Lo Too de la Granta Coursa traversata Rifugio Monzino, Col Chasseur, Rifugio Borelli

note su accesso stradale :: OK grande parcheggio Freiney.
Noi l'abbiamo percorsa in senso inverso, quindi 4 km in piano lungo il sentiero accanto al torrente, bosco di Peutery e ferrata Borelli in salita che è certamente più godibile per quanto riguarda il contatto con la roccia. Superfluo dire che farla tirando tutte le catene è un po' sprecata: maggior fatica e minore soddisfazione. Idem a maggior ragione per le ferratine di accesso e discesa dal colle che richiedono, anche col bel tempo, un minimo di abitudine a facili ambienti alpinistici dove cominciano ad entrare in gioco un po' aderenza e lo scarico del peso. Grazie agli input dei predecessori abbiamo fatto la scelta del percorso inverso che rende molto più agevole capire il da farsi anche senza gps e col maltempo. Maltempo con neve mista pioggia che noi abbiamo beccato dall'arrivo al Borelli fino al ghiaione sotto il ghiacciaio del Freney. In queste condizioni i soci sono un po' titubanti e in certi tratti vanno in difficoltà e la giornata diventa più complicata e più lunga del previsto con rientro all'auto con quasi un'ora di torcia frontale. Gli stessi soci mi fanno anche notare che il cavo lato ovest è parecchio lasco. Mix di eventi che su di un percorso, tutto sommato semplice con condizioni asciutte, può complicare non poco le cose. Tutto il materiale che avevamo con noi è venuto utile, dalla corda ai ramponi usati solo per l'esigua lingua di neve ghiacciata che abbiamo trovato alla fine della discesa attrezzata, anche cordini e discensori è meglio averli. I ghiaioni sottostanti le seraccate sembrano privi di rischi ma le placche bagnate dalla pioggia, il nevaio gelato, qualche tratto di ghiaccio vivo e la discesa dal colle anch'essa su placche lisce e bagnate hanno richiesto del tempo per arrivare al sicuro sotto il Monzino dove si trovano ometti e sporadici bolli blu solo nell'ultimo tratto. Anche qui chi è abituato a muoversi su sentieri pieni di bolli di vernice può avere qualche problema. Con l'ora ormai tarda siamo scesi direttamente dalle comode scale del Monzino senza passare dal rifugio e rimandando la scoperta del sentiero Glarey ad altra occasione, magari usandolo in alternativa alla ferrata per accedere a qualche via di roccia che sovrasta il rifugio. A chi fatica su percorsi come questo suggerisco caldamente di farsi ogni tanto e senza vergogna qualche giornata in falesia anche solo su gradi didattici. Incontrato solo qualcuno sulla ferrata con le catene, poi solo noi.
Salendo al colle lato est, sotto la pioggia battente...
... poi mista neve poco più in alto
Il punto più alto in cui arriva il cavo, sopra il colle.
Dal poggio panoramico osserviamo la via del ritorno per arrivare al sentiero per il Monzino...
Discesa verso il Freney, inizia su comodo 'prato attrezzato' ...
... e finisce su insidiose placche bagnate e nevaio marmoreo.
Una calata con mezza da 30 per placca liscia e parte del nevaio.
Passando sotto il fronte del ghiacciaio. Il socio Andrea ormai prossimo alle 500 FERRATE... ripetizioni escluse !
Cubetti di ghiaccio !!!
Ormai sul facile ad agguantare le scale per il rientro.

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bella e lunga traversata, al cospetto delle severe pareti di un angolo selvaggio del monte bianco. l'itinerario da noi fatto è stato spiegato in modo esauriente da garaca,. comunque per effettuare questa traversata, richiede un certo allenamento e masticare un po' di esperienza alpinistica.
in compagnia di Carlo, Fabietto, Fausto e Teo.


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Bellissimo giro ad anello.
Saliti verso il Monzino dalla ferrata Franco Garda, prima del rifugio proseguito verso dx sotto il ghiacciaio del Freney
sino alla ferrata del colle Chasseur , salito al colle e ridiscesi (parte piu' ripida ma ben attrezzata) al Fauteuil des Allemands e quindi al bivacco Borelli. Si riparte e la vecchia e ripida ferrata del bivacco ci deposita sul fondovalle, seguendo il largo sentiero si torna al parcheggio Freney.


Giornata super (vedi foto).
Attrezzatura tutta in ordine, prestare un minimo di attenzione poichè la roccia, in alcuni punti, non è delle migliori.
Nevaio per attaccare ferrata se con ramponcini è meglio.
nb.
Se fate questo bellissimo giro in giornata come noi, forse è più divertente salire dal Borelli e scendere dal Monzino.
Così facendo le parti di ferrata più belle si fanno in salita.
Con gli amici Fabry,Matteo,Fabio e Fausto.


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Salita al Monzino. L'attraversamento della Dora per accedere alla ferrata Glarey può essere problematico, soprattutto nel pomeriggio. Una corda malridotta segnala un punto in cui non si riusciva a traversare, abbiamo traversato più in alto. Passato il torrente piegare decisamente a destra e seguire i bolli gialli fino all'imbocco del canale in cui inizia la ferrata. Una volta risalito il versante O dell'Aiguille de Chatelet, ci si riporta sulla spalla dello Chatelet con un traverso ascendente da sinistra a destra, non molto visibile dal basso, a monte del rifugio Monzino.
Traversata al Borelli. Una volta scesi per il primo tratto di ferrata, traversare facilmente e senza percorso obbligato fino ai piccoli nevai contro le rocce del Mont Rouge de Peuterey. Il più alto di questi nevaietti, ormai con neve molto dura, sbarra l'accesso alla ferrata che sale al Col Chasseur; un paio di ramponcini sarebbero stati utili. La discesa dal Col Chasseur presenta dei passaggi verticali un po' duri.

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Aggiungo qualche foto alla descrizione dell'amico di vecchia data Old Bear.
Quando si lascia il sentiero del Monzino, si traversa brevemente su erba in discesa prima di raggiungere la pietraia. L'ultimo ruscello è meglio non traversarlo in quanto - poco più in alto - gli sfasciumi lo ricoprono interamente. Alla base del pendio Ovest del colle è presente un ripido nevaio che, con neve dura, può obbligare a dover scalinare. Al momento, tra il cavo e il nevaio ci sono da fare ancora un paio di metri di "ravanage". Se si scende da questo lato, uno spezzone di corda può agevolare parecchio. Il lato Ovest del colle è più erboso, quello Est è più su roccia (non propriamente solidissima).
In internet si trovano ancora le classifiche della competizione degli anni '70 che seguiva questo itinerario.
Ancora grazie al mio amico Leo che - anni fa - mi aveva fatto fare questo bel giro panoramico mettendomi sú la corda! Mi ricordo anche la schienata che avevo dato scendendo sul ghiacciaio (con i ramponi) che oggi AHIMÈ non c'è più...

ps l'attraversamento del torrente per accedere alla ferrata L. Glarey al Monzino, non è agevole in caso di notevole portata d'acqua. Una corda, parzialmente con i trefoli scoperti, dà un pochino di sicurezza in più.


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note su accesso stradale :: Strada ok fino al parcheggio del Freney in Val Veny
Si parte dal parcheggio del Freney con un tempo incerto ma fiduciosi nella meteo che prevede schiarite e saliamo la ferrata "Luigi Glarey" praticamente sotto la pioggia. Usciti dalla ferrata il tempo sembra migliorare e, dopo una pausa caffè al Monzino si riparte verso il Col des Chasseurs scendendo il primo tratto di ferrata sotto al rifugio e traversando il vallone sotto il ghiacciaio del Freney. Una breve risalita su pietraie e grossi blocchi porta in breve all'imbocco del pendio di salita verso il colle dove son visibili i cavi metallici del tratto attrezzato. Salita non difficile facilitata dai cavi e si arriva al Col des Chasseurs dove un ulteriore breve tratto attrezzato porta a una balconata punto di osservazione privilegiato. Peccato che la nuvolosità non ci conceda granchè. Discesa sul versante opposto più verticale e, vista la scivolosità delle rocce ancora umide, in alcuni passi si apprezza la presenza del cavo metallico. Si scende comunque senza problemi e si prende il sentiero verso il rifugio Borelli Pivano ora incustodito ma funzionante e utilizzato come bivacco. Altra breve sosta e si riprende la discesa verso il fondovalle per la ferrata con catene di accesso al rifugio. Ora è uscito il sole e fa piuttosto caldo ma in breve siamo sul fondovalle dove un largo sentiero sulla sinistra orografica della Val Veny con una ventina di minuti di risalita riporta al ponte che permette di attraversare il torrente e rientrare al parcheggio.
Bellissimo giro d'ambiente al cospetto di vette superlative diviso piacevolmente oggi con Luigi che ha "scovato" questo interessante itinerario


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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD ::
esposizione prevalente: Varie
quota base ferrata (m): 1550
sviluppo ferrata (m): 1200
quota massima (m): 2741

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