Grand'Uja dall'Alpe le Combe

note su accesso stradale :: strada in buone condizioni, solo alcuni tratti un po' stretti
gita piu' lunga di quello che pensavo...con bella perdita di dislivello per arrivare dal Colle delle Coupe al Colle delle Coupe Trape..e quindi..relativa faticosa risalita..
arrivata sulla seconda quota, con davanti ormai l' Uja e quindi la parte finale del percorso, ho valutato cosa era meglio fare, per velocizzare un po' i tempi visto il cambio veloce del meteo...e quindi.. all'andata ho percorso la cresta di sinistra, scendendo nella conca sottostante..
la cresta e' ripida e misto erba-roccette-sfasciume a seconda dei tratti... tenuto il filo il piu' possibile, con passaggini facili su roccette ed evitato quelli dove avrei perso piu' tempo..comunque volendo e' una cresta tutta camminabile...
arrivata all'anticima con ometto, percorso poi la cresta in direzione della vetta, evitando il primo tratto sul lato dx su tracce di animali, poi ripreso il filo su roccette camminabili fino alla croce di vetta..
dopo pochi minuti in vetta e' sopraggiunta la nebbia...breve pausa per poi scendere dalla via normale seguendo ometti iniziali e poi piu' nulla..solo tracce intuibili tra lo sfasciume...
arrivata verso la base del pendio, finalmente, qualche apertura tra la nebbia...sono riuscita ad intercettare la traccia a mezzacosta che dal colletto percorre la crestina e la prima risalita...poi breve discesa e faticosa risalita alla quota soprastante il colle delle Coupe...
nel frattempo, quello che la nebbia aveva nascosto, ora era piu' chiaro..nuvoloni neri minaccisi lato Orsiera e piccola tormenta arrivata ormai al Rocciamelone...
con nevischio portato dal vento forte e freddo, mi appresto ad arrivare alla casermetta..da qua, un po' piu' al riparo dal vento, me ne scendo allegramente sul sentiero, intuendo che, a parte qualche piccolo fiocco di neve, molto probabilmente, non avrei preso altro, anche se omai, bene o male, tutt'attorno gia' stava scaricando un po' di piu'....

vista altra gente sulla Fenera... meta che oggi, x ovvi motivi, ho evitato...


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aggiunti ometti dalla casermetta per il traverso al colle delle Coupe Trape e poi fino al cima della Grand Uia
Fino al colle delle Coupe bel sentiero , poi gita da amatori che percorre ambienti selvaggi terreno da camosci .


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Ringrazio Luca (Viper) per l'imbeccata... A buon rendere!
Salita come da copione fino al colle con un mare di nubi sotto di noi, anche oggi discretamente caldo. Dal colle si deve seguire il filo di cresta, dopo un po' si trova una bella traccia che sale fino al dosso. Concordo sull'erba molto scivolosa per i primi 50m di discesa, poi traccia o ometti che proseguono fino al secondo dosso, qui scendere leggermente verso N fino ad incontrare un paio di ometti più grossi che indicano dove iniziare la discesa: non è un sentiero magnifico ma con un po' di fantasia può anche sembrare una traccia. Giunti sul pianoro ricompare qualche ometto (oggi ne abbiamo aggiunti parecchi), di qui con poca fantasia e tanta buona volontà si risale il pendio puntando al colletto sulla sx (fatto in salita) e poi per facile cresta fino alla vetta o direttamente alla vetta piegando leggermente a dx (fatto in discesa). In ogni caso non è che ci sia una colossale differenza... Discesa a ritroso con risalita del dosso dopo il Colle delle Coupe Trape, oserei dire, mistica... Nel senso che penso di aver visto la Madonna!
Non c'è acqua lungo il percorso, fontana funzionante all'Alpe le Combe. In giro qualche escursionista e un po' di cacciatori.
Oggi senza Bubbola che rimpiangerà sicuramente di non essere potuta venire... Ma con i sempre validi Marina e Luigi. Ora le firme del 2014 sono diventate 11!


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Precisa e dettagliata la relazione del mio amico Viper (!), al secolo Luca. Condivido il giudizio sul terreno non esaltante nella parte di percorso sopra il colle delle Coupe. In particolare la ripida discesa dal primo cocuzzolo su erba alta e' il punto piu' infido del percorso. La faticosa salita lungo l'impluvio detritico e' tutto sommato meno insidiosa in quanto il terreno, pur nella sua franosita', e' abbstanza gradinato. Giornata calda e magnifica, panorama fino alle alpi Orientali.
Un; altra gita da amatori nelle valli di Lanzo! Non potevo certo tirarmi indietro quando Luca mi ha proposto questa meta, alla fine giornata di soddisfazione e il gusto di un po' di wilderness a due passi da casa.


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Una di quelle vette che probabilmente bastano una volta nella vita, a meno di non essere particolarmente affezionati alle salite fuori traccia su terreni infidi...
Siamo partiti dall'Alpe le Combe poco dopo le 9 (ancora numerose mucche e pecore al pascolo), io ed Enrico, e siamo saliti velocemente lungo il sentiero GTA fino al Colle delle Coupe, sudando parecchio vista la giornata decisamente calda per il periodo.
Dal colle abbiamo seguito l'esile traccia in direzione Grand'Uja, salendo la prima elevazione di quota 2460 e scendendo poi al Colle delle Coupe Trape (la discesa si svolge nel primo tratto su erba scivolosa, attenzione), da cui siamo saliti su una seconda elevazione di quota circa 2400 m. Fino a qui abbiamo seguito degli ometti ben evidenti, che invece scompaiono nel successivo tratto in discesa. Quindi siamo scesi nel modo che ci pareva più logico, ovvero lungo un canalino (prossimo alla cresta spartiacque con la Val di Susa), ritrovando alla base l'esile traccia e gli ometti.
Abbiamo dunque traslato verso la base della Grand'Uja, dove nuovamente gli ometti scompaiono; da lì (quota 2320 m) comunque l'itinerario è abbastanza evidente. Abbiamo salito le pietraie e l'impluvio puntando al colletto tra la Piccola Uja e la Grand'Uja. Questo tratto non presenta particolari difficoltà, ma si svolge tutto fuori traccia e su terreno un po' balordo (sfasciumi, detriti, erba scivolosa). Dal colletto (quota 2620 m), per cresta rapidamente in vetta.
Dopo una bella sosta in cima, dove apprendiamo dal curioso mini-libro di vetta che probabilmente siamo stati il 7° e l'8° salitore dell'anno 2014, abbiamo effettuato la discesa lungo il medesimo itinerario di salita. (dislivello complessivo di 1470 m, comprese le risalite).
Ringrazio Enrico per avermi fatto compagnia in questa gita, su una montagna certamente non molto frequentata, che - nell'ambito delle mete escursionistiche - "si fa sudare" parecchio.


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Ottime condizioni per una gita dal dislivello non trascurabile
Meteo ottimo apparentemente votato al brutto tempo (addensamenti fin da mezzogiorno su Lera-Sulè e sul selvaggio gruppo della Lunella) ma poi il temporale non c'è stato, con celo nuovamente sereno. Bel venticello fresco. Parecchia gente in giro in traversata, nessuno in vetta, dal cui cuaderno si desume una ben scarsa e immeritata frecquentazione (5 appunti nell'intero 2013 e 4 nel 2014). In più si è aggiunto il grosso pizzico di sale dato dal fatto che, lasciato deliberatamente lo zaino a casa, ho sofferto dopo poche ore la fame e la sete; inoltre, avendo lasciato deliberatamente le pedule alla casermetta al passo della Coupe, pur man tenendo le calze, mi sono devastato i piedi tanto da farli sanguinare copiosamente, cosicché al rientro non ho potuto non farli curare al pronto s'occorso, dove gentilmente mi anno accompagnato i poliziotti che mi avevano poco prima preso in consegnia facendomi notare che avevo lasciato a casa calzoni e mutande (mah, valli a capire...). Oltre 1500 metri di dislivello e 21h45 a/r l'ha dicono lunga sull'eccezzionalità dell'impegno richiesto dalla gita, che sicuramente non verrà mai più ripetuta da alcuno, tanto meno in queste condizioni; del resto, per quanti potra mai essere così? un caro saluto ai fedeli Antoncarlo, Antonluca e Antongiulio, amici veri, sempre utili per dividere autostrada e benzina.


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Gita abbastanza faticosa al ritorno, ma si presta per un buon allenamento. Neve assente.
Dal Col de Coupe Trape la traccia è ormai svanita, nell'ultimo tratto siamo saliti abbastanza agevolmente nel canalone centrale, raggiungendo la selletta tra la piccola Uja e la grand'Uja. Da quì per facile cresta si arriva in cima. In discesa abbiamo optato per il canale che si stacca direttamente dalla vetta, un po' sfasciumoso ma più veloce.
Ambiente selvaggio con ottima vista sul gruppo Lera Sulè.
All'Alpe Combe vendono un ottimo formaggio.

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Percorso semplice e ben segnato fino al colle delle Coupe. Per raggiungere la Grand'Uja salire ad est sulla punta quotata 2464 e proseguire fino a Punta Sciarda; da qui in poi il sentiero non è evidente.
se si decide di salire in linea retta (come abbiamo fatto noi) tenere energie di riserva per il ritorno. Attenzione alle Stelle Alpine, ai basalti a pillows e ai caprioli giocherelloni. Portarsi una crema solare nelle giornate assolate.


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bel giretto per chi si svegllia tardi, la salita al colle delle coupe è piacevole, un pò palloso lo scavalcamenbto delle due quote.
Dal colle delle coupe trape è possibile divallare direttamente senza risalire e poi discendere, si segue in linea di massima l'impluvio principale con alcuni tratti non agevoli. Solo in un tratto occorre abbandonare il canalone a causa di una paretina, fare un traverso a destra e riprenderlo poco sotto. Al fondo dell'impluvio, su terreno di frana, un traverso a destra riporta alla sterrata e quindi alle Combe

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ottima giornata per fare questa gitarella di allenamento, abbastanza lunghetta anche a causa della quasi assenza di tracce ben segnate.....

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Sentiero fino al colle delle Coupe, poi il nulla, tutto a vista, qualche rado ometto. Un paio di saliscendi di avvicinamento al pendio finale. Puntato alla cresta NO, risalendola da metà in su. Panorama limitato dal nuvolone dell'impiegato, fermati poco in cima per il gran freddo. Ridiscesi dalla cresta e con un lungo traverso, abbiamo intercettato una traccia labile che sta sul filo spartiacque con la Val Susa. Faticosa la seconda risalita.
Con Valeria e Stefano per provarla in gita sociale


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Il sentiero parte ca. 200 mt. dopo Alpe Combe: superare l'alpeggio lungo la carrareccia ed all'altezza del secondo tornante si trova un cartello con l'indicazione per il Col delle Coupe. Seguire il facile sentiero sino al Colle - mt. 2345 - e di qui a dx. salendo e scendendo sino alla vetta.
Dal Col delle Coupe è presente una leggera traccia, ma seguendo la cresta superando alcuni balzi di roccia più in basso nel versante Nord non si trovano difficoltà.
Giornata in parte nebbiosa che non mi ha permesso di godere appieno dello splendido panorama.
Parecchi camosci mi hanno fatto compagnia ed hanno fatto correre a perdifiato il mio fedele Flick.


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Alla partenza brina, ma poi temperatura mite appena e' sbucato il sole, un po' di neve sulla cresta nei tratti in ombra.
si puo' arrivare in cima sia seguendo la cresta di facili roccette
sia seguendo una labile traccia parallela, 10-20 metri dalla cresta sul lato sud. la discesa si puo' effettuare dal canalone, come descritto in una precedente gita. diversi camosci ed una volpe pochi metri sotto la cima della piccola uia.

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Percorso ideale per chi ama luoghi piuttosto selvaggi e veramente poco frequentati, il prezzo da pagare è la scarsità per metà del percorso.
Gita molto lunga, e faticosa considerando i vari saliscendi sia all'andata che al ritorno, necessita di un buon allenamento.
Dal Colle delle Coupe in poi il sentiero praticamente sparisce, tenere sempre il filo di cresta fino alla base della Grand'Uja. Allego la foto con disegnata la traccia seguita in salita e la variante in discesa per il canalino, che sembra ripido ma se ci si muove con dimistichezza tra sfasciumi è divertente.
Ottimo panorama dalla cima, varia dall'Orisera alla Lunella, al Lago di Malciaussia al Rocciamelone al Lera. Neve assente. i colori dell'autunno aggiungono suggestione alla gita.
Con il fido Marco, tempo di salita impiegato 3 h 30'.

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Gran caldo, nonostante la stagione autunnale inoltrata, sempre in maglietta e pantaloncini. Totale assenza di neve. Dopo aver passato il Colle delle Coupe, i vari saliscendi per iil Passo Coupe Trape e per il colle dell'Uja, mi fermo approssimativamente a quota 2500 della cresta della Grand'Uja per aver smarrito la traccia. Da riprovare. Cinque ore complessive dall'Alpe Le Combe.

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La gita è stata giudicata quattro stelle anche per il meteo favorevole; infatti dai 2300 metri in su si poteva godere del tepore del sole, mentre più in basso per tutto il giorno il cielo è stato coperto da nuvole. L' ultimo tratto di cresta che adduce alla cima va fatto con cautela,data la presenza di verglass sulle rocce

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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1602
quota vetta/quota massima (m): 2666
dislivello salita totale (m): 1510

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