Machaby (Poire de) Senza mani

Siamo arrivati al parcheggio senza problemi, da qui si vede la strada tra le due costruzioni dell'acquedotto che, nel giro di pochi minuti porta al guado del torrente che si fa senza problemi. Peccato che da qui ad arrivare al muretto a secco ci siano sterpaglie e rovi senza alcuna indicazione, quindi abbiamo faticato non poco a trovare il sentiero. Siamo risaliti anche per un ghiaione (fuori traccia) per trovare il sentiero quasi alla fine. Perso un pò di tempo, ma siamo arrivati all'attacco in circa un'ora (sentiero bello ripido). Le difficoltà della via non sono continue, in alcuni tratti veramente senza mani se non addirittura in piedi... Ho perso gli spit nel quarto tiro (problema mio) in quanto la via tende leggermente a sinistra, quindi dopo aver fatto quasi 20 metri in conserva, ho inventato una sosta su un'albero.

P.S.
Alcuni fix in sosta ballano...
La via è decisamente carina, visuale spettacolare... L'avvicinamento non è proprio intuitivo, soprattutto nel primo tratto dopo il guado. Discesa tranquilla su sentiero (circa un'ora per tornare al parcheggio), bisogna stare un attimo attenti alle foglie sul sentiero, ma nulla di che.
Nel complesso molto bella, se si vuole tornare a prendere confidenza dopo tanto tempo di stop...

Siamo arrivati in cima, qualche campana in lontananza ci ha fatto pensare a delle mucche libere.
Dopo pochi minuti siamo stati raggiunti da quattro capre decisamente curiose. Corna gigantesche...!!!
Devo dire che il primo pensiero è stato " ci siamo appena tolti dalla sosta, se non ci trovano simpatici basta un'incornata che volo dritto per 200 metri portando giù anche il mio compagno"...
Fortunatamente erano solo curiose, ma che corna...!!!


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Trovato il parcheggio senza troppi problemi...torrente da guadare è stato individuato senza problemi ma da lì è iniziato un vagare per trovare i primi segni in un bosco coperto totalmente di foglie, ricci di castagne e rovi fino all'apparire di qualche ometto che poi stando all'occhio era piuttosto frequente sebbene in ripida salita, purtroppo ci siamo persi e non abbiamo trovato il famoso masso con le indicazioni delle vie (il cui attacco doveva essere circa a 800m) ma per fortuna avevo l'altimetro...che indicava (975m) ...la via finiva a 1.045m; siamo scesi seguendo la placca fino a scorgere un paio di spit dai quali siamo partiti, alla fine abbiamo fatto solo 3 tiri su placca estremamente semplice e rugosa, "Senza Mani" per davvero"; il panorama in cima è comunque gradevole in una bella e tiepida giornata.
Tutte le soste sono da allestire, spit perfetti (se ci fosse stata la catena o anello di calata sarebbe stata comoda la doppia, giusto per evitare la discesa nel bosco), magari la prossima volta seguiamo la via che precede (La Pinna).
Discesa totalmente ravanosa gli ometti persi quasi subito, rovi, ricci e pietre instabili a volontà dopo un'oretta ca. siamo arrivati all'auto.

Riporto l'ormai assodata classificazione:
2) REM – Ravanage Escursionistico Medio
Percorso completamente fuori sentiero, con discreti casini nell’orientamento, notevole dislivello involontario, sterpaglia spinosa fitta o ghiaione del tipo “un passo avanti e due indietro” ovviamente da fare in salita, pioggia fastidiosa, nebbia in formazione. Variante scialpinistica: nevicata fastidiosa di aghi ghiacciati, mugaie, scarsa visibilità, neve crostosa, marcia o zoccolifera
Riferimento; -larte-incasinarsi-montagna/


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Via di assoluto relax e divertimento...avvicinamento e rientro decisamente ravanosi, più impegantivi della via stessa, soprattutto in questa stagione.
Nell'insieme bella giornata, con temperature primaverili...Speriamo inizi l'inverno..
Con Fly

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Via piacevole e divertente adatta ai principianti (categoria in cui mi sento di rientrare a pieno titolo). Discorso a parte merita l'avvicinamento decisamente impervio e non sempre di facile individuazione nonostante i moltissimi ometti segnavia. Giornata caldissima ma la voglia di arrampicare ha prevalso su ogni condizione meteo.
Confermo quanto detto da altri in merito alla spittatura lunga anche se la cosa a mio parere, viste le difficoltà esigue della via, aggiunge solo un po' di pepe all'arrampicata.
In compagnia della Dona che ha trovato il modo di maledirmi anche a sto giro.


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La via è proprio semplice semplice. In compenso ci siamo stra-stra-stra divertiti sul tracciolino di avvicinamento. Prima il guado del ruscello, poi gli alberi abbattuti da scavalcare ed in fine la ricerca del sentiero che si perde nella boscaglia (nonostante i numerosi ometti).
Con il mio Luca...un saluto a Ramezio...


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La via è breve e facile e solo sul primo tiro si incontra un singolo passo un po' più impegnativo. Roccia buona ed attrezzatura giusta anche se, come scritto da altri, gli spit sono piuttosto distanziati. Accesso veramente lungo e faticoso (in relazione alla lunghezza della via!), su traccia spesso disagevole e quasi sempre sconnessa e scivolosa. Abbiamo aggiunto un paio di ometti proprio appena dopo il guado che, fortunatamente, si passa molto agevolmente. Panorama sempre più interessante man mano ci si alza. Con mia figlia Linda e Fausto.

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Via simpatica ma anche se molto facile da non sottovalutare per la lunghezza delle protezioni comunque mai pericolosa anche se oggi il primo tiro bagnato sembrava più di terzo ma sicuramente dovuto all'umido.
In compagnia di Angelo grande e per me storico compagno di cordata. Partiti per fare la pinna abbiamo ripiegato su senza mani causa roccia bagnata...ma ritorneremo.
Il sentiero è ottimamente segnato con svariati e provvidenziali ometti e per la discesa non farebbero schifo i bastoncini visto che è veramente spaccaginocchia soprattutto se bagnata come oggi. Le vie di Lanza sono comunque sempre una certezza! Complimenti!


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Le due vie sono divertenti. Il bosco di accesso è però infestato dalla processionaria. State attenti da maggio a giugno: se incontrate sulle pareti i simpatici bruchi in processione girate alle larga. Rilasciano nell'aria migliaia di aghetti che se toccano la vostra pella vi lasciano un bel ricordo per una settimana. E' successo a me.

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Finalmente una via completamente da secondo visto che Giovanni ha trovato quella adatta a lui per andare da primo! Per questo ringrazio Gianni Lanza e quelli come lui, tra i quali mi inserisco, che concepiscono anche questi itinerari per quei principianti altrimenti impossibilitati ad iniziare. Molto selvaggio l'avvicinamento comunque ora ben omettato. Consiglio i bastoncini che noi abbiamo usato prima per guadare il torrente stabilizzandoci sui massi e poi per la ripida traccia fino all'attacco. Discesa a piedi ottima e veloce. Visto che l'ho fatta da secondo, ripassando al ritorno all'attacco della "Pinna", almeno il primo tiro me lo sono fatto, molto bello, a breve torno per fare tutti gli 11 tiri.

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partiti x fare "la pinna" arrivati all'attacco abbiamo trovato 6 (!!) cordate di Gallarate...
a parte l'ovvio smaronamento mi pongo una domanda: con quale mentalità si parte da casa in 12 x andare in un posto dove c'è una sola via?
a questo punto abbiamo deciso di ripiegare su "senza mani"...
no comment
con franco


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Via molto facile in placca, fatto i primi quattro tiri e terminato con gli ultimi due della "Pinna". Nella stagione di massimo scoglimento ci può essere qualche difficoltà nel guado del torrente. Il sentiero è ancora un po' "avventuroso", sicuramente migliorerà con la frequentazione. Allego traccia gps che può aiutare nell'avvicinamento.
Con Germana, sempre disponibile a ravanare nei sentieri, purchè poi l'arrampicata sia facile ;)


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Caratteristica itinerario

difficoltà: 3 :: 3 obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 800
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 200

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