Sella (Punta) Via Manera-Fulgenzi

Salita completa, lunga e in ambiente. A differenza di quello che hanno scritto un pò tutti, il trasferimento centrale mi è piaciuto molto proprio perchè spezza la salita e ti fa rendere conto di dove sei, che ambiente maestoso e severo ti circonda. Saranno le nebbie che da li hanno incominciato a formarsi....ma la sensazione era di essere davvero piccoli li in mezzo. A parte queste fondamentali amenità, la roccia mi è parsa a tratti strepitosa, a tratti orribile, cataste di valigie apparentemente appiccicate l'una sull'altra, ma dall'aspetto tutt'altro che rassicurante. Vabè...la zona è quella del Viso e si sa com'è. Comunque alcuni tiri molto belli in fessure e camini. Soste ok a spit che in generale accelerano le attività, e alcuni spit utili per dare la direzione al tiro. Altri meno necessari a mio avviso... Su una via di questo tipo gli spit aiutano abbastanza e ammorbidiscono la salita, quindi (come diceva Lubrano) la domanda sorge spontanea: E' "più giusto" facilitare la frequentazione di questa via o era meglio lasciarla com'era lasciando invariato l'impegno originale? ...chi lo sa! ;)
Discesa per la prima parte abbastanza infida. Utili i ramponi per attraversare il canalino iniziale dal colletto Sella, poi ometti poco più in basso fanno traversare a dx e portano nel canale di sfasciumi laterale. Ramponi utili anche per il conoide di accesso alla via. Usato serie di friends da 0.3 a 3BD e fettucce per allungare le protezioni. Bastano 6 o 7 rinvii.
Bella giornata intensa a-r da Pian del Re con i soci Fra e Ennio!

Ambiente Monviso

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Conoide d'accesso quasi completamente pulito, si passa anche in scarpe da ginnastica gradinando con il cavanut.

La sosta di L0 è ben visibile da sotto e seguendo il facile la si raggiunge subito.
Fatta la variante di L2 protetta da 3 fix molto meglio della camminata sulle varie cenge.
L5 è di 55 m non di 30 (non rinviare la sosta intermedia altrimenti le corde tirano un sacco).
Il secondo trasferimento è in un canale veramente schifoso.

Come materiale secondo me bastano 8 rinvii (meglio qualche allungabile) e una serie di friends da 03 a 2 BD, ma possono tornare utili qualche doppio e nuts. Chiodi e martello inutili. Qualche fix, chiodo, cordone e roba varia incastrata lungo i tiri. Soste su due fix da collegare ottime.

Nel complesso la via è carina ma da come me l'avevano descritta la immaginavo migliore, soprattutto per quanto riguarda la roccia (ma siamo sempre sul Viso...). Belli comunque alcuni tiri, specialmente i camini finali.

Primo tratto di discesa per prendere la normale facile ed evidente (abbiamo costruito qualche ometto). Prestare comunque attenzione al terreno molto sfasciumoso.

Con Geniu, Raviol e Carletto


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Ramponi ancora utili per raggiungere l'attacco (breve tratto di neve dura, probabilmente nei prossimi giorni si passerà anche senza).La via è logica e si trova facilmente, ignorare solo la prima sosta che si trova su L5 e proseguire verso destra poi dritto da lì si vede il chiodo. Peccato per i due trasferimenti che spezzano la continuità della salita (specialmente il secondo). Roccia buona un po' su tutta la via a parte qualche breve tratto.

Salita con Paolo ed una nebbia stile partita tennis Fantozzi /Filini !!

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Una chicca. Bella via in un bell'ambiente, non fosse che le odiose e noiose semi-perenni nebbie della Valle Po ci hanno lasciato vedere ben poco. Ben integrabile a friend. Soste tutte a spit. Necessari i ramponi per traversare 30 metri di neve dura nel Canale Barracco per prendere l'attacco. La prima sosta si trova una trentina di metri sopra alla cengia basale; vi si perviene arrampicando (I e II grado) per gradoni e cengette. Discesa lunghetta passando per l'Andreotti, le Sagnette, il Quintino, etc. Facendola in giornata ne esce un bel viaggio (incluendendo anche le ore A/R di auto) ma ampiamente ripagato. Con Matteo.

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Via magnifica ed impegnativa nel complesso. Ci sono una trentina di metri di neve dura che dividono l'attacco dal resto del conoide, per la discesa invece niente ramponi piccozza. La relazione qui su gulliver è valida ma vi sono alcune precisazioni: le lunghezze dei vari tiri non quagliano un granchè (L5 è circa 55m, L13 circa 40m), di L14 si dice che bisogna evitare le rocce instabili di sx e noi aggiungiamo che bisogna poi riportarsi sulla direttrice del diedro perchè la sosta è qui reperibile. La roccia che si trova è buona ma bisogna fare sempre attenzione a cosa si tira e a non smuovere sassi instabili. Personalmente ho trovato più facile e meglio proteggibile L12 rispetto L13. In una giornata favolosa e spazzata dal vento gelido con i compagni affezionati Alessio e Sara.

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Salita entusiasmante nel gruppo del Monviso.
Usato ramponi per risalire il conoide di neve per raggiungere l'attacco;
Con Alberto in 3h50
Discesa senza ramponi abbastanza agevole

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Direi che l'amica Podina ha già scritto tutto..Via di salita molto bella, a mio parere un tiro più bello dell'altro. Saliti in giornata partendo da Pian del Re, con zaini dal peso non indifferente visto l'intenzione di bivaccare per poi salire il giorno successivo anche sul Viso. Notevoli le scariche di pietre dal Canale Barracco. Con Marco e Mirella

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splendida salita, effettuata partendo da casa e con zaini pesanti, visto il programma di effettuare bivacco e poi il giorno dopo salire il Viso insieme al gruppo di amici che arrivavano dalle forciolline.
Attualmente il percorso per raggiungere l'attacco è a mio giudizio molto rischioso e costantemente battuto da notevoli scariche di pietre.. alcune di grandi dimensioni, (tutte dal Barracco, vedere foto approccio da noi seguito), conviene con cautela attaccare la est al riparo per poi ritraversare più in alto lo stesso canale della est, evitando così il pericoloso traverso della foto, (ramponi utili) Partenza 5,30 dal pian del re, cima alle 16,20 con Mark e Vassili

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La relazione presente è ottima, i trasferimenti sono un po' più lunghi di quanto descritto e il tiro L12 ha dopo circa 4-5 metri dalla partenza un bel chiodo sulla placca a sinistra, dunque la protezione del tiro è buona. Da metà via in avanti ci ha tenuto compagnia la nebbia che ha fatto molto "ambiente", ma ha creato un po' di incertezza sull'orientamento. Comunque attaccato la via alle 8.45, arrivati in punta alle 15.30 e alle 17.15 al Quintino Sella. Ore 19 a Pian del Re in una nebbia assurda.

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"Sognata" da tempo,questa via si è rivelata ancora meglio delle aspettative! La roccia è quasi sempre molto buona,i tiri sono tutti interessanti e mai banali,le soste attrezzate non banalizzano l'itinerario ma di certo sveltiscono le manovre. Una ritirata in doppia sarebbe comunque complicata dal secondo salto in poi.
Ad ora necessari i ramponi negli ultimi 100m prima di arrivare all'attacco.
Lo sviluppo,la lunga discesa e l'ambiente ne fanno una ascensione davvero interessante e completa...almeno secondo il nostro parere!
Saliti in giornata dal Pian del Re,abbiamo beccato pioggia e grandine/nevischio a tre tiri dall'uscita con conseguente stop di due ore abbondanti,e discesa fino al nevaio Sella resa umida e viscida,abbiamo optato per il pernottamento all'Andreotti.
Relazione molto precisa,tranne che per i trasferimenti,che risultano più lunghi rispetto a quanto indicato,da affrontare con cautela a causa dei detriti mobili,soprattutto il secondo.
Salita con Federica,velocissima nonostante il ginocchio che va per i fatti suoi...!!


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Bella parete, anche abbastanza solare e piacevole a dispetto del luogo impervio dove si trova incastrata.
Dopo tutte queste relazioni penso che diventerà una classica, e direi che lo merita.
Il canale che conduce all'attacco è franoso ed anche abbastanza antipatico, ma fortunatamente breve. Col nevaio già al sole si passa senza ramponi.
L'avvicinamento da Pian del Re è un po' lungo e tortuoso, a dispetto del dislivello modesto difficilmente si riesce a stare sotto le 2.30 / 3 ore.
Siamo saliti in 3, Nicola, Daniele e Marco, subito dietro la cordata di @billcros, che ringraziamo per averci dato la direzione dove la via è da ricercare, e ci siamo "divisi" la via: Nicola da L0 a L5, io da L6 a L10, Daniele da L11 a L15.
Non pensavo nemmeno che esistessero in questa zona 600 metri di parete che permettono così tanta arrampicata e poca ravanata.
La via, escluse le soste, non è molto chiodata, ma comunque ben proteggibile con friends fino al 3 (blu).
Si riesce in genere a muoversi abbastanza rapidamente, anche i tiri di V si risolvono in singoli passaggi tecnici, non presentano mai lunghe sezioni difficili nè run-out impegnativi improteggibili.
Diversi tiri si affrontano tranquillamente con scarponi o scarpe basse da trek/avvicinamento evitando di torturarsi i piedi.
Le lunghezze più interessanti sono a nostro parere L4, L6, L11 e soprattutto L13.
Ottima l'osservazione di @CARLO, su L12 c'è un buon chiodo in placca a sx, un po' fuori via ma facilmente raggiungibile, che protegge il passo più delicato; piuttosto bisogna fare attenzione, quando si recupera la corda dalla sosta, a non farla saltare dentro la strozzatura strapiombante al centro del diedro, obbligando il compagno ad un'uscita "alternativa" che non è certo di quinto ...
L'ideale è aggiungere una protezione a dx in uscita dal diedro.
Noi comunque abbiamo trovato più impegnativa la L13.
La discesa nelle attuali condizioni è abbastanza agevole e semplice da individuare (sono comunque consigliabili i bastoncini).
Giornata stupenda con vista illimitata fino al Monte Rosa e temperatura gradevole.

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oggi giochiamo in casa,la cordata si riunisce (sai le ferie..),da tempo si parlava di salire questa via ,cosi alle 6 partiamo da pian del re in circa tre ore siamo all'attacco (tratto finale dell'unione del canale est e baracco da fare veloci e orecchie aperte )nel frattempo sopraggiunge un'altra cordata da tre . temperatura gradevole 16° ,piacevole scalata, roccia buona ma occhio a quello che si tira ,oggi mi sono alternato anche un po,prima parte della via i passaggi difficili sono brevi ,peccato x alcuni trasferimenti che interrompono la scalata,l'ultima guglia e la più bella con i suoi tre tiri tutti in un diedro bello tosto ,qui aggiungo che visto la lunghezza della via ,e se fatta in giornata e bene avere le pile cariche e richiede un non indifferente sforzo fisico.con la cordata di biellesi molto simpatici non ci siam pestati i piedi ,avevamo il ritmo di una lunghezza di distanza ,siamo usciti in cima alle 14,45',ed un panorama del tutto inusuale sulla vista viso ,ci siam fermati più di mezzora a goderci il tepore , e il bel panorama tutto intorno,la discesa e stata più semplice del previsto con attenzione x sfasciumi si arriva sul nevaio dove c'è il bivacco Andreotti,di li il solito agonizzante rientro,oggi molta gente in giro ,birra al rif. e a pian del re alle 20.00.

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la roccia del viso non è tutta marcia!! provare per credere, gran bella via e ambiente. spero che grazie al bellissimo blog del mio socio possa venire più ripetuta e considerata.
attualmente il ilbro di vetta parla di 4-5 cordate l'anno quando va bene..



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Una via magnifica, un vero capolavoro di Pan e Pera...
Innanzitutto ringrazio e sottolineo la perfetta relazione di Thebrd, che permette di seguire la via senza indecisioni, se si ha un minimo di naso (peraltro indispensabile in questo genere di vie...).
La roccia è quasi sempre ottima, la linea logica, la via è varia.
Occhio, però: la chiodatura è moooolto scarsa, occorre proteggersi alla grande; ma questo è uno dei pregi della via, che offre quasi sempre buone possibilità di integrazione (friend, nut, spuntoni e diverse clessidre, ebbene sì).
Partiti presto, alle 6,00 abbiamo attaccato e siamo sbucati in cima alle 12,10.
Trovati i resti della madonnina di vetta sotto il castello finale, alla base del diedro del dodicesimo tiro...
La discesa è piuttosto infima ed antipatica, specie in questo periodo, quando le parti detritiche sono impregnate d'acqua e il tutto si mette in movimento che è un piacere...
Saliti con ramponi e piccozza al seguito, indispensabili per arrivare all'attacco e ancora utili in discesa verso l'Andreotti.
Con TeoBruno, anche lui in gran forma, a tiri alterni.
Foto e report:
dani-climb2.blogspot.it/2013/07/punta-sella-m-3443-via-manera-fulgenzi.html


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Via molto bella e a torto, forse, poco ripetuta. Da tempo aspettavo di salire su questo intinerario ed oggi è stata la giornata perfetta. Meteò fantastiqué, come si vede raramente in valle Pò. Grande compagnia di Maurizio (Giordi) con cui finalmente riesco a scalare dopo diversi tentativi andati a vuoto. La via è attrezzata con soste a 2 spit e maillon da unire(tranne un paio con uno spit solo). Noi abbiamo utilizzato qualche friends medio su alcuni tiri, ma su molti abbiamo "ritenuto" sufficiente il materiale già presente aggiungendo un pò di sapore alla scalata. Molto belli L12 e L13. Nel complesso roccia buona su tutta la via, ottima nelle ultime lunghezze. Non sono più necessari picche e ramponi nè per l'attacco nè per la discesa. Purtroppo la madonnina di vetta dev'essere volata al creatore durante un recente temporale perchè ne rimangono soltanto il basamento in acciaio con i 4 ancoraggi agli angoli. Rientro interminabile, come sempre , fino a pian del re. Bellissima giornata.

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con le condizioni attuali i ramponi non servono, la normale di discesa è priva di neve e il conoide su neve molle ben scalinabile. alcuni tiri molto belli (consigliabile la variante del secondo tiro), altri meno con roccia così così ma su 600 metri ci può anche stare. noi abbiamo usato una piccola serie di friends fino al 2BD, niente nut mente su molti tiri basta il materiale già in posto.
unica pecca, il vento gelido che ci ha accompagnati per tutta la salita e la discesa.
salita con bac.


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Bella via d'ambiente, utile una picca per arrivare all'attacco della via, per la discesa abbiamo optato per una doppia da 30 mt per evitare l'ultimo canalino bagnato che porta al nevaio dell'Andreotti.

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Via molto interessante, di ampio respiro,meriterebbe senz'altro una maggiore frequentazione. La roccia è buona, l'esposizione favorevole, i tiri sono quasi tutti interessanti,le difficoltà di ordine classico. Molto apprezzabile il metodo adottato per attrezzare la via, senza banalizzarla, ma rendendola sicura e fattibile in tempi ragionevoli: due spit con maillon a tutte le soste, qualche spit nelle sezioni più difficili da proteggere. Il temuto 12° tiro non è così "adrenalinico" proteggendosi in partenza su un buon vecchio chiodo a sinistra sulla placca.
La relazione su Gulliver è ottima, precisa e dettagliata quanto basta: complimenti a "thebrd"!
Attualmente sono indispensabili i ramponi sia per la salita che per la discesa, che risulta piuttosto insidiosa causa neve e ghiaccio al colletto Sella ed, a tratti, sulla cengia obliqua. Noi abbiamo infine optato per una doppia di 40 metri per raggiungere il nevaio (lasciata una fettuccia su grosso masso).
Orario:attacco alle 6, in cima alle 12, al rifugio alle 16.
Meteo:tempo bello, freddo, ma senza vento e con poche nebbie pomeridiane. Ben coperti, al sole, si scalava senza problemi.
Rifugio completo, gestione sempre professionale.
Folla sulla normale al Viso, qualche cordata sulla Est. Noi in totale solitudine.
Notevole l'innevamento ancora presente in zona.

Con Alberto, gran compagno di cordata.

Alberto Morino-Carlo Ravetti

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Signori e signore, un’Avventura con la “A” maiuscola”!
Era dallo scorso anno che mi ero messo in testa questa via e finalmente l’ho salita, in compagnia di serena, davide e beppe, ottimi compagni: sempre allegri e disponibili.
Saliti venerdì pomeriggio dal Pian del Re all’attacco per individuare la via e scalinare la lingua di neve (indispensabile per attraversarla senza ramponi), siamo poi scesi al Rif. Sella per cena e pernottamento (brande piuttosto scomode, sigh!).
Sveglia presto ed alle 7.00 siamo all’attacco, quando il sole sta ormai sorgendo.
La via a mio parere è molto bella: una linea elegante che si snoda affrontando i passaggi più semplici tra placche, diedri, muri e strapiombi, sempre su gradi tra il III ed il V, spesso belli da scalare.
A me sono piaciuti molto L1, L4, L6, L9 ed L12 (mooooolto adrenalinico il diedro, vista la difficoltà a proteggersi …conviene poi mettere un friend in uscita sul muretto a destra per evitare problemi al secondo!).
Certo con i suoi oltre 600 metri di sviluppo questa salita riempie bene la giornata: quando ci si diverte il tempo passa in fretta ed è una bella sfida uscire nei tempi previsti… ma poco male, la giornata è splendida ed essere in cima alle 16 non rappresenta un problema!
Discesa non banale dal colletto Sella attraverso un canale di detriti instabili; attenzione ad individuare la selletta a destra per uscire dal canale principale (roccia rossa ed ometto, vedi foto).
Lungo il rientro al Rif. Sella e soprattutto da questo al Pian del Re, ormai alla luce delle frontali…
Giornata terminata in pizzeria con gli amici (Daniele, Rimo, Gianni, Enrico e Matteo), oggi sulla Est del Viso, contenti e stanchi come noi… bravi!
Un saluto ai 3 amici genovesi conosciuti oggi sulla via, onorata da un affollamento fuori dal normale (7 persone in tutto), anche al rifugio erano sorpresi di vedere 3 cordate sulla Manera!

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Bella via d'ambiente su roccia discreta nella prima parte e buona negli ultimi tiri.
Lo sviluppo della via supera gli 800metri le protezioni sui tiri sono più numerose di quelle descritte nella relazione comune alcuni tiri sono da proteggere esclusivamente con friends ( utili fino al 3bd e nuts).Sul primo tiro possibile variante sulla sinistra protetta con 3 spit ( 6a). Abbiamo trovato neve sui trasferimenti e sugli ultimi due tiri e sul secondo trasferimento abbiamo perso un po' di tempo per evitare di togliere le scarpette! In discesa parecchia neve in via di scioglimento, seguire la relazione e buttarsi subito su roccette a destra, noi ci siamo fatti abbindolare da una calata (cordino + maillon) sulla destra che ci ha costretto a fare poi un lungo traverso da sinistra a destra di misto non banale! per poi ritrovarci al colletto sella con grande perdita di tempo. comunque in queste condizioni di neve e zero termico alto la discesa non è banale! tempi:attacco ore 8:30, vetta ore 15, biv. andreotti (attualmente chiuso per danni subiti) ore 18, rifugio ore 19.30, pian del Re ore 21.
Salita in compagnia di Marzia in una giornata di sole mentre la val Padana era coperta da nuvole!


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Salita sabato.Bella via alpinistica.
Per essere in zona M. Viso la roccia è buona, a tratti ottima. L’esposizione rende piacevole la scalata, sempre al sole.
La relazione dei Monti d’Italia è giusta. Con le precisazioni del commento di Cardonatti. Solo il 12° e 13° tiro son un po’ imprecisi, ma la via si trova… Arrivati all’ultimo risalto della vetta confermo che manca la sosta. Noi abbiamo aggirato a dx lungo una strattoia facile e siamo arrivati alla selletta dove c’è la sosta dopo.
Il penultimo tiro, nonostante la gradazione sia di solo IV+ (!!!) è ben più duro… ma rende la salita più saporita.
Discesa senza problemi per canale sfasciumato fin all’Andreotti. Poi lunghissima per le Segnette.
Partendo dal Pian del Re è stata una bella sfacchinata!

Complimenti al socio Matteo alla prima via così lunghetta…
E complimentoni al Manera e socio che l’hanno aperta in invernale, nel 1968…!!


PS Trovato borraccia Sigg all’attacco



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Attenzione alla via di discesa che, in caso di brutto tempo, potrebbe diventare davvero problematica.Si scende in un canale di sfasciumi del tutto instabili. Ci sono dei cordoni per calata in doppia, ma io ed Enzo abbiamo preferito disarrampicare perchè ci è parso più sicuro.Attenzione anche per arrivare all'attacco della via perchè il canale Barracco scarica continuamente. Grazie ad Enzo per un'altra giornata indimenticabile.

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Note tecniche: via di grande impegno psico-fisico,richiede “naso” e capacità di proteggersi con nut e friend,sempre in forte esposizione e verticale,in ultimo la discesa fino al bivacco Andreotti non è certo una passeggiata. Tra le poche relazioni presenti l’unica di un certo valore è quella della guida ai Monti d’Italia,con queste precisazioni.
Se si segue la via originale di manera,e non la variante in fessura,occorre dalla seconda sosta (in placca e su chiodi, non su spit) portarsi sul margine destro della parete rossastra che sbarra la strada,in una evidente spaccatura,alla base della quale si trova un nut incastrato,salire la spaccatura (V) proteggendosi con friend medi,e guadagnare una zona rocce facili sul bordo destro della parete (sosta da attrezzare su spuntoni e clessidre).Da qui traversare a sinistra su cengia per una decina di metri(e non 50 come cita la guida) fino a reperire la sosta a spit. Da questo punto la relazione dei monti di italia è fedele .Quando si arriva sotto la parete finale,non vi è la sosta a spit e non vi è ometto, il camino da salire è il primo partendo da destra,ha un cordone incastrato a metà tiro,ma è invisibile dal basso,usciti da questo primo camino si trova nuovamente la sosta a spit,e la via è lineare.
Attrezzatura: v sono poi circa una decina di spit di via,sparsi per i 16 tiri,sostanzialmente sui passi più duri,ma che non servono molto come indicazione dell’itinerario da seguire,si trovano anche tre quattro chiodi. in ultimo,si arrampica con lo zaino,e una eventuale ritirata è problematica
Considerazioni personali:due grandi giorni di alpinismo,mercoledì con la via dei torrioni a punta Venezia ed oggi qui sulla manera. Quest’ultima è veramente una signora via,personalmente credo che si possa,in parte,capire la personalità dei grandi alpinisti,ripercorrendone le vie. Credo che questa indichi molto bene lo spessore del manera alpinista,aperta nel gennaio del 1968,naviga per 680 metri su questa immane parete,cogliendone i lati deboli,con una linea di grande estetica.
Grazie a max,che come sempre è stato amico e compagno di cordata di grande spessore e a cui toccano(chissà perché) i passi più duri. La giornata è stata splendida,meteo da sogno,quando si ha la fortuna di passare due giorni così,si può solo ringraziare.


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Gran bella via di montagna, abbastanza lunga con roccia per lo più buona, alcuni tiri impegnativi per le difficoltà classiche indicate; avvicinamento per l'attacco faticoso.
Soste attrezzate tranne L3,L4 (Montagne d'Oc), tiri facili (noi non le abbiamo trovate)
Belli L1, L2 (variante di 6a/6a+ spittata), L6, L13 (lasciato 1 chiodo, tiro un po' sprotetto, L14, L15.
Manera? ... proprio un duro!
Con Vitti e Ivo


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Ripetizione frustrata dal tempo instabile, sole, poi nebbia, poi vento, poi pioggia, poi sole... e così via.. Sia per raggiungere l'attacco che per la discesa picozze e ramponi superflui. Un saluto al socio Pasupà

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Ci sono anche stati ...

  • 17/09/12 - edo74
  • 29/07/05 - pasupà66
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud-Est
    quota partenza (m): 2020
    quota vetta (m): 3443
    dislivello complessivo (m): 1500

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    15/02/20 - Legnone (Monte) Versante Ovest Amori Incerti - davec77
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