Bonze (Cima) da Scalaro, anello per Colle di Bonze e Bocchetta di Valbona

note su accesso stradale :: Fino a 1350 m
Salita effettuata con i ramponi, sul percorso invernale senza passare dai colli. Le condizioni sono molto buone per i camminatori, un po' meno per gli sci, vista la neve molto vecchia e dura. Dopo il primo tratto a piedi (fare molta attenzione al ghiaccio, è il punto più pericoloso della gita), verso i 1550 metri ho calzato i ramponi e li ho tenuti per tutta la salita e la discesa. In effetti, se non nevica e le temperature rimangono basse, secondo me è una gita più comoda da farsi con i ramponi, date le pendenze sempre molto sostenute e il traverso a quota 2350 m.
L'ultimo pendio è ripido ma si può fare il giro più largo puntando al colletto sulla sx della cima.
Una bella escursione, su una cima che offre un punto di vista diverso dai soliti sulle montagne tra Piemonte e Valle d'Aosta.
In gradita compagnia di Enrico e Luca, con gli sci, e di altri 9 skialper.

Condizioni canalone
Sul traverso

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note su accesso stradale :: nessuna
Gita effettuata in senso contrario a quello descritto, con discesa sul versante valdostano al rifugio Alpe Bonze dove abbiamo pernottato. La salita dal Colle alla vetta è divertente ed occorre sono fare attenzione all'erba scivolosa, ma la cresta è molto panoramica e si percorre senza problemi.
'Un sincero ringraziamento al gestore dell'Alpe Bonze ed alla squisita accoglienza del confortevole rifugio. Questa sarà l'ultima stagione della gestione attuale quindo consiglio a tutti di visitare il rifugio, magari con una gita da una valle all'altra, come abbiamo fatto noi.


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Bellissimo anello, molto vario, panoramico e mai monotono. Dal colle di Bonze alla bocchetta di Valbona si segue abbastanza fedelmente il filo di cresta. Le catene sotto la cima sono in ottime condizioni (ma praticamente superflue in condizioni di roccia asciutta). In alcuni punti la traccia si perde tra erba e roccette, ma tutto il percorso è comunque ben indicato da bolli e ometti. Totale solitudine.

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note su accesso stradale :: Rispetto alla descrizione fornita il punto di partenza si colloca al termine dell'asfalto della strada consortile a mon
Giornata limpida e molto calda per la stagione con foschia in bassa valle e pianura.
Alcune precisazioni sull'itinerario perchè c'è discordanza tra le note e la descrizione.
Ho seguito fedelmente i segnavia sempre presenti tra il colle Battaglia, la cima e la bocchetta di Valbona.
Dopo il colle di Bonze il segnavia con traccia si mantiene sempre sulla cresta senza traversare e percorrere il vallone del Fer. Dopo un primo tratto ripido ma semplice arrivati nei pressi di un rilievo, la cresta si assottiglia e si abbatte, . a questo punto bisogna superare due tratti attrezzati in discesa con difficoltà max di II ma discreta esposizione. La salita poi termina con un pendio erboso .
Per la discesa sulla bocchetta di Valbona , non esistono particolari difficoltà tecniche , con traccia ben segnata che nei tratti di cresta più affilati si porta sul versante Chiusella dove attraversa ripidi pendii di erba olina.


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note su accesso stradale :: da scalaro
gita di esplorazione per questa zona che non conoscevo.
sentieri molto ben segnalati anche se la neve cadutami ha fatto prendere una traccia sbagliata costringendomi ad allungare. Dal colle alla cima tratti esposti e la presenza della neve rendeva il tutto insidioso..fermato pochi mt sotto la cima per evitare pericoli...
bei colori autunnali.
buona risposta del mio ginocchio dolorante


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Percorsa una parte dell'anello proposto arrivando al Colle Bonze dal Bec Renon per Corno e Cima Battaglia ("Traversata delle Stelle"). Dalla Cima di Bonze scesi al colletto di q. 2489 e da qui nel valloncello sottostante: pochi metri sotto la depressione si trovano ometti che diventano via via più numerosi e guidano tra erba, pietraie e tracce di bestiame a incrociare il sentiero che scende da Cima Battaglia nei pressi del rudere di baita di q. 1942 (palina). Proseguito a sx per un bel tratto di sentiero a tacche nuove nuove che passa per le Alpi Cima Bracca e, poco sotto, con deviazione a sx arriva alle vie di arrampicata della Parete dei Fiori, qui noi abbiamo invece continuato a dx raggiungendo in breve l'Alpe Muanda inf. , poi il GTA seguito fino a q. 1500 circa dove, all'incrocio con un tornante, abbiamo seguito la strada per Scalaro a richiudere l'anello.
Il percorso di cresta è stato marcato a tacche bianco-rosse quasi certamente fino alla Bocchetta Valbona, forse anche oltre, e alcuni tratti non banali tra il Colle Bonze e l'omonima cima sono stati attrezzati con catene. Dal lato valdostano è stato tracciato un nuovo sentiero che dal Rifugio Bonze sale al Colle, perciò la Cima di Bonze diventa ora ben accessibile da entrambi i versanti, sarebbe tuttavia utile una palina al Colle Bonze che indichi la risalita di circa 50 m di dsl verso Cima Battaglia per intercettare il sentiero che scende a Scalaro.
Grazie a chi si è sobbarcato tutto il lavoro di tracciatura, è un vero piacere vedere che nel Vallone di Scalaro, oltre alle poderali, vengono valorizzati vecchi e nuovi percorsi, permettendo agli escursionisti di sbizzarrirsi in giri ad anello e traversate più o meno lunghi.
Con Alf. Tornati sulla Bonze a distanza di qualche anno per un itinerario a noi quasi completamente sconosciuto, che ci ha davvero entusiasmati.


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note su accesso stradale :: ok fino a 1800mt
Giro percorso in senso orario. Salita tranquilla (ripida in alcuni punti). Discesa piu' frizzante, un po' per la cresta che presenta tre tratti con catena (due in salita, uno in discesa) un po' per l'abbondante erba olina che rende la ripida discesa un toboga. Da non perdere il ristoro santa Maria lungo la strada: buono, tanto, economico! Giro reso ancora piu' bello dalla compagnia di Enri e Marta oltre che della family al completo.

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Bellissima gita in un ambiente ancora selvaggio, sentiero (direi piuttosto una traccia) segnato sino alla dorsale spartiacque verso il Corno Battaglia, poi attraversamento del vallone di Fer e salita alla cima a vista (visto solo due ometti) - Oggi bellissima giornata con panorami grandiosi, anche se in tarda mattinata le solite nebbie di calore in risalita hanno parzialmente oscurato i panorami - Partenza da sopra l'alpe Fumà, risaliti seguendo i segni bianchi e rossi, sino alle ultima baita prima della ripidissima salita su erba olina che porta a superare la bastionata rocciosa, sentiero che come precedentemente detto, essendo poco frequentato è oramai chiuso dall'erba, dopo aver superato un tratto con canapone il sentiero spiana leggermente per poi ripartire a serpentine nuovamente ripido sino ad uscire sulla dorsale verso il Corno Battaglia - Discesa al colle di Bonze perdendo quota e attraversamento a vista del vallone di Fer, puntando alla cima, giunti sotto alla cima ci siamo tenuti sulla sinistra risalendo lungo la pietraia ed un nevaio, sino ad arrivare sulla cresta verso Scalaro, risaliti poi sulla destra l'ultimo ripido pendio che porta alla vetta sormontata da un grande ometto - Percorso dal colle di Bonze alla vetta da sconsigliare in caso di nebbia per assenza di tracce ed ometti - Dalla cima bel panorama verso le cime valdostane Cervino - Dent D'Herens e tutto il gruppo del Monte Rosa solo per citare le principali ed i vicini Bec delle Strie e cima Bò - Un'altra bella cima in archivio - Sul percorso incontrato solo due escursionisti biellesi in cima
Un saluto ai compagni di gita


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note su accesso stradale :: no problem
Partiti dagli alpi Fumà ci dirigiamo al Colle di Bonze mt 2258 e per cresta alla Cima Battaglia mt 2298 , torniamo al colle e tagliamo in diagonale il Vallon de Fer che ci porta alla pietraia che risaliamo senza percorso obbligato fino alla Cima di Bonze mt 2516. Per la discesa ci dirigiamo alla Bocchetta di Valbona mt 2332 e discesa nel Vallone di Scalaro , a quota 2050 circa risaliamo alla Bocchetta del Lupo mt 2147 e per cresta alla Torretta della Reja Soglia quindi al Colle di Pian Spergiurati mt 2036 e ritorno agli alpi Fumà . Gita con il Club Alpinistico Pontese 12 partecipanti. Alternanza di sole e foschia.

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Alcuni tratti di sentiero sono molto esposti, in compenso i passaggi più impegnativi ed esposti sono attrezzati con cavi metallici e materiale da ferrata. Ambiente molto selvaggio e meritevole.
con Ivano e Carlo.


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Mi alzo. A sud: nero. A ovest: grigio. Dovro' andare in ufficio veramente???
A nord pero' c'e' un filo d'azzurro, e allora mi fiondo verso la valle d'aosta, con l'idea di improvvisare qualcosa...
E come spesso accade, le cose improvvisate diventano quelle di maggior soddisfazione!
La giornata qui e' molto bella, e osservando i monti decido per la Cima di Bonze. La strada e' ottima fin oltre il paesino di Scalaro e finisce in un prato a circa 1800.
Fuori fa freddissimo, e cosi sara' tutto il giorno. C'e' qui un sentierino marcato bianco rosso che sale timido e poco evidente la parte orografica dx del vallone (ce n'e' uno anche a sx ma va alla cima Battaglia). Passo per l'alpe Gugliasco; questo sentiero ha fondo a tratti ghiacciato, a tratti c'e' neve ventata, paesaggio pienamente invernale.
Tenendo l'ovest, giungo infine a un evidentissimo colle con omettone (il gps si e' rotto, non mi resta che usare i vecchi metodi di triangolazione sulla cartina)... E' la bocchetta di Valbona. Ma non dovevo passare da qui.....
Pero' questo luogo mi piace molto, cosi dalla bocchetta, senza traccia, prendo la cresta sud della Bonze, prima a sx su erba, poi sul filo (rocce e rara neve) e dopo un'anticima passo a dx trovando una traccia asciutta e da qui comodamente sulla cima. Si apre all'improvviso un panorama magnifico, su quasi tutte le grandi montagne della vda (dal rosa al cervino, combin, grivola, stupendo!!).
Il tratto di cresta dalla bocchetta alla cima e' facile, vaghe tracce e erba, neve in qs tratto non ce n'e' quasi se non in due piccoli passaggi comunque per nulla problematici (avevo i ramponi ma non li ho usati). In cima fa veramente freddo, se alla partenza era -3 qui ce ne sono 7/8 in meno.
Dalla cima vedo ometti sul versante sud e mi avventuro giu' di qua. Trovero' neve (poca) a tratti ma tutto facile, e scopriro' che di qua e' molto piu' corta e anche tecnicamente facilissima, infatti questa deve essere la normale!! (Sulla vecchia IGC che ho con me e' segnata, ma alla partenza non l'ho recepita). E' comunque poco evidente. La "normale" porta all'auto velocemente, fra pietraie e neve.
Nel complesso ne e' venuto fuori un bellissimo anello, d'estate credo sia elementare, oggi non proprio ma comunque facile, ai limiti dell'escursionismo. Un percorso veramente di ampio respiro, molto panoramico, in un luogo selvaggio che conoscevo poco. Ovviamente non anima viva, un vero incontro a tu per tu coi monti.

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note su accesso stradale :: ok
Provenienti dall' anticima della Battaglia scesi al Colle di Bonze e quindi attraversato in diagonale lato Vallone del Fer su neve non portante in perfida pietraia sino al Valico a 2453 m.; da questo per tracce in cima; non esiste un sentiero segnato che arrivi dal basso; in discesa abbiamo seguito quello che è il percorso del tracciato scialpinistico che, dal piede dello scivolo di vetta è comunque assai ben segnalato e quindi facile da seguire grazie ad una buona serie di ometti che riportano sino all' alpe Giassetto ove si incrocia il sentiero di Cima Battaglia, seguendo il quale si rientra alla strada

Con Giselle in una giornata di fine agosto, caldo torrido in vetta e non un filo di vento!!


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Lasciata la macchina nella piazzola a m 1800 circa abbiamo seguito i segni fino all'alpeggio Giassetto, lì ci siamo divisi alla ricerca dell'itinerario migliore. Roberto ha ripercorso il tracciaro scialpinistico, Floriana a mezzacosta, io sono sceso nel canale e l'ho risalito sui grossi massi fino quasi a metà poi sono salito sul versante DX fino al colletto col grosso ometto done mi sono ricongiunto con Flo. Superato il pendio erboso ritorniamo lato Scalaro dove ci raggiungono le altre partecipanti. Tre in cima. discesa seguendo gli ometti diritti sul Giassetto.
Gita breve ma "intensa" la vegetazione alta e la scarsità di segnalazioni hanno sopperito al modesto dislivello.
con Daniela, Floriana,Maria e Roberto


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Tornato in quel di Bonze stavolta da Valbona alla Bonze e ritorno dal sentiero della Battaglia. Digressione alla cima trascurata 2450! E' stupenda, con strapiombi ricorrenti e passaggi mai impegnativi. Per raggiungerla, da sotto la Bonze scendere verso vda per poco, poi prendere a dx e raggiungere la cima, poi seguire in discesa fedelmente fino al colle Bonze e alla segnaletica fatta da me e Forlino oramai 10 e piu' anni or sono... Giornata con visibilità 10 e lode.

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Giro ad anello in solitaria, incontrato nessuno. Partito da 1600 m. circa seguendo le indicazioni per cima Battaglia. Passando per vari alpeggi e ruderi incontro per ultima la Muanda Superiore a 2000m. circondata di mucche al pascolo che mi guardano come un extraterrestre :-)
L'intenzione era di salire la Bonze direttamente, ma seguo il sentiero ben segnato con bolli bianco-rossi che porta alla cima Battaglia. In prossimita' della cresta mi imbatto in un grosso gregge di capre che di primo acchito avevo scambiato per stambecchi. Mi accompagneranno in cresta fino alla Cima Bonze. Il passaggio dalla Battaglia alla Bonze non e' stato proprio banale come un po' tutta la gita a causa di erba olina molto alta, bagnata e scivolosa, idem per le rocce, in qualche tratto ho anche pestato neve fresca degli ultimi giorni, poca ma c'era.
La discesa non e' stata meno impegnativa, sceso dal vallone attraverso roccette e sfasciumi seguendo i piccoli ometti che qualche brava persona ha allestito, ringrazio molto. Qualche banco di nebbia sporadico non ha compromesso la visibilita' dal Rosa al Viso anche se per qualche attimo ho temuto che chiudesse tutto: trovarsi nella zona con la nebbia e senza sentieri puo' essere un bel problema. Gita di gran soddisfazione ma che sconsiglio a chi cerca la passeggiata comoda.

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Partiti dall'Alpi Fumà a quota 1574, saliti in direzione Ovest fino al colletto tra La Punta Cavalcur e la Bonze e poi per cresta alla vetta (che non è banale, molto aerea); pestata neve fresca che ci ha fatto cambiare idea per la discesa; il primo tratto della cresta era impensabile per il ritorno, molto scivoloso e pericoloso, la neve faceva zoccolo sotto gli scarponi. Scesi seguendo gli ometti con direzione Sud-Est (un ringraziamento a chi li ha fatti) fino all'Alpi Gugliasco su pietraia e prati. Non abbiamo patito il caldo, 4° in vetta, molto umido, ha piovuto molto e tra la neve pestata e l'erba bagnata siamo arrivati in vetta alquanto infreddoliti, era un pò che non tremavo così. Per i radioamatori, ottimo punto, Vittorio in SSB si è divertito molto nel contest, altra cima attivata.

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Prima escursione in questa zona montana sicuramente interessante e per noi ancora nuova. A Scalaro il cielo coperto nascondeva completamente i rilievi. In questa situazione, senza riferimenti, per noi era molto difficile trovare l'orientamento, e così abbiamo pensato di seguire l'itinerario "delle creste", che ci ha indicato una persona incontrata lì, seguendo il sentiero ben segnalato e individuato che conduce al Bec Renon e che parte proprio a Scalaro, sopra le case con la chiesetta. In prossimità di questa cima, siamo usciti sopra le nuvole, e dopo una breve pausa sulla vetta, abbiamo proseguito sulla linea di cresta fino alla cima della Battaglia (m 2298) e poi ancora, sempre sulla cresta (che in qualche tratto è da percorrere con attenzione), fino a quando il cielo si è ricoperto completamente riducendo inizialmente, ma poi annullando la visibilità. In quel momento eravamo su un rilievo, ma non ho capito se era la cima Bonze, visto che non si vedeva più un accidenti di niente. Forse sì, ho pensato in quel momento, poichè su quel rilievo arrivavano tre linee di cresta come indica la cartina, e perchè per un istante è apparso di fronte (abbastanza vicino) un ardito profilo di una montagna leggermente più alta che ho pensato poteva essere il Bec delle Strie, nome che a mio avviso era decisamente appropriato per quel rilievo... (Però le foto che accompagnano il precedente commento e che ho visto solo poco fa, mi fanno pensare che siamo arrivati solo sull'anticima o su un rilievo precededente)... Per evitare problemi di orientamento e altre "grane",siamo ritornati dal percorso di andata che è ben segnato fino al Bec Renon. Se un grande alpinista come S.Mondinelli proprio quest'anno è ritornato sullo Sisha Pagma perchè (forse) durante la sua precedente salita non aveva centrato (per pochi metri di dislivello) la vetta principale, oppure come S.Martini, che è ritornato sul Lhotse per accertarsi di aver raggiunto la cima principale con la prima salita compiuta con S.De Stefani che si era conclusa nella bufera e quindi non avevano questa certezza (come ho sentito raccontare da S. De Stefani durante una proiezione -entusiasmante- di immagini che ha scattato durante le sue scalate, ma la vetta principale l'avevano raggiunta anche nella bufera...), anche noi possiamo e speriamo di ritornare, anche "per completare l'opera", magari compiendo l'itinerario sci-alpinistico, visto che per quel che ho potuto vedere, la zona è bella e interessante e merita il ritorno. Con il fuoriclasse Franco F., e quindi -come sempre con lui- salita (e discesa) a tutto gas...

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aperta una nuova via col solito petrssi beppe.buon divertimento

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  • 22/11/97 - enzo51
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1700
    quota vetta/quota massima (m): 2516
    dislivello salita totale (m): 800

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