Civrari (Monte, Punta della Croce) Parete Nord

note su accesso stradale :: ok Niquidetto, bordo strada.
Prima parte avvicinamento su spruzzata di neve recente con fondo un po' scivoloso poi pulito al rientro. Neve farinosa nella parte alta con tratti che sfonda fino al ginocchio alternata a brevi tratti scoperti e marmorei nella breve parete nord. Creste quasi del tutto pulite. Folto gruppo con 12 partecipanti, tutti in cima. Numerosi escursionisti di altri gruppi in giro per vette e creste della zona. Meteo ottimo in alto con mare di nubi spettacolare sotto. Gita azzeccata in una giornata con previsioni un po' incerte: chi si è accontentato di questi rilievi locali non ha sbagliato.
La spuzzata di neve della notte.
Verso la paretina già tracciata.
Qui comincia la salita della nord.
Uscita in cresta.
Cresta verso la cima.
In cresta, condizioni.
In cima.
Cresta discesa.

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Giunti al laghetto del Civrari, abbiamo optato per salire il pendio in corrispondenza dell'elevazione più orientale della cresta che conduce a punta della Croce. La variante presenta circa le medesime pendenze della via qui descritta, ma permette una salita più piacevole su un pendio vergine, sebbene in realtà nella parte alta abbiamo poi rinvenuto una piccola traccia. Ma, almeno, si evita la "scalinata" che abbiamo poi visto lungo la via principale, durante il rientro. Nessun problema nella traversata in cresta fino a punta della Croce, percorribile senza ramponi. Attenzione invece alla discesa dalla punta verso il colletto del Civrari, assai ghiacciata anche laddove secca.
Ottima uscita "di riscaldamento" di Luca e Maxgrana.


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Condizioni ottime per effettuare questa gita. La parte "impegnativa" si concentra nel superare 200 mt. di dislivello intorno ai 45° (dati gps).
Porre attenzione alle cornici presenti sulla cresta che conduce al colletto di discesa.
Partiti tardi come al solito, iniziamo la paretina alle 13...non avendo idea delle difficoltà ci siamo portati l'attrezzatura, corda ecc... che abbiamo poi utilizzato nonostante fossero decisamente sufficienti unicamente ramponi e picche. Con Grazia, Massimo, Roberto e Luca.
Il nostro ritardo verrà comunque superato da Beppe e Carlo, i quali, partendo alle nove da Torino, e sbagliando strada, ci daranno una lezione di velocità uscendo in cresta circa quaranta minuti dopo di noi.
Molto più serio e consigliabile l'approccio di ruatz87 e amico Marco che saluto, i quali, immagino siano arrivati all'auto poco dopo le 12...



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note su accesso stradale :: Libero
Bella salita che guardavo gia da un paio di settimane, visto il caldo sapevo che qui a nord avrei trovato del buono e cosi è stato, neve portante (solo qualche affossamento qua e la) e la parete buona, neve un po sfondosa il primo tratto poi dalla strettoia in su ottimo rigelo di soddifazione. In discesa molla parecchio dalle 11:30 in poi. Leggo ora la gita che han fatto ieri e ringrazio x avercela ben tracciata tutta.
Saliti in solitaria io e Marco alla sua prima vera alpinistica, un saluto ai ragazzi incontrati scendendo che si accingevano a salirla.


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note su accesso stradale :: Come da descrizione si parcheggia l'auto in prossimità della chiesetta
Ieri parete Nord del Civrari alla Punta della Croce. Partiti verso le 7 da Niquidetto il sentiero si imbocca a lato della chiesetta passando di fronte alla facciata di questa e prendendo una ripida rampa che subito si scorge di fronte. Lo si segue senza difficoltà di reperimento nel bosco fino a che, alle condizioni di ieri 22/2/20, non si incontra la neve a quota 1650 circa. Seguendo la traccia si segue verso il laghetto del Civrari fino a che non si scorge la parete; ci sono dunque diverse possibili interpretazioni, noi abbiamo scelto quella suggerita da Gulliver che permette di sbucare alcuni metri sotto la Punta della Croce raggiunta poi per facile passaggio di cresta. La parete è risultata in condizioni più che buone, con neve talvolta sfondosa ma mai pericolosa e pendenze sempre contenute sui 45 ed in un breve passaggio iniziale a 50 gradi. Abbiamo poi concluso con il percorso di cresta, ampio e sicuro (ma conviene non fare traversi sotto la cresta), verso la punta imperatoria dalla quale si può scendere per il canale oppure raggiungere ancora la Punta del Prete. Al ritorno percorso di salita. Bella gita, ancora in ottime condizioni nonostante il caldo di questo periodo, e utile come allenamento per la varietà di opzioni che offre. Necessarie due piccozze eventualmente qualche cordino per assicurare sugli spuntoni di roccia affioranti per la salita alla Croce.
Gita che vale la pena, non banale ma facile e divertente! Con Graziano e Livio.


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Facile e divertente salita alla Punta della Croce. Ottimo rigelo mantenuto x tutta la mattina da una frizzante arietta. Continuato per cresta toccando tutte le cime del Civrari e chiudere l l'anello alle freste. Tutto solo.
Buona gita

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note su accesso stradale :: tutto ok
Neve a partire da quota 1600 circa (subito sotto quella che dovrebbe essere la cascata coperta da neve).
Neve portante e crostosa (solo in alcuni punti si sfonda) usato ramponi ciaspole non necessarie.
Arrivati sotto la Nord salita variante a sinistra (faccia a monte )un po più verticale (45 media 55 in alcuni tratti) subito prima del lago ghiacciato.
Questa ha permesso di effettuare poi la cresta quasi integrale fino al colletto
Dal colletto fino al lago neve bagnata ed appiccicosa
Con Alessandro gran compagno di avventura


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note su accesso stradale :: ok
Partito da Niquidetto alle 8,45 con bel fresco che ben presto sul sentiero si è ridotto fino a farmi sentire caldo. Tutto pulito fino a sotto la cascata, gelata e fotogenica, da li in poi, neve e ghiaccio ben calpestato. Non ho usato ramponi, con un minimo di attenzione e usando bene i bastoni si sale agevolmente fino alla Imperatoria oggi frequentata. Da poco oltre il Laghetto del Civrari gelato, lasciata la traccia, ho seguito le vecchie peste a sx per la via. Trovato tratti di bella neve dura da ramponi e tratti di farina dove toccavo le pietre sotto, qualche teppa e rododendri aggrediti dai ramponi. Tutto sommato carina anche se facile, tutto allenamento. In cima un escursionista giunto dalla cresta Sud, li completamente secco che fa paura. Sceso al colletto sempre con ramponi che ho tenuto poi fino alla fine della neve/ghiaccio al sole che scaldava parecchio.

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note su accesso stradale :: Fino a Niquidetto in auto senza problemi
Partito presto da Niquidetto, con la pioggia in esaurimento. Fino a quota 1800 niente neve ma rocce molto bagnate, in alcuni tratti il sentiero era molto scivoloso. Da 1800 neve praticamente continua, primaverile. In alcuni punti, vicino alle rocce affioranti, rischio di sprofondare, per il resto la neve nel fondo del vallone teneva bene. Purtroppo però in quel momento è salita una nebbia fittissima. Ho provato a continuare, salendo la parete nord, ma con la nebbia ho imboccato un canale sbagliato. A metà parete, infine, la neve ha iniziato ad essere troppo instabile, la nebbia continuava fittissima così ho rinunciato. Un vero peccato, in altre condizioni sarebbe stata una nord di tutto rispetto....

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note su accesso stradale :: nulla da segnalare
Gita fuori porta in posti stranoti. Son salito da Suppo lato sud tutto pulito. Scelta motivata di salire da questo versante tutto asciutto anziche' da Niquidetto, dalla totale mancanza di voglia di pestare neve. Giro cosi' allargato con tappa alla Costafiorita come antipasto. Fin qui' accompagnato da una leggera pioggerella che una qualvolta in cresta ha ceduto il posto a un fresco venticello da est, che mi ha accompagnato per i due km di cresta su bel sentiero dal fondo un tantino scivoloso e interrotto a tratti da solo piu' poche residue lingue di neve. In punta incontro con Alberto ed Enea (saliti da Niquidetto) appena usciti dalla nord, che saluto e ringrazio in anticipo per la traccia. Con loro percorro il tratto di cresta fino al Colletto del Civrari, poi le nostre strade si dividono. Loro procedranno fino all'Imperatoria, a me non resta che scendere a testare questa bella paretina "didattica". Corta ma dritta. Divertente primo tratto, equivalente come salire i pioli di una scala in realta' le nette e regolari guccie dei ragazzi. Dopo la breve impennata circa a meta' parete tra due sporgenze rocciose, mi sposto progressivamente a centro parete, (mezza scarpa dentro per neve molle in superficie ma ancora dura al di sotto), per uscire pochi metri a sx della croce di vetta. Discesa per la cresta est un po' aerea all'inizio ma camminabile per intero, con residui accumuli di neve vecchia qua' e la. Capatina in vetta al Rognoso, di gia' che ero li. Ritorno al colletto e poi giu' per lo scosceso vallone del Messa per il solito rientro ad anello al sole al caldo e all'afa gia' nell primo pomeriggio (dacche' il tempo e' poi volto al bello), per il bel sentiero del Campana.
Due escursionisti provenienti dal col del Lys incontrati poco sotto il colletto del Rognoso, e fugaci avvistamenti di camosci in lontananza.


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Neve continua dai 1700m e praticamente portante nonostante il meteo poco lusinghiero. La parete è alta poco più di 200m ed offre una valida alternativa di salita a questa cima dei torinesi. L'esposizione a nord perfetto ne favorisce le condizioni nel periodo primaverile. E poi diciamolo, una mininord a 40min di auto da Torino è troppo golosa!

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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1180
quota vetta (m): 2234
dislivello complessivo (m): 1050

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