Castelnegro (Bric di) Cresta della Gava Lunghe Ombre

note su accesso stradale :: posteggio limitato a due, tre veicoli.
Considerazione, apprezzamento e rispetto per Rello ed il miracolato Nanni...si è fatto quel che si poteva con quel che c'è a disposizione... ciò detto, trovato più difficile risalire il pilastrino (rimosso una piccola lastra rocciosa scollata all'uscita del diedrino iniziale) della fessura, il traverso è facilitato dal chiodo in alto ma il KB flette sinistramente... Tenerezza nel vedere applicata una sorta di "proteggi corda" all'uscita del diedro ed un rinforzo di una sosta (sul quale, in tutta franchezza, ho dubbi circa l'efficacia) realizzato con cavo d'acciaio (costosissimo suppongo!) e catena...non è una cattiva idea portarsi dietro il martello, tra non molto quei chiodi saranno da ribattere!
In compagnia di Barbara, Denis e del giovane Massi, al netto "dell'appropriata e quasi retorica" descrizione del buon Rello, può essere un itinerario in qualche modo interessante per chi abita nel genovesato... se dovete fare più di 20 km, forse è meglio scegliere altro! (le vie alla Rocca du Fo' ad esempio, poco distanti da questa)


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Bella struttura, ancora un po’ sporca ... ma la frequentazione potrà con il tempo ripulirla.
Il secondo tiro è bello, io ho trovato più ostico il tratto sul filo dello spigolo, mentre il traverso ben protetto mi è parso meno impegnativo, la corda aiuta...
Il successivo diedro molto bello, è la parte più facile del tiro, compresa l’uscita.
Segue trasferimento molto jungle... delicato il superamento dello strapiombo . Il tiro successivo, più agevole.
Con Paolo
Complimenti agli apritori, credo che il luogo meriti anche se necessita di un sacco di lavoro per facilitare la frequentazione

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Dopo diversi tentativi, alla fine, il secondo tiro è stato liberato. Autore dell'impresa Carlo che senza tentennamenti ha affrontato anche il fatidico traverso a metà tiro. Complessivamente il tiro in libera diventa di in sequenza : 5c nel diedro iniziale, 6a nello spigolo, 6a+ nel traverso, 5c la prima parte del diedro in dulfer e 6a l'uscita. Mi sento di confermare queste difficoltà pur essendo salito da secondo ed avendo azzerato il traverso. Complessivamente molto soddisfatto.
Il tiro è molto sostenuto e complessivamente molto più impegnativo dell'omologo della via Colpo di Spada ove il passaggio di 6b è un singolo su un tiro complessivo di 5c.

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Con le protezioni già posizionate, la seconda parte del tiro duro (L2) può tranquillamente essere valutata A1. La staffa serve sempre (almeno a me) ma basta avere la capacità di salire in equilibrio sull'ultimo gradino, per riuscire sempre a moschettonare la successiva protezione.
La prima parte, invece, mi è riuscita in libera; confermo 5c, comunque ben protetto e azzerabile.
Segnalo infine che i successive passi di 5c sono comunque aggirabili, senza neppure svilire troppo la via ... sulla L3, infatti, è possibile optare per un bel canalino subito a dx del secco tettino (direi 4c, con fessurina sul fondo per eventuali chiodi) mentre sulla L4 si può prendere una magnifica fessura oltre il margine a sx della placca (5a, con possibilità di ottimi friends/nuts medio-piccoli).
In conclusione, anche tenuto conto di queste ultime due piccole "varianti", la difficoltà obbligatoria della via (che avevo dato 5c/A2) può tranquillamente essere rivalutata 5a/A1.

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Ottimo banco di prova per arrampicata da integrare, a due passi dalla macchina, roccia ottima, al sole invernale.
Il secondo tiro proprio bello, vario e difficile: diedro, spigolo, traverso, dulfer! ...provato in libera sono passato con due resting tranne l'uscita di grado decisamente più difficile (diedro 5b/5c, spigolo 6a con passo 6a+, passo in traverso delicatissimo per prendere fessura da attrezzare 6a+/6b?, uscita dal diedro fessura almeno 6b+?... da valutare), il tutto ben proteggibile e chiodato (qualche spit sul tiro, per ora direi 6a+ A0 uscita A2, o 5b A1-A2)... si attende libera integrale del tiro.
Il resto della via con passi singoli non banali di 5c/6a? (strapiombetto - ristabilimento alla sosta - placca - ristabilimento ultimo strapiombino)
Nel complesso una via da provare, un po' ricercata ma di soddisfazione, da non sottovalutare, complimenti agli apritori
Partenza dal fiume con movimento d'astuzia (segue tratto terroso prima della corda, prestare attenzione)
Padronanza da primo sul trad e artificiale! serie di friend

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Emozionante riscoperta di un’interessante struttura di fondovalle del genovesato; anche perché ne siamo debitori all’originario custode che, a qualche decennio dai suoi primi esperimenti, è tornato a mostrarcela.
La roccia è davvero eccelsa, al vertice della sua categoria (serpentinite). Infatti è estremamente ruvida e compatta, con forme molto geometriche, simili a quelle del miglior granito.
Il tiro più duro (uno splendido spigolo con successivo diedro quasi californiano) è ancora da liberare; in questa stagione, infatti, resta ancora sotto la linea d’ombra e, complice una giornata un po’ troppo umida, ne siamo usciti solo al prezzo di faticose tecniche artificiali, ivi inclusi passaggi su staffe fino all’ultimo gradino (A2).
In ogni caso, nella parte più alta e assolata della struttura (dove abbiamo comunque seguito e sostituito alcune vecchie piastrine) si può vincere un aereo tettino, e successive ripide placche super-compatte, con passaggi di arrampicata libera comunque ai limiti della scala classica (5b/5c).


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  • 11/12/19 - andreaparodi
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: 5c :: 5c obbl :: A2 ::
    esposizione arrampicata: Sud-Est
    sviluppo arrampicata (m): 120

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