Tonini (Punta) da Forno Alpi Graie per il Vallone di Sea

note su accesso stradale :: Da Forno si può procedere con l'auto ancora per qualche centinaio di metri fino al bivio.
25 km a piedi nella wilderness del vallone di Sea, fra andata e ritorno. Partiti poco prima delle 6 dal bivio, arrivati al colle di Sea a mezzogiorno. Sentiero ben segnalato fino al bivacco. Tracce e ometti sparsi fino al colle (dal bivacco si ritrova la traccia scendendo di qualche metro verso il torrente); in questo tratto la fatica della salita è premiata dal bellissimo pianoro del (quasi ex) ghiacciaio di Sea, sotto la seraccata spettacolare del ghiacciaio Tonini; non necessari i ramponi sul ghiaccio del Sea che resiste sotto le pietre. Poi, sulle ripide e instabili pietraie e roccette della cresta della punta Tonini la segnaletica scompare. Fra incertezze e nuvoloni in arrivo abbiamo lasciato perdere poco sopra il primo colletto. In discesa, ripercorso tutto il medio vallone sotto il temporale pomeridiano previsto dal meteo: grandine, vestiti e zaini in ammollo; e, a fianco del sentiero, l'impressionante fragore della Stura di Sea ingrossata dal diluvio. Incontrata al mattino una coppia di escursionisti in discesa dal bivacco e, nel pomeriggio, alcuni altri al bivacco. Un grazie all'amico Franco per le utili indicazioni.
Dal bivacco: l'itinerario attraversa il grosso nevaio in centro e quello più in alto a dx. Sopra quest'ultimo, il colle.
In salita su nevaio.
Al pianoro del ghiacciaio di Sea.
Sopra il pianoro del ghiacciaio, la via più comoda passa sull'evidente cengione a dx della cascata.
Ormai sotto il colle.
La cresta della punta Tonini dal colle di Sea.

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note su accesso stradale :: ok
Sono arrivato solo fino al colle di Sea, più un pezzetto di cresta, fino al colletto subito dopo il primo contrafforte, circa 50 mt più in alto del colle. Partito alle 7:30 della piazza di Forno, ci ho messo quasi 6 ore per arrivare al colle, un po' per lo zaino non più leggerissimo come d'estate, un po perchè dopo quasi 35 anni (Nord della Ciama nell'83) volevo guardarmi intorno; erano ormai le 14 e ho deciso di scendere. Gita comunque di grande soddisfazione, pure wilderness, in una fantastica giornata di ottobre. Nota dolente, i ghiacciai stanno veramente scomparendo.

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condizioni otimali. Fino al colle quasi interamente su neve. Necessari i ramponi. In discesa dalla cresta non lasciarsi tentare da apparenti tracce sul versante italiano di sfasciumi. Meglio ridiscendere per l'itinerario di salita per altro non difficile. Al bivacco c'è la luce grazie a un pannello fotovoltaico ma non c'è il gas.

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Salita effettuata in giornata, rinunciando però alla punta, ma fermandomi al colle. Veloce cavalcata fino all' inizio della conca dell' ex ghiacciaio di Sea, poi la progressione deve necessariamente rallentare: bisogna cercare la via più comoda tra gli sfasciumi e prestare attenzione ai crepacci/inghiottitoi che si trovano ancora attorno al primo risalto. Infatti, se a prima vista il ghiacciaio può sembrare scomparso, in alcuni punti, sotto le pietre, ci sono ancora diversi metri di ghiaccio.
Lingue di neve quasi scomparse per cui si procede quasi tutto su pietraia instabile.
In poco più di quattro ore
raggiunto il colle, e sinceramente non avevo più voglia di pestare ancora pietre fino alla cima.
Erano parecchi anni che non andavo fino al Colle e nei miei ricordi i ghiacciai avevano tutt' altro aspetto.....purtroppo.
Gita in beata solitudine, solo un paio di persone incontrate al bivacco.
Magnifica Valle di Sea, dove mi sorprendo sempre a guardare in alto, con la bocca aperta e la pelle d' oca.....

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Gia' detto tutto da Luca - Viper. Il lungo percorso del vallone di Sea da' l'impressione (e forse qualcosa in piu') della wilderness a pochi passi da casa, e merita una visita, non tanto in questo caso per la difficolta' dell'itinerario, che in se' non e' certo elevata, quanto per il viaggio in se'. Da provare.
Grazie a Luca per questa 2 gg non usuale. Per la prima volta salgo al di la' del bivacco Soardi, un'altra zona delle valli di Lanzo nella quale nonostante gli anni di frequentazione non ero mai stato


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Un vero viaggio, più che una gita, quello che si compie per raggiungere la Punta Tonini.
Partenza tardo pomeridiana da Forno Alpi Graie per me ed Enrico, e salita al bivacco Soardi - Fassero lungo il bel sentiero 308. Percorrendolo si ha proprio l'impressione di allontanarsi dal mondo civilizzato, e di addentrarsi in un luogo dove il tempo segue solo il ritmo della natura: il Vallone (o regno) di Sea. Che poi non è solo un'impressione: le presenze umane scompaiono entro i primi 15' di cammino, il cellulare va subito in ombra, e il rumore è solo quello dell'acqua che scorre copiosa nel torrente.
E' in questo scenario che saliamo, passando sotto le pareti dove vi sono vie d'arrampicata dai nomi mitici, "Specchio di Iside", "Gandalf", il "Droide", che noi possiamo solo guardare dal basso, e pensare ai leggendari rocciatori che negli anni '80 e '90 aprivano su quei graniti nuove vie.
Fino al bivacco non ci sono problemi: la vegetazione è un po' più invadente nei pressi dell'Alpe di Sea, tutto qui.
Bivacco molto confortevole, la luce funziona bene, ci sono coperte in abbondanza e anche provviste e bombolette di gas di emergenza.
Da Forno al bivacco 8,48 km, ci abbiamo messo 3 h.
Il sabato siamo partiti per la Punta Tonini: si devono perdere circa 50 metri di dislivello per agganciare la traccia. Gli ometti da seguire non sono quelli immediatamente sulla dx (che portano all'acqua), ma altri un po' più spostati sulla sx, che con un diagonale riportano al sentiero 308. Da qui in su in realtà si tratta di un'esile traccia, che scompare spesso tra le pietraie, ma che è comunque segnalata da ometti.
A 2430 metri abbiamo messo piede sul primo nevaio, che si deve passare obbligatoriamente: serve almeno una piccozza per maggior sicurezza, se non si vogliono portare i ramponi (che non servono più nel resto dell'ascensione). Passato il nevaio, saranno 30 metri di dislivello, si reperiscono nuovamente gli ometti e si riattaccano le pietraie. Un pendio più ripido, dove si costeggia sulla dx un altro nevaio, porta ad un falsopiano (all'inizio del quale vi è un ometto e un mark in rosso - 2690 m). Lo si percorre tutto puntando ad una fascia rocciosa da cui scendono delle cascatelle: in questo tratto abbiamo potuto sfruttare i resti del ghiacciaio di Sea, comodi nevai che agevolano la progressione. Occorre solo un po' di attenzione nei punti dove affiora il ghiaccio.
Superata la fascia rocciosa si è in vista del colle: anche in questi ultimi 200 metri abbiamo sfruttato i nevai ancora presenti per procedere meglio ed evitarci il più possibile gli sfasciumi (neve ben portante anche al ritorno).
Dal Colle svolta a sinistra verso la Tonini: per sommi capi occorre salire un primo tratto sul lato italiano, raggiungere un colletto dove vi è un grosso ometto naturale, poi proseguire sulla cresta fin dove si impenna (qualche punto dove si usano le mani), e lì passare sul lato francese. Si traversa su placche, con un po' di attenzione al detrito che le cosparge, puntando verso un secondo colletto: da qui si individua una traccia che porta i vetta, aggirando l'ultimo torrione sul versante italiano.
Siamo arrivati in vetta alle 9:23, in 3 h: 5' (4,5 km).
Panorama eccezionale, con l'attenzione ovviamente catturata dalla Nord della Ciamarella, ormai in sofferenza. Tutto intorno le cime del Cirque des Evettes, e sullo sfondo la Valle della Maurienne.
Rientro fotocopia dell'andata, davvero interminabile, ma sempre allietato dalla bellezza di questi luoghi selvaggi.
Gita nata quasi per caso, ne avevamo parlato più volte ma non si era mai concretizzata. Finalmente abbiamo trovato il tempo per svolgerla, ed è stato ben speso. Non fatevi intimorire dall'aspetto repulsivo, causa sfasciumi, della Punta Tonini vista dal colle: è meno faticosa di quanto appaia e ne vale la pena.
Viaggio consigliato agli amanti del genere gran mazzo + wilderness + pizzico di alpinismo facile. E magari delle Valli di Lanzo...come Enrico, che mette sempre passione ed entusiasmo quando ne percorriamo gli anfratti più remoti!

PS: nei prossimi gg inserirò traccia GPS.


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gita molto lunga bivacco Soardi in ordine portare fornellino
saluto padre e figlio che hanno dormito con me al bivacco


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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1219
quota vetta/quota massima (m): 3327
dislivello salita totale (m): 2105

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