Machaby (Poire de) La Pinna

A torto poco ripetuta e quindi muschiata: si passa comunque senza difficoltà.
Come detto da tutti, primi due tiri più difficili poi la via si "rilassa", anche se personalmente ho trovato il muretto del 10° tiro il passaggio più duro di tutta la via.
Molto particolare il passaggio sulla pinna. Occorre solo stare attenti a diversi blocchi fessurati, da trattare con cautela.
L'avvicinamento, per quanto ripido non ha presentato problemi: gli ometti ci sono e si vedono.
Un po' più complicato scendere perchè o gli ometti sono spariti o sono stati sepolti da foglie e rami. Comunque, cercando di non allontanarsi troppo dalla parete, ce la si cava un po' ovunque. Resta ripido, pieno di foglie e spesso non ben consolidato ma non così terribile, insomma. Chissà se in qualche modo si può raggiungere la strada asfaltata che si vede poco lontana...
Luogo ameno, appartato, lontano dalle folle e persino rparato dal vento.
Ci siam fermati un bel po' sul pianoro a fine via a goderci il panorama diverso dal solito, ne è davvero valsa la pena.
Grazie a Max che ha accettato la proposta insolita...e a Gianni Lanza che scova sempre angoli suggestivi.



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Ritorno volentieri su questa via con gli amici Gigi e Matteo che non ci erano ancora stati.
Via di placca con i primi 2 tiri un poco più impegnativi.
La via non sembra molto frequentata , L1 ed L5 un po' sporche.
L'avvicinamento e sopratutto la discesa "rustici ", anche se brevi, penso non invoglino ad andarci.
Fosse ad ALBARD ci sarebbe la coda.
Abbiamo rimesso alcuni ometti , anche in discesa, che mi sono sembrati meno dalla mia prima visita.

Bella mattinata , temperatura buona per arrampicare, non sicuramente da gennaio..........


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note su accesso stradale :: ok
Dopo 3 anni e mezzo torno su questa via con Giovanni che aveva fatto solo "Senza mani". All'ora con giuliof a tiri alterni, oggi tutta da primo. Sempre belli i primi 2 tiri, poi placche tutte simili.

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note su accesso stradale :: Comodo ed ampio parcheggio
Avvicinamento ravanage per il fogliame autunnale ma mille ometti sanno tenderti la mano e guidarti nell'avvicinamento
Attaccato il primo tiro alle 11 col sole appena arrivato sul primo spit!
Sole e temperatura piacevoli lungo l'intero sviluppo della via.
Primo e secondo tiro molto belli, quest'ultimo un po' più delicato.. segue "la pinna", sublime ed estetica, secondo me. Vista emozionante.
Seguono placche poggiate.. mai banale il tutto.
Spittatura ariosa dove è più facile.. ma è giusto così.. non siamo su monotiri

Rientro un po' violento.. ripido e presenza di spesso strato di foglie.
Ho rimediato una distorsione al ginocchio ma questa è la vita




Bella via .. così come un buon libro
Grazie Gianni Lanza!


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La via è in ordine, asciutto anche il primo tiro, i muschi non danno fastidio. In questa stagione conviene attaccare in tarda mattinata, per farla integralmente con il sole. Il ripido sentiero di rientro, pur ben segnalato dagli ometti (grazie anche a Fabrizio per il riordino) è un po' insidioso a causa dello spesso strato di foglie, sarebbe meglio portarsi gli scarponi rigidi al posto delle morbide scarpe d'avvicinamento.
Con Germana, arrampicata gradevole e rilassata, la parte più impegnativa è stato il sentiero di ritorno ;)


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Galvanizzato dalla solitaria su senza mani mi lancio sulla Pinna.
Sul secondo tiro onestamente, colto da attacco di coniglite, sono andato un po' a zig-zag tra gli spit alla ricerca delle maniglie più sicure. Comunque, nonostante questa piccola vigliaccata, al termine soddisfatto del bel giro e, avendo risolto le due vie in un'oretta, alla fine mi sentivo proprio l'Ueli Steck degli sfigati.
PS: il buon Lanza è molto generoso e apprezzo, ma qui di 5 non ce né.

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Superato il torrente dirigersi verso sinistra a reperire un muretto a secco. A sinistra del muretto costeggiare uno speroncino di roccia fino a reperire gli ometti di pietra, difficili da individuare in questa stagione a causa delle foglie che li ricoprono.
La via presenta le difficoltà di 5a solo sui primi due tiri. Per il resto è assolutamente plaisir ed adeguata a cordate alle prime armi.
Gitarella di fine anno con Enrico...che sia di buon auspicio per 1000 salite nell'anno nuovo!
Dopo un discreto ravanare per trovare l'attacco della via a causa delle foglie che ricoprono gli ometti abbiamo trovato la parete di accesso e ci siamo fatti questa arrampicatina che per me significava il ritorno alla roccia dopo quasi 6 mesi di abbandono.
Un grazie a Enrico, ottima compagnia per festeggiare la fine di questo 2015.



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Personalmente trovo che 5a sui primi due tiri sia un po' sottovalutato, il resto è facile ma mai banale insomma una bella via
con Franco


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Ancora sulla Pinna, evidentemente ci piace. Ma oggi il primo tiro, dopo i due giorni di pioggia, era un prato verde di muschio rigoglioso e fradicio, lui in salute e noi in apprensione ;). Molto bello il secondo tiro, asciutto, poi tutto facile e rilassante (da picnic di pasquetta).
Con Germana e gli amici Claudia e Maurizio.


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Divertente via avendo solo mezza giornata disponibile. Belli i primi 2 tiri. Chiodatura ok. Avvicinamento e discesa ben segnati.
Bella salita con l'amico Stefano. Un grazie a Gianni x il suo impegno nel trovare e aprire nuove vie plasir di puro divertimento.


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Sentiero di avvicinamento ben segnalato dai numerosi ometti;
facile vietta essenzialmente di placca adatta per principianti; i primi due tiri, un po' più in piedi (5a generoso), con corde da 60 m. si possono tranquillamente concatenare, così come gli altri; materiale in ordine, soste da collegare, chiodatura ottima, il muschio non da fastidio più di tanto; un po' incerto il sentiero nella parte alta della discesa

Giornata grigia ma non fredda; con Denis ed Ago


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Via molto bella, lunga e con caratteristiche abbastanza varie, seppure con prevalenza di placche appoggiate. Il grado 5a del primo tiro è generoso, al contrario del secondo (partenza dopo la sosta un po'delicata). Facili e suggestivi i due tiri successivi sulla "pinna", seguiti da qualche tiro di placca appoggiata impersonale (ma si possono eventualmente concatenare con corde lunghe per sveltire la progressione), nuovamente belli i due tiri finali. Per l'avvicinamento, come già osservato da altri, è forse più consigliabile attraversare il torrente nella parte bassa (vedi traccia). Lo sdoppiamento della traccia di avvicinamento fra andata e ritorno è dovuto in parte ad imprecisione del segnale, ma soprattutto ai "ravanamenti" del rientro notturno.
Con Germana, in una pomeridiana cominciata forse troppo rilassati e poi diventata da fiatone (se avessi potuto avrei concatenato anche tre tiri alla volta;). Lei si è divertita molto anche nel rientro al buio, con una sola pila in due (ma per fortuna con gps), io un po' meno!


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Facile ma divertente anche sui terzi. Chiodatura ok. Soste a spit da collegare, portare cordoni per le soste su albero o su spuntone. Su L4 scavalcare a sinistra la cresta-lama 6-7 metri prima che finisca (spit sul fianco sx della cresta). Occhio su L9: andare decisamente a sinistra per non finire sulla via "Senza mani", e sostare sugli alberi. Avvicinamento e discesa cinghialosi ma molto ben segnati con ometti.
Con Anna Barbi


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Bella salita, varia, dai primi due tiri di 5a (il secondo forse qualcosa di più di un 5a?), poi il traverso e infine la serie di placche. Fatta oggi con mia moglie Chiara come seconda uscita dopo il termine del corso di roccia, giornata splendida per clima e colori. Giunti al termine della via ci si riposa con la magnifica vista sulla valle di Champorcher e zona Avic.

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Per l'accesso, appena passato il torrente prendere il sentiero a sx nel bosco e dopo pochi metri andare verso dx cercando il muretto al termine del quale iniziano gli ometti che conducono alla parete. Il sentiero è ripido e consiglio buone scarpe da trekking. Probabilmente causa l'anomala stagione c'è parecchio muschio sulla via e qualche appiglio viene ancora via. Chiodatura "ariosa" che può essere un problema in caso di parete umida e una ritirata in doppia risulta problematica. Via comunque carina in un ambiente selvaggio
Con CZ


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Scelta dovuto e ricaduta su questo itinerario per testare il ginocchio opreto circa due mesi fa e poi il meteo incerto ha fatto il resto, noi abbiamo arrampicato al sole.
Qualche problema sull'imboccare il sentiero giusto, bisogna guadare il torrente in basso e non in alto, poi sarà che non sono in forma ma i 30 min di avvicinamento mi semrano pochini.
Per quanto riguarda la via direi carina, bello ricominciare ad arrampicara soprattutto sul muschio ma visto il tempo leggermente umido dell'ultimo periodo mi sembra il minimo. non facile integrare ma non serve gli spit sono ben posizionati.
Sempre sempre sempre con Alessio


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Via nel complesso molto bella e interessante ideale x iniziare a percorrere vie lunghe da capocordata senza maledirsi x aver osato.
La chiodatura è mediamente lunga ma va strabene così date le difficoltà limitate,in ogni caso le protezioni sono messe nei posti giusti.
Un po' di fastidio lo danno i licheni sulle placche ma a furia di passare si puliranno.
Ottimo lavoro di tracciatura del sentiero (praticamente un ometto ogni 2/3 mt.).
X l'occasione la cordata storica col socio LO si è interrotta
x l'arrivo di nuovi componenti quindi Antonello con me e Maurizio - giovane rampollo di famiglia - ovviamente legato con papà LO.
A seguire una doppia cordata di finlandesi!!!


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Bella via, ideale per chi vuole cimentarsi in una via lunga; linea molto aerea, soprattutto nella prima parte, traverso facile e di soddisfazione in particolare per il panorama che offre; soste sempre comode, chiodatura buona anche se un pò alto il primo spit alla partenza del secondo tiro dove sono concentrate tutte le difficoltà della via.
Con Ezio in una giornata in cui minacciava pioggia e che ci ha beccati quando ormai eravamo alla macchina!


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La via è in perfette condizioni ed è di grande soddisfazione per chi si avvicina a questo sport, da qui le mie cinque stelle. Prestare attenzione sul nono tiro dove la via per un tratto passa parallela alla vicina "Senza Mani", bisogna tenere la sinistra e seguire gli spit che portano al ripiano erboso facendo sosta sull'albero. Passaggi interessanti sui primi 2 tiri più verticali nei quali sono concentrate quasi tutte le difficoltà della via poi facile cresta a forma di pinna di squalo e divertente placca fino alla cima, spezzata solo dal breve muretto del decimo tiro e qualche cengia erbosa di raccordo. Le soste sono quasi tutte molto comode su terrazzino roccioso o spiazzo boschivo e ben favoriscono chi sta imparando le tecniche o provando i materiali (alla seconda sosta ho smontato le aggressive instinct e calzato le più comode puffette). A tiri alterni con Teddy. Giornata ventilata e roccia super. Un saluto alla simpatica coppia lombarda della cordata che stava dietro con cui abbiamo condiviso la pausa in cima e la discesa.

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In realtà abbiamo fatto soltanto gli ultimi due tiri (molto carini), deviando a sinistra dalla Senza Mani (sosta su albero). Credo possa risultare utile allegare anche qui la traccia di avvicinamento per entrambe le vie, dal momento che il sentiero, anche se ben segnato, è abbastanza sporco.
Con Germana


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Caratteristica itinerario

difficoltà: 5a :: 5a obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 800
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 200

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Avvicinamento semplice se si segue la relazione. Via molto bella, su roccia buona, spittatura extra comfort. Rientro semplice e rapido, praticamente in piano. Bellissima la fioritura delle peonie selvatiche.