Chateau des Dames dalla Diga di Place Moulin

Siamo saliti dalla diretta nord. I crepacci sono ben coperti, attenzione se salite dalla diretta, alla sua base c'è una vera e propria voragine (vedi foto allegata...). La cresta per la cima è libera da neve. Volevamo scender verso il Rif. Perucca ma una placca di neve marcia ci ha fatto desistere.
in rosso la diretta nord, in verde la discesa
crepaccio alla base della diretta nord (settembre 2017)

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Tanto per occupare un pomeriggio altrimenti noioso e lungo da far passare in attesa di attaccare le Petit Murailles l'indomani col socio Franco, salgo questa significativa cima a distanza di molti anni. C'e sempre la campana, un po' di roccette facili prima del culmine. Un ghiacciaio che obbliga a mettere i ramponi, tanto detrito ometti da seguire alla lettera per avere sempre la certezza di seguire la retta via e il sempre solito lungo lago che comincio a sognare di fare in MTB..peccato che non sono un mountainbiker..bensi' solo un alpinista che ama scammellarsi tutto sempre e solo a piedi.

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ghiacciaio centrale parecchio annerito e con ghiaccio affiorante ..ma il tutto facilmente evitabile..cresta facile e con roccia abbastanza buona..
gita lunga ma appagante..ambiente come piace a me..selvaggio con vedute spettacolari sulla Valpelline..
lo Chateau non ha deluso le mie aspettative.. montagna graziosa che da tempo desideravo visitare ..un'altra chicca di questa zona..da dove si respira aria di alta montagna
un grazie a Davide per avermi proposto questa gitona che ormai pensavo ancora di dovere rimandare


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Ottime condizioni su tutto il percorso,ghiacciaio basso chiuso ma qualche buco coperto da neve qua e la,la parte alta e' sicura e permette di raggiungere la spalla in maniera diretta e veloce.La cresta e' molto facile e se presa sul filo dx offre anche passaggi carini e divertenti su roccia abbastanza buona che offre molte fessure per inserire eventuali protezioni veloci.Noi abbiamo usato conserva protetta per un po' e corta per la parte finale.Scendendo su idea della socia siamo saliti al Mont Blanc Du Creton e in traversata siamo andati a visitare il bivacco che e' in buono stato con coperte ,tavolo sedie e fornellino camping gas funzionante.
Molto utile e valida la traccia gps a disposizione.
Abbiamo usato le mtb .........fino al rifugio .......consigliato.


Gran bel gitone con la simpaticissima Titti..................che mettera le foto!

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Condizioni buone lungo tutto il percorso. Si calzano i ramponi da quota 2800 circa. Qualche breve tratto privo di neve, crepacci chiusi o comunque aggirabili (ad ogni modo legarsi). Cresta finale priva di neve, con qualche passaggio esposto. Al rientro temperature alte, ma per fortuna nostra, neve sfondosa solo nella parte alta nei pressi del colle. Niente temute, anche qui siamo stati fortunati, scariche di pietre nel canale. Attenzione: lungo i pendii nevosi qualche pietra delle dimensioni di un tv di vecchia generazione... c'è.
Strada di rientro interminabile... a meno di utilizzare la mtb.
Gita Sociale CAI Pinerolo 12 partecipanti di cui 10 in vetta... tutti soddisfati e contenti di suonare la campana di vetta. Un grazie a Bruno, sempre una certezza e ai 3 capi cordata Alberto, Enrico I Enrico II. Ottimo come sempre il rifugio Prarayer... più che una cena è stata una abbuffata.


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Bella salita su una montagna poco frequentata in un ambiente che sa un po’ di “altri tempi”. Si parte con il buio dal parcheggio e dopo una quarantina di minuti e un buon caffè a Prarayer parcheggiamo la MTB alla partenza dei sentieri. Si sale seguendo il sentiero per Bella Tza, subito nel bosco poi per pascoli erbosi. Poco prima dell’alpeggio di Bella Tza si abbandona il sentiero, si punta verso un evidente dosso morenico sulla destra e lo si percorre sulla sommità fino a pervenire a un grosso masso con un bollo rosso che indica la deviazione verso destra che conduce al ghiacciaio inferiore. Da qui alcuni segnavia facilitano il percorso attraverso una pietraia. Prendiamo piede sul ghiacciaio puntando verso il canalino sulla sinistra. Questa parte di ghiacciaio è molto sporca e i crepacci costringono a qualche aggiramento un po’ laborioso. Il canalino è piuttosto infido, il rigelo della notte ha lasciato ghiaccio e rocce vetrate, preferiamo risalirlo in arrampicata sulle placche di roccia asciutta lontano dai rivoli d’acqua. Giunti sulla balza superiore si taglia verso destra per pietraie, si giunge al ghiacciaio e lo si risale fino al col du Chateau des Dames, poi ancora per breve pietraia ci si porta sulla cresta. Facile arrampicata con qualche passo un po’ esposto e possiamo finalmente suonare la campana. Siamo solo noi in vetta e il panorama intorno lascia senza parole, da qui si ha veramente un punto di vista privilegiato su tutti i gruppi montuosi circostanti e l’occhio spazia a 360 gradi. Si ridiscende per l’itinerario di salita, particolare attenzione al canalino (casco indispensabile) dove ora, grazie al rialzo termico, viene giù di tutto.


Grazie a Monica, precisa ed affidabile come sempre.


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È un vero peccato dare solo 4 stelle a questa splendida gita in una valle bellissima, con il rifugio Prarayer dove si mangia bene e non si dorme male, in una bella giornata e con i consueti compagni fidati. Ma come già riferito da Bubbolotti la neve nella parte alta all andata e durante tutto il ritorno ci ha fatto veramente penare e solo grazie al grande affiatamento che ci ha portato ad alternarci tutti quanti a turno a battere pista che siamo riusciti a raggiungere la vetta.
Ringraziamento doveroso agli amici Lucia, Francesco, Stefano e sopratutto ad Annalisa che in questo fine settimana allungato ha (più o meno) pazientemente sopportato le prese in giro mie e di Stefano.


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Saliti dal rif. Prarayer (più che consigliato!!!) con partenza alle 5.30. Niente neve fino alla cima della morena (2730m) poi ottimo innevamento fino alla spalla a 3350m circa che permette di non dover salire faticosamente su detriti mobili. Neve dura fin verso i 3150m poi sfondosa. Ottime condizoni in cresta con qualche chiazza di neve non problematica e un po' di verglas sull'ultimo passaggio sotto la vetta. In discesa il gran caldo di questi giorni ha reso la neve sfondosa, a tratti anche fino all'inguine ma sempre senza creare particolari problemi. In salita sfruttato il cengione detritico (coperto di neve) fra i canalini e il ghicciaio, in discesa giù lungo il canalino che di solito si percorre in salita quando l'assenza di neve rende franoso il cengione.
Gita fatta con Bubbola e i soliti affiatati compagni: Francesco, Luigi ed Annalisa (ultima nell'elenco alfabetico perché finisce sotto la Z di zitella :-)
_ChateauDesDames


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saliti in giornata da place moulin con l'aiuto della bici fino oltre il rif.prarayer,poi seguito il segnavia n.11 fino all'alpeggio ,poi sulla morena fino al ghiacciaio in ottime condizioni,tutti i crepacci ben chiusi.facile cresta di roccia fino in vetta dove e' di rigore suonare la campana.

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La Valpelline non delude mai! Anche questa è unai splendida gita, in ambiente selvaggio e pochissimo frequentata (oggi, oltre a noi, un salitario salito da Place Moulin ed una cordata in arrivo dalla Valtournenche). Giornata spettacolare, senza una nuvola in cielo e panorama super. La salita non è proprio in condizioni perfette: il canalino è completamente senza neve e, nella parte bassa, ha scoperto una placca rocciosa piuttosto liscia e, causa la bassa temperatura, il terriccio era talmente gelato che lo abbiamo salito ramponi ai piedi. La parte superiore del Ghiacciaio è praticamente tutta di ghiaccio vivo, salvo nei pressi del Col des Dames. Crepacci pochi e facilmente superabili. Tratto finale della cresta di roccia piuttosto buona e senza difficoltà. Con Fausto.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Gita lunga ma nel complesso facile (cresta breve e comoda) in ambiente selvaggio. Condizioni buone. Porre attenzione ai crepacci, coperti ma esistenti, specie nella parte iniziale del ghiacciaio pieno di detriti, e alle scariche di pietre sul lato di salita (ma visto un paio di scariche sulla parte opposta, sulla direttrice della cima, convogliate sul margine estremo dx per chi sale della ripida lingua di ghiaccia che scende dal pianoro sommitale). No vento in punta e pennichella di 1 ora abbondante. In discesa (ore 12) già formatesi innumerevoli cascatelle poco rassicuranti.
Dormito al rif. Prarayer, quasi vuoto. Incredibile nido d'aquila il bivacco in cresta! Panorama 360° e giornata grandiosi. 4000 in veste pressochè invernale (peccato per la parte sommitale della Dent d'Herens, sempre coperta da nubi). Cervino apparso a tratti. Fiume di gente sul Breithorn occ. (pistone visibile ad occhio nudo). Nessuno in giro (animali e umani) se non nei pressi del rifugio.


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gita grandiosa, d'altri tempi. salita il lunedi al bivacco, molto freddo con gelo e ghiaccio dai 2300 m e montagne in condizioni settembrine. Ghiacciaio molto scoperto nella parte bassa, crepacci profondi ma ben visibili. Il canalino di terra è la via più logica per salire ai pendii superiori, visto che il gh.io segnato sulla carta non esiste più. Ad ogni passo franava tutto, ma ho visto posti peggiori. Usciti dal canalino, faticosa salita su pietre mobili e detriti. Molto ripidi i nevai terminali, che ho evitato in parte salendo per balze di strane rocce calcaree sporche di detrito e pietre mobili fino al bivacco. E' bene fare attenzione per non lapidare i compagni. Bivacco molto bello, panoramico e pulito. Verso le 17 siamo ancora saliti al Mont Blanc du Creton per la facile cresta detritica. Aria fredda e notte gelida (0.5° DENTRO il bivacco, intorno ai -6° fuori), alba stupenda con mare di nubi sulla Valtournanche. Abbiamo traversato fino al col du Dames, neve fresca sul ghiacciaio, crepacci non del tutto visibili. Prima parte di cresta di neve fresca e detriti, poi facili rocce anche se non del tutto solide, alcuni passaggi esposti ma niente di che. Girando sul lato di Cignana, ancora qualche passaggio fino al 2° grado e siamo usciti in vetta alle 8.15 (1 h 20 dal bivacco). panorama splendido, pace assoluta, e nel silenzio assoluto abbiam fatto suonare la campana...Non c'era nessuno. Discesa con cautela per le rocce della cresta, sempre in conserva, poi sul ghiacciaio abbiamo traversato verso il nevaio che portava fino sotto al bivacco. Per nevai siamo scesi fino all'imbocco del canalino (da percorrere velocemente anche in discesa), poi il ghiacciaio (attenzione alla parete nord dello Chateau: c'è una grossa frana in movimento, vengono giù pietre grosse come televisori) e la lunga, ripida morena fino a rivedere finalmente il verde degli alpeggi. Quinfi più nessun problema se non la lunga, interminabile strada fino alla diga...
Gita splendida, consigliatissima agli amanti delle gite d0avventura e non preconfezionate, e che non si spaventano dei terreni instabili e franosi..L'alta Valpelline è davvero un ambiente unico. Un saluto ai compagni di gita Alessio e Patrizia.
altre foto su:

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Caratteristica itinerario

difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1980
quota vetta (m): 3488
dislivello complessivo (m): 1508

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Condizioni eccellenti. Neve continua e abbondante nel canale. Tante cordate ovunque. Con la splendida compagnia di me stesso