Lose Bianche (Monte) e Mont de Prial da Cara

Escursione che risale un vallone disseminato di alpeggi e baite molte ben tenute (sicuramente la poderale fa la sua parte) . Sentiero/mulattiera iniziale bello e buon stato. Dal colle percorso la dorsale Prial/Las D’Arve, tralasciato la Lose Bianche già salita alcuni anni fa. Decisamente non invitante raggiungere la cimetta rocciosa Prial , traversino su erba olina a picco sul vallone del Crabun.
Giornata inizialmente soleggiata, aumento di nuvole primo pomeriggio e qualche goccia. Bella gita che rimane sui 1350 mt e 15 km di sviluppo.
Con Flavio, Maury e Lino

Al colle e Crabun
Prial
Dorsale per Las D'Arve
Il colle Prial da Las D'Arve

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note su accesso stradale :: ottimo, piccolo posteggio a Cara
Partito da Cara senza grossa convinzione viste le nuvole molto più spesse di quanto mi aspettassi. Sentiero che inizia appena prima delle case e sale molto ripido ma comodo e gradinato nel bosco, umidità notevole. Uscito dal bosco si incontra più volte la strada sterrata e si toccano numerose baite fino alla bella cappella di Kiri, ottima fontana. Poco sopra inizia una fase con un po' di spostamento senza grossa pendenza, raggiunto l'alpeggio Prial Desot il sentiero prosegue a monte, ma salvo le tacche di vernice gialle non sarà mai evidente e in parecchi punti impossibile da seguire nonostante l'erba ancora corta. Da quota 2200 m le nubi si diradano lasciando spazio ad un azzurro inaspettato, che esalta le belle fioriture dei prati sotto la cima di Prial. Raggiunto il colle con il grosso ometto di pietre a destra della cima di Prial, prima raggiunto la modesta elevazione di destra quotata 2352 m, quindi per comoda dorsale a sinistra il Monte Prial. Da qui dopo una discesa di circa 70 m, proseguito ancora per la dorsale dapprima erbosa e poi di massi accatastati fino al Monte Lose Bianche. Importante non farsi tentare dal percorrere fedelmente la dorsale raggiungendo l'anticima perchè poi c'è un salto roccioso, si deve invece individuare una traccia sul versante nord-est (sinistra) che taglia il pendio erboso quasi in piano giungendo all'intaglio tra anticima e i massi accatastati sotto la cima. Da qui facilmente in punta. Zero neve su tutto il percorso.
Discesa passando dall'alpeggio Prial Damon fino a ritrovare la traccia (vaga) già percorsa in salita. Il dislivello totale è quasi di 1500 m ma il sentiero molto diretto non li fa sentire. Incontrate due ragazze che stavano scendendo, per il resto nessuno su tutto il percorso.

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Gran bella gita resa magnifica dai colori dell'autunno e dal celo terso. Sul Prial ci siamo fermati all'anticima per il vento troppo forte e qualche chiazza di neve ghiacciata nel traverso. Sotto i 2000 temperatura gradevole.
Unico neo la strada(comunque quasi completamente evitata dal sentiero) che adesso arriva oltre i 1900 dove sono state realizzate delle prese d'acqua con le fontane degli alpeggi poco sotto che disperdono quantità d'acqua inverosimili. Nessuno in giro tranne io e Stefano

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Partito da Care. Poca neve, molto dura nella parte superiore, ghiaccio nelle parte iniziale del ripido sentiero n.1 (in discesa usare i ramponi oppure la poderale). Usate le ciaspole solo per raggiungere la cima Las d'Arve, con ottimo grip sui pendii 30° ca. Messi i ramponi per scendere all'intaglio che precede la paretina della Prial (II-). La salita, anch'essa fatta coi ramponi, date le chiazze di neve durissima ed erba, non è molto esposta, tranne i 5 m finali; più pericoloso il ripidissimo pendio d'erba che la precede, che precipita in un imbuto inquietante di centinaia di metri. Anche il resto della cresta ha richiesto di tenere i ramponi (neve sempre durissima).
Condizioni impossibili per skialp e sfidanti per le ciastre, infatti usate poco. Giro in senso antiorario (Arve, Prial, Lose Bianche). Vento teso e freddo in quota. Giochi di luce dicembrina grandiosi sulle Dame, Nery, Crabun e Laghi. Nessuno in giro se non una comitiva collocata alla cappella Kiri. Piacevole convivio a Montestrutto con gli amici Enzo e Franco, reduci da una gita nei pressi: riesco ad arrivare in ritardo anche quando sono da solo!!!


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note su accesso stradale :: Buon parcheggio a Cara
Il sentiero da Cara, che nella parte iniziale è una bella e antica mulattiera, è in buono stato sino all'Alpe Prial inferiore dove termina anche lo sterrato (uno dei tanti che funestano la Valle d'Aosta). Poi il percorso continua ad essere indicato da bolli gialli, ma non molto frequenti e un po' sbiaditi: nessun problema se c'è buona visibilità, il pendio erboso da risalire a monte dell'Alpe non è né eccessivamente ripido né scivoloso e quindi si può arrivare alla cresta senza seguire un percorso obbligato, tenendo conto che il colle Prial è individuabile grazie ad una croce di legno. Qualche problema in più in caso di nebbia: noi infatti siamo finiti alla depressione a dx della Cima di Prial, che pure è segnalata da un grosso ometto, così come l'elevazione non nominata che si trova a dx della depressione in direzione del Monte Las d'Arve.
Un po' abbacchiata alla partenza all'idea di ritrovarmi sulla Prial con le stesse condizioni di nebbia totale di 5 anni fa, sono stata ampiamente ricompensata dallo spettacolo che si è presentato una volta bucate le nubi.
Gita adatta al periodo autunnale.
Un arrivederci alla prossima a Franco, Elio, Enzo, Daniela e Michele.


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Saliti da Cara 1170m sul sentiero n.1, passando per Coulot e la cappella del Kiry, raggiunta l’alpe Prial inf e poco oltre a quota 2150m, abbandonato il sent n.1, abbiamo proseguito tenendo il centro del vallone sino a raggiungere la dorsale alla depressione (quota 2296m) a destra della Prial. Raggiunta la dorsale abbiamo svoltato a sx raggiungendo il monte Prial 2411m per discendere al colle Prial 2330m e proseguire sulla dorsale del vallone del Kiry raggiungendo le Lose Bianche 2435m. Rientrati per il colle di Prial da dove sul sentiero n.1 abbiamo raggiunto Cara. Vedi anche traccia GPS.
L’intenzione era di percorrere l’intero giro delle cime della valle del Kiry ma le prime ore di salita ci hanno offerto solo una gran nebbione e bassissima visibilità, non volendo comunque rinunciare ad una qualche meta, abbiamo puntato al centro del vallone e raggiunta (a “stima”) la dorsale. Appena bucato il mare di nubi abbiamo goduto si uno spettacolo eccezionale che ci ha invitati a percorre il semicerchio sx raggiungendo le Lose Bianche.
Il sentiero è ben segnato e in assenza di fitta nebbia anche ben evidente. Temperatura decisamente fresca e gran umido con brina nella parte alta.

Oggi con [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] e Monica in questa spettacolare escursione … sopra le nuvole.


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Giornata inizialmente soleggiata, ma poi aumentano le nubi che ci fanno scendere velocemente dalla punta senza ammirare il panorama. Saliamo da Cara, con un primo tratto di mulattiera ripida nel bosco fino alla cappella del Kiry. Proseguiamo sulla poderale fino all'alpeggio a quota 1879. Dal caseggiato prendiamo una traccia che sale al colle di Prial, riconoscibile da una tipica croce di legno. Proseguiamo sulla cresta fino alla cima. Durante la discesa dalla baita, prendiamo il sentiero che conduce alla cappella, dove ci fermiamo a prendere un po' di sole. Visto scoiattolo e marmotte.
Gita fatta in compagnia di Giorgio, Marco e gufo Piero.


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note su accesso stradale :: buono fino a Deles
Sgambatina mattutina.Per i ravanatori incalliti partenza da Deles 1200, fine strada asfaltata.poche tracce di sentiero se no partenza 1 Km prima a Cara,segnavia n°1,sono andata a Cima Prial.Non Umani,ma Anime Sublimi,era tutto un tripudio di torrentelli e cascate,Che l'Armonia vi accompagni.Ciao. Le foto sono sull'itinerario a sinistra

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note su accesso stradale :: lo sterrato che sale a Kiri non è, ovviamente, transitabile!
Ci siamo fermati al Las d'Arve, anche perchè purtroppo il tempo non ci è stato amico! Siamo saliti con visibilità media di circa 50 m., ed inoltre nevicava, non fitto però dava fastidio. Arrivati in cima qualche fugace apertura del cielo ci ha permesso di intuire quanto sia bello il panorama. Pazienza, sarà per un'altra volta. Con Fausto.

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  • 21/05/11 - giotrab
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero n.1, poco evidente nella parte alta
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Est
    quota partenza (m): 1170
    quota vetta/quota massima (m): 2450
    dislivello salita totale (m): 1500

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