Faggi/Fò (Rocca di) - Bastione Orientale Via della Sentinella

Rifatta dopo alcuni anni e la soddisfazione resta uguale.
Rispetto alla prima volta la via è stata pulita dai passaggi e la roccia risulta + compatta.
Protezioni parche ma sufficienti con possibilità di integrare dove serve.
Discesa spacca gambe.
Con le ultime vie aperte in zona la Rocca acquista un vslore aggiunto a 2 passi da casa.
Al solito col socio Lo e Mauri dopo un periodo di sosta arrampicatoria.




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Bella via su roccia complessivamente buona, anche se da valutare ( qualche cosa che si muove c'è). Rispetto alla relazione, dove viene classificata come via alpinistica, si può dire che la via è quasi sportiva in quanto ben protetta visto sono stati aggiunti alcuni spit successivamente. L'arrampicata è varia e alterna tratti più atletici, ma bene ammanigliati a qualche diedro e placchetta. In un paio di tiri è necessario fare brevi trasferimenti in conserva. Giudizio positivo.
Un ringraziamento a Nanni, persona aperta e poliedrica, apritore della via che ci ha spiegato un po' di cose come ad esempio il fatto che la via era nata alpinistica, ma che poi nessuno ( o pochi) la ripetevano, quindi ha deciso di aggiungere qualche protezione per renderla fruibile anche a chi è èiù avvezzo a vie sportive.


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Via nata alpinistica, ma "addomesticata" con qualche aggiunta di spit dallo stesso apritore per renderla più fruibile ai più. Si può quindi dire che la via è ben protetta e ripetibile senza problemi anche da gente più avvezza alle vie sportive . La roccia è buona, ma con alcuni punti da saggiare perchè qualche cosa si muove ( più che normale in una nuova). Salita piacevole e varia, a tratti atletica con presenza di buoni appigli, ma anche qualche interessante placchetta.
Un ringraziamento a Nanni che ha aperto la via e che abbiamo conosciuto durante la ripetizione, persona simpatica aperta e poliedrica. bella giornata di arrampicata con finale a birra e focacce Genovesi


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Quasi nulla da aggiungere agli esaurienti resoconti precedenti. Al termine di L3 e L7 conviene proseguire oltre la sosta e fare sosta su alberi, è molto più comodo e rapido.
Al secondo giro me lo sono goduta molto di più, complice una bella giornata secca e soleggiata. I tiri più belli: 2, 5, 7.
Con Valentina, prima salita insieme, Anahi e Simone. Altro folto gruppo di amici sull'ultima nata, ancora da inserire su Gulliver... (penso sarà presente a brevissimo).


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L'avvicinamento non è così scontato se non si conosce la zona: occorre prestare molta attenzione subito dopo la captazione con tubo bianco: salire su un piccolo masso (nella relazione si parla di cascata, quando siamo passati noi non vi era acqua, solo un po' di muffa e umido) e dopo circa cinque metri individuare il bivio a sinistra, nascosto da una pianta: l'ometto in pietra è visibile solo se si guarda indietro, oltre la pianta (noi ne abbiamo costruiti altri due all'imbocco del sentiero corretto), non farsi distrarre dal'ometto che si vede di fronte, a circa 10 metri e che porta alla via Andrea e Paolo! Il sentiero che sale verso il bastione orientale non è più segnato da bolli rossi ma da frecce bianche, la traccia è buona. Noi non siamo arrivati fino al bivacco (poco visibile), ma abbiamo preso una traccia appena accennata che costeggia il bastione sino alla base della via, al cui attacco vi è una placchetta con nome.
Via carina, di stampo alpinistico più per il tipo di terreno, divertente per noi che amiamo questo genere di salite tra tiri dai gradi tranquilli e spostamenti su facili roccette e cenge erbose (astenersi amanti delle vie lineari) che per la chiodatura: abbiamo integrato solo un paio di volte. La chiodatura è varia e artigianale ma ottima; nonostante sia un po' distanziata (e questo è anche il bello di queste vie), i passi duri sono sempre ben protetti e gli spit ravvicinati. Non abbiamo mai concantenato, causa possibili attriti. Tirare sempre bene tutto, ci sono rimaste in mano parecchie cose... Molto bello lo strapiombino di V, ben chiodato e con ottime prese (migliori a sinistra).

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Ci siamo divertiti, la roccia nel complesso è buona anche se qualcosa ancora si muove. Utile qualche friend/nut. Una buona mattinata sottratta al brutto tempo. Con Pauleta.

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Nuova via che, con i suoi quinti gradi, si propone come una integrazione ed evoluzione della vicina Andrea e Paolo.
Roccia entusiasmante, con un fantastico grip, e chiodatura essenziale, che permette di affrontare l’arrampicata con un approccio trad di sicuro divertimento e soddisfazione.
I tiri presentano un ampio spettro di situazioni e tecniche, passando dal passo delicato del III al leggero bellissimo strapiombo del VI.
Un grazie di cuore a Nanni ed al suo team per questo regalo che proietta la Rocca du Fò verso un meritato punto di riferimento per gli arrampicatori genovesi.


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Gulliver:via nuova Rocca dei Faggi-andiamo.
All'attacco ci raggiunge una cordata e scopriamo che uno dei due è Nanni uno degli apritori che salutiamo e ringraziamo x la via che ci ha regalato.
Diciamo subito che la via è bella e il V° ci sta tutto.8 tiri che vanno guadagnati metro dopo metro.Protezioni miste (trad + spit) non eccessive ma giuste, dove servono ci sono,x il resto ampie possibilità di integrare con nuts o friends.
Essendo via nuova ancora qualcosina si stacca ogni tanto ma con le ripetizioni tutto si pulira'.
Come detto x la vicina Andrea e Paolo merita di essere frequentata e divenire una classica xché è una gran bella via un pelino + ingaggiosa della vicina.
Al solito col socio Lo che smazza da primo e ancora un grazie a Nanni e soci x il lavoro svolto.


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Un'altra bella scoperta vicino a Genova.
Via divertente e non banale, più impegnativa che la vicina Andrea e Paolo, se non altro per la chiodatura meno abbondante e le necessarie integrazioni.
Grazie a Nanni, Patrizia e Rello.


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Dopo aver aiutato ad attrezzare la via in pieno inverno (con la roccia sempre in ombra, al freddo e al vento anche nelle belle giornate) posso testimoniare che in primavera la musica cambia, con il sole che insiste sulla roccia per buona parte della giornata. La mezza stagione, inoltre, invita a fare un bel carico di focaccia di Voltri, da lasciare nel neonato “Bivacco della Sentinella”, per godere di una bella merenda (o di un più lungo soggiorno) al termine della via.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: 5c :: 5a obbl ::
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 410
sviluppo arrampicata (m): 195
dislivello avvicinamento (m): 150

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