Uccello (Pizzo d') Oppio - Colnaghi

Bellissima, in un ambiente veramente particolare. Da non sottovalutare assolutamente, soprattutto per via della lunghezza. Dalla Cresta di Caprarossa la parete non sembra nulla di che ma quando si arriva all’attacco si viene schiacciati da tutta la sua imponenza.

Accesso: utilissimi dei guanti per scendere lungo i cavi della ferrata (anche questa lunga) per non pelarsi le mani. Per metterci un’ora e mezza da rifugio ad attacco bisogna andare abbastanza veloce. Noi abbiamo impiegato un po’ più di due ore.

Attacco: non ci si può assolutamente sbagliare se si guarda un minimo la parete in precedenza. Chiodo con cordino marcio ancora presente.

Tiri: abbiamo seguito abbastanza fedelmente la relazione postata da Puzzole (ben fatta ma in alcuni tratti un po’ arzigogolata) facendo 19 tiri. Su L1 dopo il primo spigolo salire in una sorta di canalino per poi andare solo alla fine a sx verso la sosta, più a sinistra terreno marcio, poco proteggibile e più duro. Gli unici tiri dove la corda tira troppo anche con i dovuti allungamenti sono L6 ed L8 (su questo o si saltano dei chiodi o si fa sosta prima del traverso verso sinistra per non dover tornare indietro smadonnando a sganciare le corde pizzicate come ho fatto io. Per i restanti tiri se si allunga bene non si hanno grossi problemi. S16 dovrebbe essere su due chiodi con anello molto vicini, non conviene proseguire verso i chiodi successivi perché la sosta non è buona ed è scomoda.

Chiodatura: tutte le soste sono attrezzate a chiodi e abbastanza buone. Alcune sono collegate da cordini marci e si fa fatica a mettere il moschettone. Solo alla sosta di “potere alle masse” unito il chiodo basso ad uno 0.4, l’altro chiodo è troppo distante. Tutti i chiodi sono abbastanza vecchi ma molto buoni, sono nei posti giusti anche se alcuni si vedono poco. Inutile dire che la spittatura è stata “una cagata pazzesca!”.

Roccia: nei primi 4 tiri è abbastanza buona, erba a parte. Nei camini centrali fa un po’ schifo per poi migliorare decisamente da metà via. Nei camini è un po’ viscida a tratti ma se si scala bene in opposizione nessun problema.

Materiale: usato una decina di rinvii (di cui 6 allungabili indispensabili, altrimenti portare molte fettucce e cordini) e una serie di friends da 0.3 a 3 BD (qualche doppio più piccolo potrebbe essere utile ma su alcuni tiri si può anche salire usando solo i chiodi). Nuts a mio avviso inutili. Avevamo comunque un martello (utile ad inizio stagione per ribattere) e dei chiodi per emergenza nello zaino.

Ambiente: ovviamente non abbiamo trovato neve lungo l’avvicinamento. Anche se a nord abbiamo scalato in maglietta fino agli ultimi due tiri. Non abbiamo trovato acqua da nessuna parte.

Discesa: riservare ancora un po’ di energia e di voglia per tornare alla macchina, nel primo tratto ci si può sbagliare se inizia a fare buio (non dimenticare la frontale!!).

Con Eli, che ha tenuto duro nonostante il male ai piedi, ha fatto mezza via in scarpe da avvicinamento seppur da seconda ed è scesa con un ginocchio dolorante.


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note su accesso stradale :: Nulla di rilevante
Una relazione molto affidabile e dettagliata:
1°tiro
Salire in diagonale per 3-4 mt. a dx la paretina puntando il chiodo prima dello spigolo, oltrepassando lo spigolo senza alzarsi troppo (1 chiodo subito dietro lo spigolo). Continuare verso sx, risalendo le rocce, fino ad arrivare a un diedrino con strapiombo, passarlo in placca a sx, chiodo, e poi a dx in breve alla sosta (III , IV ; ± 3 chiodi ; ~ 40mt)

2°tiro
Salire dritti e poi continuare verso dx lungo una rampa inclinata sino ad un terrazzino sotto una fascia strapiombante. Fermarsi prima di entrare nel canale a dx (dove inizia la Biagi Nerli Zucconi). S2 su 2 chiodi posti sulla sinistra insieme a 2 fix smartellati. (III ; ~ 30mt)

3°tiro
Seguire la rampa erbosa verso sinistra sino ad un dietro (la rampa continua), salire il diedro, continuare lungo la rampa superiore fino ad un albero. S3 su albero. (II , III ; ± 2 chiodi ; ~ 50mt)

4°tiro
Seguire ancora la rampa, salire un piccolo diedro, saltare la sosta su 3 chiodi, proseguire lungo la rampa, salire altro piccolo diedro, quindi aggirare da sx un pilastrino con spaccatura rotta, sostare appena aggirato il pilastrino. S4 su 2 chiodi. (II , III ; ± 4 chiodi ; ~ 50mt)

5°tiro
Salire sopra la sosta, spostandosi verso sx ed entrare nel canale, proseguire fino alla sosta ben visibile all'inizio del camino (strozzatura). S4 su 2 chiodi. (IV , III ; ± 3 chiodi ; ~ 40mt)

6°tiro
Superare la strozzatura verticalmente, uscendone sulla dx su una rampa detritica, proseguire lungo facili rocce (difficile proteggersi) obliquando progressivamente verso sx, fino ad arrivare accanto alla base del camino. S6 su 1 chiodo ed una piastrina. (IV , III ; ± 2 chiodi e friend; ~ 55mt)

7°tiro
Proseguire nel camino (molto stretto all'inizio) con difficoltà sostenute, sino ad arrivare ad una terrazza detritica con la scritta "Lotta Continua" (percorrere il camino senza uscirne). S7 su 2 chiodi sotto la scritta Lotta Continua. ( IV+ ; ± 6 chiodi ; ~ 40mt)

8°tiro
Salire il camino/diedro di dx, quando il camino si apre spostarsi leggermente a dx (non uscire a dx, dove si trova una variante), salire ulteriormente fino ad arrivare a traversare a sx per rientrare nel canale (passo delicato in traverso e un passo in discesa, non alzarsi troppo sopra i chiodi). Rientrare nel camino di sinistra, quindi proseguire fino alla sosta dopo circa 10-15 mt. S8 su 2 chiodi. (IV+ , V ; ± 5/6 chiodi ; ~ 50mt)

9°tiro
Si sale il camino fino a quando diviene strapiombante, spostarsi a dx per uscire con passo atletico (azzerabile) (2 chiodi che fanno fare un po' di Z alle corde) per uscire su rocce più facili. Continuare a salire rocce facili fino alla sosta. S9 su 2 chiodi. (IV , V+ ; ± 4 chiodi ; ~ 40mt)



10°tiro
Continuare senza via obbligata per rocce abbastanza semplici puntando la sommità del primo pilastro (prima dx, poi sx, senza via obbligata, spostandosi verso sx per poi arrivare da sinistra alla sosta con la scritta "Potere alle masse". S10 su 2 chiodi. (III , IV ; ± 1/2 chiodi, utili alcuni friend ; ~ 55 mt)

11°tiro
Proseguire a dx su terreno facile fino alla base di un diedro erboso molto verticale. S11 su 2 chiodi, uno difficile da utilizzare perchè piantato molto profondamente. (III ; ± 1 chiodo ; ~ 30mt)

12°tiro
Salire il diedro (Fessura diedrica) lungo la parete di dx per qualche metro, poi rientrare nel diedro e continuare diritto fino alla sosta, che è poco prima dell'uscita dal diedro, sopra un piccolissimo terrazzino. S12 su 3 chiodi. (V+ ; ± 6/7 chiodi ; ~ 30mt)

13°tiro
Obliquare a sx per facile rampa fino all'imboccatura di un camino. Sosta da allestire. (III , ; ± 3 chiodi ; ~ 30mt)

14°tiro
Entrare nel canale camino a sx ed iniziare a salire il camino senza lasciarlo fino a sostare su un sasso nel centro del canale. S14 su 2 chiodi. ( III , IV ; ± 3/4 chiodi ; ~ 40mt)

15°tiro
Continuare a salire il camino articolato, inizialmente leggermente a dx, ma rientrando subito, senza prendere la variante a dx. Sotto una strettoia alzarsi 3-4 mt per andare a trovare la sosta a sx. S15 su 2 chiodi. ( IV ; ± 3/4 chiodi ; ~ 40mt)

16°tiro
Continuare a salire il camino senza abbandonarlo, con bella arrampicata. Salire 5-6 mt. in opposizione sino ad una spaccatura stretta con terrazzino tra le pareti ed un tratto verticale

/strapiombante sopra. S16 su 2 chiodi distanti, uno si vede male, sono dentro la parete a sx della spaccatura. ( IV ; ± 4/5 chiodi ; ~ 40mt)

17°tiro
Salire sopra la sosta con bella arrampicata atletica in opposizione, superare il tetto sovrastante, uscendo a dx, passi protetti da 2 chiodi sotto il tetto e 2 sopra, proseguire senza mai lasciare il camino. Quando questo termina, per terreno facile portarsi a dx alla selletta tra pilastro e parete di uscita. S17 su 3 chiodi. ( V , IV , II ; ± 6/7 chiodi ; ~ 55mt)

18°tiro
Attaccare lo spigolo verticale sopra la sosta, spostarsi subito a dx per entrare in un canalino con all'inizio una piastrina (che noi non abbiamo utilizzato), salire il canalino, portarsi progressivamente verso sx, poi salire un diedro con lama a dx con passo atletico, per uscire su un terrazzino dove sopra si trova la sosta. S18 si 2 chiodi. ( III , IV ; ± 3/4 chiodi ; ~ 25mt)

19°tiro
Dalla sosta spostarsi a dx e risalire un diedro articolato fino ad uscire su terreno facile che porta alla cresta. S19 su spuntone appena sotto la cresta, su terrazzino. ( III, IV , III ; ± 4/5 chiodi ; ~ 50mt)

Noi abbiamo salito in conserva lunga il 3-4-5 tiro e il 18-19 tiro, e per brevi tratti qualche tiro intermedio.
L'ultimo terremoto ha sicuramente devastato molto l'intera parete, con grosse frane e detriti un po' ovunque. In particolare è crollato un pilastro alto circa 100m a dx della Biagi, spazzando via il "Giardino sospeso" e sicuramente devastando le vie Ratti-Marchetti, Pan Pepato e la fessura obliqua.
Attenzione quindi ai detriti presenti in via e a numerosi blocchi smossi e ancora in bilico.

Bellissima giornata in ottima compagnia ;-) ... Solo noi su tutta la Parete Nord !


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note su accesso stradale :: un po dissestato
Partiti alle 4 dal Rifugio Donegani, attaccato alle 6e15, in vetta alle 16e30. 1h per scendere.

Consigli:
Occhio alla partenza del sentiero, non è evidentissima.
La ferrata non è banale, spesso esposta, stare attenti.
La pietraia da risalire è "libera" e quindi può risultare faticosa.
La parete scarica di suo, se c'è qualcuno davanti è ancora peggio (può anche essere delicato, ma la corda sulla ghiaia..non è educata).
La via non è così facile da trovare. La parete è grande e senza punti di riferimento (beh ok, tranne quando sei dentro ai camini e tranne le scritte "Lotta Continua" e "Potere alle masse").
I chiodi non sono sempre rassicuranti, anche quelli di sosta.
I tiri sono lunghi e tortuosi, la corda tira: allungare le protezioni.
Sul duro i chiodi ci sono, sul facile..aspettatevi un R3.
Il casco serve: io il mio ora lo devo buttare.
Se i camini sono bagnati, sono cazzi.
La ritirata mi pare quasi impossibile già dopo pochi tiri.
Andrea+Giorgio

Qui racconto:
andreaintrip.blogspot.com/2018/06/viaggione-sulla-nord-apuana-via-oppio.html

Qui altre foto:
photos.app.goo.gl/5iqVMhfQMeLLaDk68

Relazioni..non mi sento di consigliarne. Noi ci siamo affidati a quella dei Sass Baloss, ma trovando tiri di differente lunghezza, soste diverse, gradi diversi. Spesso siamo andati a naso e saliti grazie alle indicazioni di una cordata di amici trovata per caso. Tra l'altro quello che per i Sass Baloss è il tiro chiave, non è il tiro chiave. Questa via è un viaggione da interpretare, punto. Qui in ogni caso qualche nostro appunto (non abbiamo modificato gradi, anche se..):
drive.google.com/open?id=1NB-k7yRoicduAWkFRBkkALSBpt9pE76f


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Bella salita, da non sottovalutarne la lunghezza anche della discesa che non è una passeggiatà ma un sentiero nel primo tratto anche impegnativo dopo tante ore in parete. Attenzione all'attacco, dallo schizzo su alpiapuane.com sembrerebbe che si attacchi a destra del tetto a forma di freccia, invece come è chiaro dalla descrizione si trova quasi 100m a sx del tetto. Si capisce chiaramente anche dalla foto della parete sullo stesso tiro. Il tiro che arriva alla scritta "potere alle masse" è piuttosto lungo noi ci siamo arrivati giustissimi con corde da 60m, conviene allungare molto i punti di protezione per evitare attriti folli. Friend incastrato sul penultimo tiro.
Ambiente super senza andare troppo lontano, peccato per il casino prodotto dalla cava sottostante. Da segnalare anche l'indecenza di decine di sigarette in sosta lungo tutta la via!


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Bella e lunga. Partiti alle 6 dal rifugio. Alle 9 pronti per attaccare il primo tiro. Qualche difficoltà a indovinare il percorso giusto dei primi tiri, poi quando si entra nei camini diventa meno complicato. Meglio avere una buona relazione con qualche schizzo. Su L3 alcune relazioni dicono di lasciare la rampa erbosa per un diedro sulla destra, in combinazione c'è un diedrone durissimo sulla destra assolutamente da NON prendere: il diedro inteso è molto appoggiato ed è la naturale prosecuzione del traverso su rampa erbosa verso sinistra. Consigliatissimo alternare le corde nelle protezioni per evitare attriti. Via parzialmente chiodata, specie sui punti più difficili della via, ma sicuramente da integrare. Un po' le difficoltà a trovare la via all'inizio, il ravanare in un diedro fuori via, la stanchezza nella parte finale, han fatto sì che sbucassimo in vetta alle 21...
Un bel viaggio con la compagnia degli amici Carre (socio di cordata), Badra e Reppe. Ottima accoglienza al rifugio, grazie ai rifugisti per averci aspettato fino a tardi per il saluto e un po' d'acqua fresca.


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Condizioni perfette
Salita in poco più di sette ore con il bravissimo Sergio.
La oppio è sempre una bella via


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Battesimo delle Apuane, che diventerà un matrimonio (spero non un funerale ahah)

Materiale: 10 rinvii, una serie di friends dal 0.3 al 3 BD, con doppi 0.5, 0.75 e 1 (inutili) e nuts (mai usati); senza martello, né chiodi.
Salita: con lunghi tratti in conserva abbiamo fatto 11 tiri.
Discesa: in un lampo (anche fuor di metafora) al Donegani per sentiero molto ben tracciato.

I chiodi necessari sono in posto e complessivamente buoni-discreti, alla data della nostra salita non era necessario ribattere nulla. Certo, sul facile sono molto rari e volendo proteggere da "cristiani" non ne si esce più.
Le soste sono tutte abbastanza buone.

La roccia nel complesso è buona (valutazione Montagne d'Oc)
...e quegli spit di mer** non c'azzeccavano una fava su una via del '40!!

Consiglio la relazione rinvenibile sul sito , impeccabile!

Posto da buongustai...

Con Manuel, cheffone di livello



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Poco da aggiungere. Rispetto a qualche anno fa mancano vari chiodi sul primo tiro, utile un friend piccolo per proteggersi all'altezza della vecchia sosta su spit 8mm.

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Finalmente...
La parete simbolo delle care Apuane si è lasciata salire, ma non senza resistenza...... pur attaccando alle 8:30 fra contrattempi e rallentamenti vari siamo arrivati ai camini finali che erano le 19(!!!) e abbiamo così deciso di fermarci a bivaccare su una "comodissima" terrazza erbosa inclinata sulla sinistra del quindicesimo tiro. Per fortuna la notte è stata breve e non troppo fredda (certo se avessimo avuto qualcosa in più per vestirci e soprattutto altra acqua da bere...). All'alba siamo ripartiti sotto il sole già cocente, lentissimi per la stanchezza e la sete, uscendo dopo le 10.
Alcune osservazioni.
1 - La via è impegnativa, nonostante il grado non vada oltre il V+ (e nonostante il V lo si incontri in pochi tiri). I tiri di IV non sono mai banali, e sono anche poco o per nulla chiodati: è lì che si rischia di perdere tempo, anche per trovare i punti migliori dove passare, anche se la direttiva generale della via è sempre evidente.
2 - Rispetto ad altre classiche apuane più brevi e facili la via secondo me è meno chiodata, inoltre qui gli spit non ci sono, o non ci sono più (giusto secondo me, l'ingaggio cambierebbe non poco). In generale la chiodatura è alpinistica: niente o quasi sul facile, più fitta sul difficile (ma comunque lunghina, mai da A0 tranne forse un solo passo). I friend sono indispensabili, noi avevamo un paio di C3 e una serie di C4 fino al n° 3, e li abbiamo usati tutti. Avevamo anche nut e chiodi per poi usarli solo per allestire il bivacco; tuttavia almeno il martello consiglierei di portarlo: quasi tutti i chiodi presenti sono molto vecchi, alcuni messi bene, ma alcuni esili e ballerini...
3 - Le soste ci sono sempre, sono sempre su 2 o 3 chiodi (vecchi) solo a volte uniti da cordoni poco affidabili. Spesso ce ne sono anche di intermedie; valutare se convenga sempre fare tiri da 50/60 m o spezzare ogni tanto...
4 - La roccia: onestamente viste le frequenti ripetizioni me l'aspettavo un pochino meglio, sui tiri duri è più o meno buona, specie nei camini, ma i tratti rotti abbondano. E' ovvio e banale da dire ma bisogna sempre controllare bene cosa si tira, anche sulla fessura diedrica qualcosa si muove...
Grazie ai compagni d'avventura Francesco, Marco e Andreas, anche per non essersi mai persi d'animo. E grazie in particolare a Francesco che si è fatto gli ultimi 3 tiri, io 'gna facevo più...


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Bella classica di ampio respiro, tecnicamente non difficile, richiede esperienza nell' orientarsi. Ho notato che tutti i fix delle soste son stati distrutti, chi ha fatto questo è un demente, spero si sappia chi è stato, e che tali persone in caso di incidente si assumano le dovute responsabilità. Voglio ringraziare Robi mio compagno in questa bella zingarata toscana ed il gestore del Donegani per l' ottima ospitalità, si sta veramente molto bene.

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Rifatta da solo a distanza di tre anni dalla prima volta. Nel suo genere sempre bella!

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Lo scorso autunno la via era stata interamente (e proditoriamente) fixata a tutte le soste e rapidamente qualcuno ha fatto piazza pulita... Allo stato attuale mancano alcuni chiodi di sosta rispetto allo 'standard'. Il terremoto di fine giugno e le scosse successive in compenso non hanno creato problemi, la ferrata è percorribile e danneggiata solo in pochi metri alla fine. Noi siamo usciti dopo aver preso un bel temporalone nei camini finali (nonostante le previsioni buone), esperienza decisamente sconsigliabile...

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Parete notevole questa nord del Pizzo d'Uccello! Se non fosse per la bassa quota e la discesa facile, la classica Oppio-Colnaghi potrebbe ben figurare nel confronto con altre più rinomate pareti dell Alpi o delle Dolomiti ( ad esempio la Cassin al Badile o la Via delle Guide al Crozzon di Brenta per citarne un paio che conosco).
A noi ha richiesto 9 ore di arrampicata, in una mite giornata senza una nuvola,in completa solitudine sulla grande parete.
Queste le nostre impressioni:
-Anche se le difficoltà tecniche non sono elevate, nessuno dei 19 tiri è del tutto banale, per cui, soprattutto nella parte alta, bisogna restare sempre concentrati.
-La chiodatura è assai disomogenea per qualità e quantità; noi abbiamo fatto abbondante uso di protezioni veloci ( Friends BD dallo 0.4 al 3).Le soste invece sembrano abbastanza solide anche se tutti gli spit sono stati resi volutamente inservibili.
-Diversi tiri impegnativi si svolgono in camino e richiedono tecniche di progressione di cui abbiamo personalmente un pò perso l'abitudine.
-Nonostante le varie relazioni disponibili, il percorso migliore non è sempre evidente. Noi abbiamo in genere optato per rimanere sempre nei camini, anche se a volte di aspetto assai poco invitante, ed alla fine non ce ne siamo mai pentiti.
- La roccia è complessivamente buona, anche se gli appigli vanno verificati ( il distacco di una piccola scaglia apparentemente solida mi è costata un bel volo, per fortuna senza danni). Inoltre è certamente possibile smuovere e far cadere pietre dai tratti facili.
- Infine " last but not least" la vicinanza del mare consente un meritato relax sulle belle spiagge della Versilia: noi non abbiamo esitato ad approfittarne ampiamente per alcuni giorni.

Un sentito ringraziamento a Luca, grande appassionato e conoscitore delle Alpi Apuane ed a Laura, grande appassionata di sole e di mare.

Carlo Ravetti

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Bel paretone, la roccia pero' molto sfasciumosa sopratutto nella parte alta.


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Grande parete dele Apuane, chiodatura risicata a volte dubbia, soste a chiodi il piu delle volte da collegare.
Avvicinamento impegnativo (ferrata in discesa)
Rientro bello e paesaggistico
Oggi con Ciccio, Ale e Manzo su questa parete che da tempo sognavamo.
In barba ai bollini neri sulle strade nessuna coda ma aime in via con noi altre tre cordate.
complessivamente una bella salita che mi ha soddisfatto e che mi sento di consigliare a chi cerca ingaggio alpinistico, la roccia non sempre è di "marmo".
Un saluto al trio brianzolo/comasco, in particolare a Elisa appena ventenne.


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Ripetere questa via dopo così tanto tempo dà sempre una sensazione di cosa nuova... Rimane a parer mio una delle più belle vie su questa splendida parete.
Nella parte sopra il pilastro terminale, c'è stata probabilmente una recente frana che ha sporcato un pò di detriti la cengia del pilastro (una conferma è data dai grossi blocchi depositati nel catino dopo il traverso iniziale), occhio quindi a come passano le corde per non buttar giù nulla.
Bellissima giornata in compagnia di un amico per la prima volta su una parete di questo tipo. Un saluto alla allegra combricola Emiliana con cui abbiamo condiviso tutta la salita ed un'ottima cena!!! ;-)


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Temperature un pò al limite in parete. Via affollata e numerose cadute di pietre. Le soste sono affidabili ma è comunque utile avere martello e qualche chiodo, soprattutto se si esce su qualche variante in parete aperte (in generale sulla destra del tracciato). Sconsigliabile collegare i tiri nei camini superiori e negli ultimi de tiri seguire a dx appena oltre lo spigolo sul colletto (roccia migliore).

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Bella salita.
La roccia non è brutta come si dice ma peggiora negli ultimi 150 metri.
Sulla via ci sono molti chiodi e quasi tutte le soste attrezzate.
Nel complesso mi sembra una via consigliabile per chi volesse fare una classicona con difficoltà contenute su una bella parete di media montagna.
Percorsa in 4h36min.
Super trattamento al rif Donegani!!!
Qualche foto su -alte.it

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Gran bella via in ambiente stupendo, linea di salita elegante, fatto grande scorta di diedri e camini per un bel pò. Abbiamo seguito la relazione trovata su partiti dal rifugio Donegani, arrivare sotto la parete è stato abbastanza semplice (a parte le mie solite deviazioni turistiche), trovare l'attacco meno (cordino sbiadito quasi invisibile, fortuna che c'era una cordata di locals davanti). La linea di salita è inizialmente un pò contorta, ma diventa poi più intuititiva. Abbiamo fatto in totale 19 tiri fino alla cima, da cui siamo scesi a piedi fino al rifugio Donegani attraverso il sentiero prima su cresta poi nel bosco segnalato molto bene.
Primo sole visto al 19° tiro, temperatura fresca ma piacevole, dalla cima panorama stupendo su mare e montagne.
Prima volta in Alpi Apuane, in ottima compagnia di Ciois.


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La mia prima grande parete! Decisamente lunga e abbastanza impegnativa nella seconda parte ma sempre ben proteggibile. Percorso molto logico ed elegante. Chiaramente essendo in montagna qualche pietra sulle cengie c'è ma si arrampica su roccia buona. Un viaggio bellissimo in un alpinismo non più di moda
Esorbitanti difficoltà a ritrovare la tenda di notte nel bosco sempre uguale!
Con l'ottimo socio Serafino un'altra grande avventura


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La pensavo più esposta e più solida...cmq molto bella e allenante, è pur sempre una via storica quindi un peccato non farla.
Soste a chiodi ma a prova di bomba. In via vari chiodi e si integra bene.
Con Ale!
L'ultimo camino (16 o 17 esimo tiro) lo abbiamo saltato facendo una variante a dx, in aperta parete, sull'evidente pilastro che si nota nella parte alta, quasi in cima. Roccia Pessima!!! esposizione dolomitica! trovato chiodi e 1 spit. Una volta in cima al pilastro abbiamo continuato sulla oppio e siamo usciti in vetta.

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E' alpinismo classico con tutti rischi oggettivi che comporta:caduta di pietre, indipendentemete dalle cordate sopra, roccia generalemente mediocre, soste affidabili, ma come minimo vecchissime, impossibilità di ritirata.....
per cercare di unire due tiri direi la lunghezza 7(15m.) e la L8(35m.) abbiamo rischiato grosso.. e questo ha compromesso non poco la giornata.
Molto lunga ed impegniva da un punto di fisico. Se la roccia fosse almeno buona una via che consiglieri, comunque rimane una grande esperienza. al SOLITO con Giorgione, in forma ma che STROZZEREI(non fosse 1.90) ALE climbino, splendido come sempre, e sopratutto con la STRAORDIARIA MARZIA(COMPLIMENTII, HAI AVUTO UN'ENERGIA ED UN CORAGGIO UNICI!!!!!). Non metto giudizion poichè non sono all'atezza di giudicare una via alpinistica del genere.

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lascio a mark la descrizione...via lunga, logica e molto bella, simbolo delle Apuane; l'impegno e l'ambiente non hanno nulla a che vedere con le vie sulla sud o con altre vie a spit più moderne;occorre dimestichezza e senso dell'itinerario pur non presentando nessun tiro estremo, ci sono alcune lunghezze per nulla banali e piuttosto delicate per via della pietra, in particolare la 17^/18^(tiro da 65 m. da non spezzare per non fare sosta dentro al camino) che esce ad un collettino con imbuto di rocce pericolanti proprio allo sbocco dei camini del 2°pilastro..Molto pericoloso questo tratto con altre cordate..Partiti alle 5,30 dal Donegani, c.tto all'alba e vista fantastica sulla nord, 400 m. negativi di ferrata ripidissimi e poi via..ebbene sì,anche con un pò di patema, pensando agli ultimi due pinerolesi passati di quà e ahimè recuperati a metà parete...cima alle 15,00, rientro al Donegani e poi filati a Pinerolo per rientrare al lavoro.
con Mire, le costole doloranti..e due grandissimi compagni, max&renzo in formissima
p.s. per chi piace navigare, andate a curiosare le foto della via dei Genovesi febbraio 2009.molto belle


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Via classica lungo la parete nord,mai esposta con passaggi non banali.....
Chiodatura alpinistica,si integra abbastanza con protazioni veloci.
Roccia discreta per buona parte della salita anche se non mancano tratti un pò rotti.....
Ultimi camini molto rischiosi per caduta sassi soprattutto se vi sono cordate sopra.
Percorso molto lungo con possibilità di sbagliare....viste le numerosi varianti.
Descrizione abbastanza buona sul sito

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Roccia buona lungo la linea di salita , meno se si esce dal seminato . Nei camini superiori aumenta la possibilità di mollare giù qualche sasso , fare attenzione . Tratti su erba per collegare le varie linee di camini .
Ottima compagnia dei fortissimi Andrea Marco e Sara . Grazie Ragazzi . Grande Parete , Grande Viaggio .


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Lunga. Roccia a tratti buona a tratti rotta. Un paio di passaggi atletici e qualcuno fisico. Percorre una serie di camini pericolosi per scariche in caso di cordate che precedono. Discesa tranquilla e veloce. Grandiosa parete, grandiosa salita. Per noi la prima volta qui e non sarà l'ultima. 4 stelle per la roccia.

Salita con Daniela dopo aver valutato che secondo le previsioni era l'unica zona del nord con il sole. Molti hanno avuto la stessa idea e ci siamo trovati in circa 10 cordate. Noi salivamo per ultimi dietro due simpatici toscani che saluto, poi ci hanno raggiunto due milanesi che ringrazio per la pazienza sugli ultimi tiri. Ovviamente una salita di questo tipo non si dovrebbe fare con più di due cordate davanti, ma tra il dire e il fare... E' stata una fantastica salita nonostante le lunghe pause in sosta e le diverse scariche di sassi. Salita che si fa in 6/7 ore noi l'abbiamo chiusa in 12


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Ripetuta ieri con Beppe e Toshiro. Attenzione a dove si sosta nei camini alti soprattutto in presenza di altre cordate: assolutamente da evitare la sosta nel 'buco' scomoda e pericolosa, salire di pochi metri e sostare più in alto o se possibile fuori dai camini.

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Via classica della parete, che con arrampicata molto interna e mai esposta supera una 'grande' parete con percorso logico. Roccia ripulita, prestare attenzione nei camini terminali a eventuali cordate precedenti: dall'uscita dei camini per raggiungere la crestina finale si deve attraversare un vero e proprio ravaneto. Chiodatura mediamente buona (per tratti limitati abbondante), soste sempre presenti.

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Arrampicata spettacolare in ambiente suggestivo. La roccia è quasi sempre buona anche se è facile smuovere accidentalmente le numerose pietre sparse lungo la via. La chiodatura è ottima nei tiri difficili e un po' lunga nei tiri facili (nei quali per altro è possibile prendere qualche variante involontaria...).
Occhio a attaccare la via nel punto giusto...
Sesta gita C.A.Z. (Club Alpin Zeneise). Partecipanti Damiano, Edoardo, Enrico e Andrea.

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Grande classica salita con amici alla prima esperienza alpinistico/apuanistica che hanno inevitabilmente imposto un ritmo lentissimo. In vetta al tramonto :-(

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Dislivello: 600m
Sviluppo: 850m
Materiale: normale dotazione alpinistica, 8 rinvii, chiodi e martello, qualche dado.
Esposizione: parete Nord

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Ci sono anche stati ...

  • 12/07/18 - DelChecc
  • 12/05/06 - Fedevg
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: 5c :: 3 obbl ::
    esposizione arrampicata: Nord
    quota base arrampicata (m): 1200
    sviluppo arrampicata (m): 900

    Ultime gite di arrampicata

    15/12/18 - Machaby (Corno di) Elise - fulviofly
    Sabato assolato e tiepido su questa struttura posta a 1200mt ma con esposizione ideale per il periodo. Con Fabrizio Manoni abbiamo salito tutte e tre le linee, lui anche il tiro senza nome a sx che c [...]
    15/12/18 - Parete delle Meraviglie Excalibur - Marmoreo
    Dopo 3 mesi e mezzo senza vie lunghe, l'ho trovata più difficile delle relazioni varie lette. Il tettino del 1 tiro sarà anche ben ammanigliato (insomma) ma molto fisico ed in partenza più ostico [...]
    15/12/18 - Parey (Rocca) Via dei Torrioni - andrea bertea
    Sgambata in Val Sangone sulle tiepide rocce assolate della R.Parey. Ideale per questo periodo di carenza di neve (e un''Aquila così pelata..).Tutto in ordine, alcuni spit un po' arrugginiti ma nel co [...]
    09/12/18 - Ponte del Baffo (Parete del) Tanti auguri - ilcontevlad
    Chi di voi, salendo in Valle, non si è mai chiesto se su questa parete ci fosse qualcosa? Anche noi, ed alla fine siamo andati a vedere. Anzi, Luca ci era già stato e sapeva che qualcosa avremmo tro [...]
    09/12/18 - Sbarua (Rocca) angiolina ritorna - bonbon
    via pulita, chiodatura e soste ok...manca solamente il nome all'attacco della via
    09/12/18 - Musinè (Monte) Versante Sud - In Hoc Signo Vinces - Garaca
    Torno sempre volentieri a percorrere queste vie. Oggi , mentre in quota tirava aria di tormenta, qui sole e poco vento. Bella ginnastica mattutina e un doveroso "grazie" a Teddy che : "SPOLVERA,LAVA E STIRA" queste sue belle creature.
    09/12/18 - San Paolo (Parete di) Pilastro Themis - subdir
    Probabilmente la più bella tra le 6 vie salite su questa parete: roccia bellissima tranne pochi tratti, arrampicata abbastanza continua con bei movimenti, protezioni più che buone e possibilità di [...]