Ruetas (Monte) e Monte Morefreddo da Pattemouche per il Clot della Soma

Partenza da Laval 1690 m, per i colli del Pis 2613 m e Morefreddo 2710 m. Discesa per il "Sentiero degli alpini", colle dell'Arcano 2781 m, Troncea 1920 m, Seytes 1950 m e rientro a Laval. Dislivello totale probabilmente sui 1400 m, sviluppo 15 km. Era da tempo che volevo fare questa gita, così un po' all'ultimo eccola. La siccità estiva regala i primi anticipati colori autunnali sui versanti della Val Troncea. Noiosa la salita al Clot della Soma (ho evitato la salita finale alla vetta), poi il percorso più vario per il Colle del Pis e del Morefreddo, senza salire alla vetta avendola già salita più volte. Da qui il sentiero prosegue per un'immensa pietraia fino alla cresta del Ruetas, che si raggiunge in 10 minuti. Rimango un'ora in vetta, poi scendo per il famoso "sentiero degli alpini". Non è così famigerato, anzi, pur attraversando ripidissimi pendii è sempre largo un metro ed in ottime condizioni dopo il ripristino del 2015. Percorso aereo e spettacolare fin quasi al colle dell'Arcano. Da qui la discesa è rapida ed altrettanto l'aumento della temperatura e così la sete, che posso placare soltanto al Rifugio Troncea con una birra gelata. Traversando sul sentiero balcone a Seytes, da quest'ultima borgata si scende in meno di 15 minuti a Laval. Splendido giro ad anello che tocca tutte le borgate della sempre meravigliosa Val Troncea. Giornata splendida di fine estate coi primi colori autunnali. Soltanto pecore, maremmani rabbiosi, vacche, marmotte, camosci, pernici, stambecchi ed aquile in giro. Nessun umano dalla partenza fino a Troncea. Totale silenzio e solitudine per queste prime "impressioni di settembre"
verso il colle del Pis
prima parte del sentiero, sulla pietraia del Ruetas
in discesa dal Ruetas
inizio vero e proprio del sentiero degli Alpini
il sentiero
uno dei tratti ripristinati
primo ponte
secondo ponte
ultimo tratto
ormai quasi al colle dell'Arcano

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note su accesso stradale :: Come da descrizione
Nessun problema sino al Morefreddo.
Dal Colle parte il bel sentiero degli Alpini, costruito con muretti a secco, il quale risulta leggermente aereo nella parte verso la Val Germanasca, in quanto segue fedelmente il lato Sud del Ruetas.
Vi sono due piccoli ponti in legno, ove il sentiero è crollato, ma dal punto di vista tecnico, non vi sono difficoltà di sorta.
Dal Colle dell'Arcano, nuovamente bel sentiero di discesa, senza problemi da segnalare.
Avevo già parzialmente effettuato questa gita, ma questa volta ho aggiunto il sentiero degli Alpini ( attenzione a chi ha un minimo di vertigine, potrebbero esserci problemi ), raggiunto il Colle dell' Arcano, Ruetas, discesa su Seytes e rientro al Baracot di Laval, per un totale di oltre 18 Km.
Il percorso può presentarsi un po' monotono nella parte iniziale, ovvero la lunga sterrata fino al Clot della Soma, ma in realtà man mano la vista si apre sia sull' intera Val Troncea che sulle montagne circostanti, per cui risulta comunque piacevole.
Assoluta e totale solitaria, tranne qualche marmotta nella zona del Colle del Pis.
Dedico questa passeggiata a tutti coloro che amano e praticano la montagna, alle mie donne di famiglia Dani e Chiaretta ed un abbraccio forte al mio papà.


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Bella gita di inizio autunno con i primi colori.Meteo discreto con qualche nuvola e un po' di nebbia che saliva dal Vallone di Massello. Peccato che il sentiero degli alpini sia in un punto franato e diventa stretto ed esposto,ma con attenzione si puo'passare.Arrivato al colle Arcano sono sceso ai Forni di San Martino dove è interessante la storia delle miniere del Beth.Da lì le grange di Troncea e Laval.

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note su accesso stradale :: lasciata auto nei pressi del primo ponte
Gita EE solo sulla cresta, tutta pulita, del Ruetas, con due passi piuttosto esposti se la si segue fedelmente, se no per lo più c'é un grande pistone d'erba poco sotto.
Salito prima al Morefreddo (due ricoveri bellici, dov'è il ricovero ripristinato dall'ente parco ? gli edifici sono entrambi malridotti). Molto bello il sentiero degli alpini (edificato nel 1896, targa, ma parecchie incisioni W1904). Cavi d'acciaio mai necessari, anzi inutili: la prima parte del sentiero é molto larga, la seconda è più stretta ma comoda (ci passano i ciclisti e nell'unico punto dove occorre fare discreta attenzione, 30 cm di larghezza e 1 metro e mezzo di lunghezza, il cavo non c'è perchè comincia poco più avanti...). Visti solo tre ciclocrossisti al C. del Pis. Giornata non male, copertura nuvolosa "alta" che permetteva buone visuali ovunque tranne che verso E. Temperatura ottima (12° alle 12)). No vento. Pioggia decisa solo dopo le 18,30 (e tra le 8 e le 9.00 del mattino, quindi previsioni azzeccate).


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Bella gita accorciata dalla salita della funivia.Sono salito fino al col del Pis da li fino alla Punta Vallonetto, dopo sono ritornato al colle , ho salito il Morefreddo e il Ruetas.
Bell giro , giornata meravigliosa.
In totale 1000 metri di dislivello

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note su accesso stradale :: ATTENZIONE SOLO FINO AL PONTE DOPO PATTEMOUCHE POI NAVETTA informarsi
attenzione l'acceso auto alla Val Troncea è limitato al Ponte sul Chisone non si può raggiungere il parcheggio tradizionale, perchè spazzato dall'alluvione, il divieto è poco chiaro: cartello di divieto di sosta con ordinanza affissa scritta in piccolo... esiste un servizio navetta. Telefonare al rifugio Troncea per info.

Ed altra giornata da ****!!!
Solitario (d’altronde questi sono i pregi e difetti di lavorare in rifugio…) colgo l’occasione delle previsioni ottime per questo anello a cui diversi anni fa avevo dovuto rinunciare per maltempo..
Consiglio di prendere il sentiero 330 per il Morefreddo che attraversa un incantevole angolo della val troncea, attenzione se perdete il sentiero dopo Seytes (diverse tracce) puntare in direzione del macereto affiorante dietro le baite diroccate: il sentiero taglia proprio lì; e seguire le numerosi bandierine che piegano in direzione est/sud est e costeggiano la pineta soprastante la borgata sul suo lato destro, a volte il sentiero sembra perdersi un po’ nel bel bosco, ma se state attenti reperite le numerosissime bandierine metalliche. sbucati dal bosco, se eventualmente perdete il sentiero doveTe piegare sull’evidente dorsale sulla sx (salendo) del vallone del Clot del Prà, che sfocia nella sommità del Monte Morefreddo, da qua la via più semplice dato che non esiste sentiero per la sommità del Ruetas è percorrere la bella mulattiera che i taglia i pendi nord della montagna e al secondo tornante (come giustamente già segnalato dalle precedenti relazioni) si punta alla sella caratterizzata dalla dx (salendo) da un cresta con piccoli torrioncini, con percorso faticoso e abbastanza ripido su pietraia, ma non pericoloso o difficile, si perviene così a una piccola conca e in breve all’omino di vetta.
Ridisceso al sentiero, ho finalmente percorso il sentiero-balcone degli alpini che mi era stato consigliato parecchia anni fa da un guardiaparco: in effetti è una bella mulattiera balcone che taglia il ripido pendio est del Ruetas, c’è qualche cavo d’acciaio a mio avviso abbastanza inutile, perché in caso di neve (inzio stagione) conviene portarsi picca e ramponi dato l’attraversamento di alcuni canaloni, ovviamente adesso è totalmente privo di neve, e quindi facilissimo, arrivati alla depressione del Colle dell’Arcano, proseguire dopo aver attraversato un ponticello ligneo attraversando delle caratteristiche rocce rosse (ferrose) qua anche se non segnalato vi è il bivio del Colle dell’Arcano: il sentiero sembra scendere verso il Vallone di Massello, voi dovete invece affacciarvi sul lato della Val Troncea (ovest) e vedrete una traccia labile (bollo fresco), cominciate a scendere, ma la traccia dopo pochi metri taglia subito in quota (direzione sud ) fino a una zona di sfasciumi (bandierina metallica) da lì si prosegue riscendendo di nuovo in direzione ovest: il sentiero nel vallone di discesa in molti tratti sembra perdersi, ma dovete seguire l’abbondantissima segnaletica (ancor più visibile se vi girate…) fino a pervenire alla vasca, piegando a dx ritornate a Seytes, piegando a sx raggiungete il sentiero per il Beth-Ghinivert e quindi scendete al Rifugio Troncea e da qua all’auto.
Gran bel giro con poco spostamento lineare, selvaggio poco frequentato (io l’ho percorso in totale solitudine..), con possibilità di avvistamento di molti animali.


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Approfittando della seggiovia, breve gita mattutina x salire la cima del Ruetas e, scendendo, salire anche il Morefreddo. Il Ruetas l'ho salito dall'Arcano ma arrivando dalla seggiovia conviene salirlo direttamente dal sentiero degli Alpini, o salendo subito dopo aver incontrato la targa e la panca x guardare il panorama (consigliato, tratto ripido ma breve e su erba)o direttamente dall'ultimo tornante a sx della pietraia che guarda il Morefreddo (fatto in discesa, breve ma in salita è solo per amanti delle "Ciaplere doc"!!)

Gita consigliata per il panorama.

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La parte più faticosa e meno gradevole è quella della zona immediatamente sottostante gli impianti del Clot della Soma. Il sentiero degli alpini è stato ben risistemato, con funi metalliche nei punti più esposti, ed i punti franati riaggiustati (anche con un ponticello). Siamo scesi anzichè sulla sterrata, passando da Seytes e poi a Laval. Non farsi tentare dal primo sentiro che si dirige verso il fondo valle, subito dopo la ripida discesa dal Colle dell'Arcano, perchè dopo un po' si perde, e, come è successo a noi, si scende a tratti malagevolmente anche tra arbusti, su tracce di labili di animali, comunque senza mai trovare ripidi pericolosi o salti di roccia. Gita gradevole, varia, che dura circa 6 ore (senza correre, come si conviene ad un settantino).

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Attualmente si parte da Pattemoche, raggiungendo Laval su una lastra di ghiaccio, sono utili i ramponi. Imboccato il bivio per il sentiero del Morefreddo n°330 si arriva senza difficoltà in cima, calpestando davvero poca neve, solo nella parte centrale nel bosco. Sentiero segnalato con infinità di cartelli e plaine, impossibile perderlo. Dal Morefreddo siamo scesi al Colle verso il Ruetas, con l'intento si salirlo per la cresta sud; subito si deve superare un risalto roccioso misto a erba abbastanza ostico se con ghiaccio, per poi accedere ad un più dolce pendio detritico, dove si incrocia una vaga traccia. Ci siamo però fermati a quota 2800 circa a causa di alcuni torrioni o da aggiare su sfasciumi infidi o da superare direttamente (passaggi di terzo credo). Allora ritornati al colle abbiamo seguito il sentiero sul versante ovest, ottimamente segnalato e con neve solo sottoforma di accumuli. Lo abbiamo seguito fino al punto in cui raggiunge la cresta NO, seguita per un po', per poi desistere definitvamente a quota 2850 causa condizioni non di sicurezza per le nostre capacità.
Peccato non aver salito anche il Ruetas, ma la gita è stata lo steesso intensa e soddisfacente. Partiti alle 8.00 da Pattemouche siamo ritornati all'auto alle 17.30 senza praticamente soste. 1500 metri totali di dislivello. Incredibile come fino a 2700 del Morefreddo di neve non se ne pesta quasi. Ma anche sui pendii esosti a nord ne è rimasta davvero poca. Da equilibrismo restare in piedi sulla lastra di ghiaccio che è la strada della Val Troncea.


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rispetto alla descrizione siamo saliti seguendo il sentiero 330 che salendo lontano dalle piste porta diretti sul Morefreddo. Poi come da descrizione fin sul Ruetas (ultima elevazione della cresta, ometto di vetta), in discesa altra variante: non siamo arrivati fino ai forni ma poco prima ad un bivio (abbeveratoi in legno e pallina segnaletica) abbiamo preso a destra un sentiero non segnalato ma evidente che con bel percorso porta comodamente a Seytes e da qui alla macchina. Oggi vento teso e fresco sul versante val Troncea, invece bello caldo lato Massello.

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Bella gita con avvistamento di molti animali.

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  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero 318 fino al Colle del Pis, poi 215
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Ovest
    quota partenza (m): 1677
    quota vetta/quota massima (m): 2935
    dislivello salita totale (m): 1300

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