Moncimour da Forzo per il Passo del Lago Gelato

be che dire,lunghetta.sicuramente indispensabili motivazione e allenamento.sentiero ben segnalato fino al passo del lago gelato,da dove si puo vedere la via di salita al moncimour.le uniche difficolta' sono le pietraie per salire al passo e per la cima.comunque vallate davvero splendide esaltate da una giornata tersa.sono circa 18 km andata e ritorno.
il passo del lago gelato
torre lavinia

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note su accesso stradale :: parcheggio a Forzo al termine della strada
Un vero e proprio viaggio più che una gita, seppur apparentemente non troppo lungo (sono circa 17 km a/r) il tipo di percorso la rende molto faticosa, considerati più di 1200 m di dislivello senza tracce o quasi.
Salita fino a Vassinetto e alla Casa di Caccia Vittoria molto bella, sentiero che sale rapidamente di quota con pendenza anche abbastanza sostenuta. Da qui seguendo il bivio per il Vallone d'Umbrias, sentiero sempre ben segnato ma traccia poco più che marcata; raggiunto il pianoro dopo i laghi d'Umbrias fine della passeggiata, si abbandonano i sentieri (seppur un nuovo e imponente cartello indichi il Passo del Lago Gelato) e si inizia a salire a vista per il ripido pendio di erba, rocce e rododendri; non c'è percorso obbligato nè tantomeno tracce, salvo qualche ometto nella seconda metà del pendio quando ci si sposta sul bordo del crinale con sotto il ruscello e poi si punta al canalino di rocce sovrastante, che dà accesso al vallone superiore.
Qui il terreno diventa più dolce e a tratti erboso, seguendo i molti ometti presenti conviene stare sul bordo destro in quanto più erboso e agevole. Percorso il breve vallone si arriva alla base del canalone per il Passo del Lago Gelato. Sembra più brutto di quel che è, ci sono due possibilità, io mi sono tenuto a destra sotto delle paretine rocciose per evitare i ghiaioni faticosi al centro del canale (percorsi poi in discesa). Poi però anzichè rientrare nel canale negli ultimi 50 metri ho continuato per rocce accatastate molto scomode e caotiche, perso un po' di tempo. Dal Passo del Lago Gelato si apre un panorama maestoso, il Moncimour sembra vicino ma ci vuole più del previsto. Rapida discesa al lago, dopo la parte detritica io mi sono diretto sulle placconate sottostanti per cercare di perdere meno quota possibile puntando alla successiva cresta del Moncimour, ma in realtà era meglio aggirarle a sinistra perchè è stato un continuo zigzagare tra spalti di roccia; finalmente raggiunta la base del crestone est del Moncimour, non ci sono tracce nè ometti (o almeno non ne ho visti), si sale comunque a piacimento, io mi sono tenuto prima sulle placche lisce ma ben grippanti finchè possibile, poi mi sono spostato sulla pietraia sottostante esposta a sud, tutto sommato abbastanza stabile seppur occorre prestare attenzione. Si alternano pietroni a tratti più franosi di detrito, occorre poi puntare appena possibile, dopo aver superato una specie di torrione, salire sull'ampia cresta di lastroni e rocce, percorrendola fino in cima senza più problemi. Peccato essere arrivato insieme alle nebbie sulle versante Valle Orco.
Discesa dal percorso di salita, trovato qualche passaggio migliore fino al Lago Gelato, poi risalita tutto sommato non tremenda al Passo, e da qui giù per il canale, primi 100 m con un po' di neve che è stata anche piacevole, poi per sfasciumi fino alla conca sottostante dove ho ripreso il percorso di salita. Restante parte di discesa abbastanza veloce grazie alle pendenze, anche se non essendoci un sentiero ottimale fino a Vassinetto occorre badare a dove si mettono i piedi.
Gita sbattone 2017 servita, in salita ho impiegato 5 ore soste comprese, non avessi perso un po' di tempo girovagando in svariati punti mezz'ora avrei potuto guadagnarla ma comunque la gita è lunga e ci va una buona motivazione e attitudine a questi terreni impervi. Per fare un paragone con la vicina Piata di Lazin, è un percorso più breve ma più laborioso e faticoso per la natura del terreno.
Ovviamente nessuno sul percorso eccetto un solitario incontrato nei pressi del Lago Gelato, salito non so da dove.


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note su accesso stradale :: partenza dal parcheggio di forzo
fino al passo del lago gelato il percorso e' abbastanza segnalato,poi per arrivare al moncimour si procede a vista senza percorso obbligato. per fare i 2300m di dislivello bisogna essere abbastanza allenati,almeno 6 ore per la salita nelle terre alte della val soana
in solitaria


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Gran bella gita in completa solitudine per far decantare lo stress lavorativo. Peccato per il meteo che non mi ha lasciato ammirare panorami estesi e che mi ha obbligato a percorrere gli ultimi 1000mt al ritorno sotto l'acqua…almeno le nebbie non sono mai state così fitte da farmi smarrire il percorso.
Ramponi ormai inutili (l'accesso al passo del Lago gelato è sgombro di neve da tutt'e due i versanti, i pendii del Moncimour pure). Fugace apparizione di un maestoso esemplare di aquila che da sotto il Passo di Moncimour ha preso la termica e in un istante senza un colpo d'ali era sul Colle di Motta.
Gita lunga quanto basta...

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Stupenda !!
Lunghissima e con ottimo dislivello, tecnicamente nulla di complicato.
Partiti da Forzo alle 4:30.
Ancora diversa neve per arrivare al passo del lago gelato e di piu’ ancora oltre il passo.
Salita su ottima roccia usando parecchio le mani... divertente e veloce.
Una volta arrivati in cresta, sempre su buona roccia, in breve in vetta.
Giornata pazzesca, limpida e fresca.
Lago Gelato e lago della Motta ancora un po’ ghiacciati…paesaggio lunare..bello da togliere il fiato, davanti a tutto questo non si possono non sognare paesaggi sconfinati, infiniti, la mente viaggia e non ci si rende conto della realta’.
Questi posti non sono solo appaganti..e, sembrano irreali.
Con Roberto


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In realtà noi siamo andati al Moncimour,stesso percorso della Gialin fino al passo di lago Gelato,si scende verso il lago,un pò prima di raggiungerlo si devia a sinistra seguendo degli ometti (se si trovano)per poter superare un tratto di lago che si insinua nel terreno (non visibile dall'alto)Passato il braccio del lago siamo saliti su belle placche andando a prendere la cresta nord-est (quella che dà sul lago Gelato)che abbiamo seguito fino in vetta senza problemi particolari.Con commozione ho rivisto ancora intatta la targa in ricordo di Don Piero Solero,posta sulla cima il 5 Settembre 1976,in una giornata grigia,fredda e con la prima neve della stagione (allego foto d'epoca)Gita molto lunga,faticosa,in alcuni punti difficile trovare gli ometti che indicano il percorso,in caso di nebbia meglio rinunciare.Con Giovanni e Piero in una giornata inizialmente incerta ma divenuta bellissima in quota.I nostri tempi:5 ore per la vetta,un'ora in punta,altre 5 ore per la discesa con qualche sosta.Buone gite a tutti.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1159
quota vetta/quota massima (m): 3167
dislivello salita totale (m): 2300

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