Bucie (Bric) Cresta Nord

note su accesso stradale :: Strada sterrata con buche fino a Bout du col
Saliti dal rifugio Lago Verde (ottima gestione) fino al passo di Valpreveyre (30min dal rifugio). Da lì, invece di scendere verso il canalone detritico per risalirlo, ci siamo tenuti subito sul costone alla nostra sinistra (bolli bianchi). La salita da lì è abbastanza agevole. Per arrivare al colle della Passetta (1.20 dal rifugio), bisogna poi scendere di pochi metri verso destra, cioè verso il canalone detritico e percorrerlo per pochi metri. I bolli ci sono ma non è chiarissimo.
Dalla Passetta parte la cresta vera e propria, breve (in 40 minuti in vetta), prima su sfasciumi poi su roccia buona. Le prese non mancano e la corda non l'abbiamo tirata fuori. Bisogna però avere un minimo di abitudine all'esposizione che, seppure non costante, c'è e incide.
Grazie a Stefano, Edo e Giacomo, miei compagni di gita.
In vetta, bell'incontro coi nostri amici della Giovane Montagna di Genova arrivati in punta proprio pochi minuti prima di noi dall'accademica. Scesi insieme dalla normale sud (che non consiglierei in salita: è tutta uno sfasciume, tranne la parte alta. Le catene aiutano a passare ma non rendono la via piacevole).
Iliad ha copertura in vetta


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Dormito al Rif. Severino Bessone al Lago Verde, ottima accoglienza e struttura, finora solo vista al volo per un caffè o qualcosa di caldo scendendo dalle varie punte circostanti.

Partiti all'alba delle 8.45 abbiamo seguito subito la cresta dal colle Valpreveyere senza scendere e fare il canalone, direi molto meglio! Cresta facile e divertente, raggiunta la cima anche troppo in fretta (peccato!). Discesa dalla normale della Val Pellice per rientrare poi a Bout du Col passando dalla Cerisira (vedi itinerario e gita a parte).

Nel complesso molto bene!
Con Sara. Rif. Lago Verde pieno di vita, Soardi idem, bella giornata (tralasciando i temporali passeggeri del pomeriggio) e bellissimo ambiente!


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Bella salita fatta dopo la Gran Guglia, cresta facile con alcuni passaggi aerei discesa x la via di salita consigliato il casco. NOTE : sul libro in cima Cozie Centrali questa e' la normale dalla val Germanasca.

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Tutto bello: la salita al rifugio e la cresta, facile, divertente e su ottima roccia. Purtroppo per me ho chiesto consiglio al gestore del lago verde sull itinerario da seguire per arrivare all attacco della cresta e mi sono andato a complicare la vita. La variante da lui consigliata abitualmente con bolli rossi mi sembra demenziale: difficile da individuare in caso di nebbia e pericolosa e mi sa che è pure stata interessata da una frana. Perché, dice lui, la salita dal canalone è proprio brutta. E invece dopo aver ravanato mezzora ed essere pure salito sull anticima mettendomi anche un po' nella cosa marrone, sono tornato al colle e sono salito per il canalone su sentiero super tracciato...Sceso dalla normale e fatto giro ad anello. Bellissimi luoghi

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bella cresta con alcuni moschettoni fissi utili se si procede in conserva.bella giornata d estate resa ancor più piacevole da clienti veramente speciali Franco,Alessia,Luca e Francesca.

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note su accesso stradale :: strada per Bout du Col nel complesso buona
Non eravamo mai stati in questo vallone ed è stata una magnifica sorpresa. L'accesso al Rifugio Lago Verde, a parte il fatto di svolgersi prevalentemente su sterrato e non su sentiero, si sviluppa in un ambiente molto suggestivo, con belle praterie e bellissimi boschi. Il lago, veramente verde, è molto bello ed il Rifugio altrettanto. Approfitto per ringraziare il gentilissimo e simpatico gestore per le indicazioni che ci ha fornito. La salita al Bric Bucìe è bella e varia, anche se l'accesso alla Passetta è piuttosto sgradevole. In salita, dal Colletto, abbiamo seguito la dorsale verso la Punta Fournà fino al primo risalto per poi traversare verso destra e raggiungere il canale nella parte alta. Questo percorso è sicuramente più bello ma è anche più impegnativo, perché il traverso si svolge su terreno piuttosto delicato ed infido. Dalla Passetta in poi è sufficiente seguire i bolli bianchi, seppure sbiaditi. La roccia nel complesso è solida, anche se si vedono parecchi blocchi in equilibrio più che precario. Dalla vetta, spaziosa ma decisamente aerea, panorama circolare notevole. La croce di vetta che si vede in molte foto non c'è più!! Giornata più che buona anche se abbastanza fredda e ventosa. Ritornati al Rifugio abbiamo poi proseguito per la Gran Guglia. Con Fausto.

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note su accesso stradale :: macchina alla malga
Bella gita. Fatta per la seconda volta dalla cresta Nord e discesa al bivacco Soardi. Sentiero fino al rifugio bello. Dal colle alla cima segnato. Tratto in creta no segni. Riferimento un chiodo vecchio. Facco sicura con corda. in vetta in 24. Discesa dalla normale(più lunga) e con catene. Al bivacco festa con orchestra. Visto stambecco adulto sulla discesa. Nuvole alte ma senza pioggia. Partiti dalle auto ore 9. Pezzo in cresta lenti per numero di persone.
Ringrazio commissione gite cai uget torino


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Saliti al rifugio del Lago Verde dal sentiero gta, che segue la strada sterrata per gran parte del percorso. Dal rifugio siamo saliti al Passo Bucìe m2746, ben segnato. Dal valico, anzichè scendere sul versante francese e risalire il canalone descritto, abbiamo percorso la cresta, facile e panoramica (tracce di sentiero), fino ad una piccola sella rocciosa. Un breve pendio ripido di terriccio e un traverso su rocce, seguendo bolli rossi poco evidenti, raggiungiamo il valico Passetta. Dal valico abbiamo percorso la cresta NE, traversando sulla destra dopo i primi 50m, seguendo bolli rossi e tacche bianche. Passi di II grado, detriti e roccette. Discesa dallo stesso itinerario. Percorso alternativo suggerito dal gestore del rifugio e consigliabile.
Scesi al rifugio siamo saliti al colle della Gran Guglia e alla vicina cima. Eterno rientro verso Bout du Col, scendendo sul versante opposto, passando dal pulpito panoramico sormontato da una torretta metallica con campana.
Tempo bello, nebbia discontinua nel rientro.
Brevi nevai superabili facilmente.
Con Davide e Tiziana


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Montagna un poco defilata...
Forse poco continua come arrampicata, ma ci mancava...Oggi giornata spaziale ...
saliti senza problemi ma in sicurezza
Qualche fettuccia utile se si vuole fare sicura per bene.
scesi dalla normale usando le comode catene e poi ritornati al rifugio
oggi i geki con Maria Valeria Attilio Livio e il sottoscritto Carlo
Cena, cordialità, gentilezza dei gestori da sottolineare e da ricordare! grazie !

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Sopralluogo della gita sociale della Commissione Gite del Cai Uget Torino che si effettuera' il 18 settembre.
Ce la siamo cavati senza portarci nulla di attrezzatura ( no imbrago, casco, corda, ecc.).
Al ritorno, dal Rifugio Lago Verde, abbiamo fatto un giro ad anello, passando a suonare la campana della Punta Cerisira, aggiungendo così altri 200 m. di dislivello.
Un saluto a Roberta C. e complimenti a Stefano, che e' riuscito ad individuare il percorso sulla cresta non sempre ben segnato!

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note su accesso stradale :: salita per cima al passo La Passetta
Lasciata la macchina a Bout du Col, strada sterrata. Sentiero ampio fino al rifugio tempo 2.30 h di salita per 800 m di dislivelo. Dal Rifugio salire per il passo Boucè (200 m di dislivello). Da qui dirigersi verso sinistra fino ad un canalone detritico. Salire fino al passo Passetta. . Al passo andare verso destra per lo sfasciume fino ad un cresta con massi fermi. Arrivare ad una insenatura, infilarsi fino ad incrociare un vecchio chiodo con moschettone. proseguire per le insenature seguendo sempre i segni bianchi ed ometti presenti sul percorso. La cima non è presente nessuna croce, solo il libro di vetta. Occorrerebbe segnalare maggiormente la via con altri segni bianchi. In discesa abbiamo cambiato percorso dal rifugio per il passo della Gran Guglia, scendere seguendo le indicazioni per Bout du Col. Beccato nebbia e qualche goccia. Si sbuca Al bivio della strada poderale della mattina. Camminato in totale 9 h
Ringrazio Laura e Roberta


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Questa normale è più impegnativa di quella della Val Pellice e non c'è attrezzatura in loco. Preciso che dalla Passetta, dopo il primo tratto di cresta, raggiunta la difficile placca da evitare sulla dx nel "cunicolo", ci sono due opzioni: 1. riprendere subito sulla sx la cresta sopra la placca e seguirla fino in cima (esposto, aereo, piccoli bolli di vernice, 1 chiodo); 2. proseguire per comode cenge e brevi risalti lungo il versante NO fino a raggiungere un breve muretto (II, ometti, 1 chiodo) che consente di raggiungere le placche inclinate della vetta a ovest della cima (percorso consigliabile in discesa).
Ennesima volta sul Bucie, ma con la giornata di oggi proprio è stato irresistibile. In solitaria, con Anna che mi ha pazientemente aspettato al Passo Bucie.

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Salita molto lunga fino al Rifugio del Lago Verde. Bella la salita per la cresta N, mai difficile anche se in un paio di punti un po' esposta. Andrebbero ravvivati un po' i segni bianchi, dieci metri dopo l,attacco sembrano sparire, in realtà bisogna scavalcare la cresta e proseguire sull'altro versante. Dalla vetta scesi per la normale seguendo le tacche rosse fino al bivacco Soardi: un po' noiosa e attrezzata con catene. Risalita al colle e rientro.
Gita in compagnia di Luigi e gli Origlia Jr e Sr che ci ha dato uno schiaffo morale (o una speranza) visti i suoi 81 anni! A noi si sono uniti anche Marco e Decimo che vedendoci salire han deciso di seguirci nonostante il percorso e raggiungere la vetta. PS Grazie per birra e caffè al bivacco!


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note su accesso stradale :: ok
Via ben tracciata dal canale al colle Passetta e anche da qui fino alla cima con bolli bianchi frequenti; però questi ultimi sono un poco sbiaditi o talvolta si confondono con le macchie chiare di licheni & co. sulla roccia. Per il resto ok.
Compiuta la traversata con discesa al biv. Soardi e rientro al Lago Verde dal versante francese, bella e da consigliare. Peccato la nebbia per parte della salita e tutta la discesa per cui dalla vetta abbiamo visto quasi solo "latte"... Brava Paola senza allenamento, ok Davide, con noi per le nostre ormai poche gite non scialpinistiche!

pics su


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Alla fine abbiamo ripiegato sul piano C ed abbiamo salito questa bella crestina (terza volta per me, a distanza di ormai 5 anni dalla precedente), ma il progetto originale era un altro... la Don Bessone!
Partiti alle 7.30 da bout du col siamo saliti in tempo record alla campana sotto la gra gullia e di qui, seguendo ciò che resta di una vecchia traccia oltre il rudere militare, ci siamo diretti verso un colletto che credevamo portarci sul lato sud del bucie... e così era, ma con un salto verticale di un centinaio di metri! Allora dietrofont e via verso il lago verde... e di qui al Colletto Bucie per fare il giro dall'altro lato (piano B), ma al colle le gambe stanche e l'orario ormai avanzato ci fanno cambiare nuovamente idea ed optare per la cresta nord.
Il canale di sfasciumi che porta alla Passetta è veramente antipatico metre la crestina finale è divertente ed esposta (non ricordavo i vari ancoraggi in loco), occhio solo a seguire l'intaglio sulla destra a cinqunata metri dalla vetta, sul lato sud ci si va a mettere nella "M"!
Per la cronaca: la croce di vetta non esiste più ed il libretto è in una spaccatura orizzontale proprio in cima!

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io ho impiegato 4 ore da bout du col,la salita non necessita di particolari doti alpinistiche.Gli spit in loco sono utili ma non indispensabili.Giunto in vetta sono sceso dal versante opposto pernottando al bivacco Soardi,dove ci si sente sempre a casa.Consiglio la traversata molto varia e divertente.

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Oggi è stata la mia 4 volta sul Bucie ma questa volta ho usato questo itinerario per la discesa, dopo aver visto il passaggio di alcuni miei amici alla 3rifugi sono salito dalla normale attrezzata che parte dal soardi e sono sceso di qua!!!
Sarebbe stato bello andare via cresta fino al Colle di Valperveire ma dalla punta ho visto troppa neve x i miei gusti ed ho preferito scendere dalla passetta.
Sempre bello!!!!!

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Partiti con le nebbie basse, sopra tutto sereno, neanche mezza nuvola.
Saliti a scesi dalla stessa parte, passando per il Colle Passetta.
Salendo dal Colle in su, cercare i bollini bianchi sulla sinistra.
Ci sono i moschettoni per le calate, li abbiamo usati 2 volte.
Niente corda doppia, non abbiamo messo imbrago o altro, solo ci siamo aiutati e tenuti alla corda per scendere.
Come gia' mi aveva detto il gestore del Rifugio del Lago Verde non c'era assolutamente neve.
Per essere un quasi 3000 a meta' ottobre, niente male!
Proprio una di quelle gite come piacciono a me, non troppo dislivello, con cresta finale di arrampicata facile.

In compagnia di Gianni, Luigi, Annalisa, Bianca e Lucianino, che non e' il cane, ma la new entry capogita nella Commissione Gite del Cai Uget Torino!

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Bella giornata con Mario, Marco e Giò.
Saliti in giornata da Prali. Quando si scolletta dal rifugio e si decide di salire il canalone, salirlo sulla sx (salendo) dove si trovano tracce di sentiero su un terreno comunque di sfasciumi e pietraia.
Alla sella finale piegare a dx e seguire i bolli bianchi (ci sono vanno cercati).
Seguire la cresta con passaggi semplici di arrampicata. E' utile un cordino da 30 m per sentirsi più sicuri sui tratti esposti (moschettoni per calate in loco).
Complimenti a Marco alla sua quasi prima cima!

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bella giornata con mario, giuseppe e giovanni
saliti in giornata da prali.
Poche linee di neve nel canalino.
Seguire la cresta con passaggi semplici di arrampicata cercando i bollini bianchi. E' utile un cordino da 30 m per sentirsi più sicuri sui tratti esposti.

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Bella gita, saliti in un panorama surreale, la via di salita non presenta particolari difficoltà, consigliabile una corda per proteggere la cengia finale. Scesi al bivacco Soardi e rientrati in val Germanasca per il col d'Abries. Gita un pò lunga ma degna di merito, gran bella vista sulla pianura e sulla nord del Viso.

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Dopo la salita al Bucie per la Passetta dal rifugio lago Verde dove ho trascorso la notte, volevo intraprendere la discesa dalla cresta est per puntare al Baraccone di S.Giacomo,passando per la punta del Fournas. Senonche' nella nebbia che nel mentre era sopraggiunta a coprire tutto, mi sono trovato a disarrampicare parte dell'accademica e parte del ripido versante ovest, finendo cosi a mia insaputa in Francia. Quando invece avrei dovuto rimanere in Italia. Ho impiegato un po' di tempo prima di rendermi conto della gaffe che avevo fatto, poiche' ormai da due ore stavo scendendo convinto di andare nella direzione giusta. Appena ho riaquistato il senso dell' orientamento in una schiarita, subito ho cercato il modo di rimediare, salendo al Passo Bucie ritornando in Italia e a Bout du Col, dove l'auto mi aspettava. Brutte avventure alle quali si puo' porre rimedio con esperienza di montagna e mantenendo un certo auto controllo, sopratutto quando si e' soli.

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Bella gita rovinata solo in parte dal maltempo.
Salita da Bout du Col (1698 mt.) al rifugio e lago Verde (2583 mt.) su ottima ma lunga mulattiera (circa 8Km). Dal rifugio fino al Passo Bucie (2746 mt.) e da lì allo stretto passo della Passetta (2880 mt.) percorrendo parte della cresta del Furnas.
Dalla Passetta inizia la vera parte alpinistica che percorre la cresta nord-est del Bucie. Quando la cresta si inpenna si sfrutta un caretteristico corridoio di rocce che permette di raggirare l'ostacolo e riprendere la cresta.
Percorso abbastanza semplice ma alquanto esposto.
Discesa lungo la via normale verso il Bivacco Soardi al Colle del Bucie (2630 mt.). La via è facile e in alcuni punti sono presenti catene fisse. Nell'ultima parte è iniziato a piovere rendendoci la via molto scivolosa....
Dal Bivacco con una risalita di circa 150mt. siamo tornati al Passo Bucie e da lì alla macchina....sempre sotto l'acqua!
Gita in divertente compagnia di Alberto e Luca.

Foto su:


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gran gitone:saliti da Bout du Col al rifugio e da qui in cima per la normale(PD-,molto aerea).Discesa sul bivacco Soardi piu' facile della salita e attrezzata con catene(F+) e rirorno al passo Bucie su sentiero e da qui alla macchina.Escursione impegnativa per la lunghezza in una giornata fantastica con vista sul M.Bianco.

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bella gitarola, facile ma comunque richiede un po' di prudenza negli ultimi 100 metri. Corda non necessaria. con roby e gloria e enza che ci guardava dal rifugio.

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    difficoltà: PD- :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Ovest
    quota partenza (m): 1750
    quota vetta (m): 2998
    dislivello complessivo (m): 1250

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