J. Charrey (Punta) Spigolo Bozzetti

Avvicinamento senza neve, persiste una piccola lingua all'attacco ma la si può aggirare senza problemi. Discesa in doppia su brontolo balakov con una corda da 60. Utilizzata una serie di friends dallo #0,3 al #2 c4 bd e 8 rinvii (a mio giudizio meglio allungabili perchè alcuni tiri sono un po' tortuosi). parecchi chiodi nei punti chiave e uno spit sulla placca a circa metà via.

A mio giudizio una via molto bella e meritevole in un ambiente altrettanto suggestivo.


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note su accesso stradale :: Esiste la mulattiera che porta alle baite, a vostro rischio e pericolo potete provare a seguirla per evitare le ore di a
Via con difficoltà crescente e continua, fare molta attenzione a cosa si prende in mano perchè crolla parecchia roba. In vari punti sono presenti chiodi poco visibili, ma ci sono. Il penultimo tiro, quello del diedro è un 6+ molto fisico, da non sottovalutare.
Le doppie sulla Brontolo Balakov si fanno ma sono macchinose e personalmente abbiamo preferito non raddoppiarle a causa degli incastri e della roccia molto precaria.
Via stupenda, Classica e storica. Sono molto contento di averla fatta, anche se due gocce le abbiamo prese, siamo rientrati abbastanza stanchi ma ne è valsa la pena!


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Finalmente metto le mani sulla super classica del Crete Seche. Purtroppo ho peccato nello stile in quanto salito con le scarpette e non in scarponi.
Al momento vi è ancora un grosso nevaio alla base che comporta di dover raggiungere L'attacco camminando tra neve e roccia dal pulpito di partenza della Brontolo-Balakov.
La via è estremamente logica ed elegante e la roccia tendenzialmente buona. Soste generalmente buone, qualcuna da collegare e altre dove andrebbe sostituito qualche cordino. Materiale in via presente dove serve anche se da verificare (1 chiodo saltato sul secondo tiro difficile).
Materiale utilizzato 6 rinvii meglio se slunghini qualche Fettuccia per gli spuntoni e c4 0.3 e 0.4
Scesi in doppia dalla B-B (ottime soste)consigliate calate da 30m
Bellissima salita d'altri tempi in uno splendido scenario. Ottimi i soci di gita Lorenzo e Domenica alla sua prima via lunga.


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Molto bella. Fatta in scarponi, traversando poi alla Vierge con discesa a N sul Col de l'Aroletta (4 doppie da 25 sul filo di cresta più una nel canale sotto al colle). Primi quattro tiri concatenati a due a due, poi fatti tutti tiri corti per evitare attriti eccessivi. Alla base c'è ancora un piccolo nevaio, che si sale anche senza picca e ramponi, con un po di cautela. Materiale: una serie di friends BD da #03 a #2 più un paio di TCU più piccoli, qualche cordino o fettuccia per allungare qualche chiodo e per sfruttare alcuni spuntoni. Da L5 all'uscita tiri sempre sostenuti. L8 presenta un solo breve passo un po' da impostare, L10 è più continua e per passare in libera all'uscita conviene stare un po' a sx dei chiodi, in fessura. Su L9 ci sono alcune lame da saggiare e usare con cautela.
Con Pietro in una giornata magnifica, solo noi al Crete Seche.


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Fantastica ascensione mai troppo facile, mai troppo difficile. Spit presenti solo dove servono, soste su spit e cordoni. Indispensabili protezioni veloci. Saggia la scelta di non chiodare la via!
Con Teone.


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Bellissima via di montagna, piuttosto lunga nel complesso ma con tiri sempre sui 30 metri massimo.
Nei tratti duri i chiodi ci sono, altrimenti le protezioni non sono molte, indispensabili quindi friends assortiti per integrare (a proposito, uno dei miei è rimasto in via nel settimo tiro poco prima della sosta e mi sa che da lì non si scastrerà più). Soste spittate, da metà via in poi quasi sempre da collegare. A volte rocce che muovono, fare sempre attenzione.
Il diedro del decimo tiro sono riuscita a scalarlo pulito per metà, poi sono andata di artificiale...l'ho trovato piuttosto fisico.
Scesi su Bronto Balakov, doppie non sempre così evidenti se non si è mai salita la via.
Con Dudu che penso mi abbia maledetto un paio di volte ;-)
Seguiti da Mich e Andrea che sono stati ottimi!
Consigliati nelle doppie dai nostri soci Sandro e Oriana che hanno salito (e sceso) Bronto Balakov.
Grande soddisfazione per questa scalata.


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Spigolo molto estetico, logico, con soste "spits". Due spit lungo la via tratti chiave. Molto chiodi nei tratti difficili. Per la discesa abbiamo continuato in cresta fino alla cima dell' Aroletta da cui si scende lungo la via moderne "oriana" bassa probabilita di incastro (doppie 2x50m!!!!). Da consigliare

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Bella, divertente ed esposta! Per arrivare all'attacco c'è ancora un nevaio che però si riesce a salire senza ramponi, poi la via è tutta asciutta. Sull'itinerario si trovano tutte le soste con due spit, le prime anche con catena e moschettone mentre più in alto i due spit sono collegati da dei cordini un po' usurati. In tutta la via ci sono due spit sui due tiri più difficili e un po' di chiodi; noi abbiamo usato friend dallo 0.3 al 3 BD e un paio di nut, più qualche fettuccia visti i numerosi spuntoni. Per la discesa abbiamo continuato in cresta fino alla cima dell' Aroletta ( necessarie due doppie per scendere da dei torrioni ), poi da qua ci sono delle soste che portano al colle: in questo tratto le doppie sono a rischio incastro e attenzione a non muovere le varie pietre instabili. Bella giornata con Luigi e Stefano.

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Bellissimo vione classico che non perde carattere col passare degli anni, rimanendo sempre attuale. Soste a spit, ma il resto a chiodi e protezioni veloci: ottimo per cimentarsi con il vero "classico trad" in montagna, su difficoltà non elevate ma mai banali. Discesa lungo "Brontolo Balakow", tranquilla ma prende tempo; doppie corte per evitare spiacevoli incastri.
Torno su questa via dopo 14 anni, praticamente una vita fa...
Oggi con Guido.


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Lo spigolo è un rasoio di 400 m che termina proprio sulla punta Charrey.
Il Bozzetti è un vione aereo di montagna che ho trovato molto impegnativo, personalmente penso che l'unico tiro di III sia il primo, per il resto tutto IV+ sostenuto, tranne chiaramente la placca di V+, e il diedro che ritengo di VI.
Anche il tiro successivo al diedro valutato IV+ (?) presenta un muro solcato da una fessurina con movimenti ostici di uscita ed un solo chiodo alla base.
In via qualche vecchio chiodo, friend e nut indispensabili.
Doppie da cercare seguendo però fedelmente le soste della via Brontolo, con calate da 30.

Complimenti al Pier per i tiri di V+,VI, io mentalmente non ce l'avrei fatta a tirarli !

Partecipanti:

Max-Pier
Sergio-Barbara
Fabio-Roby


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spigolo molto estetico........via dal sapore antico...con soste moderne....lungo la via solo due spit...per il resto chiodi nei tratti difficili friend e nuts indispensabili.........a noi è piaciuta tantissimo...la discesa l'abbiamo fatta nel canale (guardando a valle a dx dello spigolo)prima doppia su spit(Brontolo Balakov) il resto su chiodi...abbiamo aggiunto qualche cordino nuovo e qualche maillon........mario & giorgio

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Bella arrampicata di stampo classico, su roccia mediamente solida ma che richiede attenzione per qualche blocco e lama instabile, spesso ricoperta di licheni, da evitare in caso di pioggia. Valutabile sul TD-, 270 m di dislivello e circa 320 di sviluppo; i tiri di corda sono sempre piuttosto brevi, sui 30 m.
Riprendiamo la descrizione dell’itinerario riportando quello da noi seguito, che, soprattutto nella parte alta, si scosta alquanto dallo schema reperibile sul sito del rifugio Crete Seche ma coincide piuttosto bene con la descrizione di Vaucher (Alpi Pennine, le 100 più belle ascensioni). Rispetto ai suoi tempi (1979) le soste sono nuove ed ottime ( due spit con cordoni), ma l’impegno della salita non è molto cambiato: chiodi ravvicinati solo nei tratti più duri (aperti in artificiale), molto rari per il resto, pertanto l’itinerario è spesso un po’ da cercare.
1) Si attacca alla base dello spigolo risalendo un’evidente rampa verso sinistra, fino a terrazzino (3+).
2) Si segue una fessura e un diedro obliquo verso destra, ritornando poi a sinistra su un gradino (4+).
3-4) Si segue lo sperone con difficoltà discontinue (4 poi 3), fino a un terrazzino dove lo spigolo diventa affilato.
5) Ignorare una sosta con vecchi cordoni in alto a sinistra dello spigolo che può indurre in errore, salire verso destra e seguire il filo dello spigolo, che diventa assai aereo, superando alcuni piccoli strapiombi fino a un terrazzino alla base di un diedro (4+)
6) Continuare sullo spigolo, inizialmente a sx, poi scavalcarlo alla base di un strapiombo, continuando fino alla sosta alla base di una placconata con licheni a dx dello spigolo (4+).
7) Superare la placconata salendo in obliquo (5-5+, 3 chiodi) e uscire più facilmente sull’affilato spigolo, che si segue fino a un comodo terrazzino alla base di un muro verticale levigato e solcato da una fessura (spit ben visibile in alto sulla placca)
8) Superare il suddetto muro obliquando poi a sx. (6a oppure A0; A1 secondo Vaucher)
9) Continuare sullo spigolo superando un risalto strapiombante ma con ottime prese (occhio a quelle non sicure!), traversare pochi metri verso dx fino a sosta sotto altro ripido risalto (5-5+).
10) Traversare a dx in orizzontale qualche metro e salire verticalmente verso un ripido diedro che si risale fino al termine (6a oppure A0; VI –A2-V+ secondo Vaucher). Probabilmente l’itinerario proposto sul sito de rifugio prevede di traversare a sx e salire per placche, forse più facile ma molto poco evidente.
11) Superare placche con fessure a dx dello spigolo (chiodi) e arrivare a sosta sul filo poco più in alto ( 4+ e 5)
12) Salire ancora un tratto sulla dx, poi tornare sul filo verso un diedro che conduce sulla cresta sommitale poco a sinistra della vetta (4+).
13) Si può raggiungere la vetta superando l’ultimo mezzo tiro della via Brontolo Balakov (3+)
Per la discesa 2 possibilità:
1) In doppia su Brontolo Balakov, dopo la prima che conduce all’intaglio, sono consigliabili calate brevi (25 m)... noiosa ma tranquilla
2) Più impegnativa ma molto più interessante, consiste nell’effettuare la traversata fino alla Vierge de l’Arolette, aggiungendo almeno un’ora di arrampicata facile in cresta (II, tratti di III). Seguire la cresta verso N aggirando la seconda e scavalcando la terza vetta del Trident de l’Arolette, (con successiva calata in doppia). Proseguire con facile arrampicata fino in cima alla Vierge de l’Arolette (m 2960), da cui si scende lungo la cresta N effettuando 4-5 doppie da 25 m (attrezzate) fino al Col de l’Arolette. Di qui a destra su pietraie o neve si scende verso la base della parete della Vierge raggiungendo il percorso di accesso per l’attacco della via.
Alberto e Giovanni


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Via molto estetica con soste a spit ma solo le protezioni indispensabili. IL resto va integrato. Mai difficile ma mai banale. La roccia è perlopiu buona. Da consigliare

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Caratteristica itinerario

difficoltà: 6a ::
esposizione arrampicata: Varie
quota base arrampicata (m): 2700
sviluppo arrampicata (m): 320
dislivello avvicinamento (m): 1000

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