Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte

L’ auto va lasciata nel parcheggio pluripiano all’ingresso del paese di Saas Fee: attenzione perché occorre camminare un bel pezzo per raggiungere la partenza della funivia, che si trova all’estremità opposta del paese (no navette, solo possibilità di taxi privato). Dall’arrivo della funivia circa 1 ora di cammino e 100 m di dislivello, con vari saliscendi, per raggiungere la Britanniahütte, nella quale si mangia bene e abbondantemente. Essendo un gruppo di 8 siamo stati sistemati nell’accogliente rifugio invernale, nel quale ci è anche stata servita la cena: meglio di così non avrebbe potuto andare!
Colazione ore 3.00, salita tecnicamente facile ma molto lunga (circa 8 km) e impegnativa sia per il dislivello che per i numerosi e lunghi tratti pianeggianti che interrompono i pendii di salita. Dal rifugio si scende sul ghiacciaio sottostante, per poi risalire in direzione dello Strahlhorn, visibile per tutta l’ascensione. Noi ci siamo legati e ramponati già al rifugio, per non dover fare tappa appena partiti e perché il ghiacciaio è notoriamente molto crepacciato. Giunti all’Adlerpass (3789 m) si risale il ripido pendio in direzione sud fino a raggiungere la brevissima cresta sommitale e la croce di vetta, da cui il panorama sul Vallese è mozzafiato.
Discesa eterna, per non parlare della risalita al rifugio, resa ancora più faticosa dal solleone. Sicuramente più godibile con gli sci che con i ramponi, almeno la discesa è più rapida e divertente.
Il pericolo oggettivo più consistente della gita è rappresentato dai molti crepacci dell’Allalingletscher e dell’Holaubgletscher; oggi i crepacci erano visibili ma chiusi sulla traccia di salita, per via delle abbondanti nevicate di quest’anno. In stagione più avanzata necessaria quindi ottima visibilità.

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Bella e lunga salita favorita da una giornata limpida e fredda al punto giusto. Saliti come da itinerario descritto, l'attraversamento dell'Holaubgletscher è breve e segnalato da paline rifrangenti mentre la parte bassa dell'Allalingletscher è in ghiaccio duro molto sporco, con molti crepacci aperti e molti aggiramenti non sempre facili alla luce delle frontali. Dal lungo tratto pianeggiante a quota 3300 circa cambia tutto, parecchia neve fresca e tratti di accumulo da vento dei giorni scorsi, per cui ci si alterna a batter traccia e l'Adlerpass sembra sempre li a poche decine di metri ma non ci si arriva mai.. Dall'Adlerpass in su la cresta spazzata dal vento consente una progressione migliore e si arriva in vetta intorno alle 10 dopo quasi 6 ore di salita. Bellissimo il breve tratto di cresta che porta alla croce di vetta. Oggi stranamente nessuno in zona e lo Strahlhorn è tutto per noi.. Dalla vetta panorami spettacolari e ci prendiamo il tempo per goderceli. Rientro per la via di salita. Itinerario tutto sommato facile ma molto lungo e da tenere sempre gli occhi aperti sui crepacci, evidenti nella parte bassa ma anche nella parte alta sotto l'Adlerpass ci sono dei bei buchi e oggi la neve fresca a coprire qualche bella "trappola" l'aveva creata..
Bellissima salita divisa con Monica e Mathias, sempre ottimi compagni di montagne e di ravanate.


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Saliti al rifugio il pomeriggio precedente con gli impianti del Felskinn, con meteo in apparente miglioramento. Colazione alle 3 e partenza intorno alle 4. Ancora neve dura nella discesa verso il ghiacciaio, poi iniziamo la lunga e poco inclinata salita. I crepacci sono ancora ben chiusi e la neve e' ben portante. Arrivati a costeggiare il Rimpfischhorn una coltre di nuvole trasportata da un forte vento incappuccia le cime. All'Adlerpass la visibilita' e' ormai compromessa e il vento molto forte. Saliamo ancora un po' fino a circa 3850 m poi facciamo dietrofront. Le altre cordate sono gia' tornate indietro salvo una guida con 4-5 clienti. Anche loro non arriveranno in cima.
Discesa eterna e soprattutto la risalita finale al rifugio e' di quelle che si ricordano. Decisamente consigliabile salire/scendere questa cima in assetto sciistico.
Grazie alla bella compagnia di questo weekend in Vallese: Bruna, Franco, Gilberto, Luca P. e Luca M. Peccato per la cima non raggiunta! Il fatto che non sia proprio dietro l'angolo di casa rende la cosa un po' piu' spiacevole ma anche una previsione meteo poco azzeccata fa parte delle cose che possono capitare. Bruna, Franco, Gilberto e Luca P. salgono con gli sci e si regalano una lunga discesa con neve bellissima. In ogni caso, compagnia divertente e paesaggi bellissimi. Alla prossima ! (con successo ovviamente)


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Lo Srahlhorn mi manca. Opto quindi per questa facile cima che consente di salire il primo 4000 per la mia amica ed il quarantesimo per me per i miei 40 anni.
Il nuovo sentiero "Glacier Trail" permette di raggiungere la Britannia in un modo più "fair" e sicuramente più economico rispetto alla funivia di Felskin.
Il percorso su ghiacciaio per il rifugio è segnalato da bastoni blu, ma comunque è logico ed impossibile da sbagliare a meno di cattivo tempo.

Invece la parte da fare al buio al mattino non è di facile individuazione. Sopratutto nella pietraia tra i ghiacciai Holaub e Allalin. Noi abbiamo avuto la fortuna di beccare i punti giusti senza troppi ravanamenti (anche grazie ad una mezza luna); ma al ritorno con la luce del sole ho potuto costatare tra quali c...zo di crepacci siamo passati per caso al buio!

Il resto della salita è pressochè banale. Pochi i buchi, ed una bella traccia nella neve farinosa. Panorama agghiacciante dalla vetta.

Cielo e clima magnifico. Freddo senza vento.
3.30 ore per il rifugio
5 ore per la cima

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Salita a lungo agognata, spesso rimandata per maltempo o cattive condizioni dell'itinerario. Finalmente è fatta!! Le condizioni sono eccezionali a livello di crepacci: se è vero che nella parte bassa ce ne sono sicuramente, è anche vero che sono ben visibili. Da tremila metri in su la copertura nevosa è molto buona e li copre quasi completamente sotto parecchia neve. Occhio solo a quota 3400circa dove affiora qualcosa sotto l'abbondante neve e lì, specie al ritorno, occorre prestare massima attenzione (un tedesco è caduto fino alla vita in un crepo per la rottura del bordo). Tanta neve fresca nella parte alta, da 3300m in su, ma date le pendenze modeste non si corre alcun rischio. Da notare tuttavia che il ritorno, con tutta questa neve fresca, diventa un calvario dall'Adlerpass fino a quota 3300m circa, perché si affonda spesso fino al ginocchio.

A parte questo, salita meravigliosa. Uno scenario glaciale incomparabile, da affrontare in piena notte per via della sua lunghezza. Noi siamo partiti alle 3.45 dopo aver fatto colazione alle 3 e siamo giunti in vetta poco prima delle 9, senza forzare l'andatura nel tratto finale. La parte sopra l'Adlerpass è in condizioni eccezionali, con la enve che copre quasi completamente il lungo crepaccio che la costeggia sulla sinistra (occhio; c'è comunque ancora davvero tanta neve). La cresta finale e la vetta sono completamente nevose, con la croce ancora semisepolta dalla neve. Arrivati in cima ci siamo assicurati a un braccio della croce che spuntava. SOlo 2 spagnoli e 2 tedeschi lungo il percorso. Una cordata al Rimpfischhorn. Il resto delle persone erano tutte dirette all'Allalinhorn.
Il mio nono quattromila alpino con Beniamino M., del CAI di Torino, al suo battesimo sulla magica quota 4000. Si è ben comportato e ha tenuto duro. Bravo!


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Con le racchette da neve!

Secondo giorno.
Dormito dunque alla Britanniahutte.
Partenza circa alle 5:45.
Alba stupenda goduta dall’Allalingletscher.
Cielo inizialmente sereno che poco a poco si e’ velato accompagnato da un venticello gelido.
Non ci ha messo molto il sole a bucare la velatura, il cielo si e’ ripulito, temperature basse ma tepore gradevole che mi ha permesso di proseguire senza geloni alle mani.
Panorami stupendi a 360°.
Gita affollata ma come ieri…solo skyalp…ma non importa, anzi..fa piacere distinguersi !!!
Ghiacciaio lungo,comodo e in perfette condizioni.
Cresta terminale molto buona e battuta, fatta quindi con racchette.
Parte alta bella farina, mentre nella parte bassa le temperature non hanno permesso alla neve di mollare molto, se non proprio nella parte terminale dove ho cinghialato parecchio !
Altra gita semplice ma di grande soddisfazione, che mi ha permesso di ammirare i giganti svizzeri, e soprattutto di riprendere un po di confidenza con la quota..quindi di sicuro 2 giornate di buon allenamento e 2 gitone.


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Lunga e bellissima salita glaciale, in ambiente magnifico. Condizioni buone (ma attenzione ai numerosi crepacci).

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Condizioni buone, poco ghiaccio e crepacci visibili e aggirabili. Cresta finale sempliciotta che noi abbiamo preso già a monte del colle (unico tratto un po' ripido). Personalmente ritengo la quotazione PD un tantino generosa.

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Il primo giorno è cosa da poco. La cena, più che buona, è alle 18,30, poi è meglio andare in branda perchè le prime "sveglie" sono proprio per lo Strahlhorn alle 2,45 e colazione alle 3!
Si inizia scendendo sul ghiacciaio dell'Houlabgletscher, appena un pò di crosta da rigelo notturno ma si può aspettare a calzare i ramponi anche perchè non ci sono crepacci aperti su queste dolci pendenze. Poi la traccia si impenna in prossimità del Adlerpass e qui, dove il pendio si fa più ripido e sul filo di cresta qualche crepaccio comincia a comparire. Ancora pendenze moderate sino al tratto che conduce in vetta su cresta finale molto esposta ma assai ben innevata. In prossimità della croce di vetta solito caos, per le numerose cordate in salita ed in discesa. Il panorama grandioso su tutto il gruppo del Rosa e sul Cervino lo si apprezza anche durante la discesa, più che dalla vetta troppo "esigua".
Il ritorno, lunghissimo, è sfinimento puro, la neve trasformata in "marmellata" rallenta e sfianca. A gita terminata son ben 24 km!
Partita senza nessuna informazione circa il percorso, è bastato arrivare alla Britannia per avere la certezza che sarebbe stata una bella gita, e così è stato! Meteo perfetto, assenza di vento, compagnia spassosa e piacevole.
Peccato per i miei piedi gelati in salita e bagnati in discesa!
Con gli amici del Cai Piedimulera.


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Saliti a piedi da Saas Almagell e bivacco su un pianoro tra la Britanniahutte e il ghiacciaio. La salita del primo giorno è più piacevole di quella da lato Saas Fee, inoltre il parcheggio è gratuito... Il ghiacciaio è in condizioni estive, molto crepacciato nella prima parte ma comunque attraversabile senza grosse difficoltà. Dato il ritirarsi del ghiacciaio risulta un pò laborioso il raggiungimento dello stesso alla mattina con il buio, con l'attraversamento di lunghe pietraie. La parte alta del ghiacciaio è ben tracciata e la neve scesa di recente alla mattina crea una crosta portante che facilita la salita. Rientro lunghissimo. Il collegamento da Felskinn con il rifugio è chiuso, c'è pericolo frane, chi volesse salire con gli impianti dovrebbe prendere per Plattjen e poi il sentiero di collegamento con la Britannia. Giornata fantastica senza vento e con un sole caldo anche in vetta. Poca gente sul percorso, i più erano sull'Allalin e qualcuno sul Rimpfischhorn, tutti ancor fattibili.
In compagnia delle 2 fortissime girls Etta (al primo 4000!) e Jane


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Primo giorno 2 ore di marcia e circa e 520 mt non preventivati in quanto il percorso dagli impianti di Felskinn è chiuso per pericolo e si parte dagli impianti di Plattjen al fondo del paese.
Secondo giorno con partenza alle 3.15' si prosegue tra sassi, morene, sfasciumi, ghiacciaio molto travagliato e lungo pianoro fino a quota 3300 circa (2.30' ore di marcia con continui saliscendi e poco + di 400 mt di dislivello guadagnati).
Finalmente si inizia a salire con pendenze sempre più decise fino alla cima. Questo ultimo tratto debbo dire che è molto appagante anche per il panorama che regala.
Non mi sento assolutamente di consigliarla per 2 motivi: per il percorso laborioso e per il troppo trasferimento (il totale tra andata e ritorno è di circa 30 km).
Con Renato.

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IMPORTANTE,il percorso da Felskinn per raggiungere la Britanniahutte è chiuso per motivi di sicurezza (crepacci e frane)chi lo percorre lo fa a proprio rischio e pericolo,si deve obbligatoriamente passare da Platjen (cabinovia che si trova poco oltre l'Alpine Express,27 CHF A/R)il che comporta 2h e 520 mt di dislivello su bel sentiero con alcuni facili tratti atrezzati, che si sentono sopratutto al ritorno,portando il dislivello complessivo in discesa a 2000mt (ci sono molte risalite lungo il percorso).
Per chi sale questa cima la sveglia è alle 2,30 e ,come detto da chi ha precedentemente relazionato,di notte percorrere le lunghe morene ed i tratti di ghiacciaio è un bel casino,la situazione cambia radicalmente da quota 3650mt e la salita diventa piacevole su bella neve e con panorami grandiosi.
Ghiacciaio particolarmente laborioso da percorrere con crepacci che vanno continuamente saltati e/o aggirati con alcuni ponti "effimeri" che dureranno pochissimo,il che porta inevitabilmente ad allungare i tempi di salita.
Resta sempre una bellissima salita in un ambiente di alta montagna superlativo ma ormai la sconsiglio,è una di quelle gite che le gambe ricorderanno per un bel pò, (però non serve lamentarsi, la montagna è fatta anche di queste cose)vista anche l'obbligatoria variante di salita al rifugio,sicuramente rende di più fatta come scialpinistica in primavera.
Rifugio pulito e confortevole con personale gentile,la cena rientra pienamente negli standard Svizzeri,costo della mezza pensione (bevuto birra e non acqua,visti i costi)71 CHF a persona.
Chiusa anche la Langflue e salita all'Alphubel nelle stesse condizioni dello Strahlhorn,sembra che nel Vallese i ghiacciai siano più in sofferenza che in altre zone.

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Trovare la via al buio è un vero casino...
Pochi ometti, traccia spesso assente, terreno molto infido che di per sè non permette di segnare/capire la via: rocce rotte, sfasciumi, ghiacciaio secco (grigio, ghiaccio vivo, niente neve e relativa traccia).
Parlo dei primi 2/3 della via (lunghissima!!!): una volta sul ghiacciaio in salita verso l'Adlerpass, invece, la via diventa fantastica ed il panorama che si apre è tra i più belli mai ammirati da un Quattromila!
Anche la vetta è molto estetica.
Pernottato in tenda a ca. 30' dalla Britanniahutte.
Non è vero che dalla funivia del Felskinn al rifugio ci sono solo 30'... Ci vogliono almeno 50'.
Con Paolino l'Alpino.
Primi in vetta, in 5h 15'.
Per me, 25-esimo Quattromila.
Foto e report:
-climb2.blogspot.it/2012/08/strahlhorn-m-4190-normale-dalla.html


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ottime condizioni del ghiacciaio per la stagione e rispetto ad altri in giro, parte bassa molto scoperta, qualche infido ponte che inizia a bucarsi nella parte intermedia (centrato). Meteo ottima nel complesso, lampi sull'Italia prima dell'alba e qualche nuvolaglia, vento teso ma nn fastidioso sulle creste. Rifugio non malvagio ma occhio per chi va con gli euro che ci "provano" con il cambio 1:1, pretendere la conversione!
rientro eterno ma su neve ancora portante. Sfruttata l'ottima finestra di bel tempo, un saluto alla banda!
salut

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Cinque stelle per una gita in ambiente superbo con meteo spaziale. All'inizio ti chiedi perchè ti diano colazione alle tre del mattino, ma lo capisci dopo quando ti rendi conto dello spostamento cospicuo e dell'impegno complessivo in termini di ore di marcia...
Condizioni buone, ma ciò non toglie che il ghiacciaio, nonostante l'aspetto bonario, sia sufficientemente infido, soprattutto nella parte bassa, dove numerosissimi crepi sono ricoperti da neve marcia e richiedono attenzione costante, anche sulla traccia.
Panorama impagabile e commovente sul Rosa e satelliti.
Al Rifugio vi tratteranno bene, ma è meglio pagare in Franchi Svizzeri (la cresta al cambio, per una mezza pensione, è di 6 Euro).
L'acqua corrente non c'è e costa 10 Franchi la bottiglia da un litro e mezzo. Ragion per cui tutti bevono birra, che, alla fine, costa meno...


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Gitone sociale in ottime condizioni, con partenza dal rifugio alle 4.30 e rientro all 13.00 (incontrata non solo neve molle a quest'ora ma anche autentiche pozze d'acqua da attraversare). Numerosi i crepacci ma mai preoccupanti. Caldo intenso al rientro. Decisamente "duri" i 150 m di dislivello da risalire verso la birra fresca finale del rifugio, la cui ospitalità è stata buona e decisamente costosa, con quotazioni del cambio francosvizzero-euro altamente fluttuanti...
Segnale gsm Swisstelecom captabile nell'angolo nord esterno al rifugio.

Ottima riuscita grazie al Cai di Cervasca ( ) ed alla compagnia dei partecipanti.
Un grazie a tutti.


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Molto lunga come gita ma nel complesso bella e mai monotona sopratutto per la moltitudine di crepacci (praticamente tutta la gita) da aggirare e/o superare.Condizioni ancora buone nonostante la stagione.Al rifugio si mangia e si dorme bene anche se caretto (50 euri).La colazione non è alle 5.30 per tutti come da relazione ma alle 3.30 per Strahlhorn e Rimpfishhorn,4.30 per Hohlaubgrat e 6.00 per Allalinhorn..ti vengono pure a svegliare!

Foto e relazione:


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ghiacciaio parecchio secco e con crepacci notevoli...e bocche spaventose aperte!!!! partenza alle 4 dalla britanniahutte, quest'anno è tracciato il percorso "alto", che passa molto a destra dopo il primo ghiacciaio e si infila sulla morena per scollinare dall'altro lato parecchio alti, evitando così buona parte dei crepacci. poi la traccia va a ficcarsi su una zona di nuovo molto crepaccia (lo scorso anno faceva una "s" tra queste 2 zone sotto al colletto), notevoli le 2 bocche della terminale sotto al colle! sole caldissimo e giornata limpida e bella, giusto un leggero venticello e temperatura che si è,per fortuna, abbassata, almeno al ritorno qualche ponte reggeva ancora! prestare parecchia attenzione, soprattutto quando si parte e al ritorno nelle 2 zone crepacciate! parecchia gente anche al rimpfoschonr, e sulla est dell'allalinhorn. Britanniahutte piena.

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Partenza con la prima funivia da Saas Fee alle 8,30, arrivati in vetta tra una fitta nebbia alle 16...per il ritorno utili le ciaspole se non si hanno gli sci...Lunga, lunga, interminabile e la nebbia di certo non ha aiutato il morale e la vista!!!!
Ai nostri due soci che pur avendo gli sci ai piedi ci hanno pazientemente aspettato


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Anche se l'ascesa alla vetta può risultare facile, l'attraversamento del secondo ghiacciaio è assai pericoloso e insidioso! Occorre assolutamente legarsi fin da subito, numerosi sono i crepacci nascosti, soprattutto se coperti da un leggero e poco consistente strato di neve.
Purtroppo la nostra gita è stata funestata da un evento tragico, sotto i nostri occhi è morto in un crepaccio un ragazzo tedesco di 18 anni che ritornava al rifugio col padre e la sorella, erano a poche centinaia di metri dalla fine del secondo ghiacciaio e camminavano slegati!!!


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partiti troppo tardi, alle 6 dalla britannia hutte in pratica (avevamo la tenda a 30 minuti dal rifugio, a 15 dalla funivia, dove ci sono le casette dello sci) per aver letto non ricordo dove, che si partiva alle 5 dalla hutte... cmq, abbiamo recuperato le cordate partite alle 3-4 nel piattone sotto il colle... parecchi crepacci, molti aperti, ma taaanti che non si vedono a causa della neve... in 1 la gamba ci è finita dentro! e poi tanta acqua nei piani sotto il colle. alle 12 il tempo s'è guastato velocemente e quindi ritirata strategica dopo il colle... in un attimo tutto grigio e nero! vento molto fastidioso all'inizio e poi forte in seguito. visti ancora 6 scialpinisti, anche se, eccetto il primo pendio sotto la punta, il resto era un pappone infame da sciare! ovviamente zoccolo mostruoso sia in salita che in discesa!
...gita eternamente lunga! a piedi è una sofferenza atroce... i piani sono eterni e lunghissimi... il ritorno un'agonia! senza contare la mazzata finale del risalire per circa mezzora per arrivare alla hutte!
visto gente all'allinhorn, nessuno sul rimpfischorn.


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Giornata stupenda, molto caldo (alle 3 e mezza del mattino si stava senza giacca a vento). Vista superlativa.

Nota.
Durante il ritorno la neve era palta, si poteva fare canyoning.
Siamo stati tra le cordate più veloci eppure siamo stati superati da una coppia di sessantenni (!) maratoneti (!), che in discesa erano molto più veloci perché l'hanno fatta con le ciaspole, mentre noi sprofondavamo.
Siamo arrivati in cima prima, ma siamo tornati al rifugio un'ora dopo. morale: considerate l'idea di farlo con le ciaspole piuttosto che coi ramponi. Ovviamente se sapete sciare...

* Il telefono prende solo da fuori dal rifugio, a pochi passi dallo stesso, camminando in direzione della stazione della funivia. Niente segnale lungo tutto l'itinerario

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Il ghiacciaio non è in condizioni, troppo caldo! i crepacci sotto sono già belli aperti, ma sopra ci sono ancora 20-30 cm di neve che li coprono. La neve non gela e quindi cadere nei crepi è facilissimo (ci siamo finiti in 2).

Foto su



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Primo 4000 dell'anno e a piedi!!!
I crepacci sono ben coperti e la pista ben tracciata. Ma non ho mai fatto una gita così lunga, è veramente interminabile!
Io la consiglierei solo con gli sci, visto che 7 Km di ghiacciaio sono veramente una mazzata (soprattutto in discesa).
Gita, comunque, di soddisfazione ed in un grandioso scenario glaciale. Panorama oviamente di prim'ordine, in pratica dal Rosa fino all'Oberland ed al Sempione.

prima gita del g.r.a.s.e. (gruppo racchettari alpinisti super estremi) andata a buon fine.

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Partiti con le luci delle frontali e poco dopo il rifugio, Eugenio ha lavorato parecchio per recuperare un ragazzo finito dentro ad un crepaccio per diversi metri... Finita in un crepo pure io, ma sono riuscita ad uscire col solo aiuto di un forte strattone alla corda da parte del mio capocordata... Lunga marcia sul ghiacciaio piuttosto infido nella parte mediana, dove portarsi da leggere è quasi indispensabile se non fosse che devi stare continuamente all'occhio a cosa senti sotto i ramponi. Per la lunghezza della via, molti di noi si sono ritirati e le cordate si sono ricomposte più volte. La mia cordata si è sciolta completamente e mi sono trovata a dover salire in cima con una del cai di pino torinese che ringrazio vivamente per avermi dato un passaggio. A detta del capogita che aveva effettuato la salita diversi anni prima, il ghiacciaio si è parecchio ritirato e la zona mediana dei crepacci si è estesa parecchio... Bellissima giornata e bellissimo il panorama. Itinerario più adatto allo scialpinismo, ma se uno vuole collezionare i 4mila, almeno si goda l'ambiente che è comunque stupendo
Pernottamento al Rif. Britannia dove si accende un mutuo, 12000 lire una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo..; quasi tutti italiani gli alpinisti ospiti. Gita sociale commissione gite cai uget to. Io e altri due soci ci eravamo portati il mangiare per la cena da casa e i gestori ci hanno invitati ad andare a mangiare sui tavoli fuori al freddo. Una mini tammuriata tipicamente italiana ci ha fatto stare dentro a tavola con gli altri...


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Con gli amici Michele e Lucio, salgo questo bel 4000" del Vallese in veste estiva. Come gia' espresso in altre gite effettuate ai 4000", cio' dimostra la mia manifesta apatia a compiere salite ai 4000" (questo sarebbe uno di quelli) con gli sci. Del resto sono cosi'belli da salire, anche a piedi...!La Britanniahutte e' tappa d'obbligo per la salita a questo facile 4000" (ecco la ragione per cui farlo con gli sci certamente puo'offrire vantaggi migliori). Il lungo cammino sul ghiacciaio dell'Allalin in direzione dell'Adlerpass offre spazio all'immaginazione...! Calcare la vetta al sommo della lunga ma non difficile cresta ovest, puo' regalare scenari inusuali agli occhi degli appassionati, senza sprezzo per la fatica che l'arrivare fin qui comporta'.

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  • 13/07/97 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Est
    quota partenza (m): 3030
    quota vetta (m): 4190
    dislivello complessivo (m): 1370

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