Fer (Cima) Via Gervasutti

Bella salita che merita una visita.... Posto veramente selvaggio e di non comodo accesso, solitudine garantita!
Sentiero per l'Alpe Antena abbastanza disagevole, soprattutto in discesa... 2h30 di avvicinamento... 4h30 per la via... Fatti tiri dal gendarme giallo al diedro "chiave" della via, per il resto conserva... Arrampicata old style con gli scarponi, gradi classici, qualche chiodo nei punti più difficili... Una salita da non sottovalutare.
Noi avevamo una mezza da 60, ma la prossima volta tornerei con una singola, si riesce a guadagnare tempo sulla conserva e si concatena qualche tirello...
Per la discesa noi abbiamo seguito fedelmente la cresta Ovest fino a poco prima di una doppia attrezzata su chiodo e cordoni (non mi ci appenderei mai): da qui siamo scesi lato Forzo su pendi erbosi e in poco più di 5' siamo ritornati al colletto da cui parte il canale detritico di discesa... abbiamo così evitato le doppie... contare almeno 3h dalla cima alla macchina.
Sempre bello ripetere questi itinerari ricchi di storia!
Con Nico

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note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Gita come da descrizione finita la cresta, dopo 50 mt in discesa si reperisce il primo cordone per la calata ne seguono altre due evidenti sufficiente una mezza corda usata doppia.
In loco no acqua.
Gita bellissima in un vallone super selvaggio nessuno in giro. La via e bella e tutta da gustare con due re lunghezze da scalare veramente belle. Per il rientro abbiamo fatto tre doppie che sono attrezzate con dei cordoni attorno a dei massi. Si arriva su una cengia erbosa da li parte una traccia abbastanza evidente che porta nel canale detritico e da li all' alpe antena in circa una mezz' oretta.


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Erba molto alta sul sentiero, che a tratti si perde un po'; evitare i giorni dopo le piogge perchè si rischia di trovare la roccia molto scivolosa, essendo esposta a Nord est.
Usato una serie di friend fino al 2, cordini, una mezza corda da 60 mt. (si fa una doppia da 15 mt per la discesa).

Piacevole ripetizione con Enrico Pessiva, che è venuto a trovarmi in valle Soana... per entrambi la terza volta !

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Le vie di Gerva lasciano sempre il segno...oggi, per un motivo o per l'altro (non ultimo una stima dei tempi forse un po' ottimistica..) non l'abbiamo portata a termine e ci siamo impegnati in una ritirata a corde doppie sulla via.
Anche così comunque è stata una bella giornata, in un ambiente granitico di grande effetto e una arrampicata vecchio stile su roccia da favola. Il sentiero per l'Alpe Antena impegna assai, soprattutto nel cercare di non perdere la traccia...forse l'autunno è periodo pù adatto per l'avvicinamento.
Con Burda e Bunin, giornata di ferie ben spesa in questo angolo recondito delle Graie. Meteo buono, nessuno in giro..


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note su accesso stradale :: Ok
Arrampicata divertente su buona roccia, percorso abbastanza logico e poco chiodato ma nei punti giusti.
Con Anna!

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Sentiero ben tracciato fino all'alpe, poi per pietraia all'attacco, piuttosto evidente. Salita tutta in scarponi, scarpette non necessarie. Attenzione alla discesa, noi abbiamo preso i canali che scendono direttamente dalla breve doppia che si trova in cresta, ma siamo poi stati costretti ad attrezzare altre due doppie nell'ultima parte. Dalla cresta, conviene attraversare ancora verso N, puntando all'evidente pietraia e scendere da lì.
Bella gita d'ambiente, con papà sempre in forma


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note su accesso stradale :: ok
Riprendo qui sotto la relazione con alcune modifiche così come l'abbiamo seguita noi:
Si segue il filo di cresta con piacevole e facile (II-III) arrampicata fino ad arrivare alla base delle prime difficoltà, un gendarme giallo che si scala sulla destra con due tiri di IV-IV+.
terminato il gendarme qualche metro in discesa riportano sul filo di cresta dove si prosegue fino ad arrivare a una piccola forcella con di fronte una placca inclinata ascendente verso destra.
traversare sulla placca e recuperare un diedro canale sempre verso destra che porta su un muro dove, con passi atletici si gira lo spigolo. Due chiodi di sosta subito dietro lo spigolo aiutano nella seguente calata lungo l’evidente fessura in discesa (IV+). da lì si prosegue facilmente per tre lunghezze di 30mt fino ad arrivare una cengia sormontata da due diedri lisci e verticali. Seguire la cengia verso destra e si giunge a una parete articolata con alcuni diedri che si seguono fino ad arrivare a un diedro liscio con numerosi chiodi (V o A0) che forse può essere aggirato sulla destra su terreno più facile ma esposto.
Dalla cima del diedro le difficoltà si abbattono e si segue la cresta con va via via allargandosi fino a raggiungere la cima. La discesa si effettua seguendo la frastagliata cresta ovest per circa 100mt fino ad un salto più marcato della cresta. Poco prima di questo salto sulla destra (scendendo) si trova il fettuccione nero della prima doppia (30mt) che permette di scendere sulle placche sottostanti a cui seguono altre due sempre di 30mt. L’ultima doppia dopo un salto più ripido conduce a una cengia erbosa che con lungo percorso orizzontale verso sin. (faccia a valle) porta verso il canalone che scende fino all' alpe antena

chapeau al buon Gervasutti!


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Bell'itinerario che sicuramente merita di essere ripetuto. Già da Campiglia Soana si possono vedere i cartelli e i segnavia che conducono, su sentiero non proprio battuto, all'alpe Antena da cui è già ben visibile lo sviluppo della via. Mancanza totale di acqua lungo tutto l'avvicinamento. In via utile materiale per integrare e necessario a volte un po0 di senso dell'orientamento per trovare il percorso. Siamo scesi a piedi senza fare nessuna doppia seguendo tracce di sentiero fino al canalone che porta all'alpe Antena.

Con Teone, Paolo e Massimo


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Bella salita d'altri tempi, in una giornata stupenda e dai colori luminosissimi.
Utile una scelta di friend fino al 3 e qualche cordino per le soste. Abbiamo scalato con una mezza corda da 60 raddoppiata, con lunghi tratti in conserva.
Per la discesa, dopo il primo tratto di cresta, abbiamo deviato a sinistra (sui ripidi prati a sud), per poi risalire al colletto e quindi al canale di discesa. In questo modo si fa una sola doppia da 15 mt. in tutta la discesa.
Con Davide

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Il sentiero di accesso all'alpe Antena è un pò da cercare nell'erba alta ma i numerosi segni bianchi e rossi aiutano molto a non perdersi. Per quando riguarda l'accesso alla via abbiamo preferito infilarci in un evidente canalino ascendente verso sinistra che si intravede in prossimità della base della cresta. La roccia è generalmente solida e presenta le caratteristiche adatte per impostare le protezioni veloci sia in progressione che in sosta: tutte le soste sono da attrezzare ma non mancano di certo le possibilità. Non abbiamo intravisto molti chiodi lungo la via fatta eccezione nel diedro alla fine della via stessa. ATTENZIONE: proprio in questo dietro vi sono due lame praticamente appoggiate alla parete DX del diedro stesso: quella più in basso è mobile e rischia di precipitare sul secondo di cordata se sollecitata, mentre la seconda più in alto, non da idea di grande stabilità anche se l'abbiamo usata per la progressione. Per la discesa abbiamo percorso la cresta NO fin quasi all'ultimo risalto dove abbiamo intravisto sulla DX un terrazzino erboso con tracce di discesa. Seguendo queste, un pò camminando ed un pò disarrampicando ci si porta alla base senza grosse difficoltà.
Bella via, con uno sviluppo importante e da non sottovalutare anche se l'arrampicata non è difficile e quasi mai esposta. La relazione non è molto precisa ma andando di intuito si riesce lo stesso a trovare la via.
Con Daniele eccellente compagno di cordata per una giornata lunghissima in montagna.


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Salita di stampo classico che richiede confidenza con l'ambiente, buona visibilità e tempo stabile. Il sentiero all'Alpe Antena è segnalato con evidenti bolli ma non è frequentato pertanto si procede nell'erba alta. Acqua praticamente assente. Giunti all'alpe l'attacco della via è evidente. Arrampicata piacevole e continua, con saliscendi e tratti a fil di cresta. E' sempre possibile proteggersi e preparare soste utilizzando fessure, numerosi spuntoni e rocce incastrate. La fine delle difficoltà non corrisponde alla fine della salita. Per arrivare in cima contare ancora diverse lunghezze di corda su terreno facile e roccia più compatta sul lato sinistro salendo. Per la discesa abbiamo seguito la cresta Ovest a tratti esposta. Era nostra ferma intenzione raggiungere e scendere il canale visibile dall'Alpe Antena senza ricorrere a doppie in canali poco sicuri. Dopo poche centinaia di metri si trova una sosta con maillon e fettuccia nera, con una calata di 15m sul versante nord si raggiunge una cengia che consente di riprendere il percorso di cresta. Ad un certo un punto un profondo intaglio superabile con un salto porta ad un terrazzo in vista di una sosta con cordini e fettucce bianche poco rassicuranti. Abbiamo preferito ripiegare scendendo un po' sul versante sud soleggiato, erboso e ripido per continuare un lungo traverso sulle tracce di un sentiero creato delle pecore, che stavano pascolando, fino a raggiungere un evidente colle. A questo punto si scende sul versante nord in un canale erboso ripido ma sicuro. Dopo un centinaio di metri, in corrispondenza di un ometto, il canale si biforca, scendere in quello di destra e raggiungere l'alpe.
Decine i camosci incontrati su tutto il tragitto. In cima decine di caprette affacciate ci osservavano durante la salita. In cima assenza di segnale telefonico.
Un omaggio a "Il Fortissimo" a 70 anni dalla sua scomparsa.

Mauro e Laura



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Sentiero ben segnalato ma l' esiguità della traccia denota la scarsa frequentazione;
la via, contrariamente alle apparenze non è da sottovalutare, lunga ed impegnativa ove anche sul facile si ''deve'' arrampicare;
condivido pienamente il giudizio di ''Lupo Solitario'' che ci ha preceduto lo scorso anno;
sul percorso ci sono una quindicina di chiodi, alcuni molto buoni altri poco rassicuranti; particolarmente ostica la parte bassa del tiro ''duro'' finale umida e poco proteggibile, mentre il diedro alto è ben chiodato;
usciti in cima abbiamo seguito la lunga cresta ovest incontrando un paio di brevi doppie già attrezzate, più una doppia da 60 m. sistemata da noi sulle cenge detritiche del versante Nord, quindi la lunga e disagevole discesa nel canalone detritico sino all' alpe Antena.

Presa un po' alla leggera e con tutta calma la storia è diventata lunga e si è conclusa con le pile!!
Un grazie ai compagni di cordata Piero e Luigi che si sono sciroppati le difficoltà mentre io facevo da contrappeso.....


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Sulle caratteristiche della scalata e dell'avvicinamento ha detto detto tutto Lupo Solitario con il quale ho condiviso questa bella arrampicata.
la via di discesa intrapresa accorcia di almeno un'ora il normale rientro ed è praticabile anche in caso di uscita in vetta. Si tratta di raggiungere una forcella posta un 100 di metri lineari dopo l'uscita dall'ultimo diedro, ormai fuori dalle difficoltà.
Ho sempre pensato che una cordata equilibrata vale più di un singolo per quanto forte questo possa essere. Su questa cresta la tesi si è dimostrata. Diego ha tirato prima, quando stavo cercando di capire, un po' frastornato, dove ero capitato, Io dopo, quando lui era un po' affaticato. Tutto normale per una scalata da affrontare con attenzione e pazienza.

Con Diego "in bolla", come diciamo noi.


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Tolto anche questo sassolino dalla scarpa... Sarò breve: è una via di Gervasutti, quindi fare le opportune considerazioni nella valutazione dell'itinerario...da non sottovalutare! Io, un po' ingenuamente la credevo la classica via di cresta con qualche passaggio interessante e i soliti tratti di facile arrampicata e/o trasferimento. Non è così. Sostanzialmente si scala sempre, e i gradi sono da intendersi alla maniera vecia, quindi inutile dire che i IV e V sono belli tosti.
Ad oggi il sentiero è discretamente intuibile, soprattutto nel bosco dal momento che ci deve essere stato qualche passaggio recente. La descrizione della via è coerente anche se i tratti compresi tra i vari tiri "duri" non sono comunque banali. Io ho voluto come al solito indossare gli scarponi a scapito delle scarpette, ma questa volta non avrebbero fatto schifo tirando da 1. Oggi x me giornata no ma socio in gran spolvero che, venute meno le mie velleità, ha condotto la cordata fuori dalle difficoltà scalando davanti l'ultimo tiro di V (che vi assicuro V non è...). L'intera scalata si è svolta nelle nebbie e vista l'ora un po' tarda sopraggiunta, abbiamo deciso a circa 50/60m di dislivello dalla cima, ormai fuori dalle difficoltà, di scendere sulla sinistra in corrispondenza di una forcella. Un po' titubanti per via dell'incognita del percorso abbiamo poi scoperto segni di passaggi precedenti con addirittura un paio di soste attrezzate per calata (cordini su clessidre e una su vecchi chiodi). Da fare cmq attenzione in quanto ripido e con diversi tratti con placche rocciose inclinate. Ritornati sostanzialmente alla base della cresta, abbiamo raggiunto il primo risalto che si incontra dopo l'alpeggio, trovando altri due cordini per fare una calata di una decina di metri e raggiungere il ghiaione che riporta all'alpe Antena.

Oggi con il socio Marmotta in gran spolvero e ritrovato dopo le fatiche scialpinistiche della passata stagione


...sulle tracce del "Fortissimo"

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Via di cresta molto bella e con ottima roccia,in ambiente selvaggio e solitario.
Percorso molto logico,qualche chiodo (da controllare) nei tiri più impegnativi,dove la qualità della roccia e la bellezza dei passaggi ricordano vie ben più alla moda...
Itinerario nel complesso da non sottovalutare,per avvicinamento,discreto sviluppo,e discesa non banale.
Con Federica e Lepre

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Qualche info su: -fer-via-gervasutti/

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La roccia per gran parte viscida sul lato dx dello spigolo, ha portato a 6 le ore di permanenza in cresta, innalzando notevolmente la difficolta' di progressione su passaggi abbastanza continui e di alta difficolta' tecnica. I gradi che dava il "fortissimo"..tanto lui era forte, ipotesi di v°, in realta' poi si scopriva che erano dei VI°sti. 2h30 alla base, raggiunta con difficolta' causa l'estrema umidita' del terreno. E di conseguenza roccia anche viscida e scivolosa che il sole (quel poco del mattino), non e' riuscito ad asciugare in tempo x una scalata in maggior sicurezza. Trovato lungo in sostanza un po in tutte le fasi, e di salita come di discesa a causa della fitta nebbia che ha creato qualche problema di reperimento del tracciato giusto a ritornare alla macchina. A mio modo di vedere, un ascensione riservata a chi non esita a buttarsi su difficolta' sostenute su roccia, con zaini pesanti costantemente sulle spalle a due e a volte anche tre ore e piu' di marcia dall'auto. Di sicuro ben fuori della portata di chiunque palestrato..che dell'alpinismo classico d'altri tempi, non ne vuole sentire nemmeno piu' parlare. Con il "fortissimo" ben inteso nel suo piccolo..Franco G.

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gita molto bella. roccia sempre solida e senza lichene. tra le più belle che ho fatto nel suo genere.
Diversi chiodi (normali, alcuni non granchè) sulla via, ma è necessario integrare con qualche friend ( fino al n 1 o 2 bd) nut non necessari. l'ultimo tiro in effetti sembra più di 5°, specie con zaino e scarponi, ma è molto chiodato.
La discesa, ( andare con tempo bello perché se viene la nebbia può essere complicato) non è complicata ma si attraversano cengie e sfasciumi e c'è rischio di far cadere sassi: potrebbe essere pericolosa in tanti; andando genericamente sul filo della cresta verso ovest, prima dell'ultimo risalto per evitare una doppia, appena prima del colletto, si può scendere a dx, in direzione dell'alpeggio, per cengie e disarrampicando un poco.
volendo poco prima dell'alpeggio è possibile con una piccola deviazione, trovare dell'acqua.
Nessuno in giro, come prevedibile, e nessuno in zona a perdita d'occhio. Posto bellissimo. Il sentiero per l'alpeggio, nell'ultima parte, si perde un poco e fa perdere del tempo. Prevedere , senza correre, in media 2,5h per arrivare all'attacco della cresta e 4 h per la salita ( dalla fine delle difficoltà ancora quasi 30 min per la cima).


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Via classica decisamente non banale, anche per lo sviluppo (calcolare 4-5h per una cordata media). L'avvicinamento su sentiero in disarmo non deve far desistere perchè il granito solido della cresta ripaga dei disagi. Sono presenti alcuni vecchi chiodi perlopiù nei passi duri e ci si protegge bene a friend nelle fessure. Conviene fare conserva fin sotto il gendarme, due tiri a dx di quest'ultimo, di nuovo conserva fino ad una placca inclinata a dx poi tiri e conserva secondo la sensibilità. L'uscita del tiro di 15m sotto la punta è V solo in letteratura ma ottimamente chiodato (e ci sarà una ragione!).
I soliti piedinalto alla ricerca di nuove emozioni e se grandine e temporali fanno parte di queste...


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note su accesso stradale :: OTTIMO
Via logica ma se non si sta attenti è facile prendere/creare varianti, di stampo alpinistico, richiede capacita di integrare.
Avvicinamento discesa e rientro richiedono tempo, complessivamente una giornata intensa
Con Enrico soli soletti in un ambiente isolato e nuovo per noi, grande soddisfazione, con le scarpette e una lippa.


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Caratteristica itinerario

difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1350
quota vetta (m): 2621
dislivello complessivo (m): 1300

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