Badile (Pizzo) Spigolo Nord

Bellissima salita in ambiente maestoso e granitico. l'arrampicata non è difficile ma la lunghezza e l'impegno non sono da sottovalutare. confermo la cosa migliore sarebbe essere in 4 con un intera a cordata.abbiamo bivaccato comodamente alla base della parete. ci sono circa una quarantina di soste.noi siamo saliti slegati i primi 3-4 tiri, poi un pò in conserva lunga un pò a tiri, concatenando le lunghezze sempre a corda tesa. il percorso è logico e evidente. per la discesa noi abbiamo disarrampicato un pò lungo la via normale, poi una lunga doppia su anello cementato fino ad un terrazzino affacciato su un canalone a destra,dove è presente una sosta di calata su catena. da li una lunga doppia nel canalone poi altre 4 doppie in parete più o meno verticali. una sosta non è facilissima da trovare, ma sono sempre calate lunghe, bisogna cercare bene. l'ultima doppia deposita a circa 5-6 metri sopra il nevaio (ripido). da li abbiamo fatto ancora una doppia di 60 metri su un vecchio chiodo e si è fuori dalle difficoltà. questa linea di calate è abbastanza comoda, ma abbiamo visto cordate in difficoltà che scendevano al buio, e un paio di soste non sono facili da trovare con le frontali,quindi meglio avere un pò di margine di luce.Con Ema e Marco

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Salita grandiosa, sia per la roccia che per l'ambiente!!

Saliti da Laret per bivaccare causa rifugio Sasc Fura pieno (comunque gentilissimi). Dal rifugio in su non c'è praticamente acqua (ad inizio stagione sicuramente si) e posti comodi si trovano a 5 minuti dall'attacco. Abbiamo quindi dormito nelle piazzole davanti al rifugio.

L'avvicinamento dal rifugio è ben segnalato ed evidente nella prima parte, un pò meno nella seconda ma basta puntare allo spigolo. Zero neve.

Fatto tutta la salita con scarpe da avvicinamento. Un pò più impegnativi i tratti di placca ma si sale bene.
Progredito in conserva fino a un centinaio di metri sopra la placca Risch. Da qui tiri per poter prendere un pò di fiato. Lungo l'ultimo tratto di spigolo più affilato ma facile avremmo potuto procedere nuovamente in conserva ma visto il traffico assurdo non ci è sembrato molto sicuro.

Lungo la via, oltre alle soste (quasi 40 penso) ci sono molti chiodi e fix, soprattutto nella prima metà.
Come materiale direi che una serie di friends da 03 a 2 BD e 8 rinvii di cui qualche allungabile sono più che sufficienti. Nuts, chiodi e martello lasciateli pure a casa.
L'ideale sarebbe fare la salita in 4 con un'intera per ogni cordata in modo da unirle per le calate dalla normale, altrimenti portare due mezze oppure un'intera e cordino.

Per quanto riguarda la discesa sconsiglio vivamente le doppie lungo lo spigolo perchè sono tante e anche se si è appena saliti non sarebbe facile trovare le soste. In più ci si va ad aggiungere al casino di cordate che salgono ancora e a quelle che arrivano dalle altre vie.
Noi siamo scesi a piedi sul versante italiano nel canalone per 50 metri circa. Sulla dx faccia a valle si trova il primo resinato. Fatto una doppia da 30 e poi disarrampicato (con una calata da 50 circa si arriverebbe subito all'ancoraggio seguente). La seconda doppia l'abbiamo fatta da una sosta nuova a fix e catena che si trova appena dietro un angolo a monte di un ripido canale dove dovrebbe esserci la nuova linea di calate. Non vedendo nessuno calarsi da qui abbiamo deciso di proseguire per la linea di calate classica. Dalla suddetta sosta a fix doppia da 45 m sempre nel canalone principale fino a un resinato. Altra doppia da 50 circa fino a una cengia che si percorre verso dx faccia a valle per reperire un altro resinato. 60 m giusti fino a un masso con cordoni e maillon poi 40 m fino a una cengia. Seguire la cengia (bollini e ometti) che va verso dx faccia a valle fino a una croce con cordoni e maillon. Calata da 45 circa lungo un camino strapiombante fino a un resinato e poi ultima doppia alla base.

Abbiamo pernottato al rifugio Gianetti (anche loro molto ospitali) e tornati il giorno dopo al Sasc Fura per riprendere quello che avevamo lasciato.
Questo rientro per il colle del Porcellizzo prima e per quello della Trubinasca poi è molto lungo e faticoso anche se molto ben segnalato e attrezzato con catene nei tratti più impegnativi. Si trova acqua dopo entrambi i colli. Bisogna superare una lingua di neve di 10 metri alla base del Porcelizzo lato ovest ma niente di che.

Con Eli, Geniu e Luca Pieropan!!






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Concordo con il socio metto solo le foto.... bella gitarella!!!

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Bivaccato a metà strada tra Sasc Fura e l'attacco partiti alle 5 all'attacco alle 6 primi e ultimi tiri in conserva incontrate atre 4 cordate senza problemi noi in tre un po più lenti in vetta alle 13,40 discesa in doppia la prima si trova dopo il secondo anello scendendo dalla normale sulla destra faccia a valle dietro a una roccia fix e catene inox 5 doppie fino alla base corde da 60 al Gianetti alle17,30 breve sosta poi giù a recuperare l'auto a Bagni di Masino infine quasi le 21 prtiti e prendere l'altra a Laret a casa a notte fonda sicuramente bella avventura con Carlo e Luca

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Partenza alle 4.30 dalla capanna "Sasc Fura", all'attacco della via alle 6.30 e in vetta intorno alle 15. Giornata serena, calda (0 termico a 4200m) e limpida, con vento moderato che ci ha fatto compagnia nella seconda parte della salita. Effettuato in conserva solo i primi due tiri e gli ultimi trasferimenti. 2 cordate da 2 con una mezza corda da 60 m per ciascuna coppia. Io e il mio compagno l'abbiamo tenuta doppiata sulla metà, quindi facendo sempre tiri da max 30 m. Questa scelta ha un po' influenzato negativamente la velocità di progressione. Discesa lungo la via normale sul versante italiano (sud), seguendo dapprima tracce di sentiero, poi calata con 4 corde doppie da 60 m, trasferimento a piedi fino alla croce Castelli-Piatti e infine 2 ultime calate da 30 m direttamente sul nevaio alla base della parete. Da qui a piedi fino al rifugio Gianetti.
Durante la calata è necessario prestare attenzione alla caduta sassi e all'eventuale incastro di corde.
Il nevaio alla base dell'attacco della via di salita si è presentato molto duro la mattina alle 5.30, ma con cautela è stato possibile attraversarlo senza ramponi. Nelle nicchie e cenge più in ombra lungo tutta la via abbiamo trovato spesso della grandine caduta i giorni precedenti. Sia il rifugio svizzero di partenza che quello italiano di arrivo sono accoglienti e confortevoli e i gestori simpatici e gentili.
Sulla via abbiamo incontrato altre 4-5 cordate che non hanno creato particolari problemi. Solo un breve intasamento nel punto d'incrocio con l'uscita della via Cassin dove abbiamo incrociato altre cordate che scendevano sullo spigolo stesso.

Gita soddisfacente ed entusiasmante, anche se faticosa per la lunghezza dell'itinerario. Un enorme grazie ai miei compagni di avventura: il paziente e forte Luigi (Benny) e i divertenti Claudio (Dini, che ha avuto l'idea di questa cima) e Massimo (Commi). Grandiosa scalata di granito che mi ha riempito cuore e spirito, con un pizzico di commozione e incredulità.


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Lunga scalata su roccia buona,ambiente magnifico e percorso molto elegante. Malgrado le difficoltà siano nettamente inferiori alla Cassin, la notevole lunghezza ( 800 metri di dislivello con 1200 metri di sviluppo) rende la salita complessivamente impegnativa. La discesa in doppia sulla via permette di chiudere agevolmente in giornata l'itinerario, ma richiede almeno lo stesso tempo di salita.
Dal colletto siamo saliti per un buon tratto in conserva,poi lunghezze evidenti con soste e protezioni ottime. Il tratto di V è una breve placca in traverso, con spit molto ravvicinati. Si raggiunge traversando a destra all'altezza di una lama staccata sotto un ripido risalto ( non prendere poco sotto la cengia che traversa sul versante est).
Dal punto in cui la Cassin esce in cresta, ci sono ancora 7-8 tiri per arrivare in cima,non difficili ma senza soste e con pochi chiodi; si disarrampica con cautela in discesa.
Le doppie sono tante, almeno 15 da 60 metri, quasi tutte su anello cementato rinforzato da spit con catena. Dopo aver salito lo spigolo è abbastanza agevole ritrovare gli ancoraggi ed il rischio di incastro è nel complesso accettabile.Molte cordate tornano così dalla Cassin.
Sullo spigolo solo due cordate oltre alla nostra, molte di più sulla Cassin, sempre impressionante da vedere.

Tempo bello e mite, qualche velatura in transito, nessun temporale all'orizzonte.
Partenza alle 5 dal nostro confortevole bivacco sotto le stelle. Alle 6 al colletto, dopo aver risalito facilmente con scarpe da ginnastica i due nevai sotto l'attacco.
Alle 10.30 in vetta. Inizio discesa alle 11, al colletto alle 15, merenda al bivacco alle 16. Al Laret alle 18, poi lauto picnic nella piazzetta di Bondo, prima del lungo rientro.

Cordata da tre, con Chiara e Mario molto veloci nelle manovre e nella progressione.Siamo stati più rapidi, sia in salita che in discesa, delle altre cordate da due. Mario ha condotto con perizia sia la salita che la discesa. Chiara ha liberato con mano fatata una doppia ben incastrata.
Beata gioventù! Difficile, ormai, tenere i loro ritmi.

Chiara Ravetti
Mario Ciriolo
Carlo Ravetti

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partiti dal rifugio verso le 4,30 in punta alle 11,30. scarponcini leggeri per l'avvicinamento/discesa. l'attraversamento del nevaio per l'attacco non ha richiesto l'uso di ramponi(0 termico molto alto). la distanza tra gli anelloni di sosta è regolare, presa la lunghezza dei primi tiri la sosta si trova sempre alla stessa distanza. sul finire in prossimità della cima non sono presenti soste. spit nei punti più delicati ma qualche passo in placca va pure superato.scesi nel versante italiano. lunga la discesa ai Bagni di Masino. Grazie al lecchese Beppe che, salito in giornata dal versante italiano, ci ha riaccompagnato a Bondo. Ore 19,30 ripartiti per casa.
Bella salita. bello arrivare in punta, ma lunghissimo il rientro.
Ps. la cengia di attacco della Cassin è percorsa.


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Fantastico!! Una stupenda cavalcata su questo lungo e facile spigolo!! Giornata spaziale, non una nuvola in tutto il giorno!
Io mi son divertita e l'affollamento di cordate (quasi una decina) non ha dato poi così fastidio.
Si va via bene in conserva e ci sono tante soste a cui fermarsi per recuperare il materiale, abbiamo fatto anche qualche tiro andando fino alla fine della corda per velocizzare un po' i tempi.
Utile ogni tanto qualche friendino, ma abbiamo messo poca roba, in alcuni tratti ci sono degli spit.
Arrivati in cima siamo scesi sul versante italiano giù al rif. Gianetti, con l'intenzione di tornare in Svizzera il giorno dopo facendo tutto il giro dai passi del Porcellizzo e Trubinasca, ma con un colpo di fortuna abbiamo incontrato due ragazzi di Bergamo che avevamo al macchina a Bagni Val Masino che ci hanno dato un passaggio fino a Laret!!
Un grazie a Paolo e Daniele quindi con cui abbiamo concluso la serata in pizzeria a Bagni Val Masino!
Un saluto a Giorgio Robi e Gian incontrati per caso al Sasc Fourà...che bello rivedersi ogni tanto!!
E un grazie al socio con cui abbiamo condiviso questa bella e lunga cavalcata!!


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Bhe ha gia detto Puzzole praticamente....anche Io e Teo li con la stessa meta iniziale,La Cassin...partiti di buon ora al parcheggio invece del bel meteo caldo e sereno ci accolgono 2 ore di grandine e Pioggia...ripego sullo spigolo che non avemo mai salito...seliti e scesi ai bagni di masino in giornata con loro e la mattina dopo Paolo ci ha dato un passaggio a Leret,che ringazio ancora molto anche io!
sarà che essere li per la cassin e ripegare allo spigolo non ce l'ha fatto gustare a dovere e non ci ha entusiasmato come tutti ne parlano,sicuramente bell'ambiente e bella linea avdersi ma a parità di difficoltà per i miei gusti e quelli di teo ci vie più belle...comunuqe è un pezzo di storia e una volta nella vita va fatto!

Grazie ancora a tutta la combrincola incontrata questa week end!

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...dopo due ore fermi ad aspettare che smettesse di grandinare all'attacco della Cassin sulla Nord-Est, alle 9 decidiamo di ripiegare su questo splendido spigolo...(scesi tutti dalla Cassin, anche le guide già in parete!, nessuno in via)
MA TUTTI I METEO NON DAVANO 4 GIORNI SENZA UNA NUVOLA E LO 0 TERMICO A 4800m?!!!
Nota Tecnica: soste tutte perfettamente attrezzate - utile ma non indispensabile qualche protezione veloce - utili diversi cordini per allungare le protezioni.
Effettuata gran parte della salita in conserva (6h in tutto).
Discesa: se si arriva in vetta conviene assolutamente rientrare dalla normale italiana (prevedere logistica macchine) - se si conclude la salita all'ultima sosta con anello resinato, è possibile rientrare in doppia lungo lo spigolo (circa 3h)
Salutiamo gli splendidi "compagni di merenda" con cui abbiamo condiviso la salita, la discesa, il bivacco al Sasso Remenno e il rientro fortunato (grazie a Paolo di Milano, conosciuto all'attacco della Cassin, per il passaggio in macchina in Svizzera)... e la bevuta finale assieme!


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Da non perdere... Magnifico.
Descrizione e foto qui:
dani-climb2.blogspot.com/2011/08/pizzo-badile-m-3308-spigolo-nord.html


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i tiri in cima dal 4b prima del tiro più duro di 5a+ sono innevati parzialmente. bella gitona, tutti pessimisti sul nostro esito. in tre cordate, una si è ritirata. Quella con la guida svizzera tedesca ha quasi mantenuto i tempi. Noi siamo stati lenti nella parte finale che tra neve e nessun chiodo o pochi perdi tempo :D quindi bivaccato al Radaelli. La discesa ha l'avvicinamento innevato, e siamo scesi lungo la normale sud... esiste però una nuova via di calate in doppia che porta giù direttamente senza sentieri di traverso, ma che non abbiamo beccato. peccato perchè diverse soste sulla normale sud sono su cordini... senza parlare di quella sulla croce :X a si faceva un po' freddo, arrampicato anche con i guanti appena si poteva ;D
Luigi !


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Giornata stupenda fino quasi in vetta, un pò nuvolosa durante la discesa al gianetti, ma senza mai minaccia di pioggia. La salita da Bondo al Sacs-Furà vale da sola quasi una gita. Ale come sempre non molla mai, anche se è sempre preoccupatissima e con poca fiducia nelle proprie capacità, sia prima che durante le vie. Questa è la mia quarta volta sul Badile, tra Cassin e Spigolo, e ogni volta mi sembra sempre da riscoprire, con la sua vetta che è sempre lì vicina e non arriva mai, e la sua roccia che sembra sempre più bella. E' sì una salita facile dal punto di vista tecnico, ma molto aerea, lunga e faticosa e che richiede sempre tanta calma e concentrazione, e allo stesso tempo velocità nella progressione. Brava Ale per la sua tenacia e un grazie ai due amici tedeschi per la compagnia durante la salita, con i quali abbiamo condiviso le doppie nella discesa verso il gianetti.

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ambiente mozzafiato, salita entusiasmante, in condizioni perfette;
l'ultimo tratto, dopo l'uscita della cassin, anche se non difficile presenta alcuni tratti poco proteggibili, delicati, soprattutto se si incrociano cordate in discesa
grazie a Bill, Andrea e Dodo per le belle giornate


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ho effettuato la salita slegato, partendo da solo dal Laret alle 4 e 45, con sosta per colazione e cambio scarpe alla base dello spigolo alle 7,30/7,45 e arrivo in vetta alle 10,45. Mi sono fatto questo regalo per il mio 55° compleanno.
La discesa in doppia con una corda da 60 mt. è stata lunga ma non mi è mai mancata la giusta concentrazione ...
la salita è stata piacevole, un vero regalo di compleanno, con il sole sulla via e tante nuvole nel fondo valle. Ho incontrato cordate di varie nazionalità, di cui una italiana. In discesa anche due Neozelandesi e infine due svizzeri che mi hanno offerto le loro corde per l'ultima doppia. Dove il 23 giugno avevo rinunciato per la troppa neve e la roccia bagnata si rincorrevano 5 cuccioli di ermellino ... mi è sembrato il biglietto degli auguri. Felicità pura


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partiti con la speranza che la via cassin sulla nord-est fosse praticabile, abbiamo subito verificato la presenza di neve instabile sulla cengia alla base, nonchè nella parte alta della via, che conseguentemente si presentava molto bagnata.
Dopo un bivacco notturno sotto le stelle nei pressi della parete, abbiamo attaccato lo spigolo nord, percorrendo il primo quarto della via slegati, assistiti da una splendida giornata di sole, Formate successivamente due cordate, io ed andrea, nonchè simone e sanny, abbiamo fatto circa una ventina di tiri, atteso che quando siamo arrivati nella parte alta, più abbattuta e facile, il sole aveva lasciato il posto alla nebbia ed al nevischioed abbiamo percorso tratti con le scarpette nella neve, che al momento è presente in vetta. Lungo la via qualche chido "storico", qualche spit nei punti più delicati, ed anelli alle soste nella parte più ripida, utilizzabili anche per le doppie.
Salita comunque d'ambiente, difficoltà sempre modeste, roccia ottima, esposizione fantastica. Attenzione a non farsi ingannare, perchè la vetta sembra sempre a cinquanta metri, invece raggiungerla richiede tempo, fatica e soprattutto concentrazione. Stesso discorso per la discesa, di non facilissima individubilità con il brutto tempo, con la necessità di spostarsi a destra risalendo una piccola cengia, dopo le prime 4 doppie e prima delle ultime due.
Immensa soddisfazione per tutti, con andrea che ha raggiunto il principale obiettivo dell'estate, e Simone alla prima esperienza su terreno di alta montagna.
Un saluto ad Alan e Pietro, con cui abbiamo condiviso la salita, la vetta e la discesa, ed un ringraziamento al gentilissimo gestore del rifugio Gianetti, che ci ha rifocillato nonostante l'ora tarda di arrivo.

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Bellissima salita! Lunga e mai troppo difficile in un'ambiente a dir poco eccezionale! La roccia, e' inutile dirlo, sempre stupenda!
Grazie a Simona e Angelo, ci siamo divertiti per piu di 1000 mt di arrampicata!

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Una grande classica su un interminabile mare di granito, una montagna a lungo ammirata su riviste e libri e finalmente salita con sacrificio e soddisfazione.
Peccato solo per il tempo che poteva essere più clemente. Grazie ai soci Vitti e Bruno.


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Fantastica salita su questa interminabile onda di granito.
Via molto lunga con arrampicata varia e bella.
Non sottovalutare nemmeno la discesa verso la Giannetti visto il laborioso percorso della normale.
Tempo ottimo e al mattino si guastava al pomeriggio con un pò di neve e grandine sulla vetta ma nel complesso bella giornata.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: D :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 2590
quota vetta (m): 3308
dislivello complessivo (m): 1000

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