Pontonnet (Torre di) Cresta SE

note su accesso stradale :: ok
Arrivati in auto a Dondena..come sempre qualche tratto sconnesso..
Itinerario gia’ ben conosciuto da me fino al colle Pontonnet… lungo da raggiungere, ma in ambiente tranquillo e poi su bella mulattiera. .peccato per i tralicci… ma basta non farci molto caso e guardare oltre !!!!!!!!
Abbiamo evitato la prima parte di cresta facendo un traverso e raggiungendo per ripido pendio scomodissimo l’intaglio da dove inizia la cresta vera e propria… un passaggio e’ risultato impegnativo ma probabilmente poteva essere evitato spostandosi un poco in parete… poi tutto piu’ semplice comunque con dei tratti esposti e roccia non proprio delle migliori, terreno un po’ scivoloso… passaggino su placchetta con un po’ di neve poi fino in punta su cengette esposte…
In discesa, dall’intaglio siamo scesi per ripido pendio fino al sottostante laghetto e risaliti al colle Pontonnet.
Cima da tempo nel cassetto.. sconosciuta rispetto alle altre mete della zona decisamente piu’ frequentate.. comunque carina…

L’idea e’ stata quella di fare 2 gg per fare qualcosa di simpatico ed alternativo mettendoci una bivaccata..
Così abbiamo fatto…quindi dal colle Fenis scesi in val Clavalite’ fino al Biv. Borroz.



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note su accesso stradale :: Strada dissestata per arrivare a Dondena
Salita effettuata ancora pulita tranne pochi passaggi a nord . Cresta a tratti discontinua con pochi passaggi impegnativi. Non si trova nulla in loco tranne nei primi metri per raggiungere la croce appena partiti. Da Dondena il sentiero sale a modo ed è sempre ben segnalato. Nel tratto centrale vi sono vie di fuga su ambo i lati che escludono il primo tratto in caso di inconvenienti.
Onestamente mi aspettavo qualcosa di più ma il tiepido sole di ottobre e dei bei panorami hanno comunque riempito la giornata.
Con Tiziana.


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note su accesso stradale :: Ultimi quattro chilometri strada molto dissestata
Le difficoltà sono negli ultimi 150 metri però si procede su roccia abbastanza buona e nel caso si può nel limite seguire una propria via di gradimento, aumentando o diminuendo la difficoltà; dal colle Fènis al colle Pontonnet si calpesta ancora della neve. IL dislivello c'è però non si fatica più di tanto in quanto il sentiero sale molto regolarmente senza strappi ripidi fino al colle Pontonnet, al ritorno sono sceso sul sentiero per il rifugio Miserin.
A me il vallone di Champorcher piace, anche se è stato rovinato dai tralicci dell'alta tensione, per gli amanti dei tremila in questo vallone sono molti quelli da salire senza fare un grande dislivello e senza difficoltà eccessive.


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Quando si sale su certe montagne si capisce perché sono poco frequentate. Soprattutto se, così come suggerito sia dalla presente relazione sia dalla Guida CAI, si pensa di iniziare la salita direttamente dal Colle. Noi ci abbiamo provato ma già i primi traversi su terriccio ed il primo muretto di roccia marcia e terrosa ci hanno convinti a ridiscendere al Colle. Abbiamo quindi divallato verso Cogne raggiungendo il primo laghetto che si vede. Qui, sulla destra, si innalza un ripido pendio erboso che nella parte alta termina con un breve ma stretto, detritico e ripido canalino. Questo consente di raggiungere la cresta ad una poco marcata depressione della stessa (quota 3000 circa), proprio all'inizio della parte più ripida della cresta. Da questo punto la cresta, pur essendo di roccia nel complesso scadente, consente una salita piuttosto agevole. Si incontrano solo due risalti un po' più difficili. Il primo non ci è parso possibile evitarlo ma è breve, mentre il secondo (la paretina citata anche dalla Guida CAI e che noi abbiamo salito) è evitabile sulla destra su comoda cengia, percorsa da noi in discesa. Dopo l'anticima si incontra un tratto di cresta piuttosto stretto ed aereo ma di roccia decisamente migliore. Casco assolutamente indispensabile! Sulla via del ritorno abbiamo costruito qualche ometto. Giornata fresca e non molto pulita, con molta nuvolaglia che ha disturbato il panorama, comunque abbastanza interessante, in particolare verso il Gruppo del Gran Paradiso. Incontrato un Guardiaparco al Col Fenis e visto alcuni escursionisti al Colle Pontonnet mentre stavamo salendo la cresta. Con Fausto e Michele.

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Partiti un km piu' a valle di dove di solito si parcheggia, causa presenza neve sulla strada gia' a cominciare da qui'. Il dislivello e' notevolmente minore ma il lungo avvicinamento in sci e la presenza di neve in gran quantita' anche sul filo di cresta e per giunta sfondosa gia' anche nella fase di salita, fa chiaramente capire che l'impegno c'e' stato cmq. Il socio una volta al Col Pontonnet ha preferito proseguire per il rimanente tratto di cresta che tutta in neve porta facilmente in vetta alla Tour Ponton, e da dove ha potuto cosi effettuare il rientro a Dondena sempre sci ai piedi. E' grazie a lui, profondo conoscitore e assiduo frequentatore di questo bell'angolo della VDA, se sono riuscito a mettere nel sacco la salita di questa Torre di cui solo fino a ieri nemmeno ne conoscevo l'esistenza, e la soddisfazione doppia di sapere che e' anche pochissimo frequentata. Finalmente una giornata di tutto sole, che qui in VDA era da tanto che non si vedeva. Vento fastidioso nella prima meta' dell'avvicinamento, ma non freddo che ha poi cessato di soffiare lasciandoci portare a compimento le nostre due salite separate in tutta tranquillita'. Con Dani

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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 2100
quota vetta (m): 3173
dislivello complessivo (m): 1200

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