Frema (Tète de la) dai Piani di Stroppia, anello per il Col de Gippiera e Colle Infernetto

Sentiero in ottime condizioni, un po' bagnato e scivolosa la parte attrezzata del Colle dell'infernetto, ma niente neve e/o ghiaccio.
Giro splendido, tra i più appaganti della Val Maira. Panorama superbo al colle Gippiera, salita comoda alla punta con possibilità di scegliere tra due tracce . Nessun problema nella discesa dal colle dell'infernetto, solo un pò umido ma credo normale vista l'esposizione Qualche nebbia vagante che poi si è dissolta, tempo bello e caldo. Totale giro 20 km e circa 1650 D * tenuto conte delle varie perdite di quota

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note su accesso stradale :: Nessun problema, ampio parcheggio
Giro lungo e con le difficoltà maggiori scendendo dal Colle Infernetto, cavi metallici e canaponi utili ora che è bagnato.
Un piccolo nevaio da attraversare dopo il Bivacco Barenghi ma non è molto inclinato, scesi dal sentiero Icardi che trovo molto comodo visto che ha un fondo di morbido terreno e non rocce.
bella gita con ghemon


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Siamo saliti e scesi dal colle dell' infernetto; ci siamo presi una bella lavata con grandine e saette, rivoli e rivoletti ovunque, non prevista dai meteo; d'altra parte non essendo certezze ma, appunto, previsioni, può succedere... Comunque bellissima gita: laghi di vari colori, ambiente grandioso, stupendo anche con i nuvoloni neri; sul percorso non abbiamo notato punti acqua, anche al barenghi la fontana non butta;

amenità: abbiamo battuto le brocchette nella settimana più torrida dell' anno, ma si può?

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note su accesso stradale :: park al primo campeggio
salita semplice ed a tratti ripida su tanto sfasciume..ma buonissima traccia...
scesa poi ripercorrendo i Piani di Stroppia..

salita effettuata di ritorno dalla Tete de Homme..risalendo il Colle Gippiera..
percorso lungo e vario...tanta gente sull'itinerario..la maggior parte dal versante francese


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4 stelle solo per la penosa discesa sullo stesso sentiero di salita (Icardi), senza completare l'anello dal colle dell'Infernetto: dopo il lago Niera uno sfasciume unico rompi-arti inferiori.
Per il resto la magica Valle Maria ripaga sempre del lungo viaggio (per noi) per raggiungerla.
Incontrato ben 5 persone.
Grazie ai cari Marina e Massimo, ormai fedeli compagni di gita, che con un piccolo, grande gesto mi hanno aiutato a superare un ostacolo...



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note su accesso stradale :: parcheggio prima delle grange subito dopo il ponte
Saliti dal colle dell'infernetto molto bello e panoramico il sentiero tracciato alla perfezione in alcuni punti molto ripido . Dal colle di gipiera la traccia è molto evidente . La cima è veramente molto panoramica.
Noi dopo la salita ci siamo fermati a dormire al bivacco barenghi per salire il giorno dopo sul brec . Il bivacco è veramente bello pulito e molto comodo, noi abbiamo bevuto l'acqua del lago visto che non ci sono sorgenti.
Grazie a Tasso per l'ottima compagnia.


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Partenza poco prima delle sei, con nuvole basse e poco rassicuranti. Il sentiero S18 (sempre ben segnalato,presenti paline ad ogni bivio) permette di guadagnare rapidamente quota. Poco dopo aver oltrepassato il lago Niera il cielo si schiarisce nel giro di pochi minuti, regalando ottimi scorci paesaggistici sul dolomitico ambiente di salita. Nessun problema a raggiungere la panoramica sommità della Frema, parecchie persone oggi, soprattutto francesi. Colpo d' occhio notevole dalla vetta, in particolare sull' imponente Brec de Chambeyron e l' elegante Aiuguille de Chambeyron.
Discesa nella prima parte lungo l' itinerario di salita, poi seguendo un tratto del sentiero Roberto Cavallero decido di compiere il periplo del monte Baueria, chiudendo così un panoramico mini-anello.
La meta di oggi era un' altra, ma avendo con me il quadrupede Buck ( tra l' altro alle prese con problemi fisici) ho deciso di "accontentarmi" della Tete de la Frema, che ha comunque regalato ottimi panorami sul settore più spettacolare della valle Maira (a mio parere).

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note su accesso stradale :: Nessun problema
Saliti e scesi dal Rifugio di Stroppia, senza fare l'anello. Si pesta neve solo negli ultimi 200 m sotto il bivacco e a chiazze lungo la dorsale dal colle di Gippiera alla vetta.
Un po' di traffico di escursionisti francesi. Con Claudia in una spettacolare giornata. Segnalo che non siamo riusciti (in 4) ad aprire il bivacco


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note su accesso stradale :: Ok
Siamo partiti dalla Gr. Ciarviera e abbiamo fatto il percorso a/r dal Colle dell'Infernetto. Bellissima zona della Valle Maira che regala sempre panorami magnifici. Non eravamo mai stati sulla Frema che merita sicuramente di essere salita. Non ho dato le 5 stelle per il meteo, bello al mattino, ma con aumento della nuvolosità e con qualche sporadica goccia di pioggia all'arrivo in vetta, dove comunque abbiamo pranzato con tempo asciutto. Al ritorno una fitta pioggerella ci ha accompagnato da poco oltre il biv. Barenghi e fin sotto il Colle dell'Infernetto, ma senza temporale. Incontrate diverse persone sul percorso ed in cima, che salutiamo.
Con Anto e Cleo.

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note su accesso stradale :: ok
Giornata bellissima in questa meravigliosa estate ed escursione stupenda. Partito presto da casa (3.30h di auto..) arrivo alla partenza nel comune di Chiappera. Primo tratto su strada poi il sentiero inizia a salire con pendenze sempre più sostenute e con alcuni tratti esposti (corde di protezione ma con il terreno asciutto non servono) arrivo al rifugio incustodito Stroppia in panoramica posizione m. 2260. Proseguo sul sentiero sempre ben evidente che ora diventa più dolce e con vari saliscendi si inoltra nel Vallonasso di Stroppia. Passo vicino al Lago Niera (asciutto ..) e alternando tratti pianeggianti e ripide salite in ambiente detritico arrivo finalmente al Bivacco Barenghi m. 2815 con il sottostante Lago del Vallonasso di Stroppia. L’intenzione era di andare anche al Col de Gippiera, ma un pò l’ora tarda e le gambe mi consigliano di fermarmi al bivacco visto che devo risalire anche al ritorno per fare l’anello del sentiero Dino Icardi…
Incontrati al bivacco alcuni escursionisti soprattutto francesi. Dopo un breve pausa riparto in direzione della Finestra dello Stroppia, ammiro 2 laghetti e arrivo al Lago della Finestra, piccolo specchio d’acqua di origine morenica. Risalgo il costone tagliando la conca detritica e arrivo al Colle dell’Infernetto (m. 2783). Guardando dove devo scendere capisco il nome … Si tratta di un ripido canalone di sfasciumi in cui nel primo tratto dei cavi metallici aiutano la discesa. Uscito dalla pietraia attraverso delle praterie (molte marmotte) e arrivo alla strada che porta al Colle Maurin. Prendo una carrareccia a dx che mi riporta al punto di partenza. Gita bellissima e sentiero ottimamente segnalato. (ca 6.15h per l’anello senza contare le soste e oltre 16 Km).


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note su accesso stradale :: ok
Riuscitissima gita sociale del CAI di Albenga, svolta con una stupenda giornata e come da itinerario a raggiungere la panoramica vetta dove pranziamo tra un clima strepitoso. Ritornati al Bivacco Barenghi, completiamo l'anello per il Colle dell'Infernetto e li a scendere nell'omonimo vallone per il tratto attrezzato del franoso canalone e a seguirlo fino alla sterrata e per la quale all'auto. Un saluto a tutto il gruppo CAI e non solo!

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note su accesso stradale :: ok
Anello effettuato in due giorni. Martedì partiti con comodo da Chiappera, pranzo al bivacco, relax, poi salita nel tardo pomeriggio al colle e alla cima. Scesi a dormire al Barenghi, bivacco in ordine ma la fontana davanti non ha acqua. Per trovarla bisogna scendere verso il lago dove c'è una piccola sorgente in corrispondenza di un ometto. A dormire, oltre a noi solo un ragazzo francese. Fuori con le tende un grosso gruppo parrocchiale con ragazzi e animatori con cui abbiamo passato una bella serata. Luna piena da sballo. Mercoledì partenza tardi, saliscendi fino al colle dell'infernetto e poi discesa diretta su Chiappera. Giornata perfetta e panorami da urlo. Qualche nevaio tra il bivacco e il colle, ma già tracciati.
Bel giro con Federico, alla sua prima volta in val Maira. La quale, come si sa, non tradisce mai...


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Canalino dell'Infernetto ,pulito ,nessun problema .Ottimo percorso su sentiero ,ma occorre un po' di allenamento
Una classica gita ad anello dell'Alta Valle Maira ,sempre bella ,lunga ,faticosa ,ma ripagante.La giornata era splendida ,non una nuvoletta ,e anche fresca ,il che ha reso l'escursione ancora più piacevole.Molti escursionisti sul percorso ,tanti francesi ,ma anche italiani.Permangono residui di neve fresca sulla cima .Pochi avvistamenti di animali selvatici,ma in compenso un Gipeto ha volteggiato sulla cima .In compagnia di Ines,Margherita,Luciano e Piera.


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Pernottato al rifugio Stroppia in data Domenica 16 Agosto. Salito con foschia e lieve pioggia.
Partito alle ore 7.00 dal rifugio e in cima alle ore 9.30. Giornata favolosa senza nuvole. Si può apprezzare tutta la catena che culmina nel Brec De Chambeyron e, oltre il colle della Gippiera, il lago dei Nove colori con le punte dell'Aiguille de Chambeyron e le cime circostanti. Discesa dallo stesso itinerario, non ho compiuto l'anello in quanto avevo lasciato al rifugio alcune cose per alleggerire lo zaino. Molta gente che saliva nonostante fosse Lunedì.
Gita solitaria.


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Dall'ultima relazione la situazione è cambiata e di molto. Sentieri completamente puliti e nevai non pervenuti... una sola lingua di neve poco sotto al Bivacco Barenghi scendendo verso il colle Infernetto. Cascate di Stroppia? Boh.. cercatele a chi l'ha visto (poca acqua). I laghi sono mesi maluccio... il Lago della Niera si può definire ex lago. Il lago della Finestra scarseggia di acqua e le Pozze sono... pozze d'acqua. La discesa dal colle Infernetto non presenta grandi difficoltà, terreno umido e un pochino scivoloso ma ci sono catene e corde fisse per tenersi.
Fatto il giro come descritto dalla relazione... bel via vai dal lato francese, meno frequentato il lato italiano.


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note su accesso stradale :: Strada libera fino grange Donadel
Salito dal vallone dell'Infernetto,passando dal Passo Terre Nere,sceso verso il lago 9 colori(ancora neve fino al Colle Gippiera)cercando di perdere meno dislivello possibile,risalito per placche fino ad arrivare sopra le punte Du Fond e per cresta PD- fino alla cima la Frema.Sceso al bivacco Barenghi e per sentiero Icardi,Colle del Infernetto,(ancora neve sotto il colle)sceso nel vallone Infernetto compiendo un giro ad anello.
Sulla Tete incontrato la simpatica Silvia di Acceglio che mi ha anche aiutato a superare un saltino esposto poco prima della cima.


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Stupendo anello in alta val maira lungo il sentiero dino icardi.
Fatto in senso orario e quindi scendendo dal colle dell'infernetto dove si deve porre un minimo di attenzione.
Altra giornata in completa solitudine in questo magnifico scenario

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Nulla da segnalare.
Tanto hanno fatto la condivisione dell’idea maturata un anno fa dal mio omonimo con cui ho condiviso questa appagante esperienza ed i magistrali scatti di Bruno Rosano … che qui ci siamo trovati a calcar le orme del “Dino Icardi” in una giornata che migliore non poteva essere: cielo azzurro settembrino, temperatura giusta, ambienti e panorami di prim’ordine, ottima compagnia. Giro realizzato in senso orario in poco meno di nove ore godendoci due appaganti soste, prima sulla Tete e poi al bivacco, in compagnia di un preparatissimo “local” (Gian Luigi?) che di montagna e di codesti luoghi se ne intendeva, eccome! Itinerario sempre ben evidente ed adeguatamente indicato; prestare attenzione alla discesa dal Colle dell’Infernetto su terreno già reso duro dal gelo. Oggi con Gianni (stra felice di essere qui).


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cima molto panoramica e bel cielo terso. pernottato (solo io..e il vento fuori..)al barenghi e salito all'alba x le foto.sceso come da relazione x l'infernetto.

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Ferragosto alternativo, compiendo il giro in senso contrario, ovvero passando prima dal Rifugio Stroppia e scendendo poi dal passo dell'infernetto, seguendo sempre il comodo sentiero Dino Icardi.
Tutto assolutamente fantastico.
Cielo terso ed aria decisamente frizzante, con 5° alla partenza dal campeggio senza frontiere.
Poca gente da questo versante della montagna, tanta (soprattutto francesi) invece intenta a compiere il giro del Brec de Chambeyron.
Con mia moglie Enrica che, freddo a parte, ha goduto di una due giorni in val maira davvero entusiasmante al cospetto di montagne con la M maiuscola.


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Si possono solo dare 5 stelle??? Oggi la Val Maira era vestita a festa! Spettacolo puro, cielo terso, non una nuvola e assenza di vento. Partenza dalla piana di Stroppia con temperatura piuttosto fresca, ma appena alzato sui tornanti del sentiero Dino Icardi, il sole mi ha raggiunto alzando subito la temperatura. Progressione costante e veloce sull'ottimo sentiero fino al bivacco Stroppia. Poi la parte centrale del percorso presenta un lungo tratto di trasferimento in leggera salita ma con anche qualche ondulazione, però mentre si può ammirare il contesto ambientale stupendo. Dopo si riprende a salire di nuovo più decisamente, gli ultimi 50 m prima del Colle Gippiera sono un po' faticosi. Da qui non resta che salire per le tracce di sentiero che si fanno largo tra gli sfasciumi, in salita sono passato sulla destra (versante italiano), al ritorno sulla traccia del versante francese, entrambe simili e prive di particolari difficoltà. Panorama ovviamente spettacolare, con le nubi relegate sulle marittime e dall'altra parte sulle alpi graie. Avevo una mezza idea di proseguire per la Tete de l'Homme, che mi aspettavo più vicina, mentre invece bisogna contare almeno 2 h a/r, sarà per la prossima volta.
Discesa bucolica e panoramica, i laghi sono stupendi (più bello il lago Vallonasso dal colore turchese rispetto al Lac des 9 Colors). Tantissima gente su ogni percorso, ma in vetta sono una dozzina di escursionisti. Oggi il Trentino si è trasferito in Val Maira.

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Salito dal Vallone di Stroppia e sceso dal Vallone dell'Infernetto, gran bel giro ad anello appagante per dislivello e sviluppo. Molta gente sul percorso, compreso un tizio salito fino alla croce di vetta con la mountain bike sulle spalle e da lì sceso praticamente sempre in sella (azz, complimenti!). Segnalo che il "rifugio" Stroppia è in realtà non gestito e ben chiuso a chiave, mi domando che senso ha continuare a chiamare "rifugi" strutture del genere.

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note su accesso stradale :: partiti dal campo base
Bella salita fatto pezzo dal campo base fino al col gippiero passando dal bivacco. Ritorno dalla stessa strada. 1350 m di dislivello e 22 km. Paesaggio dolomitico, tanta gente lungo percorso molto segnato. Al colle un po di vendto e nuvoloni. Bellissimo il bivacco. Tempi dei cartelli sballati.
Ringrazio mio padre


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Facile e panoramica salita fatta durante la ricognizione al Brec de Chambeyron. Passato la notte al bivacco Barenghi, molto bello e accogliente.

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giro compiuto in due giorni in senso orario: 1° giorno campo base - rifugio Stroppia - tetè de frema - bivacco Berenghi nel quale abbiamo pernottato. 2° giorno - passo terre nere - campo base. bellissima e impegnativa la discesa dal passo terre nere EE nel primo tratto si supera una cengia molto esposta con catene fisse poi bisogna scendere un canalino con una lunga catena e infine si scende la morena su sfasciumi e pietre.
grazie a tutto il gruppo e sopratutto a Roberto e Gianna per la disponibilità.


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Giro ad anello superlativo abbinato alla Tete de la Frema.
Partiti alle 7.30 dall'inizio del Dino Icardi e arrivati alle 17.00. (8,5 ore effettive e 1 ora di soste)
Giornata meteo strepitosa.
Più di 18 km di sviluppo per oltre 1500 metri di dislivello...un bel pannello...

Allego traccia GPS con due precisazioni.
1.Siccome ci sono lavori in corso per la centrale idroelettrioca,abbiamo dovuto lasciare la macchina qualche centinaio di metri prima dell'inizio del sentiero.Mi sono un po' incasinato a trovare l'inizio.
2.Dal Colle della Gipiere in salita alla Frema, preferire la traccia a sinistra delle roccette, è più ripida ma più veloce e meno infida dell'altra fatta in discesa.


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effettuato il giro partendo dalle cascate di stroppia, bivacco Barenghi, lasciato la Tete de Freme quella un'altra volta, proseguito per il colle dell'infernetto,vallone dell'infernetto, cascate di stroppi.Giro bellissimo abbiamo ancora trovato un pò di neve ma si passa bene. Seguire le tacche gialle e blu fare un attimo di attenzione nell'affrontare la discesa del colle dell'infernotto.Sono circa 15 km e 1300 mt dsl.

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29 settembre…festa patronale di Cuneo, a quanto pare questo sarà l’ultimo anno in cui non si lavora nelle feste patronali.., meglio approfittarne! Gita veramente bella fatta in una giornata in cui il sole non è mai mancato! Peccato per il lago Niera ormai asciutto (e quindi niente cascate!) nonché per gli altri laghi già ormai ben ridotti.
Stupendo il Lago dei nove colori…, in effetti, quando l’Aiguille de Chambeyron vi si specchia dentro, si riempie di tinte nuove! Il sentiero è ottimamente tracciato e segnalato da frequenti paline, veramente encomiabile!
Saliti dall’itinerario del Rif. Stroppia; al ritorno, abbiamo percorso un buon tratto del sentiero Dino Icardi giungendo fino al Colle dell’Infernetto.
In compagnia dell’amico Bruno che, nonostante abbia passato una notte insonne, non ha rinunciato alla gita ignorando l’inevitabile stanchezza.



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Bellissima camminata in ambiente severo di alta montagna.
Il sentiero per il rifugio Stroppia è stato ottimamente ripristinato.
La cascata è senza acqua.
Giornata splendida con Marco.
Il panorama da lassù è di rara bellezza.


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note su accesso stradale :: campo base
partenza alle 7.30 salito dal rif.Stroppia, biv.Barenghi, col de Gippiera, in vetta alle 11.10 in una giornata bella ma non bellissima, in cima in compagnia di 3 francesi saliti dal lac des 9 couleure. Ritorno dal Barenghi per il sentiero icardi e il colle dell'infernetto.

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Salito al pomeriggio,il sentiero che sale alle cascate le ultime forti pioggie l'hanno irremidiabilbente rovinato...su un tornante prima del rifugio Stroppia si è aperta un'enorme voragine ed è sparito il sentiero,occorre aggirare arrampicando sul vicino muretto... Pratiamente non c'è più neve fino al Barenghi,ma poi in paesaggio diviene invernale ma la neve è sfondosa. Dopo cena salito in cima alla Frema assieme a Jolie per godermi il tramonto,poi a nanna. Al mattino un po di pulizia nel bivacco e ridisceso a valle. Rinunciato al giro..Ancora troppa neve per camminare e troppo poca per andare con gli sci...

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Concordo sulla difficoltà E+, per me metterei anche EE, la gita è lunga, la quota non è trascurabile e l'ultimo pezzo ripido ed alcuni tratti del sentiero vicini alla partenza/arrivo non sono banali.
Direi gita perfetta, temperatura fresca alla partenza e calda all'arrivo ma mai troppo, venticello delizioso e sopratutto un cielo limpido che più di così era impossibile.
Panorama da 6 stelle pochissima gente in giro, nessuno dall'Italia, 3 francesi incontrati in punta.
Di solito non mi fermo molto sulle punte, oggi non sarei voluto scendere per nessun motivo...
Con il mio cane


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Gita in un ambiente spettacolare, accompagnate dalle rosse pareti del gruppo dello Chambeyron e da laghetti che paiono occhi blu incastonati nella ruggine...alcuni ancora abbondantemente ricoperti da ghiaccio ed iceberg. Il sentiero che sale al rifugio Stroppia è un'opera d'arte ed un pensiero va a quei ragazzi che in tempo di guerra l'hanno edificato.
Nessun problema con la pochissima neve residua (ramponi inutili).
Per il tratto a valle del rifugio Stroppia, direi che la gita è classificabile quantomeno "E+": nessuna dificoltà ma piede fermo in alcuni tratti.
Solitaria


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Splendida giornata di sole, neve in scioglimento da 15 minuti dal bivacco Barenghi, neve continua (fino a 70cm) dal col gippiera alla cima, sul versante ovest e nord ovest.
Non avendo portato gli sci: divertente discesa sul fondoschiena fino al colle.Ben imbiancati Faraut,Pelvo,Marchisa,Chersogno, Salza e Mongioia. Panorama splendido.
Grazie alla bella compagnia di Lorena. Due giovani francesi
con le mani un pò gelate ma felici in discesa dallo Chambeyron al Barenghi.


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Gita come sempre fantastica. Fatto l'anello al contrario passando per lo Stroppia. Oggi spirava un forte vento che ha reso piacevole l'ascesa. Il lago dei nove colori è magnifico con alcuni lastroni di ghiaccio e la neve attorno (più blù di così non si può.... Ho pubblicato la gita in particolare per mettere al corrente che la discesa dall'infernetto è sgombra da neve ad eccezione di un ripido punto intermedio. La neve è dura e ci sono le tracce fatte, ma bisogna prestare un pò di attenzione.
Oggi paolo in solitaria


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fatto il giro salendo dal rifugio Stroppia. eseguito un bypass via sentiero S19 (ben marcato ma poco battuto) causa ora tarda. tempo "inglese" con nuvole e spruzzi di pioggia intermittente. scendere dall'Infernetto è veramente da brivido - ritengo sia meglio fare il giro al contrario, salendo dall'Infernetto e scendendo dal rifugio Stroppia. comunque, una gita che merita (una stella in meno per il tempo infame).

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Prima gita in Val Maira. Pernottato in tenda Quechua, che fortunatamente ha resistito a un violento temporale notturno (avevamo dei dubbi). Giornata di salita soleggiata, ma fredda e piuttosto ventosa.

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salito dal rifugio stroppia, tornato dalla stessa via causa maltempo. gita veramente bella, voglio tornarci al più presto con tempo migliore per completare la parte del colle dell'infernetto
un saluto ai membri del CAI Busca incontrati al bivacco barenghi dove festeggiavano il cinquantenario del bivacco medesimo


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Tagliato dal lavoro che ogni tanto ci può stare. Salita dalle cascate di Stroppia, cima con spettacolare panorama sul Brek che sembrava mi chiamasse.. Tornando verso il biv. Barenghi sono risalita verso il colle della Terra Gialla dove nei suoi pressi ho individuato la cengia della via normale al Brek (per futura memoria..). Tornata al bivacco, scesa al laghetto sotto la finestra e proseguito in direzione del Colle dell'Infernetto, attraversando un paesaggio spettacolare. Scesa nel vallone dell'Infernetto, facendo un bellissimo giro ad anello. Giornata dai panorami spaziali, temperatura frizzante in quota


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Siamo partiti poco sotto le grange Colet (Grange Ciarviere m 1950 circa) e abbiamo fatto il giro come da descrizione. Al ritorno, giunti sotto le cascate a quota 1850 circa, abbiamo trovato un sentierino che con percorso pianeggiante ci ha riportato quasi al punto di partenza, evitando così di scendere fino al parcheggio dove inizia il sentiero Dino Icardi.
Giornata variabile con alternanza di schiarite a momenti di annuvolamenti preoccupanti. Niente pioggia e nebbia alte limitate alle cime degli Chambeyron.
Giro non breve (oltre 15km), in compagnia di Anna.

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Salita fatta in senso inverso ; molto faticosa la salita sulla vetta x un fortissimo vento che toglieva il fiato.Il panorama sul gruppo chambeyron e' davvero incredibile e bello anche il Lago dei 9 colori . Pranzato nel Bivacco Barenghi ,unico punto di sosta senza aria.

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Gita molto bella, lunga, e di buon dislivello (1500 mt. abbondanti tra brevi risalite e discese, ecc.), la salita alla Tete de la Frema, completa il bel anello con un facile e panoramico 3000.
Giro fatto al contrario: partiti dalle Cascate di Stroppia, con qualche nuvola e nebbia, poi si è aperto “regalandoci” una bella giornata. Unica acqua reperibile, si trova, attualmente, nei pressi del Bivacco Barenghi (la fontana del rifugio Stroppia ora è “secca”).
Unica nota tecnica, un po’ omessa o poca chiara nella varie “relazioni”, che si leggono, è la discesa (o salita se lo si fa in senso inverso a quello da noi percorso) del colle-canalino dell’Infernetto: unico tratto, a mio avviso EE (i cavetti d’acciaio in loco sono poco utili); non presenta particolari difficoltà, se in condizioni, e con un minimo di attenzione; ma, che mi sento di sconsigliare, in presenza di neve e, soprattutto, ghiaccio…, a meno che, ci si “attrezzi” adeguatamente. La salita alla Tete de la Frema, non presenta, invece, particolari difficoltà: la traccia, chiara e ben visibile, si reperisce sulla dx, al col di Gippiera verso il versante francese.
Itinerario consigliato!


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partito alle otto dal campeggio,sono arrivato in cima alle 11:15,tempo bello,qualche nuvola,piccoli nevai specie sotto i canaloni.saliti per il vallone di stroppia,scesi per il vallone di infernetto (sentiero icardi).

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giro fatto al contrario rispetto alla descrizione:giornata limpida e tersa che ci ha permesso di apprezzare al meglio la bellezza di questi posti!

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bella corsa in solitudine tra i monti, con nostalgia dei pendii innevati

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  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero S18 Dino Icardi
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1650
    quota vetta/quota massima (m): 3142
    dislivello salita totale (m): 1500

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