Pain de Sucre o Pan di Zucchero Sperone SE della quota 2798 + Cresta ESE

bella e divertente via su roccia buona. i gradi indicati ci sono sembrati generalmente corretti. (rispetto a quanto indicato nelle relazioni precedenti non c'è più il cordone per azzerare sul passo di V, spit in loco).
cresta percorsa in scarponi, sempre presenti buone prese e appoggi
necessari friend e cordini per integrare gli spit, non sempre presenti, soprattutto sui tiri più facili, o comunque poco visibili per il colore della roccia (è capitato più volte di proteggere e poi trovare uno spit li vicino). roccia comunque facilmente e praticamente sempre proteggibile in quanto molto fessurata.


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note su accesso stradale :: Strada ok fino ai parcheggi. Piazzale dell'alpeggio con divieto proprietà privata, piazzale libero 2 curve più su prima
Bella via di arrampicata "alpinistica". Buone prese, difficoltà contenute e chiodatura essenziale (ma dove serve ce n'è) con buone possibilità di integrare a cordini e friends. Salita varia e divertente con alcuni bei passaggi di spigolo e due "lame" molto estetiche, la mancanza di spit in alcuni tratti facili potrebbe un po' disorientare ma basta seguire la cresta e ci si ritrova senza problemi. In vetta poco prima del peggioramento meteo e rapida discesa per il sentiero segnalato da ometti che in breve ci riporta al parcheggio.
Salita divertente e ottima giornata divise come sempre con Monica.


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Via carina e molto plaisir, su roccia discreta (qualche presa è rotta) e da affrontare in scarpette per migliore godimento. La spittatura non è sempre ben visibile (roccia chiara), ma la roccia si protegge benissimo con friend medio-piccoli e cordini e andare leggermente fuori via non è mai troppo un problema. il passo di 5a (azzerabile con cordino in loco) è un po' oltre la difficoltà media della via, che è complessivamente sul IV/IV+. L'affilatissima e aerea lama finale (spittata) è molto da fotografi, ma in realtà basta scendere un metro e mezzo e si è su comodissima cengia. Comunque nell'arco della via non c'è mai esposizione eccessiva.
La durata dell'avvicinamento e della discesa sono quasi da falesia.

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Piacevole arrampicata su roccia abbastanza solida. I fix sono posizionati per cercare un pò il grado.
Spostandosi di poco dalla linea degli spit le difficoltà calano drasticamente.
Discesa rapida dalla cima su tracce di sentiero.

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Torno molto volentieri a percorrere questa divertente cresta.
Arrampicata facile ben protetta e proteggibile con alcuni passaggi più impegnativi.
Roccia per tipologia da prestare sempre attenzione.
Giornata super con panorama impagabile a 360°.
Discesa ormai quasi senza piu' neve.
Bellissima salita con Gigi e Stefano.


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Via un pò discontinua, soprattutto i primi tiri, alla ricerca della difficoltà su roccia tra prati estremamente scoscesi e terriccio. Da segnalare un tiro con due passi di 5+ non banali ma ben protetti con spit. Ultimi tre tiri per giungere in vetta (in comune con la cresta SE) sullo spigolo della cresta finale molto belli ed aerei. Roccia nel complesso buona, ambiente e panorami bellissimi.
In compagnia di Andrea ed Ezio che hanno pazientemente sopportato la mia scarsa attitudine arrampicatoria.
Un bellissima giornata in montagna in ottima compagnia, conclusa con abbondanti libagioni ed un ottimo stinco di maiale all'EnoEtica del Gran San Bernardo


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note su accesso stradale :: strada del colle aperta. Parcheggiato davanti al Baou.
A guardare le foto delle gite dei due itinerari, cresta SE o ESE viene qualche dubbio su quale abbia fatto, quale sia l’una e quale l’altra o chi dei recensori abbia percorso che cosa. Molte foto sono uguali. Cmq la descrizione dei tiri, la sequenza e le difficoltà corrispondono alla SE.
Avvicinamento che presentava ancora nevai fino al colletto, facilmente evitabili.
Dal colletto abbiamo trovato con facilità una sosta, poi vagato per prati e roccette fino a superare un vistoso ometto bianco. Abbiamo iniziato la via dalla seconda sosta!
Via discontinua con tratti di arrampicata, trasferimenti in canalini erbosi, due meravigliose lame affilate ed esposte, un castello sommitale dalla verticalità impressionante che poi si rivela più facile a farsi che a vedersi. La spittatura è sempre adeguata alla difficoltà e se non ci si sentisse a proprio agio è facilmente integrabile.
Cercando di andare x ordine: la lama di L4 ha ottimi piedi. Il tiro chiave L6 richiede più concentrazione all’inizio dove è meno verticale, in alto, diventa verticale ed esposto ma di soluzione più evidente. L’aggiramento a sx dell’anticima è guidato da ometti, a metà strada ho trovato uno spit su di una placca prizzontale, non ho trovato la sosta per la doppia ma non ne ho avuto bisogno, ho seguiro gli ometti fino in fondo al giro con lieve sali-scendi e poi con qualche passo ho salito e poi disarrampicato il roccione che occlude la strada. Da qui il castello sommitale si staglia verticale e imponente e man mano che ci si avvicina sembra pure una catasta di rocce in disfacimento. Gli spit sono sul filo di cresta a sx, su di un muro da due tiri di roccia buona, verticali ed esposti ma ben gradinati. La sosta di L10 è al cospetto della lama finale, non avevo chiara questa cosa è ho fatto sosta su cordone appena uscito dal muro verticale. Bisogna superare il terrazzino, un piccolo salto di nuovo verticale e scendere sul terrazzone piatto e leggermente inclinato fin quasi a toccare la lama. La lama finale è veramente sottile, avevo quasi paura di spezzarne un pezzo. Ha comunque la bellezza di tre spit.
La discesa è stata semplice, guidata dagli ometti, superando la vetta ci siamo abbassati su pietrisco e poi su grossi blocchi. In tutta la conca c’era neve quasi continua che ha agevolato la discesa alla grande.
Dalla vetta si gode uno spledido panorama, unico neo la continua compagnia della strada del Colle.


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Purtroppo le previsioni meteo erano corrette. Abbiamo preso un po' di grandine e pioggia dal settimo tiro in poi.
La roccia, quando è bagnata, diventa scivolosissima.
Il tiro chiave (L6) mi è parso molto impegnativo. Anche se è presente una fessura, secondo me sarebbe stato più logico attrezzare a dx dove è più facile. Così facendo, la via risulterebbe più omogenea e maggiormente fruibile anche senza le scarpette d'arrampicata.
Prestare molta attenzione al traverso che porta alla sosta di calata.
Con Ago


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note su accesso stradale :: tutto a posto
Direi di piu' in riferimento alla valutazione AD- giudicata un po' strettina. Come minimo e' un AD+ per come sono abituato a valutare le vie di montagna che salgo (e prevedo di continuare a salire ancora) da ormai quasi un quarantennio. Anche se qui quella che si respira e' aria da palestra, (onsiderato l'avvicinamento relativamente esiguo ad arrivare all'attacco), passi di 5° cmq c'e ne sono, almeno un paio, e diversi di 4°, oltre a parecchio 3°. La cresta e' lunga, con un anticima da raggiungere cui segue un discreto spostamento ad arrivare dove sono concentrate le massime difficolta' sul torrione sommitale, la roccia salda se ci si attiene alla linea degli spit, cmq aerea e in forte esposizione, da non dare mai tregua un attimo. Questi i presupposti per insistere col dire che la valutazione globale delle difficolta e' effettivamente stretta oltre misura.
Altri riferimenti utili o meno che possano essere li ha forniti il socio nel suo commento. A me non resta che ringraziarlo per la disponibilita' a farmi sempre compagnia, ogni qualvolta un idea balena nella mente, fino a finire col metterla in pratica tutte le volte.


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note su accesso stradale :: tutto ok
lasciare la macchina a montagna Baus passare sotto la Tour du Fou e salire a sinistra il ripido colletto che porta quasi alla base della salita, portarsi a sinistra ancora per un centinaio di metri e poi si vede l'ometto ove inizia la cresta, cresta di rocce appoggiate diversi spit in loco , conviene portarsi qualche friend di piccola dimensione e qualche fettuccia o codino per integrare, piacevole salita fino all'ultima lama prima della cima, la più atletica ed esposta comunque ben protetta da spit.La discesa in questo periodo è priva di neve .
partiti con tempo incerto e nuvoloso , il tutto si è risolto in meno di mezz'ora, sole e temperatura piacevolmente fresca per tutta la gita, in compagnia di Enzo


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note su accesso stradale :: Ottimo a Montagna Baus
Un ometto indica dove attaccare la cresta, ove si troveranno blocchi accatastati su cui salire. Man mano che si sale, le difficoltà aumentano, di molto superiori rispetto alla salita in questa relazione. Sono presenti spit sulla cresta e soste da collegare ad ogni tiro, 40 metri all'incirca. Alcuni passi, a mio avviso sono un po' al limite per essere percorsi in scarponi, una serie di friend medi può tornare davvero utile... Siamo usciti dalle difficoltà, dopo almeno 4 tiri di corda, voltando a destra a circa 2750 mt, andando a reperire per cengia erbosa le placche abbattute ove è presente il nut incastrato... Insomma, salita inaspettatamente dura rispetto che ci ha colto di sorpresa. Un plauso alla socia chiara che si è fatto carico dell'intero percorso e mi ha portato a spasso come un cagnolino. Rientro su ancora molta neve dal sentiero del Fourchon...

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Bellissima salita, nieten affatto banale per i dilettanti. Anche se non ci sono passaggi di 5°, la valutazione AD- è un po' strettina; è almeno AD. Dopo il colletto spostarsi a sx sul prato inclinato e andare a reperire due ometti (uno visibile da subito e uno alla base della cresta, all'inizio composta di soli blocchi accatastati); in corrispondenza del secondo ometto parte la via ma noi non abbiamo visto gli spit; ci siamo quindi tenuti ancora per prati e cenge ripide più a sx, attaccandola dove iniziano le vere difficoltà.

Salita di Luca con Adele, che alla sua seconda uscita alpinistica ha dimostrato abilità e maturità da vera fuoriclasse, senza scomporsi neppure nei 3 tiri finali e nel passaggio della lama che adduce alla punta, davvero aereo e… psicologico, come ha già osservato qualcuno.



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Bella cresta, roccia buona, spit e soste qua e là, dove occorre. Discesa semplice e veloce ( ometti), avvicinamento breve. Molto consigliabile, se per una volta non si ha voglia di patire e faticare troppo. Fatta con una mezza corda da 40 mt. non occorre di più. Usati 2 o 3 friend medi e fettucce varie sugli spuntoni ( oltre agli spit ovviamente).
Dopo il primo salto subito sopra il colletto (roccia non bellissima solo in questi pochi metri: fare un pò di attenzione) c'è un pratone: traversarlo e puntare alla cresta in alto a sx ( c'è un ometto dove inizia e si vede brillare qualche spit).
Il passo per prendere il lamone finale della cresta, appena prima della cima, con gli scarponi non è tanto facile. per fortuna c'è uno spit proprio li ( dietro la lama, guardare bene)


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Caratteristica itinerario

difficoltà: AD+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 2322
quota vetta (m): 2919
dislivello complessivo (m): 600

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