Cervo (Monte) Via normale per Cresta NNE

Ambiente molto bello ed isolato,ghiacciaio molto secco ,non pericoloso ma da guardare dove si passa,il canalino di accesso ( tutto a sx)al colle e attualmente in condizioni bruttine ,terra e pietre appoggiate,ma si scala bene con picca e ramponi con un po' di attenzione,presenti 3 chiodi per una progressione sicura e per la discesa(PD a mio avviso).L'accesso al ghiacciaio conviene farlo tenendosi a sx del fronte roccioso.La cresta e' abbastanza pulita e molto facile con poca esposizione.Gita che comunque merita ,nonostante le pietraie di rientro....
Con Mauro,Roby e Davide
salita del canalino

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Questa mattina da oltre i 2500m del pianoro dell'alpe Chardonney il percorso era piuttosto verglassato e ricoperto a tratti da neve farinosa, pertanto un poco malagevole. Nella parte alta neve ventata a polistirolo sulle sgradevoli roccette di destra (sinistra idrografica) che ho percorso per raggiungere la cresta. L'itinerario descritto sul Cervo qui in Gulliver è lacunoso, incompleto ed ambiguo per non dire sbagliato: la normale passa nel canalino tra il Cervo e il Neud de la Rayette, le suddette roccette che costituiscono il pendio da me fatto in queste condizioni sono pericolosette, le indicazioni per imboccare dal pianoro il corretto canale che da accesso al ghiacciaio dicono di "risalire l'ampio canale detritico sulla sx..." che vorrebe dire di 'stare' a sinistra nel canale che invece appare sulla destra. Posto bello, solitario, sole a palla e mucche che vogliono attenzioni (non mi hanno lasciato mangiare).

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Gran bella gita in ambiente solitario che assieme a Gian abbiamo svolto come da itinerario, risalendo il ghiacciaio di Chardonnay sulla sua dx a salire con pochi e evidenti crepacci fino alla base del colle della Rayette, che per il franoso canalino abbiamo raggiunto e da li prima a raggiungere a sx la croce del Nodo della Rayette (m.3407) e poi a dx la vetta del Monte Cervo per le facili rocce. Ritornati per la stessa agli alpeggi Chardonnay, abbiamo proseguito a mezza costa in direzione del Rifugio Crete Seche dove abbiamo pernottato. Giornata dal meteo variabile dove pero' non sono mancate ampie schiarite, e Buona Montagna a tutti.

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Le condizioni odierne hanno reso la salita un po' piu' impegnativa con i canalini di accesso al colle tra Noed de la Rayette e Cervo non ben innevati ma invasi da detriti pericolanti e roccette molto rotte. Con estrema cautela ho guadagnato il colle e poi il Noed risalendo il canale di dx (rocce molto rotte), quindi salito la cresta del Cervo senza difficolta'. La discesa e' risultata un po' piu' delicata avendo scelto di scendere lungo alcune tracce di ramponi precedenti (ma via via sbiadite) che mi hanno condotto al centro della fascia di detriti ripidi e gande scivolose che sorreggono il colle di cui sopra. Occhio a non farsi indurre in errore! Ho ravanato con estremo rischio tra macigni in bilico e rocce sfasciate miste a poca neve...
Nonostante le peripezie di cui ho detto e' stata una magnifica salita in ambiente molto solitario, salita ripagata da panorami grandiosi specie sui ghiacciai elvetici.


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Ambiente solitario nel cuore del remoto fiordo di Vertsan. Lunga e faticosa la pietraia di accesso alla parte alta. Ghiacciaio in condizioni tristi (ghiaccio nero e pietre), occhio a qualche crepaccino ancora coperto dalla neve nella parte iniziale, ci ho infilando dentro un uncino!
tutto ok il passaggio per superare la barriera finale (chiodo) e divertente gattonare sui blocchi per la crestina finale.
Corpo di mille balene! è apparso il fantasma di Barbanera in vetta!


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I ramponi li ho usati solo in discesa per evitare di piantare il naso da qlc parte. Su per di qua oggi nessuno in giro...
Oggi i miei pantaloni, la maglietta e lo zaino grigi erano ben abbinati ai colori del cielo (nuvoloso) e del ghiacciaio...che tristezza...undici anni fa...dopo l'Epicoun...ne conservavo un ricordo diverso : ( ...




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Gita di grande soddisfazione visto l'affollamento zero e l' ambiente davvero piacevole.Il ghiacciaio è in ottime condizioni, per raggiungere il colle tra il cervo e il nodo ci siamo tenuti sulla nosrta sinistra pendio piuttosto ripido e un tratto di roccette(presenti 2 chiodi, utili per la discesa se verglassato).Meteo migliore del previsto ma non eccezionale che non ci ha permesso di vedere molto, e ci ha costretto ad un ' attenzione particolare sulle roccette piuttosto scivolose, che hanno reso la gita più impegnativa del previsto!Abbiamo salito anche la becca per completare la giornata!
La cumpa davvero eccezionale, mi ha fatto trascorrere 2 giorni ottimi.Sicuramente ci ricorderemo il freddo per il vento per arrivare al rifugio, e durante il viaggio in auto(visto un uso sconsiderato del climatizzatore!!! :) )e del mio termos d' acqua calda comprata per the' che mi sono portato in vetta! Con Il Paccio, Pinto,Sergio,ErnestoAlp che saluto e ringrazio!


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Gita grandiosa !!!
Beh, l’ambiente lo conoscevo gia’ essendo stata qualche mese fa al vicino ‘’nodo’’ della Rayette…
Ma come al solito io dei bei posti non mi stanco mai…
Ancora abbastanza neve nel canalone di accesso al ghiacciaio, ghiacciaio in ottime condizioni, così come i canalini che portano alla sella tra la Rayette e il Cervo.
Incontrate 2 cordate in discesa dalla Gran Becca di Epicoune…non hanno nemmeno fatto caso dell’esistenza ne’ della Rayette ne’ del Cervo….!!!!
E in queste occasioni mi ritengo fortunata che ci siano anche delle alpinistiche adatte ai miei ‘’livelli’’ alpinistici.
In ogni caso il Cervo, scarsamente frequentato, e’ una gran bella gitona…cresta perfetta e in ottime condizioni, divertente e non stancante.
Sul panorama non posso dire molto, se non che fa rimanere senza parole !!
Giornata stupenda, per questa gita non potevo sperare di meglio.
Con Roberto


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saliti in giornata da ru. meteo incerto,ma fortunatamente ha tenuto fino al nostro arrivo in vetta. ghiacciaio in ottime condizioni , salito il canale a destra verso la punta del cervo,un po' piu' lungo e ripido di quello della via normale per il colle, poi facilmente per roccette fino in punta.consigliabile abbinare la salita al cervo con quella al nodo della rayette veramente molto vicina,purtoppo per noi il meteo ci ha costretto ad una veloce discesa.

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note su accesso stradale :: arrivati in auto fino a Ruz di Dzovenno (Valpelline)
Una bella gita in un angolo della Valpelline che conoscevo ancora poco, a parte la salita al Mont Gelè. Siamo saliti il 25/6 al Rifugio Crete Seche da Ruz in 2,30 ore su ottimo sentiero e stradina interpoderale chiusa al traffico. Buona l'accoglienza e la sistemazione al Rifugio, dove peraltro si mangia decisamente bene. Non c'era il pienone ed era più vivibile di altri rifugi spesso sovraffollati. Al mattino dopo, partiti alle prime luci dell'alba, saliamo lungo la Comba di Vertsan, e poi risaliamo il bel Ghiacciaio di Chardonney, evitando i pochi crepacci presenti. Raggiunto un colletto alla base della cresta NNE che risaliamo per facili blocchi rocciosi e neve fino a raggiungere la cima di questa bella montagna. Abbiamo trovato il Ghiacciaio di Chardonney in ottime condizioni, con pochi crepacci, e la cresta finale con le rocce pulite e un tratto finale di neve compatta e dura. Non c'era nessuno oltre a noi tre, a testimonianza che si tratta, a torto, di una montagna poco frequentata e trascurata. Infatti il 95% dei presenti al Rifugio erano diretti al Mont Gelè, la cima che attira quasi tutti gli escursionisti e/o alpinisti amanti di itinerari facili ed agevoli su ghiacciaio. Fateci un pensierino sopra, a mio avviso il Monte Cervo merita di essere tenuto in considerazione e....salito ! La giornata era splendida, il paesaggio d'alta montagna selvaggio e spettacolare, e dalla cima abbiamo potuto osservare un panorama vastissimo e...spaziale ! Scendiamo al rifugio decisamente soddisfatti per questa bella gita fatta, per domani abbiamo in programma la salita al Mont Gelè per completare degnamente questa 3 giorni in Valpelline.
Salita fatta in compagnia con gli amici Davide del CAI Ligure di Genova e Gianni D. del CAI Ule Genova.


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