Charrà (Punta) Versante Nord

osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: park impianti melezet
quota neve m. :: 1700
Avendo già precedentemente deciso di fare gita « in casa zona Bardo », la scelta sulla destinazione è stata quasi obbligata per evitare le valli sul confine, tutte con meteo pessimo (vento forte e nevischio); meteo meno peggio verso l’Italia.
Parete nord della Charrà raggiunta sfruttando l’innevamento che resta sulle piste del Melezet, scollinando direttamente giù dalla punta dietro il Vallon Cros.
In realtà stavamo andando a vedere l’Ungherini con lo scopo di trovare un posto riparato il più possibile dal vento; alla fine ci siamo fatti tentare dalla Charrà visto che il meteo alla fine lì non era poi così male, col vantaggio di limitare il dislivello del successivo inevitabile rientro sul versante impianti da sci.
Come scritto nella descrizione dell’itinerario, la salita avviene in 3 parti: primo risalto (circa 30m, 50° expo est..), pendio sospeso (40-45°max), paretina finale (circa 100m 50°).
Ci eravamo già stati anni fa; mi ricordo che sciando in tarda mattinata l’ultimo risalto (il primo a salire…sempre lui, quei 30m expo est ;-)), la polenta primaverile ci si smontava sotto i piedi…e non era stata una bella sensazione; domenica invece il freddo ed il vento hanno lasciato le condizioni della neve invariate in salita e in discesa (questo è stato il vero jolly della giornata).
Abbiamo trovato tutta la parete in farina compressa; l’innevamento “eccezionale” della parte più alta, ottimo ed abbondante (come il rancio…), ci ha permesso di arrivare praticamente “dritto per dritto” sulla cresta sommitale circa 15m a sinistra (salendo) della croce di vetta.
Sciata rilassata su farina compressa super (a parer nostro ben assestata) su tutta la parete; sciato ancora una parte del conoide in firn (per nulla rinvenuto) e taglio per rientrare senza doverci sbattere troppo sul lato Vallon Cros.
Stra-consigliata in condizioni attuali di freddo ed ottimo innevamento.
Oltre ai soliti 2 piciu, si è creato un terzett grazie alla presenza della special guest/star Cala Cimenti, motivato a testare attrezzatura nuova in tutte le condizioni (salire, scendere, rotolarsi nei torrenti, irrorarla con birra e pummarola), il tutto con risultati soddisfacenti.

1 - primo risalto expo est
2 - attacco pendio sospeso
3 - si ri-impenna
4 - mototrebbia e trice quasi in vetta
5 - discesa parte alta
6 - discesa parte intermedia
7 - boots washing cala style

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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: strada pulita fino a Puy
quota neve m. :: 1700
Dico subito che ho fatto la variante alla anticima NW 2740 mt, più facile e 120 mt più corta. Partito alle 6.40 da Puy con un bel freschetto, quando arrivo alla Madonna della Sanità un gruppo di nuvole dispettose aveva incappucciato tutte le cime dalla Clotesse alla Mulattiera. Quando arriva la schiarita mi accorgo di essere andato lungo, ma potrei riprendere il conoide giusto senza perdere dislivello... Tuttavia... Tuttavia il conoide lunghissimo e liscissimo che sale verso l'anticima NW mi strega. Non riesco ad abbandonarlo. Mi sembra di intuire un canale verso sinistra che potrebbe portarmi in cima alla Charrà... Invece risulterà impercorribile. Ormai però sono li, tanto vale andare a vedere com'è da quella parte. Ne risulta una gita più facile della NordEst alla punta vera e propria, ma di grande sciabilità. Sono solo, devo tornare presto: mi va da Dio. Prima delle 10 sono sull'anticima, vento debole ma fa un freddo becco. Il panorama è comunque di prima qualità. I primi 50 mt mi sembrano piuttosto carichi. Scendo con molta prudenza. Peccato perchè sono gli unici con neve polverosa. Poi tutta la discesa si svolge su crosta portante da vento, ma fredda e morbida, non rigelata. Si scia come in pista. Il lungo conoide , finalmente al sole, mi appaga. Non è la neve fresca, ma è molto divertente. In discesa gli sci si tolgono da 1700 mt per 70/80 mt di dislivello. Poi si riesce a scendere con qualche gava e buta e molto sci d'erba fino a Puy . In salita portage di 200 mt scarsi.
Direi che tutti gli itinerari dalla Clotesse alla Mulattiera, da questo versante sono in buone condizioni di sicurezza e con portage ragionevole. (sembra troppo magro solo il colle d''Arbour, mia meta iniziale)

Alle 13.15 ero al lavoro, dopo un bel pic nic solitario al sole. Che bella mattinata!
La valutazione giusta sarebbe 3/4 stelle. Per una volta mi tengo stretto.
Con questa prestazione penso di essere l'uomo che ha percorso più itinerari intorno alla Charrà senza mai arrivare sulla cima vera e propria!!


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osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: ok
quota neve m. :: 1300
L'avevo tentata 20 anni fa esatti con Giorgio Curletti dormendo in tenda alla casermetta del col des Acles (pipistrello in testa). Al buio sbagliammo clamorosamente l'itinerario e finimmo a metà parete contro un muro di rocce insuperabile.
Ieri insieme al gotha del ripido del nord ovest: Andrea Schenone e Mario Monaco.
Ambiente grandioso lungo tutta la parete, in particolare nella parte alta dove il divertimento sta nella scelta dei canalini da collegare per evitare i muri a 55°.
Gran discesa in neve polverosa, 40 cm su tutta la parete.
Grande libidine, anche per i difficilissimi palati liguri e cuneesi...
Straconsigliata perchè in supercondizioni e meno impegnativa di quanto non potrebbe sembrare vedendola di fronte.


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Caratteristica itinerario

tipo itinerario: itinerario complesso
difficoltà: 5.1 :: E3 :: [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Nord
quota partenza (m): 1367
quota vetta/quota massima (m): 2844
dislivello totale (m): 1600

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