Mea (Bec di) Due Calzini e una Patacca

Quando, purtroppo (o per fortuna dipende dai punti di vista), si sono aperte/chiodate molte vie, il problema diviene quello della manutenzione (soprattutto per quelle chiodate). La roccia della valle tende a sporcarsi naturalmente parecchio e da un anno all'altro bisogna sottrarre giornate alla ripetizione o alla ricerca dell'eventuale nuovo per riportare le vie e i sentieri a una condizione di fruibilità. Detto questo, solo alla Cupola della Mea faccio 4 interventi l'anno. Grazie a ciò il sentiero oggi è perfettamente pulito e le vie direi in ottime condizioni. Questa in particolare, che offre una delle fessure più "anomale" della valle richiede un'annuale lotta con i rovi e i licheni. Salita e pulita dal basso (superando un "tetto" di rovi) e riportata allo "splendore" originario. Il primo diedro è facile e bello, la seconda fessura strapiombante "fuori misura" è davvero unica. Qui rimuovere in due punti il muschio comporterebbe un'artificialata scomodissima. Tuttavia, i virtuosi dell'incastro di gamba non patiranno questo breve tappetino. La scalata è espostissima e il "solo" 6b richiede un po' di mestiere. Puliamo anche a sinistra il monotiro "Narciso delle nevi 5c/6a, molto bello. Sentiero che sale da Bonzo tutto ripulito e agevole grazie al lavoro dei volontari del Cai di Lanzo (presumo perché sentivamo motoseghe e decespugliatori ma non vedevamo nessuno). Si va via bene con due 5 doppi e due 4 doppi. Anche un 6 non guasta. Val Grande sempre bellissima. Pediluvio/bagno nell'Unghiasse al termine poco sopra le cascate. Vietato scivolare!

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Fatta dopo la "Via del Gran diedro di sinistra" alla parete sud, è un bel pugno nello stomaco. La combinazione, per un totale di 280 m, è molto bella e su fessure larghe, quasi tutte da proteggere. Sul tratto del terrazzino di L1 sta ricrescendo qualche rametto di rosa canina, ma si va via bene. Ingresso di L3 duro e d'incastro di pugno, poi di gamba. Nel sentierino di collegamento tra la parete sud e la cupola abbiamo rifatto degli ometti, ma s'individua benissimo.

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Ieri bella giornata di sole, abbiamo lavorato per sette ore per finire la via dopo diverse volte che siamo venuti per effettuare la pulizia del settore. Alla fine è venuta fuori una bella scalata con fessure e con diedri strapiombanti che potrebbero fare concorrenza a salite più gettonate come quelle presenti nella valle dell'Orco sopra Ceresole. Questa via che abbiamo chiamato "due calzini e una patacca" è composta da quattro tiri, è molto varia (si devono superare muretti, fessure, gradoni, spigoli,ecc). Inoltre se si volesse scendere in doppia dalla via anzichè dal sentiero si dovrebbe affrontare una bella doppia nel vuoto! (vedi ultima foto)

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Apriamo la prima via sullo strapiombante versante est-sudest della Cupola del Bec di Mea. La prima lunghezza, nel grande diedro fessurato, vale da sola una visita e si presta, data la difficoltà contenuta, alle prime esperienze per la posa delle protezioni. Nella seconda lunghezza si cambia marcia, e la via diviene terreno per gli amanti esigenti dell'incastro e delle dulfer. Scalata impegnativa e in grande esposizione, attraversando per circa 10 metri la grande faccia strapiombante destra del diedro. Purtroppo del muschio che dal basso non siamo riusciti a rimuovere, rende più impegnativa e precaria la salita ed occorre posizionare molto bene i friend di grandi dimensioni. Piazzare gli unici tre spit non è stato affatto uno scherzo... Cercheremo prossimamente di calarci dall'alto in qualche modo e di ripulire meglio il tutto. Ma le fessure della Val Grande sono così... e la loro difficoltà risiede anche in questo. Sono salito nel primo tratto sopra la S2 tagliando dal basso una cascata di rovi...un vero spettacolo! La terza lunghezza "cerca la roccia", ma nonostante i ciuffi erbosi che fanno da corollario alla salita, ne sono usciti dei passaggi veramente particolari e interessanti. La quarta lunghezza è una fucilata di 32 metri sulla placca spigolo che delimita a destra il versante est della "cupola". Uso sapiente dei piedi richiesto in un paio di passaggi e chiodatura molto ariosa in qualche tratto(facile, per carità, ma è meglio non cadere).
Un bravo a Renato che nonostante le sue non buone condizioni fisiche non si è risparmiato, ed un pensiero a chi mi ha rubato i bastoncini lasciati alla base della Mea mentre salivamo: è meglio che non ti becco in giro mentre li usi...


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  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: 6b :: 6b obbl ::
    esposizione arrampicata: Varie
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    sviluppo arrampicata (m): 120
    dislivello avvicinamento (m): 150

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