vetta abbiamo impiegato circa 5 ore dal Rifugio..alternandoci a battere la traccia e arrancando nella neve recente che teneva poco, ci siamo stancati ed è stato un bel mazzetto, ma ne valeva comunque la pena ! Oggi sarebbe stato un vero peccato non raggiungere la vetta. E' una gita molto piacevole ed interessante, che ho valutato solo 4 stelle per via del...culo che ci siamo fatti e per la neve a tratti inconsistente trovata sul ghiacciaio...altrimenti avrei inserito il massimo possibile con pieno merito. Ma a fine ottobre ci sta anche di poter trovare condizioni di questo tipo, e comunque l'importante era arrivare in cima e scendere senza...essere ridotti a due zombie che vagavano lungo il sentiero del ritorno a Place Moulin....e ci siamo riusciti, allenamento e resistenza alla fatica erano ben rodati dalle gite precedenti ! Siamo rientrati a Place Moulin stanchi ma soddisfatti per la bella gita fatta.
Fine settimana molto intenso e piacevole, trascorso in compagnia di Angelo B. del CAI Ule Genova, che ringrazio per l'ottima compagnia ! Davvero un'ottima persona e un alpinista sempre molto affidabile, è un vero piacere fare gite insieme a lui !


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Ci sono anche stati ...

  • 19/07/98 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Ovest
    quota partenza (m): 1969
    quota vetta (m): 3532
    dislivello complessivo (m): 1700

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