Midi (Aiguille du) Sperone Frendo

Sperone in ottime condizioni se si decide di intraprendere questo itinerario con la parte superiore completamente in ghiaccio come l'abbiamo trovata noi; abbiamo ravanato un po' al buio per reperire la retta via per raggiungere l'attacco…abbiamo risalito la morena troppo a lungo, attualmente conviene tenersi bassi e raggiungere l'attacco da sotto risalendo interamente il ghiacciaio inferiore; tratto roccioso completamente secco; in alto come già' detto ghiaccio duro ma ben tracciato dagli innumerevoli passaggi; necessaria una buona attrezzatura da ghiaccio, noi abbiamo portato sei viti da ghiaccio e proceduto, eccetto la prima lunghezza, in conserva protetta; gran giro che richiede un buon allenamento.
...nel tratto inferiore...
..lungo il tratto roccioso...
parte superiore...
cresta panoramica...
…si scala...
…sosta prima di un tratto impegnativo...
campo base a Plan des Aiguille…..

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Fatta mercoledì. Ottime condizioni sulla via. Attacco ok. Roccia asciutta e pendii in alto su neve buona e ghiaccio ottimo. L'unico pezzo un po' rognoso è il pendio dopo la crestina di neve che presenta neve/ghiaccio un po' faticoso ed è molto esposto. Usciti per il seracco, ci si protegge bene su roccia e il ghiaccio era super, anche per le molte tracce presenti. Prevedere 2 attrezzi, 6-7 viti da ghiaccio, oltre a friends vari. Partiti dal rifugetto di Plan des Aiguilles. Ottimo.

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Gita favolosa e in ottime condizioni!Fatta in giornata partendo da savona.Presa la seconda benna intorno alle 16 eravamo in cima all Aiguille du Midi .Roccia asciutta pendii e seracco perfetti.Con Pietro

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le condizioni generali sarebbero ottime se non fosse che il tempo perturabato del giorno prima ha reso umida la roccia della parte bassa e messo circa 25 cm di neve nella parte finale.
Con il bel sole del giorno successivo ci sono state parecchie piccole valanghe.
La terminale si passa bene ( i seracchi scaricano) e i tiri di roccia del bastione sono abbastanza asciutti e ben scalabili.
la cresta ed il pendio sono ottimamente tracciati ma la neve si deve assestare.
Se facesse tre giorni belli le condizioni sarebbero super.
Circa dodici cordate, di cui una è uscita a destra mentre tutti gli altri a sinistra.
Alcune hanno dormito al rifugio, altre hanno bivaccato e un paio sono salite in giornata.
Risultato: ressa sui tiri di corda e sul pendio finale ma senza troppo ritardo.
Lo sperone Frendo è sempre una stupenda salita di stampo classico. ogni volta è entusiasmante come la prima.
provare per credere!;-)

Per farsi un'idea del tipo di salita e delle condizioni attuali ho messo alcune foto sul mio sito
?id=s8vii861




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Gita spettacolare,io e Matèo partiti da chamonix con la seconda benna(apre alle 7.10 ed alle 6.30 c'è già una coda boia)e siamo usciti in punta alle 19.30...
Nell'avvicinamento abbiamo visto uno davanti a noi che saliva sul pendio e sui tiri da solo ad una velocità che sembrava in motorino...era Korra Pesce!
I tiri di roccia nel diedro della bastionata sono di una bellezza incredibile e proteggibilissimi ma fatti con i ramponi sembrano molto più duri e si va leeeenti...
Siamo uciti nel pomeriggio sulla cresta, con molta neve molle che sfondava ed in alcuni tratti scivolava giù per il canale, non è stato per niente divertente...
Usciti a sx del rognone con tanto ghiaccio fuori ma il tratto a 80° e una gradinata...
Che emozione mettere il becco fuori dalla cornice dopo tanti anni che vedi sto sperone dalla telecabina...

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Via ancora in ottime condizioni, solo la parte iniziale dello sperone è un pò secca, fare attenzione perchè è facile far cadere di tutto. Siamo partiti alle 04 del mattino dal Rifugio di Plan Des Aiguille (rifugio pulittissimo abbiamo mangiato anche molto bene). La parte alta dello sperone è molto bella e l'uscita sulla crestina di neve è bellissima. Siamo usciti a sinistra ed abbiamo trovato neve dura e ghiaccio duro in alcuni tratti. Abbiamo impiegato 8 ore dal rifugio all'uscita. Con Andrea sempre in gran forma.

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Partiti dal rifugio verso le 3.45, eravamo sul nevaio intorno alle 4.45 con neve dura e crepacci facilmente aggirabili. Itinerario in ottime condizioni: sulla crepaccia terminale si raggiungere agilmente lo zoccolo con un ponte ancora in buone condizioni, la roccia è asciutta e il ghiaccio nel complesso buono se si esce a sinistra (a destra invece pare essere più duro e spaccoso). Impegnativa e lunga ma di grandissima soddisfazione!
Con "turbo-Raffaele". Diverse cordate in via (io ne ho contate almeno sei compresa la nostra). Meteo eccezionale! Gran bella esperienza!


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Premetto che le 5 stelle sono per la bellezza e l'impegno complessivo della salita. Solo 3 stelle per le condizioni trovate. Partiti alle 3 dal Plan de l'Aiguille e faceva già veramente caldo, rigelo nullo. La parte in roccia è in pratica tutta pulita tranne la prima rampa. Ottima la guida di Damilano! Date le alte temperature abbiamo trovato neve molto sfondosa in cresta che ci ha costretti a rallentare parecchio, bisognava fare davvero attenzione. Usciti per la variante di sinistra, fatto 4-5 tiri su ghiaccio vivo ricoperto da uno strato di granita. Per fortuna si protegge abbastanza bene su roccia e si trovano anche alcune soste a spit. In uscita di nuovo neve mollissima.
Togliendo il caldo, meteo super e gran divertimento e ingaggio su questa bellissima via!! Sogno realizzato con il grande Gianluca!


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Condizioni ok, la parte rocciosa si sale tutta senza ramponi, nei brevi nevai ci si aiuta con una picca. Salita lunga, tanta roccia da scalare con gli scarponi con alcuni passi non agevoli, per essere veloci non sarebbero male le pedule... Crestina con neve già un pò pourri ma con ottime tracce, traverso a dx delicato e 4 tiri su ghiaccio spacca polpacci per uscire sulla cresta alla Midi con un ultima goulotte molto bella. Meteo ok e temperatura calda, tante cordate oggi e conseguenti tappi sui tiri chiave.

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rigelo buono per arrivare all'attacco, roccia asciutta ma qualche nevaio residuo costringe ad alcuni brevi metti e togli con i ramponi. se si cerca il facile la via si trova bene, non farsi ingannare sulla seconda rampa dai numerosi cordoni presenti ovunque, bisogna stare sul facile e appena se ne vede la possibilità traversare a dx e raggiungere il filo dello sperone.
in alto abbiamo fatto l'uscita a dx, neve molle che richiede attenzione sulla prima crestina aerea ed esposta, poi buona traccia nel traverso ed infine 4-5 tiri quasi tutti da 60m su ghiaccio buono e ben proteggibile. consigliabile uno scarpone ed un rampone un po' più tecnico che per una normale salita classica, con quelli a punta piatta come avevamo noi si soffia per bene...come materiale al momento 6-7 viti fanno comodo mentre per la parte in roccia abbiamo usato friend fino al 2BD e qualche nut.
lunga salita in giornata da casa con Bac in splendida forma!


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Partiti con la prima benna, arrivati alla midi all'una. Buon rigelo nella parte bassa del ghiacciaio per l'avvicinamento alla cresta. Nella parte alta passati a destra con neve dura e canale ghiacciato. Ottime due picche e qualche chiodo per queste condizioni. Cresta pulita.
Con alex

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Utilizzo questa gita per mettere tutti al corrente che fino a VENERDI' 14 GIUGNO compreso tutte le vie della parete nord della Midì sono interdette alla scalata per via di alcuni lavori che devono svolgere sui vecchi cavi della teleferica; il versante risulta chiuso dallo SPERONE FRENDO fino alla Eugster/Mallory;
c'è un'ordinananza scrtta su un piccolo foglio quasi invisibile alla biglietteria (noi non l'abbiamo visto!!)
Per fortuna siamo riusciti a farci rimborsare il biglietto della benna!
...peccato, partiti per fare la Eugster Diagonal, le salite sembrano in ottime condizioni ma fino al WE non sono agibili... o per lo meno... a rischio di infrangere l'ordinanza!

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Finalmente è arrivato anche il Frendo...ma che via stupenda!!!
Sabato siam partiti con la benna poco dopo le sette e abbiam scalato la parte di roccia con calma e abbiam bivaccato alla fine.Questa parte è in condizioni ottime,totalmente asciutta e senza un filo di neve,come gia detto in altri report gradi molto stretti e la parte dopo il diedro di 5+ non molla...
La mattina usciti dalla parte di ghiaccio,con vari tiri,ghiaccio duro e spaccoso gia dalla cresta dopo le roccie,7-8 chiodi da ghiaccio ci son stati comodi...
Fantastica due giorni con Teo e Dany

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Salita in buone ottime condizioni nella parte di roccia mentre ghiaccio-granatina duro e spaccoso nella parte finale.Dopo il diedro di 5 la scalata si fa decisamente più impegnativa rispetto la parte sotto e i vari chiodi e cordini sparsi possono indurre in errore, bisogna cercare sempre il facile.Nella parte di neve-ghiaccio finale le famose soste a spit sono molto alte e non si riesce a prenderle ma comunque si può a far sosta comodamente su roccia su spuntoni.Gita comunque impegnativa nel complesso anche per la sua lunghezza,da non sottovalutare nonostante la vicinanza alla funivia.Fatta tutta in conserva,tranne un tiro in cima in 7 ore.

Con Riki


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Fantastica grand course assolutamente non banale! La parte su roccia è abbastanza evidente e, essendo asciutta, si percorre bene nonostante i gradi belli stretti. Dopo un bivacco abbiamo affrontato la parte nevosa tutta su ghiaccio a tratti assai duro che ci ha costretto a fare vari tiri. Siamo usciti a destra. Per metterci le 6-8 ore indicate dal Vallot bisogna trottare molto in conserva e trovare buone condizioni sui pendii superiori.
Bellissima due giorni col buon Serafino, grande socio! Tornati a casa con la speranza di tornare presto in questi scenari maestosi


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condizioni pessime.
prima parte in roccia bagnata e lichenosa(aveva piovuto..)difficile con gli scarponi.
seconda parte in ghiaccio vivo a tratti nero...60-70°
impiegate 18 ore, probabilmente non abbiamo seguito la via classica, ma abbiamo scalato anche il primo risalto(circa 300 m difficile...)


Un grazie al caro amico Luca.
dormito ai cosmisques.


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Bellissima via, elegante e varia. Roccia quasi sempre buona e a tratti ottima.
Via mai banale con dei passaggi belli fisici, anche più di IV...! nella parte rocciosa sono presenti parecchi chiodi e fettucce non tutti nella via giusta..
Peccato che la parte superiore di neve era quasi tutta ghiaccio e ci ha costretto a fare qualche tiro. Viste le condizioni noi siamo usciti facendo il canale-goulotte, descritto nella guida di Damilano, che va a destra dall'ultima sosta a spit. uscita molto bella.

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Il Frendo è in tutto e per tutto un viaggio assolutamente non regalato, lungo e severo nonostante la sua gradazione di solo D, la comoda discesa, le tante cordate che lo percorrono.
La parte inferiore è attualmente completamente asciutta e presenta pochi problemi tanto che i primi trecento metri sono abbastanza rapidi, fermo restando che il famoso quarto grado chamoniardo non è per nulla banale ma il più delle volte rude e faticoso. La cresta nevosa è al momento abbastanza inconsistente nella metà inferiore e su ghiaccio in quella superiore. Abbiamo valutato più sicura l'uscita a sx, tre tiri su ghiaccio e misto con le prime due soste a spit e l'ultima sosta dopo il tiraccio di 55 mt a 80° su simpatico nut martellato senza pietà dalle picche dei predecessori. Ovviamente siamo riusciti a perdere l'ultima benna ma questo ci ha inaspettatamente regalato un ottimo bivacco alla Midi dove abbiamo sì patito un freddo cane ma anche goduto di uno spettacolo mozzafiato sia alla sera che alla mattina e festeggiato degnamente il compleanno di Lorenzo. E la cosa più bella di questa due giorni sul bianco non è stato altro che l'atmosfera di mutua intesa e allegria che mai ci siamo fatti mancare. Non so se arriveremo mai a quell'arte di salire le montagne così come la inseguiamo ma personalmente mai come ieri la vetta era qualcosa senza importanza e la montagna davvero qualcosa da respirare.

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Grande Course! Veramente bella e completa. Come detto da altri non bisogna lasciarsi ingannare dai terzi gradi dati dalle relazioni. Sulla parte in roccia bisogna sempre scalare a volte con passaggi faticosi e sulla parte neve o si è estremamente fiduciosi del socio o si va a tiri. Spettacolo l'ultimo tiro. Per l'individuazione dell'itinerario seguite i consigli qui descritti che andate bene e la logica fa il resto. Se siete alpinisti non sbaglierete! Anche noi siamo partiti da Cham poco dopo mezzanotte, ma non per nostra scelta. E la salita si è fatta ancora più lunga. Usciti alle 14 con una bella ora e mezza di riposo al rifugio.

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Partiti da Chamonix a mezzanotte, usciti alle 16:40, giusto in tempo per l'ultima cabinovia.
Si sarebbe potuto uscire due ore prima se non avessimo sbagliato in un paio di punti:
1-dal secondo traverso su roccia, quello che va da DX verso SX, si finisce su delle gengette, da li andare dritii si raggiunge in questa maniera lo spigolo, noi siamo stati troppo a SX (seguendo una serie di cordoni), le difficoltà non cambiano, unico inghibbo e che ti costringe a scalare per più tempo a tiri e allunghi gli orari.
2-abbiamo sbagliato l'uscita, ci hanno detto che quella di DX era più veloce e semplice rispetto a quella di SX, bene noi siamo riusciti a non fare ne l'una ne l'altra, abbiamo seguito delle tracce fino al centro dello sperone roccioso, da li una stupenda goulotte a 80° (50 metri -se siete negli orari fatela é magnifica); da li ancora 25 metri di neve, a quel punto abbiamo fatto un lungo traverso verso DX prima in discesa giungere sul nevaio sottostante poi nuovamente in salita, siamo così giunto ad un chiodo con cordino giallo, da li una doppia ci ha permesso di ridiscendere sul ghiacciaio dove passava l'uscita corretta.A quel punto preso il primo canale che ci ha portato fuori (60° ghiaccio).
Per non sbagliare affidatevi alla relazione di Damilano -neige, glace et mixte- e spiegata in maniera correttissima e le foto ti fanno capire perfettamente dove passare,....
Una grazie a Robi, non si trovano tante persone che accettano una salita di 2.800 m in un unica giornata...

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The route was in very good state and we did it "benna da benna".

The rock part was dry with nice snow conditions in the upper part. We took the left exit (there was another team behind us who opted for the right one), the left part was not very good as the snow was not firm, but offered a nice exit.

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condizioni buone: parte di roccia quasi interamente pulita e ghiaccio buono [uscita sx] nella parte alta.
molti passaggi sopra il IV, nel complesso più impegnativa di quanto può sembrare leggendo la relazione.

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roccia tutta pulita, senza ramponi. parte su neve e ghiaccio tracciatissima. Fatto variante sulla sinistra. consigliabile. un saluto al socio

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La via è in ottime condizioni: la parte in roccia è completamente asciutta, si fa tutta senza dover mettere ramponi. Gli ultimi quattro, cinque tiri sono belli sostenuti. La crestina di neve è bella affilata ma ottimamente tracciata: noi abbiamo fatto un tiro per arrivare sotto lo sperone roccioso. Siamo poi usciti per la variante di sinistra, (alcune soste in loco) utilizzando il couloir a destra dell'uscita sul seracco: c'è un ottimo ghiaccio con pendenza sui 75 ° (circa una trentina di metri).Vedere "Neige, glace et Mixte di F. Damilano Itin. n. 143
Attaccate questa salita quando vi sentite bene in forma, perchè è davvero lunga e la parte in roccia è più sostenuta di quello che si pensa leggendo le relazioni. Salito con Walter Rivoira che si è dovuto tirare tutta l'ultima parte perchè io ero bello cotto. Oggi mi ha dato una bella lezione di alpinismo.


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Lunga salita in ambiente severo. La parte su roccia presenta nella prima metà alcuni punti di roccie instabii che richiedono attenzione, in particolare nel canale che porta alla sella prima del camino. In alto siamo usciti per la variante 2, interamente su neve e ghiaccio. Le condizioni attuali sono molto delicate perchè in alto c'è molta neve recente, umida e pesante. La cresta iniziale richiede molta attenzione. Con queste condizioni i tempi si allungano per uscire in cima alla via. Per una ripetizione consiglierei di attenedere uno zero termico sotto i 3500 per un paio di giorni.
Salita con Adriano.


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Salita completa, lunga e resa faticosa dalle brutte condizioni di neve e ghiaccio, grazie al gran caldo. Con temperature adeguate è senza dubbio splendida. A chi si avventura per la prima volta sullo Sperone, consiglio di studiare per tempo e bene il tracciato per arrivare alla base. Come si sa, di notte attraversare un plateau un tantino infido crea qualche problema nonostante la frontale. Se poi la luna è da qualche altra parte...Pertanto qui non si deve perdere tempo; piu' avanti ci sono ben altre occasioni...Consiglio inoltre le scarpette per i 600 mt. di granito; con gli scarponi io ho fatto fatica.
Sono il Gianni dalle non poche primavere sul groppone. Ringrazio Andrea per le belle parole sul mio conto scritte su questo sito; lo ringrazio anche perché è stato, come sempre, un compagno di cordata bravo, sicuro e prudente. Sono, come si dice, un dolomista e così, mio malgrado, ho verificato di persona che per le Occidentali, oltre al solito resto, è necessario uno specifico allenamento ad una complessiva fatica che le Dolomiti ben difficilmente richiedono. Per la prossima "primavera" mi organizzerò. Nella mia lunga vita, mai mi era capitato di dover bivaccare in un bagno di una funivia come si è reso necessario alla fine dell'ascensione. Ciò rinforza una mia incrollabile convinzione: ho davanti a me un futuro ricco di interessantissimi avvenimenti, oggi non immaginabili, che giustificano ampiamente il quotidiano sforzo di ben accumulare, in aggiunta a quelle già maturate, altre affascinanti "primavere".


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Via assolutamente da consigliare.
La parte su roccia è piacevole e divertente e presenta la possibilità di numerose varianti.
Fare attenzione che alcune di esse superano l'obbligatorio della relazione originale.
La parte su neve e ghiaccio non era in condizioni e causa l'arrivo pomeridiano di nuvole che hanno ridotto la visibilità a pochi metri e la perdita di una picca, siamo stati costretti ad una uscita delicata sui pendii della Mallory-Porter.
Persa l'ultima funivia e bivacco nei bagni ell'arrivo della funivia
Confermo la nota di chi ci fa seguito che con queste condizioni i tempi della seconda parte si allungao di qualche ora.
Salita con Gianni che saluto e ringrazio della piacevolissima compagnia e, al quale rivolgo i miei più profondi complimenti per l'ennesima dimostrazione di come la passione e la voglia di lottare siano superiori a qualche primavera passata.


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salita spettacolare...le condizioni sono buone...nella parte in basso assenza di neve...più in alto nel tratto impegnativo su roccia, neve e verglas....usciti poi sulla cresta nevosa..neve fresca (15-20)...usciti a sx su neve e ghiaccio (presenti soste e spit)...salita di gran soddisfazione ed ambiente assicurato

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Siamo usciti a sinistra. Zero termico molto alto, la cresta nevosa era al limite della sicurezza, in compenso il tratto terminale era su ghiaccio ottimo. Conviene dormire al rifugio, attualmente chiuso per ristrutturazioni, ma è agibile il locale invernale (coperte). Con Rosanna.

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  • 02/08/08 - blex
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: D+ :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord
    quota partenza (m): 2300
    quota vetta (m): 3848
    dislivello complessivo (m): 1548

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