Matto (Monte, Cima Est) da Sant'Anna per la Valle della Meris

Gita caratterizzata da un percorso estremamente lungo e faticoso, non solo per la lunghezza effettiva e per il dislivello, ma anche e soprattutto per il tipo di terreno: gli ultimi 650 metri di dislivello sono da percorrere senza che vi sia un vero sentiero (solo ometti e bolli blu/rossi a guidare il percorso, comunque frequenti), e anche più in basso esso è a volte non comodissimo.
Non vi sono difficoltà tecniche trascendentale (solo qualche tratto che richiede l'uso delle mani e qualche placconata rocciosa alternata a pietraie composte da grossi massi generalmente stabili), ma resta comunque un'escursione impegnativa.
Attualmente sono presenti almeno 4 nevai: solo il secondo è veramente ripido in un tratto, ma si può aggirare sui massi che vi sono appena a sinistra. L'ultimo, il più grande, si trova appena sotto l'attacco del pendio finale che porta alla cima; in questo tratto i bolli blu si perdono un attimo , bisogna comunque costeggiare il nevaio come scritto nella relazione principale ma meglio farlo alla sua sinistra (destra in discesa, anche perché al ritorno stando troppo dall'altro lato vi è un grosso salto con una paretina innevata in forte pendenza). Infine si sale in vetta per un percorso che si snoda ancora tra grossi massi molto ripidamente.
Panorama spettacolare della cima, anche se chiuso a sud-ovest dalla mole dell'Argentera e dei suoi satelliti.

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Splendida gita in fantastico ambiente di laghi e vette rocciose. Dal bivio che si diparte dalla mulattiera per il colle di Valmiana seguire i bolli blu che conducono fino alla conca nevosa sotto alla bastionata della punta centrale del Matto.Dalla conca osservare attentamente il pendio di sfasciumi a sinistra per trovare la sequenza di bolli blu che con percorso ripido e diretto porta sulla cresta sommitale (noi non li abbiamo visti e siamo saliti più' avanti, seguendo altre ometti per cenge rocciose. Si passa lo stesso, ma il percorso segnato e' migliore). Non servono ramponi e piccozza, utili i bastoncini per destreggiarsi tra le pietraie e su qualche nevaio che la mattina può' essere un po' duretto.
Ottima ospitalità' al rifugio Livio Bianco. Grazie al socio Stefano per questa sgroppata


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Spezzato la gita in due giorni, pernottando nel piccolo ma accogliente rifugio D.L. Bianco.
L'escursione resta ugualmente molto impegnativa per lo sviluppo e il dislivello che occorre affrontare: in cambio si hanno scenari bellissimi, specie nel vallone della Meris, al lago sottano della Sella presso il rifugio e, soprattutto, in vetta.
A partire dalla segnaletica "Monte Matto" (al bivio con il sentiero per il colle di Valmiana) la via è ben segnalata da bolli blu, che rendono più facile la progressione anche nel più delicato tratto finale.

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Gita effettuata in giornata da Sant'Anna. Partiti alle 3.30 dal parcheggio, la quota neve inizia a 2100 metri. Neve portante per tutto il percorso.
Ciaspole necessarie (forse indispensabili) in caso di aumento della temperatura
Grazie a Federico per la compagnia


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Bel gitone in solitaria...a volte aiuta a svuotare la testa...Il mio gps alla fine segnava 30.2km e 2393 d+...in giornata penso sia una delle più dure in assoluto qui in provincia di cuneo, la sconsiglio a chi non è molto allenato, diventa un massacro e basta. Oggi come domenica all' Argentera purtroppo in cima non si vedeva nulla, la mia solita fortuna.

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note su accesso stradale :: niente da segnalare
Spaventati dalla lunghezza della gita abbiamo cercato di dividerla su due giorni in modo equilibrato pernottando non al Livio Bianco bensì in tenda in uno dei pochi spiazzi erbosi tra il lago Sella superiore e il primo lago del Matto a circa 2500m. Gita senza dubbio bella e la lunga pietraia finale fa si che la concentrazione non possa mai scendere troppo. La vista dalla cima ripaga pienamente la fatica fatta per salire... Bisogna gustarsela a fondo perchè poi la discesa è davvero eterna, sembra non finire mai. Intenzionati a salire anche sulla cime centrale, abbiamo rinunciato per la presenza di ghiaccio all'attacco della forcella che ti permette di salire. Senza ramponi era davvero rischioso
Un grazie a Ivan ormai affezionato compare di scampagante


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note su accesso stradale :: lasciato l'auto nel parcheggio vicino all'inizio del sentiero,appena fuori S.Anna
Gita di due giorni con pernottamento al Livio Bianco, dove ci siamo trovati benissimo. Gestori simpatici e cordiali, mangiato bene e dormito benissimo in camere belle e pulite. Sabato dopo essere arrivati al Rifugio siamo ancora andati fino al colle della Valletta per un piccolo allenamento. Cena alle 19 e a letto presto. Il mattino partenza per il Matto, itinerario lungo perché fa il giro fino al lago soprano della Sella e poi si prosegue sul sentiero per il colle di Valmiana tra sali e scendi. Dopo un po' c'è il bivio per la punta, segnato da un cartello giallo, e di qui si seguono i numerosi ometti e i bolli rossi sulle pietre. Si cammina quasi sempre su rocce, superando i tre laghi del Matto, poi si arriva in un grosso vallone dove ci sono residui di nevaio ancora ma evitabili. Seguendo gli ometti ad un certo punto si piega a sinistra sotto la punta est e per sfasciumi e roccette si arriva in pochi minuti in punta. Noi abbiamo ancora provato a fare la centrale passando il traverso della cengia arrivando fino a metà canalino di salita. Ma qui il passaggio sul canalino era brutto per via del ghiaccio che c'è ancora, il nevaio arriva fino a metà canalino e non ce la siamo sentita di farlo senza ramponi. Ma ci abbiamo provato, sarà per la prossima.
Per fortuna il tempo ha tenuto, perché c'era un po' di vento in quota, il mattino presto si era annuvolato e arrivavano delle gocce ma poi l'aria ha portato via tutte le nubi per fortuna! Bellissimo panorama a 360 gradi dalla punta, bella visuale sull'Argentera e in lontananza sul Monviso. Gita lunga ma ne vale la pena! Grazie a Clot per avermi sopportato e per la compagnia.


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Prima volta sul Monte Matto saliti in giornata da Sant'Anna, è stata dura ma una volta arrivati in cima siamo stati ripagati con un panorama a 360°.
Grazie al grande Simo!


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Gita molto lunga come già detto da molti , soprattutto per quanto riguarda il ritorno . Sconsigliata a chi non ama le pietraie e gli itinerari qui e la da ricercare .
Con mio padre ed Andrea (finalmente ci siamo tolti il "sagrin") siamo saliti al venerdì pomeriggio al Livio Bianco per questa gita agognata da molto tempo , ma per un motivo o per un aaltro sempre rimandata . Accoglienza sempre ottima al rifugio e simpatica cena in compagnia di alcuni amici di Roccavione con i quali abbiamo poi praticamente condiviso la due giorni , salita compresa . Giornatona spettacolare la mattina dopo per la salita , anche se , visto la giornata calda e soleggiata , sulle pietraie un po di fresco di venticello non faceva schifo . Rispetto alla salita di quasi 20 anni fa l'ho trovata sempre bella ma naturalmente più impegnativa (l'età conta , eccome se conta !!!) sia per dislivelli accumulati che per sviluppo totale . Un'oretta tranquilli in cima a contemplare il paesaggio ed a rifocillarci a dovere e poi via verso il rifugio e poi a S.Anna per la parte forse più impegnativa , l'eterna discesa . Un saluto ai due giovani "langhet" saliti e scesi in giornata (chapeau) , un saluto anche al giovanotto salito dalle Terme via Passo Cabrera (chapeau anche per lui) ed ancora un salutone ai gestori del rifugio ed ai compagni di salita . In definitiva ottima gita e come sempre ... un saluto e buone gite a tutti .


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note su accesso stradale :: Partito dai Ronchi di Cuneo in bici da corsa e parcheggiata al Balma Meris (cordialissimi i gestori)
Dopo la prima parte in bicicletta siamo partiti con passo molto svelto da S.Anna verso il rifugio Livio Bianco. Dopo 1h20' siamo arrivati e dopo una fresca coca subito ripartiti. Altre 2h40' e siamo arrivati sulla cima Est. La discesa l'abbiamo effettuata sul colle di cabrera e giù verso le terme di Valdieri. Tempo complessivo a piedi 7h. Dalle terme a S.Anna abbiamo sfruttato un fortunato passaggio in macchina (fare l'asfalto a piedi non è così divertente). E giù a casa in bici.
Bellissimo accoppiamento Biciclettta e Trekking.
Bellissima gita in ambiente molto severo e solitario.

Grazie ai compagni di avventura: Simone e Emiliano


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note su accesso stradale :: Nessun problema, parcheggio a pagamento (3 euro e 50) alle Terme di Valdieri
A/R su Terme di Valdieri, poiché l'itinerario mi sembrava molto più redditizio da li', pur non perdendo molto in termini di dislivello e varietà di paesaggi. Bellissimo percorso, stra-consigliato in stagione secca! Dalle Terme, seguire la sterrata fino a quota 1760 circa. Numerose belle scorciatoie possibili. Dalla suddetta quota cercare il sentiero, sulla destra, con indicazioni per il rifugio Livio Bianco e altre destinazioni. Percorrere il suddetto sentiero (serpentine con pendenze moderate su pendii piuttosto ripidi) quasi fino al Colle di Valmiana (fino alla quota 2850 circa). Li' reperire un sentiero sulla destra (grosso ometto, e ometti più piccoli), che porta, lungo una parete, con diagonale discendente al Colle di Cabrera. Questa parte di sentiero, molto logica, e' stata di recente ottimamente segnalata da bolli rosso-bianchi (grazie!). Dal Colle di Cabrera, attaccare a destra direttamente una prima ripida parte di pendio per il Matto (ometti nei punti giusti, si mettono le mani). Dopo 50 m spiana e, senza percorso obbligato, su roccia levigata ferrosa oppure bianca, comunque bellissima, camminare fino al pendio finale. Quest'ultimo e' costituito da una più ripida pietraia non brutta (numerosi percorsi possibili), fino alla comoda cima. Panorama spaziale su tutto, soprattutto sul massiccio dell'Argentera e sul resto delle Marittime! Percorso a torto poco frequentato!!



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note su accesso stradale :: parcheggio vicino alla partenza del sentiero
Gita lunga in ambiente selvaggio e molto bello . La traccia e ben segnalata lungo tutto il percorso a parte gli ultimi 100 metri di dislivello che consiglio di fare sulla sinistra per evitare un po di sfasciume e poi in cresta. La neve da 2700m in su aiuta a superare la pietraia e viste le temperature non servono ne ramponi ne piccozza.
Gita solitaria ma con incontri sulla cima. Complimenti ai due settantenni di Genova


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note su accesso stradale :: ottimo
Partito molto motivato e preparato al "peggio", ovvero ad una gita eterna come da molti commenti precedenti. Invece, pur essendo davvero lunga come percorso, non l'ho trovata così infinita e massacrante. Partenza da S.Anna alle 7.40 già in maglietta, poi con l'arrivo del sole nella valle della Meris usato canotta fino in cima (temperature estive). Fino al Rifugio la salita è un po' monotona anche se l'ambiente prima nel bosco e poi per spazi più aperti è molto bello, con i primi colori autunnali. Raggiunto il Lago Sottano (1h 30')ho tirato dritto senza passare dal rifugio, da qui la salita sulla splendida mulattiera inizia a rendere maggiormente come dislivello, al primo pianoro sopra il lago ho trovato una bella scorciatoia che evita diversi tornanti della mulattiera, e abbastanza rapidamente porta al bivio per il Lago Soprano della Sella. Qui continuato a sinistra su una balconata rocciosa, tratto in falsopiano (l'unico di tutto il percorso). Sentiero bello fino al bivio per il Colle di Valmiana, da qui occorre seguire ometti e bolli di vernice rossi (messi un po' assurdamente su pietre minuscole e di colore rossastro...), ogni tanto perdevo un po' la traccia specialmente nel tratto di pietraia che precede il primo dei bellissimi laghi del Matto. Ci si deve ricordare di passare a sinistra dei primi due laghi, e poi a destra del terzo e ultimo. Comunque sopra il primo lago il sentiero torna evidente, abbastanza ripido, prima su erba e poi per placconate rocciose, che si salgono molto comodamente (ottima roccia). Poi breve tratto del nevaio sotto la cima Centrale, e quindi l'ultima rampa di pietre e sfasciumi, un po' instabili a tratti ma comunque niente di problematico. Arrivato in cima a mezzogiorno dopo 4h 20' da S.Anna, meglio del previsto. Qui incontro una simpatica coppia di Robilante (Sergio e Miranda) saliti da Terme per il Passo Cabrera, e in cambio della compagnia per la discesa mi offro di riportarli poi a Terme, così loro compiono la traversata.
Discesa anche questa meglio del previsto, poco più di 3 ore compresa la breve e appagante risalita per vedere l'enorme Lago Soprano della Sella, deviazione di 5' ma meritevole. Poi giù con colori caldi del pomeriggio, solo un po' di foschia verso il fondovalle.
Bellissima giornata e gita che mi sento di consigliare, se si ha voglia e gamba anche in giornata, altrimenti dormendo al Livio Bianco (è comunque lunga). Finalmente mi sono tolto questo sfizio!

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Gita "sociale" del Comitato Manifestazioni Beguda, per la prima volta sopra i 3000. Decidiamo di spezzare la salita in due giorni e dormiamo al Livio: al mattino, ore 6.15, oltre la porta del rifugio appare la sagoma di mio padre che ci recupera direttamente da Sant'Anna. Purtroppo però mia sorella non si sente bene, così loro due devono rinunciare. Ripartiamo io, il Lupo e Mara a passo deciso perché le nebbie ci rincorrono e vogliamo portarci in alto abbastanza presto. La nostra gara con le nuvole però - complice anche la segnaletica un po' carente dal bivio per Valmiana in su - finisce in parità, perché appena sbucati sulla cima est il Lourousa si svela per un attimo per poi scomparire definitivamente nel latte. Pazienza: fotografiamo quel che possiamo, festeggiamo il compleanno di un ragazzo che ci ha raggiunto con il socio direttamente da Sant'Anna e poi intraprendiamo la lunga marcia verso il rifugio...e oltre!

Con Mara e il Lupo; ma anche con mia sorella e mio papà, che ci hanno attesi alla base.


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partiti alle 6 circa da s. anna per salire la cima centrale del matto con una buona dose di autolesionismo visto l'avvicinamento eterno. siamo saliti di buon passo fino al fino al lago superiore dove gonza decide di fermarsi. ripartiamo io e giro a testa bassa e quasi di corsa. forse fin troppo a testa bassa, tant'è che saltiamo a piè pari il bivio verso il matto e quando ci accorciamo dell'errore siamo praticamente sotto i ripidi sfasciumi che portano al passo cabrera. perdiamo un po di tempo indecisi sul da farsi, ma poi proseguiamo fino al passo e da li seguendo gli ometti per un sentiero esposto ci inoltriamo nel vallone che sale verso il matto. arriviamo sulla cima est alle 11 abbastanza scoppiati. con la scusa che gonza è giù che ci aspetta da 2 ore decidiamo di scendere.

nota sullo stato dei sentieri: pessimi e mal segnalati! un po di manutenzione non guasterebbe. i bollini rossi che dovrebbero indicare il sentiero sono posizionati in modo illogico e poco visibile(ad esempio su sassi non più grossi del palmo della mano..del tipo..se domani fa temporale il sasso cade e ciao bollino). meglio non andare a fare il matto quando c'nebbia.

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Saliti in giornata da Sant'Anna e poi spezzato la discesa al rifugio Livio Bianco, scelta che consiglio vivamente se si ha un minimo di allenamento (ma se si intraprende la salita al Matto si presuppone che lo si abbia) perché si ha la possibilità di godersi: un intera giornata in uno dei posti più belli delle nostre Marittime e la spensieratezza di una serata in rifugio.
Ancora tanta la neve presente dai laghetti del Matto in su, ma che non comporta problemi di nessun genere, ed anzi aiuta molto in discesa!!
Dalla cima solita vista spaziale sul mitico Lourousa ancora ottimamente innevato e su tutto il percorso di salita (ma quanto è lungo!!)
Con Fabry, Stefano e Serena ed Enrica che era soddisfatta più che mai, ai suoi primi 2000 e rotti mt di dislivello.
Un enorme ringraziamento al mitico Livio (e a sua figlia), gestore del rifugio, che ci ha fatto sentire meglio che a casa nostra.
E' sempre un piacere tornare lassù.
Alla prossima, magari per finalmente colmare la lacuna con la cresta Est...


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Saliti Sabato 22 e pernottato al Livio Bianco (sempre grandi i gestori!) al mattino ore 7 siamo partiti e alle 11 eravamo tutti in punta.
Feroce la pietraia, dal bivio per Valmiana in su, specie in discesa.
Gita Sociale CAI Cervasca.
Un grazie sincero a tutti i 13 partecimanti e complimenti a Alessandro e Matteo, alla loro prima gita organizzata magnificamentie in tutti i punti.
Speriamo che a questa ne seguano molte altre!


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Sentiero ben tracciato fino al bivio colle di Valmiana-Monte Matto (v. foto) a q. 2460 m. ca. Successivamente molti ometti e segni rossi aiutano non poco nella progressione. In alcuni tratti occorre fermarsi un attimo per cercarli a vista, ma non c'è mai il rischio di percorre più di una decina di metri senza vederli.
In effetti, in caso di nebbia, la progressione risulta problematica.
Salita effettuata in giornata.
Incontrato alcuni altri escursionisti in una giornata che sembrava non promettere nulla di buono (nuvole e vento), ma che in realtà è stata spettacolare.

Inserito traccia GPS (traccia antinebbia :) )


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Dal bivio sul sentiero per il colle di Valmiana (segnalato con un pannello giallo su un grosso masso)i numerosi ometti sono stati "rinforzati" con tacche di pittura rossa, ben visibili anche da lontano. Io li ho trovati e seguiti fino a quota 2920 m circa; da lì in poi parecchi ometti affiorano sui navai mentre la salita finale, su grosse pietre e sfasciumi, si percorre "a vista", puntando al cippo metallico sommitale.
Giornata splendida (qualche nuvola e goccia ma sono nel pomeriggio dopo l'arrivo alla macchina). Salita effettuata in gionata con partenza e arrivo da S. Anna. Incontrati due stranieri poco sotto la vetta, qualche camoscio e molte marmotte nella parte bassa del percorso.


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Diviso la gita in due giorni utilizzando il locale invernale del Rif. Livio Bianco: in ottime condizioni, manca solamente una scopa per poter pulire meglio alla partenza (portarsi gas e fornello, non è presente nulla se non i letti). Partiti con calma domenica mattina per il tanto rinomato Monte Matto: gita noiosissima, avvicinamento lunghissimo, più di metà della salita su sfasciumi con velo di neve sopra, unici lati positivi della montagna la quasi impossibilità di perdersi vista l'abbondanza di ometti e segni e il panorama sul canale Lourousa dalla vetta. Ritorno eterno fino al rifugio e poi fino a Sant'Anna. Consigliata solo per gli amanti delle pietraie e dei lunghi spostamenti!!!
Gita fatta con Bubbola, Annalisa, Olga, Luciano e Marco. Un saluto e un grazie ai tre ragazzi liguri incontrati al rifugio che han fatto colazione fuori per non disturbarci!


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Questa volta me la sono presa comoda,ho suddiviso la gita in due giorni,anche perchè non ho mai dormito alla "tana" di Bunny.Pensavo di essere solo invece ho trovato tre cechi che facevano una lunga trasversata,è stato un po problematico comprenderci fa alla fine con gesti e mischiando un po di tedesco,russo,slovacco,e dialetti vari ho afferato qualcosa delle loro spiegazioni....Giornata stupenda e molto fredda in vetta al Matto,questa volta con me c'è stata anche Jolie,ha manifestato il desiderio di salire lassù si è lamentata che gli manca quel 3000...ho rischiato la multa a portarla nel parco,ma come potevo dire di no,rifiuta il cibo quando la lascio a casa...

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" Per i non allenatissimi" ... brutto inizio di descrizione ! noi l'abbiamo fatta in 2 gg pernottando al rifugio semplicemente x goderci di piu' la gita!
In effetti pero' dopo una prima parte su comoda mulattiera, dal bivio a quota 2450 ca ci sono tracce di sentiero discontinue e numerosi tratti su pietraia, che a sentire i piu' non sono molto gradite e spesso possono risultare faticose. A noi in realta' la gita e' piaciuta tutta, il percorso anche nella parte alta e' risultato decisamente "camminabile" piu' di quanto ci aspettassimo e il panorama dalla vetta in giornate come oggi ripaga di ogni fatica.Numerosi escursionisti giunti in cima oggi (una ventina)e numerosi anche gli escursionisti giunti ai laghi e al rifugio. A sorpresa abbiamo trovato quaggiu' la gita piu' "affollata" (si fa x dire)dell'anno !
Si trova ancora un' ottima sorgente di acqua a circa 2900mt a 20-25 min dalla cima.
Con Maghi'.


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Splendida gita con meteo perfetto, perfino un po' caldo.
Partenza 06.16 da S.Anna di Valdieri, rientro alla macchina alle 13.43.
3 ore e 50 a salire, tre ore a scendere.
Una bella sgambata.
Un ringraziamento ai compagni di sentiero:
Marco, che senza una frettolosa interpretazione del percorso ci avrebbe abbondantemente anticipato...
Stefano, giovane e forte, ma che mangia troppo poco...!
Ma soprattutto a suo padre, Natale, che nei suoi 65 anni racchiude più gambe, più cuore, più spirito di tutti noi e molti altri messi insieme...
Per me, un onore...


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note su accesso stradale :: da s.Anna di Valdieri
partito non molto presto purtroppo (le 7.45!!!),comunque ci proviamo lo stesso e verso le 13.00 in cima. Quanta gente 6/7 persone in vetta. Discesa sempre verso s.Anna in compagnia di 2 ragazzi di Saliceto (saluti). Giornata bella non fredda, la parte finale è proprio sfasciume!

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Gita parecchio lunga e faticosa (quasi 2100 metri di dislivello), la cima è da brivido: si vedono le terme di Valdieri a picco più di 1000 metri più in basso, ma soprattutto si vede il massiccio dell'Argentera con in primo piano il Canalino di Lourousa e il Corno Stella.
Grazie a papà e Luca che hanno compiuto questa piccola "impresa" assieme a me in giornata :)


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meteo splendida senza una nuvola per questa bella gita che attraversa luoghi davvero incantevoli come i laghetti del matto. evitare le scarpette basse leggere, da quando si abbandona il sentiero per il Valmiana decisamente meglio gli scarponi! panorama ineguagliabile e che si apre di colpo uscendo in vetta, dal mare, al canalone (ancora bianco)al rosa!
la traccia è evidente ma ci sono comunque molti ometti. 4h e 20 da s.anna + abbeverata al rifugio, discesa eterna.
salut

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Bellissima giornata con poca gente in quota, nella pietraia finale molti ometti accompagnano alla cima, in discesa tuttavia prestare attenzione per non finire come noi troppo verso l'itinerario dalle Terme che ci ha obbligati a vari saliscendi prima di ritrovare il sentiero. Con Francesca

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Con le controrisalite i metri da fare sono la bellezza di 2290! (controllato con altimetro che somma i metri di dislivello).
Solo per ben allenati, da evitare assolutamente in caso di nebbia.
Partito prestissimo con pila frontale e meno male.
Sopra il primo laghetto gli ometti spariscono, ne ho fatto qualcuno salendo fino al secondo lago, poi ci sono ancora parecchi nevai per cui è impossibile fare ometti.
Attenzionissima in caso di nebbia.
Arrivato in cima con gran fatica c'erano delle nuvole che arrivavano e mi sono affrettato a scendere.
In solitaria totale, qualche umano che saliva a fine mattinata.
Ottima l'accoglienza per uno spuntino al rifugio.


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Non potevo fare una gita migliore per innaugurare l'autunno.Unico neo e che Jolie e rimasta a casa,quassù è parco.Partito alle cinque da sant'Anna arrivato in vetta alle undici passate.Dai laghetti in su occorreva fare molta attenzione per la neve non portante nella pietraia,quindi sono andato su con mota cautela,poi più in su su nevaio non ci sono stati problemi.I ramponi sono stati indispensabili,la picozza mi ha dato una sicurezza spicologica.

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Gita meravigliosa in un ambiente fantastico, In salita alcuni nevai che si superano senza la necessita di picca o ramponi, in discesa abbiamo optato per il vallone di Valasco anziche il sentiero di andata, poco evidente ll sentiero che conduce tra passo Chiabrera al colle di Valmiana, comuncue la discesa non finisce mai lo stesso
Un grazie a Andrea, Carlo, Mattia e Gigi incontrato lungo il percorso.


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Gita lunghissima,la cima sembra che non arriva mai; pochi nevai sul percorso,portato picca e ramponi,ma non usati.Sul nevaio finale tenersi verso sinistra e poi salire su pietraia fino alla cima.Giornata foschiosa fino al lago soprano,poi bellissimo.Panorama meraviglioso su un mare di nuvole....
Polenta e salsiccia al rif.Livio Bianco dove il buon Livio Bertaina fa' gli onori di casa.....


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sempre gran bella salita,oggi fatta in giornata e in solitaria,partito alle 06,00 in cima alle 10,30.

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ritorno su questa famosa cima dopo alcuni anni,salita fatta partendo allle 08,00 dopo un ottimo pernottamento al rifugio "Livio Bianco".Giornata calda e molta gente in giro sui vari itinerari.

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Gran bella salita, ma senza allenamento la cima rischia di rimanere un lontano miraggio ( anche perchè non si vede fino a quando non ci sei proprio sotto ! ). Panorama mozzafiato !

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diviso la gita in due giorni fermandomi al Livio Bianco.
nessuna difficoltà in particolare, anche se secondo me con un po di neve il percorso è più interessante e meno monotono per via della pietraie.
gran bella giornata di sole, con panorama mozzafiato in punta, sia sulla pianura ke sulle alpi.

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Con Anna, in due giorni con pernottamento al rifugio D.L. Bianco. Circa quattro ore dal rifugio alla cima. Vista strepitosa a 360 gradi. Da rifare con la neve. Discesa eterna...

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bella e panoramica cima ,la salita e abbastanza lunga e con un bel dislivello,gita fatta in 2 giorni con pernottamento al Livio Bianco ma con buon allenamento si puo' fare anche in giornata.

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con adri e orny in 2 giorni per il rifugio livio bianco:quasi tutto storto..il meteo (dalla cima visto quasi nulla x la nebbia),il rifugio (dormito ammassati),il gestore (lasciamo perdere..),il mio stomaco...molto lungo il rientro (notturno) all'auto.

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    sentiero tipo,n°,segnavia: mulattiera fino a 2500 m, poi bolli di vernice blu e ometti
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord
    quota partenza (m): 978
    quota vetta/quota massima (m): 3088
    dislivello salita totale (m): 2110

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