Rousses (Sommet des) dal lago di Verney per il Colle della Pointe Rousse

note su accesso stradale :: In auto al Lago di Verney
Oggi ritorno al Colle del Piccolo San Bernardo e salita al Col des Rousses (nome che invece sulle carte francesi è riservato al nostrano Col d’Arguerey) con due target: non prendere pioggia e scendere nel sottostante vallone di Beauprè per proseguire verso il Col d’Arguerey.
Quello che sembrava il più difficile, cioè restare asciutti, è andato via liscio nonostante qualche chicco gelato all’arrivo al colle e le minacciose nuvole grigie sulla testa.
Invece per la discesa cartellino rosso. Arrivati al colle ho fatto alcuni passi in discesa sul versante opposto e Frank è subito rientrato dicendo “No, grazie”; guardando bene ho realizzato che per la discesa era forse più indicato il paracadute (il canale è praticamente verticale senza appigli) così ho desistito. Quindi ritorno per lo stesso percorso di salita e anche un po’ prima del previsto.
E’ sempre però una gita da 5*: l’ambiente è superlativamente selvaggio, la salita tosta e faticosa al punto giusto, passato il Col della Pointe Rousse la solitudine è totale e poi c’è da rimirare quella sorta di inghiottitoio naturale in cui il torrentello che scende dal pendio detritico viene fagocitato e scompare nelle viscere: peccato oggi non sia ben visibile perché ancora innevato. Del resto sono ancora parecchi i nevai residui, ed oggi si possono anche definire identificabili il Ghiacciao des Rousses ed il Ghiacciaio meridionale dell’Hermite.

Giornata in compagnia di Frank, ritornato in campo ma oggi il terreno di gioco era davvero pesante per lui.
Un grazie alla moglie per avere condiviso la giornata e per il coffee-break da Francois al Colle del Piccolo San Bernardo.


Un punto fisso di riferimento durante la salita: una sorta di buco nero (ancora innevato) che si inghiotte il torrente
Un dettaglio dell’inghiottitoio senza neve (Sett. ’15), in cui il torrentello scompare nelle viscere
La via di salita al colle vista dal punto di scomparsa del torrente. In giallo la variante in discesa
Viste dal colle: le Aig. d’Hermite e des Veis. Tra le due, non visibile, il Col d’Arguerey
Dal colle un dettaglio sul vallone di Beauprè: il laghetto quota 2632 m e le Aig. Beauprè
Frank sulla neve presso l’inghiottitoio

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note su accesso stradale :: In auto al lago Verney, facile parking
Me la sono un po’ cercata: la nevicata di mercoledì al Piccolo aveva lasciato il segno, ho atteso ancora un giorno sperando che la neve se ne andasse, ci ho provato ma è andata male. La pietraia sotto il colle era decisamente innevata, si camminava male, ogni passo durava una vita, mancava la motivazione, inevitabile abbandonare. Anche perché lo scopo era scendere nel Vallone di Beauprè per risalire al Col d’Arguerey, quindi ancora col dubbio – non sapendo cosa si sarebbe trovato scollinando - che lo stop sarebbe stato solo rinviato. Il tempo è allora stato utilizzato per vagare un po’ nel vallone cercando la via di salita più lineare (evitando i faticosi tratti in costa e le risalite sui massi franosi) e per fare poi con la moglie la Promenade panoramica a La Rosiere.
Oggi le stelle scendono di una per via del mezzo fiasco, ma una giornata nel Vallone delle Meraviglie resta sempre una gran giornata. Invece il Col d’Arguerey dal lato francese se ne ritorna nel cassetto dei sogni, a meno che in questo mese il meteo non riservi ancora una coda d’estate.

Grazie alla moglie per questa giornata al Colle del Piccolo San Bernardo. E naturalmente grazie a Frank, instancabile come sempre e in fondo non del tutto dispiaciuto per questa prima neve.


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“Io vagabondo” è stata la colonna sonora: cielo blu, percorso pulito da neve, temperatura estiva, niente vento: con queste condizioni, incredibili per metà ottobre, io e Frank abbiamo vagato negli angoli più nascosti del vallone per destinazioni fuori dalle comuni rotte escursionistiche e non segnate sulle carte.
Alla partenza al Lago di Verney ho scartato il sentiero n. 14 per seguire il percorso, segnato con evidenti bolli gialli, che sale al Lago di Verney Superiore. Qui non l’ho lasciato per scendere sul n. 14, ma ho continuato; naturalmente l’ho perso, visto che si confonde tra le infinite tracce, però il percorso è sempre facile, su prato ed abbastanza obbligato, quindi niente panico. Arrivato poi al canalone franato ho scoperto che il sentiero, bollato e con ometti e frecce, era appena un metro sotto, quindi l’ho ripreso e sono arrivato sul n. 14, scoprendo finalmente dove porta quel bivio appena sotto il colle.
Salita al Col des Rousses come da descrizione, con toccata e fuga alla Sommet des Rousses visto che Frank, che non arrampica, aspettava sotto. In discesa ho poi scoperto il percorso sui detriti che almeno risparmia un tratto di pietraia. Una volta ridisceso sul nevaio era grande la curiosità di vedere il Ghiacciao de l’Hermite dall’alto, per cui risalita alla sella 2827 m e da lì anche alla punta 2857 m, sempre con toccata e fuga avendo Frank in attesa alla base.
Gita e giornata di infinita soddisfazione, soli io e Frank in questo angolo sperduto e nascosto del vallone. E se per questa stagione è stata l’ultima uscita escursionistica in quota, devo dire che la stagione si è chiusa in bellezza.
Valutazione: tutte le stelle a disposizione, cioè solo 5.

Grazie alla moglie per avere trascorso questa giornata al Colle del Piccolo San Bernardo, seguita poi dalla cena all’Ospizio che si sta ormai preparando alla chiusura. E “Mercie Greg!” per la cortesia
Un saluto a Marco, col rammarico che il meteo inclemente di venerdì non ci abbia fatto condividere quest’avventura che avrebbe sicuramente entusiasmato.
Infine un grazie all’instancabile Frank, oggi davvero incredibile sul percorso e sui massi da ciclopi della pietraia.



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Caratteristica itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: n. 14, o quello con bolli gialli senza numero; poi nessuno
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 2089
quota vetta/quota massima (m): 2840
dislivello salita totale (m): 751

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