Crammont (Mont) da Elevaz

note su accesso stradale :: Strada aperta fino a Pian Praz.
Approfittato dell' apertura della strada fino a Pian Praz in occasione della celebrazione della Madonna degli Alpini per salire questa bella montagna che altrimenti ha un lungo avvicinamento. Fatto piccolo giro salendo con il sentiero N° 3, che parte dall' ultimo tornante e va tutto a destra fino a raggiungere la dorsale sopra Courmayeur, e sceso con il 3A più diretto sul Pian. Tutto molto facile anche se mancano segni e indicazioni recenti ma il percorso è sempre evidente.Celebrata la Messa in cima e "merenda" offerta dagli Alpini al ritorno. Giornata con panorami che confermano la fama di questa punta in posizione straordinaria. Il sole picchia su tutto il sentiero e quindi conviene salire molto presto. Appuntamento al prossimo anno.

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note su accesso stradale :: In autobus ad Elevaz
Visto da casa ancora tutto di bianco incappucciato, il Crammont non sembrava proprio la destinazione ideale di oggi, ma avendo già optato per questa gita e non avendo alternative nelle vicinanze ci si è diretti lo stesso. Fino al tramaglio di Plan Praz si sale su pascoli perfettamente puliti e verdi, gli alpeggi stanno tornando in attività e vi sono già le prime mandrie; il pendio di salita a prima vista sarebbe anche pulito, è in alto che cominciano i nevai che nascondono il sentiero, la neve non è portante ed il loro aggiramento comporta risalite che inevitabilmente portano alla crisi energetica (personale, s’intende ….). Arrivati poi alla Madonnina, non c’è alternativa: per toccare gli ometti di vetta bisogna attraversare quel tratto (eterno) di neve non portante dove si sprofonda per 80 cm fino alla cintola, e stando a debita distanza dalle cornici. Però ce l’abbiamo fatta …..
C’è stato però un plus: gran bella giornata (fredda in vetta anche perché fradici) e al mio quarto tentativo sul Crammont ho finalmente visto il Monte Bianco; Horace de Saussure, che da qui pare sia iniziata la sua passione per il raggiungimento della vetta con tanto di ricompensa, non aveva dovuto aspettare così tanto …….
Partenza da Elevaz, il primo tratto di sentiero tra Torrent e l’alpeggio di Chamossin un po’ si confonde e sembra quasi destinato a scomparire, cancellato dal tempo che passa; poi però fino al tramaglio sentieri perfettamente marcati. Dal tramaglio sono salito in vetta sul sentiero 3A (l’itinerario decritto segue invece il 3, che va ai paravalanghe poi in cresta ed infine i due rami si ricongiungono), discesa lungo lo stesso percorso di salita fino al bivio con il sentiero n. 6 , lungo questo fino al Parco Avventura e quindi lungo il sentiero panoramico dell’Orrido fino a Pre Saint Didier (parcheggio della piscina).
Come detto giornata fredda e ventilata in vetta, ma limpidissima con panorama stavolta mega-galattico, le 5* stelle sono tutte dovute (anche per la fatica ….). E’ una gita sempre ad alto valore aggiunto, ma conviene aspettare ancora qualche settimana per averla libera da neve e godersela appieno.

Naturalmente con il fido Frank, anche lui ha attraversato il tratto con la neve alta due volte lui. Mitico cane!
Grazie alla moglie per il recupero a Pre Saint Didier.



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note su accesso stradale :: Parcheggio nei pressi del Parc Avventura
Eseguita l'ascesa al mont Crammont, discesa verso Plan Praz, poi traverso nuovo e ben tracciato verso Youla. Da lì risalita al colle Arp e ridiscesa a Arpetta, poi Pre Saint Didier per chiudere anello. Circa 30km e 2300 m D+. Gratificante giro ad anello. Allego traccia
Giornata asciutta ma con passaggi nuvolosi e vento freddo in quota


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note su accesso stradale :: Piccolo parcheggio a Torrent
Il sentiero è ben segnalato e tracciato. All'inizio, non preoccuparsi dei lunghi tratti in piano in direzione Est. Se si vuole seguire il sentiero n°3, che risale l'intero dosso Est del Crammont, conviene staccarsi dalla poderale un po' prima della segnalazione del bivio con il sentiero 3A: precisamente tra il secondo tornante verso sinistra e il terzo verso destra sopra il villaggio Mialley, nel luogo rappresentato nella quinta foto, forse segnalato da un bastone infisso a terra.
Sul costone finale ho incrociato una famiglia (padre, madre, figlio, figlia, accento toscano) che scendeva. Avevano pernottato sotto la cima (probabilmente dove sorgeva il Pavillon De Saussure, fatto costruire da CAI Aosta nel 1880) per vedere il tramonto e l'alba. Chapeau! Avranno certo fatto foto splendide, lasciandomi le dispettose nuvolette che nascondevano tanto di quel che avrei voluto vedere.


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note su accesso stradale :: tutto ok
sentiero poco segnalato.
con la ricrescita dell'erba e la pochissima frequentazione risulta difficile rimanere sul tracciato poco segnalato ma aiutato dalla buona visibilità hò compiuto l'intero percorso in previsione della ripetizione della gita il 19 p.v.con qualche compagno in più, visto che oggi non hò incontrato nessuno su tutto il percorso.
Giornata afosa e caldissima specie nel pomeriggio nonostante alcune nubi molto volatili.


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Tanta nebbia in un suggestivo ambiente autunnale per questa gita strappata al maltempo di un fine settimana decisamente piovoso. Parto alle 6.30 da Elevaz (1302 m), nessun problema ad individuare l'inizio del percorso che parte da Torrent. Ho seguito l'itinerario della guida di Zavatta, ossia sentiero 3A in salita e n.3 in discesa con anello a chiudersi in corrispondenza del fontanile a quota 2010 m. Qualche problema dopo Plan Praz a mantenermi sul giusto tracciato viste le innumerevoli tracce di bestiame (come riferimento ci sono due ometti nei pressi di una svolta a destra, da lì in poi non si può più sbagliare). Grande emozione appena arrivato all'incrocio con il sentiero n.3 (palina segnaletica): tra le nubi compaiono improvvisamente le Jorasses con la Cresta di Rochefort, illuminate dal primo sole, mentre sui pascoli sottostanti dozzine di camosci corrono su e giù per i pendii. Un'immagine da ricordare ed unico momento della giornata in cui si è intravisto il panorama. Arrivo alla Madonnina nella nebbia e con un po' di vento freddo; da lì breve traccia all'ometto di vetta, proseguendo oltre sulla cresta erbosa si raggiunge una tavola orientativa. Nel complesso bella gita, avida di panorami ma decisamente d'atmosfera con colori autunnali in splendida mostra ed un ambiente malinconico e solitario in queste condizioni.
Con Zeus, nessun altro in giro.


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Saliti da Torrent in 3h 30' seguendo il sentiero 3. Sentiero pulito anche se poco segnalato. Dopo le baite di Chanton (m 1817) segue un noioso tratto di strada. Dopo 3 tornanti sopra le baite di Miallay (m 1866) abbiamo seguito il sentiero (ben marcato ma non segnato) che si stacca verso destra prima di una fontana e che conduce al magnifico punto panoramico denominato Mont de Nona (m 2106). Da qui abbiamo seguito la panoramicissima dorsale SSE per tracce, ritrovando il sentiero 3 piu' in alto. Non percorsa la cresta (di aspetto repellente) fino alla vera vetta, peraltro piu' alta di pochi metri. Panorama sul gruppo del Bianco limitato dalle nubi, anche se la cima faceva ogni tanto capolino. Gita un po' noiosa per via dei vari attraversamenti della strada (asfaltata fino a oltre Chanton!) e del tratto lungo la medesima. Notevole il panorama fin dall'inizio della salita, con belle vedute sulla valle di La Thuile e sul Rutor, che diventa eccezionale sulla dorsale. Sconsigliabile in giornate calde.
Con Andrea, Emily e Irene. Vista un'aquila, una giovane vipera e un bel ramarro maschio. Incontrate solo 3 persone. Tempo che e' andato peggiorando mantenendosi fresco e ventoso.


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Il sentiero nella parte iniziale è a volte poco marcato e si confonde un po’ con i bassi cespugli e la boscaglia ma poi dagli alpeggi in su è ben evidente e marcato anche se il bivio col segnavia dalla poderale è sistemato nei pressi di un tornante mentre sulla cartina parte da un paio di curva al di sotto; il sentiero non è molto ben tenuto prima della dorsale ed ha pochi bolli gialli seminascosti e molto sbiaditi. Effettuato il ritorno per il sentiero 3A.
La fatica viene ripagata senz’altro dal panorama che, a partire dal vicino Bianco, è veramente spettacolare a 360°; giornata limpida anche se ventosa con temperature gradevoli nel pomeriggio: oggi cinque stelle sono veramente poche! Consigliata in queste giornate settembrine. Allego traccia.
In compagnia dell’instancabile moglie Stefania.
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Altra bella gita, semplice ma anche faticosa visto il pendio finale.
Fatto tutto il percorso di cresta fino alla punta estrema, qualche passaggino da fare con attenzione ma nulla di complicato.
Ancora una giornata in buona compagnia di Michele, Matteo, Franco,Monica, Elio e Anna

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Dopo un'occhiata alle previsioni meteo, è venuta fuori l'idea di questa gita, facile e tutta su buon sentiero, garanzia di agevole ritorno all'auto anche in caso di nebbia, che, peraltro, non c'è stata, perché il sole ci ha tenuto compagnia tutto il tempo. Poco da aggiungere a quanto già detto da franco@A e da chi ci ha preceduti: la segnaletica è in effetti scarsa ma non ci si perde.
Oggi occasione davvero festosa per il piacere di esserci ritrovati di nuovo tutti insieme e per di più al cospetto del Monte Bianco. Con la speranza che anche Alfonso (i3fili) e Massimo (Max49) tornino presto ad essere della partita.



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Saliti dal sentiero n.3 e ridiscesi percorrendo il tratto del n.3A Giornata molto bella nella parte alta della VdA con ampi panorami e il Bianco a un tiro di schioppo. Sentieri sempre ben evidenti nella parte bassa qualche breve tratto rovinato ma percorribile agevolmente.
Allego traccia GPS.

Oggi su proposta di Monica (erba olina) con Tiziana, Michele@D e Matteo@A rientrato dopo un periodo di fermo per studio …(cosa ci tocca fare per campare ! conclusasi brillantemente – bravo ! e grazie del gelato) in vetta ci hanno raggiunto Elio@C e Anna completando la compagnia. Pago del posto e non incline al rischio non ho percorso il tratto della cresta.
Incontrati alcuni escursionisti, al nostro rientro, in fase di salita. Unico animale avvistato un'aquila.



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Gita elementare, ma con il sentiero non sempre perfettamente visbile nella parte alta, anche se la direzione è sempre molto intuitiva. Le segnalazioni non sono certo abbondanti, e soprattutto le prime sono fuorvianti sui tempi. A Elevaz due diversi cartelli dicono 3h45' e 4h. Dopo 6 minuti di cammino, tra Elevaz e la frazione Torrent (dove in genere si lascia la macchina nel parcheggino di 4-5 posti), appare un cartello che riduce i tempi a 2h45' (bontà sua....) A Torrent la percorrenza segnalata diventa 2h40' 8questo è giusto...), e 10'-15' di cammino dopo si abbassa a 2h....Consiglio di lasciar perdere i cartelli, e tararsi su un tempo di percorrenza compreso (a seconda del passo) tra le 3h e le 4h da Elevaz e tra le 2h45' e le 3h45' da Torren, a seconda del passo.
Dopo l'alpeggio di Chanton, e in prossimità dell'alpeggio di Plan Praz, si deve optare tra la diramazione 3a (a sinistra) e la diramazione 3 (a destra, versante Courmayeur). Le due diramazioni si ricongiungono 250 m sotto la vetta.
La vetta escursionistica è elemtare e fatta di più dossi erbosi. In realtà, è subito evidente una vetta di poco più alta qualche centinaio di metri sulla destra. Per raggiungerla tuttavia, bisogna percorrere una crestina rocciosa un po' esposta e malagevole, e caratterizzata verso la sua metà da un intaglio decisamente poco praticabile al normale escursionista.
Visibilità scarsa, oggi, per via dei cumuli (il mio "ingiusto" giudizio sulla gita dipende da questo, ovviamente). 3h10' da Elevaz in salita (2h59' da Torrent), 2h23' per scendere (2h12' a Torrent). Dislivello 1.435 m da Elevaz, 1.392 da Torrent.

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Partiti dal parcheggino della frazione Torrent,sul sentiero n.3,abbiamo raggiunto la vetta sempre col medesimo sentiero (cresta del versante Courmayeur)esente totalmente da neve,evitando alcuni residui nevosi lungo il percorso adducente alla vetta.
Tempo di percorrenza: ore 3-3,30 secondo il passo e le soste
Gita sempre di soddisfazione fatta in compagnia di Claudio che non la conosceva e che ha potuto ammirare il panorama a 360 gradi offerto dalla vetta,tutte visibili le montagne piu' importanti della Valle D'Aosta.
Nessun altro in circolazione,nemmeno animali.
Giornata assolata e primaverile con qualche velatura,assenza quasi totale di vento.
Consigliabilissima per l'inizio delle escursioni.


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note su accesso stradale :: In autobus a Elevaz
Se si decide di salire il Crammont perchè è un eccezionale belvedere sul Bianco, in giornate come quelle di oggi è meglio lasciar perdere. Se invece si decide di salire per il piacere di un’escursione in un ambiente sempre gradevole, tra alpeggi e ampi panorami, la scelta è perfetta.
Tutta la salita è stata effettuata su terreno ormai sgombro di neve; l’unica neve rimasta è quella tra i ruderi della Capanna Sassurre fino in cima, e quella sul versante a strapiombo verso Pre-Saint-Didier – Dolonne.
Sono salito sul sentiero n. 3 da Elevaz-Torrent fino alla croce ed al tramaglio di PlanPraz, poi lungo il sentiero che, puntando verso il gruppo di paravalanghe, porta sul Monte di Nona; da qui in vetta lungo la cresta. Discesa invece per il sentiero n. 3a che scende direttamente nel vallone di Torrent e poi al tramaglio. Per chiudere l’anello l’intenzione era di scendere da Mialay a Maisonette secondo le indicazioni della guida di L. Zavatta, ma vista la difficoltà ad individuare il sentiero e la scarsa fiducia sul suo stato di conservazione sono ridisceso lungo lo stesso percorso di salita fino al bivio tra i sentieri n. 3 e 6, prendendo però adesso il n. 6 verso Pre-Saint-Didier, che termina nel Parco Avventura.
Giornata all’insegna della nuvolosità, freddo in vetta, ma fortunatamente smentite (in positivo) le previsioni meteo e mai rischio di pioggia.

Grazie come sempre alla moglie per il prelievo


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note su accesso stradale :: Parcheggino di Elevaz-Torrent
Sempre ben segnato,ora,il sentierino n.3 ma bisogna ,dopo le ultime baite,scegliere il percorso,a destra (3)si percorre la cresta erbosa versante Courmayeur,a sinistra (3 A)la cresta versante Planpraz,tutte e due convergono nel medesimo sentiero a circa 250 metri dalla vetta.
Attualmente ,il percorso e' quasi totalmente esente da neve grazie all'esposizione Sud-sud Est.
Tempo di percorrenza: ore 3-4 secondo il passo e le soste.
Bellissima gita autunnale-invernale dove il contrasto dei colori delle due differenti stagioni e' molto evidente.
Panorama super a 360 gradi grazie alla stupenda giornata,senza nuvole e con pochissimo vento,il tanto per non sudare e camminare in "maglietta".
Nessuno in giro,nemmeno animali (strano) solo un'aquila o Gipeto che fosse.


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note su accesso stradale :: regolare
Fidandoci delle previsioni abbiamo iniziato a risalire la Valle d'Aosta sotto una cappa di nuvole scure e minacciose. Poco prima dell'uscita di Morgex abbiamo visto il Bianco e così abbiamo scelto questa gita. Fortunatamente le nuvole ci hanno disturbato molto poco, cosi abbiamo potuto godere del giustamente famoso panorama. Salita facile ma piuttosto lunga e faticosa. A questo proposito, se si parte da Elevaz (m. 1302) il dislivello è 1435 metri. Se invece, come abbiamo fatto noi, si parte da Torrent (m.1345) il dislivello è 1390 metri. Nessun problema di itinerario: la segnaletica, pur non abbondante e a volte collocata in modo inusuale, non consente errori. Siamo saliti seguendo il segnavia 3, passando cioè dal Becco di Nona e seguendo la dorsale, mentre in discesa abbiamo seguito il 3A passando dall'Alpe Planpraz. Con Fausto.

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Bella gita ad una vetta estremamente panoramica. Partito da Elevaz, raggiunto Torrent, quindi lungo il sentiero che taglia i lunghi tornanti della strada con bel percorso nel bosco fino alle case di Chanton. In salita, seguita la sterrata fino a Planpraz, quindi il sentiero prosegue sul fondo della valletta per poi piegare decisamente a dx e con un lungo traverso in salita, ricongiungersi al sentiero lungo la cresta sud-est del Mont Crammont. In discesa invece seguito interamente il sentiero di cresta fino alla Becca di Nona, ricongiungendomi poi alla sterrata e all'itinerario di salita. Bel percorso senza alcuna difficoltà, rapido e diretto.

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Doveva esserci il sole a palla e invece abbiamo avuto nuvole e nebbia. Un vero peccato il panorama mancato sul Bianco... Saliti lungo il sentiero escursionistico fino alle Case Chanton. Stati a sinistra dei paravalanghe e poi messo le racchette risalendo un bel canalone. Raggiunto la dorsale e saliti in cima su neve portante. In discesa messo i ramponi e poi la neve ha mollato di brutto.


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La gita è stata relativamente semplice, da Elevaz in circa 3 ore siamo arrivati alla vetta escursionistica da cui abbiamo goduto di un magnifico panorama a 360 sulla valle, tutto il gruppo del bianco, fino alle jorasses, fino al Cervino, e ancora Becca di Nona ed Emilius, la Grivola, e ancora, ancora ancora. Il sentiero è poco segnalato e davvero maltenuto in partenza, appena usciti dalla frazione di Torrent, ma va via via migliorando andando avanti. Non ci sono parti eccessivamente ripide ed è davvero ideale per chi vuole godere di un panorama mozzafiato con una salita poco impegnativa ;)

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Partito da Elevaz alle 7,30 (non ci sono parcheggi) sono arrivato in vetta alle 10,45 in una bellissima giornata di sole e hò potuto contemplare tutto il massiccio del Bianco senza una nube in cielo ,stupendo il panorama attorno a me.

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Partiti da Elevaz io e Alessio di buon'ora in compagnia di altri tre camminatori provenienti da Casale Monferrato.
Nonostante le ricerche, il sentiero 3 in salita non lo abbiamo scovato.
Abbiamo quindi percorso circa 500 mt di dislivello sulla strada prima asfaltata, poi sterrata, che porta agli alpeggi a quota 1856. Di lì abbiamo imbccato una deviazione a destra che porta a quota 2114 (denominata becca di Nona sulla nostra cartina, forse datata?), con un bel panorama sul gruppo del Bianco. Da questa qulta alla cima un paio di nevaietti interrompevano la ripida salita verso la vetta. Splendide le fioriture dei prati fino a oltre 2400 mt e la visuale sulle valli valdostane.
In discesa abbiamo imboccato il sentiero che porta ad Elevaz evitando la strada. Resta maltenuto come lo scorso anno e spesso non facilmente intuibile a causa della vegetazione.
Se l'imbocco del sentiero a livello delle case fosse segnalato in modo maggiormente chiaro, sarebbe più semplice trovarlo.
E' stata comunque una splendida camminata e abbiamo potuto ammirare uno splendido panorama a 360°.

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prima gita escursionistica dal 19 novembre...gli sci sono a riposo, in attesa di essere appesi al chiodo fino alla prox stagione...salita laboriosa nella prima parte per il sentiero poco segnato e malagevole. in più il caldo terribile ci faceva sembrare di essere in una foresta tropicale. siamo usciti dal bosco pieni di graffi, punture di ortiche e semini ovunque...giunti in una conca a 2050 m, seguendo la strada, abbiam capito di aver perso il bivio (anche in discesa non si vede, non è segnato) e siamo saliti verso destra in direzione dei paravalenghe, al di sopra dei quali abbiam ritrovato il sentiero, ripidissimo, ma che rende bene. in 2 h 55 dall'auto siamo arrivati in punta (corsettina...). peccato per il panorama limitato dal fiorire di cumuli. si vedevano solo la brenva e l'aiguille noire... siamo scesi appena in tempo, ma non x evitarci cmq una lavata per colpa di un temporalino vagante..la fontana alla frazione è stata un toccasana. davvero troppo caldo, altro che sciare...un saluto alla compagna di gita cris.

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  • 01/11/15 - chopin
  • 19/07/15 - enri1039
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero 3, discesa 3A
    difficoltà: E :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1345
    quota vetta/quota massima (m): 2737
    dislivello salita totale (m): 1392

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