Sulè (Punta) da Malciaussia

note su accesso stradale :: parcheggiato nei presi del lago malciaussia
Il sentiero inizia ai lati del "bagno" del prato-camping di fronte al malciaussia. Fino al pian di malciaussia sentiero evidente, poi da li quasi il nulla, c'è una freccia su un masso con scritto sulè che indica la direzione ma non si capisce molto, il sentiero incomincia al di la di un ruscello, pochissimi ometti qui e la da da 2700 metri in poi gli ultimi 400-500 metri di dislivello quasi niente praticamente (ho cercato di metterne apposto alcuni) anche se è meglio assolutamente non perdere d occhio i pochi che ci sono, di fatto gli ultimi 500 metri sono un arrancata su sfascioni e rocce,
Andata in 2,40 h più o meno più che altro perché avrò perso 40 minuti a cercare ometti e tracce varie, l ultimo tratto fatto quasi del tutto fuori pista individuato la traccia gli ultimi 50 metri sotto la cima, nel caso ci si perdesse puntare alla cima dritto per dritto tanto è tutto uguale il sentiero tracciato non è chissà cosa. Ritorno memorabile, perso completamente la traccia sono sceso dal versante vicino 2 km e mezzo fatti a gambero su sfasciumi e pietre varie cercando di individuare il punto migliore di appoggio chiedendo aiuto ai camosci e stambecchi se non si è un po "esperti" o abituati a cime del genere mettendo da conto eventuali imprevisti consiglio di lasciare perdere proprio perché non è tracciato ci si potrebbe ritrovare in situazioni un po complicate come è successo a me, l ho presa come un gioco diciamo. farò sicuramente segnalazioni per questo al cai ecc lo farò presente al più presto. La cima è bellissima come tutte arrivare in cima è sempre uno spettacolo. Conquistare la vetta anche se di una collina di 800 metri è sempre fantastico.


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Salita che "rende" molto, pendenze sempre abbastanza sostenute ma mai eccessive. Nella prima parte il sentiero e' talora invaso dall'erba e franato in un paio di punti, ma ben percorribile. La traccia non e' molto evidente quando si lascia l'itinerario per la Lera, ma il percorso e' facile da individuare se la visibilita' e' buona. Buono il panorama dalla cima. In discesa, siamo sorpresi da una breve e pittoresca nevicata.
Bella gita in compagnia di Max, Marco, Bruna e Chiara. Come ormai capita, i "ggiovani" allungano in salita e ci aspettano pazientemente in vetta :)


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Ottima la relazione dell’itinerario qui su Gulliver e la descrizione su Blatto, In Cima 70 Normali nelle Valli di Lanzo, BLU Edizioni
Bella salita come quasi tutte, a mio parere, nelle Valli di Lanzo. Nella prima parte il sentiero sale dolcemente, per poi aumentare di pendenza a partire dal Pian Sulé, dapprima attraversando i pratoni poi risalendo la pietraia, con traccia non evidente ma segnata con ometti non frequenti ma che spuntano sempre al momento giusto, per rassicurare il viandante circa l’esattezza della via. Panorama stupendo dalla vetta, grazie al forte vento che ci ha anche portato una leggera e breve tormenta di neve durante la discesa.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Dopo aver salito la Lera siamo ancora saliti su questa bella montagna!
Da Pian Sulè non è facile trovare il sentiero, bisogna risalire il pendio erboso sulla sinistra e poi si sale abbastanza bene grazie agli ometti presenti.
Ottimo panorama dalla cima, un pò rovinato dalle nubi pomeridiane.
Con Riccardo


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Bella gita, per chi ama i posti selvaggi. Dislivello notevole ma salita molto diretta, eccetto il primo tratto fino a Pian Sulè, dove il sentiero a tratti invaso dall'erba alta si sviluppa con lunghissimi tratti con poco dislivello tra un tornante e l'altro, al ritorno sembra eterno. Abbiamo aggiunto e risistemato molti ometti nella parte superiore, dalla spalla in su dopo il pianoro acquitrinoso. Tornati dopo 11 anni. In vetta abbiamo trovato una statuetta del sacro cuore di Gesù, appena installata, che crediamo sostituisca la precedente, che avevamo letto che era stata danneggiata.
Dalla cresta e dalla cima panorami stupendi verso il Rocciamelone, il Colle della Resta, i laghi ed il colle Autaret, il lago di Peraciaval con la Croce Rossa ed alle spalle il Bianco, l'Albaron, poi il Gran Paradiso, il gruppo del Rosa e la lunga cresta che unisce il Sulè al Lera. Una sola persona con noi in vetta, sul vicino Lera abbiamo visto alcune persone.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Gran bella gita, con dislivello notevole ma molto diretta, e quindi abbastanza veloce, anche se nella parte alta non c’è un sentiero e quindi occorre sempre fare attenzione per seguire l’itinerario migliore.
Partenza da Malciaussia alle 8,30, con temperatura già abbastanza calda. Fino a Pian Sulè salita molto redditizia, su sentiero comodo e ben segnalato, anche se in alcuni tratti è stretto e un po’ invaso dall’erba alta. Da qui ancora buona traccia fino al pianoro acquitrinoso a quota 2.750 m, poi da quando si abbandona il sentiero per il Monte Lera il sentiero sparisce e si devono seguire degli ometti a volte non molto evidenti. In ogni caso, con il bel tempo il percorso è abbastanza logico ed evidente, e specie sulla pietraia non c’è un percorso predefinito da seguire…noi, intorno ai 3.100 m ci siamo portati a sinistra seguendo poi la facile cresta Sud-Ovest, che non presenta particolari difficoltà, a parte un paio di punti dove si devono usare le mani, e che si svolge su roccia più solida e pochi sfasciumi. Arrivati in vetta in circa 4 ore, panorama spettacolare anche se iniziava a salire qualche nube da calore. In discesa abbiamo seguito la traccia più evidente (dall’alto è molto più facile da individuare) e che si tiene a sinistra rispetto alla punta; si scende molto rapidamente, in buona parte su sfasciume “morbido” e non spaccagambe, e il percorso è sempre abbastanza visibile, solo nell’ultimo tratto erboso prima del pianoro acquitrinoso si perde un po’. Io ho aggiunto anche la Cima di Pietramorta (20 minuti scarsi A/R, facile e panoramica), poi veloce picchiata fino alle auto.
Escursione molto bella e discretamente impegnativa, sia fisicamente che perché nella parte richiede una buona capacità di orientamento…concordo con chi dice che è sconsigliata in caso di nebbia!!! Incontrata un po’ di gente in basso, per il resto eravamo solo noi 3 (e a giudicare dal libro di vetta non è una cima molto frequentata!!!).
Giornata bella ma calda, per fortuna si trova acqua abbondante fino almeno a metà gita.


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note su accesso stradale :: ok a malciaussia
Ho rifatto questa gita a distanza di 6 anni perhè mi ricordavo di meravigliosi panorami ma purtroppo oggi impediti daparecchie nebbie in compenso abbiamo visti molti stambecchi. Gita sempre impegnativa per il dislivello e i tratti ripidi ed inoltre si deve stare attenti agli ometti che in certi punti sono l'unico riferimento.
Con Francesca e Bepi.


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Salita in una giornata calda, ma con nubi di calore che fin dal mattino hanno fatto capolino a quota 3000: poco male, un po' di foschia al rientro. Sistemato alcuni ometti che ormai erano stati distrutti. Attenzione sulla pietraia: seguire la via che più ci si sente, tante le tracce tutte sostanzialmente portano a ometti e quindi ti fanno raggiungere la vetta, anche in caso di foschia. In cima, vista dal Monviso, passando per gli Ecrines, al Rosa. Rientro con la nuvola di fantozzi, ma senza pioggia. Visto uno stambecco, un gipeto e un'aquila: molto belli. Solo un'altro signore in vetta.

In compagnia di Eugenio


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Dal parcheggio il sentiero non è immediatamente visibile e per tutta la parte bassa tra i prati è solo una traccia di erba pestata in mezzo all'erba alta. Ho sbagliato al pianoro acquitrinoso e continuato verso la Lera fino al lago a quota 2950 circa. A quel punto ho piegato decisamente a sinistra e risalito la piramide cercando di sfruttare tutte le lingue di neve possibili, evitando le pietraie e le balze rocciose. La neve era rigelata perfettamente e si risaliva molto più agevolmente che il resto. Disceso per la stessa traccia di salita ho sceso le lingue di neve sciando sui piedi. Divertentissimo. Non evidente la discesa nei tratti sotto il pian Sulè dove si attraversano i torrenti. Percorso complessivamente non tanto segnalato, ma è bello anche non essere sempre su un'autostrada.
Bella gita di ambiente in cui la capacità di trovare l'itinerario, mai completamente evidente è importante quanto l'allenamento per il dislivello. Meglio forse in questa stagione con ancora un po' di neve che in estate sugli sfasciumi...Da solo per tutto l'itinerario, condiviso solo una colazione con due ragazzi al Pian Sulè.


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La sbarra abbassata a Margone permette di fare un po' di riscaldamento all'andata e un po' di defaticamento al ritorno;) Giornata ideale e condizioni ottimali per salire su questa meravigliosa cima in totale solitudine e con un panorama da "gran beau" qual'era! Tutto il percorso di salita completamente secco, ramponi inutili. Consigliata finche' non nevica, per cui...affrettatevi!

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Partenza da casa alle 4:45 per evitare le possibili perturbazioni previste dal meteo.
Il meteo però non ha previsto un gregge in transumanza prima di Piazzette che ci costringe per mezz'ora a passo di pecora.
Bellissima la fioritura sulla prima parte del sentiero che sale verso il Piano di Sulè.
Dopo il bivio per il monte Lera qualche tratto su neve non sempre portante ma nel complesso si procede sempre su roccia detritica fino alla cima.
Innevamento notevole invece sul tutto il percorso verso il monte Lera che osserviamo, nebbia permettendo, dalla punta Sulè.
Osservati da branchetti di stambecchi e camosci. Vista una coturnice.
Nel complesso una bella gita insieme agli amici Raffaella e Sergio.

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Per anticipare la perturbazione prevista nel pomeriggio,partiti da Malciaussia con le frontali.Sentiero ben tracciato fino al pianoro acquitrinoso,poi molti ometti e percorso che si intuisce facilmente.Tornati mentre le nebbie cominciavano a salire.

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Bellissima giornata autunnale! Dal pianoro acquitrinoso dove il sentiero si perde ci sono ometti che indicano la retta via...nessun problema per salire alla punta. Panorama bellissimo e sotto un mare di nuvole. Lera non innevata (solo versante verso Cibrario)e spruzzata di neve sulla Croce Rossa. Con MIna ed Enrica.

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Giornata da annotare sul calendario: non una nuvola, un leggero venticello affinché non si sudasse, limpidezza tale da poter vedere dettagliati il Mte Rosa, il Mte Bianco, il GranParadiso, les Ecrin, il Monviso ed altri ancora ...
Visti camoscio, stambecco e pernici.
Incontrati altri escursionisti.
Capogita Adriano.

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note su accesso stradale :: nessun problema fino al lago
Stavolta l'ho trovata estenuante... Dopo il Colle Autaret mi sono perso e ho cominciato a salire a naso... forse troppo sulla destra. Quando ho scoperto di essere troppo in cresta ho visto il fianco più comodo della punta, il costone di dtriti che mi avrebbe portato al pianoso acquirtrinoso, più vicino al Lera. Ho tagliato a dx più volte nel tentativo di tagliare le fratture di cresta e alla fine sono arrivatosul pendio di detriti che porta in cima. La visione della pietraia finale è stata veramente desolante. I pochi ometti sembravano buttati lì a caso. Poco sotto la cima si supera una fascia di roccette e si deve puntare ad un ometto ben visibile da lontano. La visione del cristo fissato su un trespolo di metallo è stata un'esperienza... mistica. Davvero dura.
Panorama superbo. Non so che mi è successo oggi ma ci ho messo quasi 5 ore!!


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Gita di ripiego causa tormenta più a monte,siamo stati fortunati,perchè il vento non ci ha dato troppo fastidio,e le nubi non sono arrivate fino a quà,comunque una giornata invernale,per tale motivo igenuamemte ho lasciato un'ottima bottiglia ai piedi di un roccione al sole sui 2600 mt di quota,in modo che al ritorno fosse a temperatura ambiete,volevo stapparla per il mio onomastico ma...ne ho trovate due...bhè si dice che "san Giacu porta la buta e sant'Ana la destupa"ma non so chi la bevuta! quiunque sia mi auguro che la beva alla mia salute!

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Relazione scarsa o meglio inesistente.
Percorso ben segnalato fino alla biforcazione con la Lera
Alla fine del pianoro quota 2800 è veramente difficile individuare alla sua sx "l'ampio e ripido dosso erboso" che porta alla vetta. Ometti inesistenti (probabilmente a fine stagione qualcuno ci sarà nuovamente) per cui abbiamo proseguito per pendii sfasciati alternati a tratti con neve. Arrivati ad una conca a circa 3050 metri ci siamo spostati ancora a sx e ci siamo infilati in un canalone che meglio ci sembrava posizionato in direzione della vetta. Qui abbiamo alternato tratti su neve con pendenze sostenute anche a 35/40° e sfasciumi inconsistenti. Finalmente la vetta con la sua madonnina.
Panorama sicuramente notevole.
Non credo che il percorso da noi fatto sia quello giusto quindi non aggiungo altri dettagli e non propongo integrazioni alla relazione.
Non consiglio, a chi volesse avventurarsi in questo percorso, di seguire le nostre tracce.
Ambiente selvaggio ma percorso sconsigliato in presenza di nebbia per balze rocciose numerose.
Persi 2 bastoncini.
Con Gaetano e Gianni.



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Bella salita a questa punta superpanoramica. Con bel tempo il percorso è abbastanza evidente: dal pianoro a quota 2800 m piegare decisamente a sinistra e risalire un pendio erboso (due ometti ben evidenti a fil di cielo). Da lì ci si incolonna su una serie di ometti fino ad oltrepassare un rio. Al piede delle pietraie conviene poggiare a destra, dove la traccia in alto diventa più evidente, anche se pure a sinistra si sale (ometti scarsi), ma il terreno è più sconnesso. Comunque sia, in punta si arriva. Scendendo tenere a mente che si dovrà poggiare a sx per riprendere il pendio di salita: guai a tirare diritto, perché ci si porta sopra dei salti assai ostici.
Meteo splendido, sole e non un filo d'aria, temperatura mite.
Un saluto ai soci Alex e Jo


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giornata serena,cielo terso,non si tocca neve
un po' di difficoltà solo durante il rientro in macchina in val di viù e circa 10 min,di coda a venaria

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Ho aggiunto qualche ometto nel tratto tra il pianoro a 2600 e l'attacco della cresta finale, arrivando al pianoro anzichè andare dritto (verso la Lera) si gira a sx e poi si punta verso il pratone ripido che sta di fronte.
Assolutamente sconsigliata in caso di nebbia.
Caldo atroce (15 gradi a Malciaussia alle 5,30) e qualche nuvola che compariva all'orizzonte già verso le 9 del mattino mi hanno fatto dare solo 4 stelle ad una gita comunque splendida.
Parecchi ungulati lungo il percorso, il "solito" gregge di pecore che l'anno scorso ho trovato sulla cresta a 3300m, quasta voltà erano a 2600 e per il resto solitaria assoluta con il mio cane.
Purtroppo l'arrivo delle nuvole mi ha consigliato di scendere dopo un'oretta dal mio arrivo in punta.
Grazie alle utili indicazioni di Roberto che ci è andato qualche giorno fa.



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Bella giornata e panorama dalla punta a 360°. Gita mai difficile ma dal bivio, quota 2500 circa, dopo aver scollinato sul pianoro ogni tanto si perdono le traccie e bisogna stare attenti agli ometti. Nella zona in alto più di un sentiero e bisogna cercare il più comodo. Oggi mi è stato utile il Gps specie al ritorno per non perdere tempo. Gita sconsigliata se c'è scarsa visibilità.
Saluti e grazie a Gabriele che ho conosciuto sull'itinerario e con cui ho condiviso questa gita. Nessun altro in zona.


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Si pesta neve solo sopra il pian sulè a 2700m, ma volendo si può evitarla.
Attenzione all'acqua, è meglio far rifornimento al lago di malciaussia, sul percorso se ne trova ma ho anche visto il cadavere malridotto di uno stambecco dentro un torrentello, se pigliavo l'acqua a valle rischiavo di brutto...
Bellissima gita con giornata orrendamente calda; alle 5,30 a malciaussia c'erano 12 gradi!
salito in totale solitaria quest'itinerario ingiustamente poco frequentato, in cima c'era un gregge di pecore, sul percorso parecchi ungulati, ma umani nulla!
Occorre partire molto presto, ci vanno un 4 ore e dopo le 11 11,30 il panorama rischia di guastarsi.
Ho aggiunto un pò di ometti sul percorso dove secondo me mancavano, se non c'è nebbia è difficile sbagliarsi.


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con gli amici corrado e mauro. corrado era da un po' di tempo che aveva in mente questa bella gita e gli amici di gulliver hanno dato una buona mano nel proporla, quindi stamattina prima delle otto eccoci al lago di malciaussia. bella e diretta punta che l'altezza rende molto panoramica specialmente nelle belle giornate come oggi. un saluto ai due escursionisti incontrati durante la gita ed a gianmario 55 ed i suoi amici incontrati al verzel che questa volta ci hanno anticipato di una settimana.

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Gita meravigliosa, in giornate come questa vale davvero la pena. Partito alle 8.30 da Malciaussia quasi subito il sole ha illuminato e riscaldato il sentiero, che dopo innumerevoli serpentine raggiunge il Pian Sulè, primo punto chiave, basta ricordarsi di abbandonare la traccia principale e seguire quella di destra che si inerpica sul costone erboso.
Secondo punto chiave è il pianoro superiore con i resti di alcuni piccoli laghi, lo si deve attraversare del tutto da destra a sinistra raggiungendo la base del dosso erboso che scende dalla Punta Sulè.
In ogni caso gli ometti lungo il percorso sono numerosi, e salvo nebbia sono facili da seguire.
Ultimi 300 metri tutti su enorme pietraia, solcata da innumerevoli sentierini, alcuni più marcati e dolci, che fanno camminare sempre comodamente, fino alla cima.
Panorama eccezionale a 360°, ogni montagna immaginabile era visibile, dal lontanissimo Argentera, al Monviso, al vicino Rocciamelone, al Monte Bianco, alla Charbonnel fino al Gran Paradiso e al Rosa.
Percorso tutto pulito da neve, che nei versanti nord invece inizia sui 2800 metri con una spruzzata.
Discesa molto diretta fino al Pian Sulè, dove in pochi minuti ho anche risalito la vicina Punta di Pietramorta, a picco sul lago di Malciaussia.
Poi con gli ultime luci del sole pomeridiano sono sceso lungo la bella ma lunga mulattiera percorsa in salita la mattina.
Per la serie il tam-tam di gulliver attira parecchi escursionisti, sapevo della fama di montagna piuttosto dimenticata, invece oltre a me altri 9 escursionisti alla Sulè. Viste persone anche sul Lera, montagna affascinante.

foto su


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Confermo tutto lo scritto da gianmarco55. Indecisi se salire a Punta Maria o al Sule' abbiamo optato per la seconda. riservandoci la prima magari con gli sci. La vista dalla vetta ripaga pienamente la scelta e la fatica.
Oggi devo ringraziare Stefano che dandomi la cadenza giusta e' riuscito a farmi arrivare in vetta , nonostanze l'influenza mi appesantisse le gambe

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Abbiamo deciso di fare questa gita, anche per via del viaggio non proprio breve, solo dopo avere letto su Gulliver gli entusiastici commenti di chi ci ha preceduto. Avevano ragione! E' una escursione che, se fatta con la meteo di oggi, merita ampiamente le cinque stelline. La parte finale è un po' "masapovrom", ma decisamente meno di molte altre. L'itinerario, dal bivio Lera - Sulè, é sicuramente difficile da individuare con scarsa visibilità, ma con giornate come questa non esistono assolutamente problemi. La prima parte, fino a Pian Sulè, é forse un poco noiosa, ma é anche splendido il modo in cui la traccia si innalza sul pendio ed aggira i salti rocciosi. Assenza di neve sul percorso e solo un breve tratto ghiacciato in corrispondenza dell'attraversamento del rio. Piuttosto freddo alla partenza (-1°) ma il sole ci ha presto riscaldati. Come già accennato panorama veramente grandioso a 360°: dalle Liguri al Rosa, passando per gli Ecrins, il Bianco ed il Granpa (solo per citarne alcune). Altre sei persone in vetta e, purtroppo, due cacciatori che scendevano dai laghetti sotto il Monte Lera. Avvistato un branco di stambecchi. Con Fausto.

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siamo saliti da Malciaussià per il ripido e faticoso versante meridionale, in alcuni tratti, prima di arrivare al Pian Sulè, abbiamo trovato due tratti del sentiero con colate di ghiaccio da superare con cautela. la neve è ormai sparita, anche nella conca a 2800 m. e sul ripido versante e crestone SO il terreno è pulito e si può arrivare in cima senza dover utilizzare picca e ramponi. Anche la cresta finale si supera senza problemi, le roccette terminali sono pulite e non creano problemi. Dalla vetta abbiamo ammirato un panorama vastissimo e spettacolare ! Direi che ne valeva la pena di fare 1580 m. di dislivello per arrivare quassù !
Salendo, dai 2500 m. abbiamo ammirato e fotografato uno spettacolare mare di nuvole, dove emergevano come tante "isolette" le vette sopra i 2800 m. davvero incantevole ! Ho fatto questa piacevole ed interessante salita in compagnia di Luigi e Massimo di Savigliano. Questa cima aveva la fama di essere poco frequentata...ma in tutto io ho contato 11 persone in vetta, noi tre, cinque persone del CAI di Caselle, due ragazzi del CAI di Lanzo e 1 solitario. Tutti saliti da Malciaussia. L'itinerario di salita è ben segnalato da numerosi ometti, e sul dosso e cresta sommitale c'è una traccia di sentiero che porta in vetta. Sia per la facilità di accesso, per la bellezza del contesto ambientale-paesaggistico e per il vastissimo panorama che nelle belle giornate si può ammirare dalla cima questa montagna merita di essere salita e frequentata !


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Mi aspettavo di trovare un percorso simile alla Lera, con immense pietraie nella parte alta e percorso disagevole. Invece la Sule' si e' rivelata assai piu' "docile" di quanto mi aspettassi: nessun problema di orientamento , ometti ben posizionati nei punti strategici ( ne abbiamo anche rifatti alcuni e aggiunti altri), finiti i pendii erbosi ci sono tracce di sentiero sino a pochi metri dalla vetta, x tutto il percorso si cammina piuttosto agevolmente.Il punto chiave resta secondo me la svolta a quota ca 2750 (ultime sorgenti per l'acqua), dove bisogna piegare decisamente verso sx proseguendo in piano sui resti acquitrinosi di un piccolo laghetto. Sul gia' relazionato ometto "con una pietra piatta verticale" abbiamo aggiunto la scritta che indica il bivio Lera-Sule'.
Partiti con ampi sprazzi di sole, siamo arrivati in cima avvolti da un gelida nebbia di versante che ci ha assai pregiudicato il panorama da quota 2900 in su. Sopra i 3100 ci sono circa 10 cm di neve che non hanno dato nessun problema. Nessuno lungo il percorso, il libro di vetta datato 1987 e giunto a malapena a meta' e' la riprova di una modesta (a torto)frequentazione.La difficolta' tecnica in assenza di neve e' sicuramente "E",ma con l'isolamento e il dislilvello (1600mt) ci puo' stare anche "EE".
Con Maghi', I. e Claudia 4wd che ha cercato, anche oggi vanamente, di socializzare con i numerosi camosci !.


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Da Malciaussia girone dantesco, basta salire di qualche centinaio di metri e il lago torna ad essere bellissimo. Giornata azzeccata per il meteo, ma essendo partiti tardi ci siamo giocati il panorama dalla vetta. Dal bivio di pian sulè, percorso chiarissimo con sentiero fino al piccolo pianoro superiore e poi frequenti ometti che portano a risalire un ripido pendio erboso e poi il detritico versante sud.

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note su accesso stradale :: Strada di montagna, prestare attenzione
Da q.2800 tracce di sentiero a tratti non presenti, seguire gli ometti . La valutazione a mio avviso sarebbe :EE
In occasione dell'escursione abbiamo sostituito il contenitore del libro di vetta. Sono pochi quelli che raggiungono la cima o quantomeno pochi quelli che registrano la salita.


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per la giornata e il meteo che erano è stato un gran gitone.
Nonostante la prima neve e la nebbia, nella parte alta siamo riusciti a salire e orientarci bene, grazie ai graditi e sempre utili ometti.

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Escursione di grande soddisfazione e tanta fatica che viene ripagata da panorami veramente mozzafiato!!! Partiti presto con passo regolare per il lungo sentiero che porta al pianoro, poi senza problemi fino ai laghetti ormai ridotti a due pozzanghere. Da quel momento dimenticarsi dei pendii dolci e prepararsi ad affrontare una memorabile e ripida "scalinata" senza tregua fino in vetta, su tracce di sentiero ben segnalato da diversi ometti. Il volo dell'aquila ci ha accompagnato per alcuni minuti dopo aver bucato le nebbie. Un venticello fresco e giornata veramente limpida ci ha tenuto compagnia per la meritata sosta. Gita - a torto - poco frequentata ma da affrontare con buon allenamento!! Mi ha colpito il libro di vetta: vi sono le firme di chi è salito lassù dal 1987 - fino ad oggi. Giornata che dimenticherò difficilmente.

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Precisazione sulla descrizione del percorso: giunti a circa 2700 metri, dopo la quota 2653, ad un bivio di sentieri con tanti ometti presenti, voltare a sinistra verso un ometto con una pietra piatta verticale e subito dopo si raggiunge ciò che resta di alcuni laghi. A questo punto volgere a Owest puntando ad una spalla erbosa dove sono presenti alcuni ometti; raggiunta la spalla puntare decisamente a Nord seguendo le tracce di sentiero ed i tanti ometti presenti fino alla vetta.
Partiti presto con tempo coperto, fino ai 2700 metri sotto le nuvole e nebbia, oltre il sole. Panorama stupendo dal Viso al Rosa passando per il Bianco, la Ciamarella, il Gran Paradiso ecc. Sviluppo di oltre 12 km a/r; i 1600 metri di dislivello al ritorno si fanno sentire e la parte finale, dal Pian dei Sulè in poi, è eterna. La fatica viene ripagata ampiamente. Bellissima fioritura. Visti due stupendi esemplari di stambecchi ed un'aquila. Il giorno 6 la strada da Margone al lago è chiusa per posa di asfalto.


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Escursione molto diretta e ripida, praticamente si sale"a goccia d'acqua" dal lago di Malciaussia alla vetta seguendo la linea di massima pendenza.Ambiente selvaggio e austero.Gita da intraprendere con buone condizioni meteo a causa delle tracce di salita poco evidenti da quota 2700 in su.
Peccato per le nuvole in punta che hanno impedito di gustare un panorama che immagino di prim'ordine.Discesa faticosa e eterna.
Gita comunque di soddisfazione.


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In compagnia di Piero bella gita di grande soddisfazione.un bel 3000. nulla da aggiungere alle precedenti relazioni. confermo la presenza di numerosi ometti nella parte alta del percoso (alcuni aggiunti o ricostruiti durante la salita). la traccia di sentiero in alcuni punti è più che evidente anche perchè il terreno detritico-terroso si presta. voglio anch'io invitare a frequentare di più questa bella e panoramicissima montagna.ultima nota tecnica, la salita nonostante il notevole dislivello è veloce perchè è diretta, personalmente ho trovato un pò monotona la parte inferiore del percorso sui ripidi pendii erbosi in vista del lago,specialmente in discesa.

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La partenza del sentiero è a circa metà della sponda destra del lago (arrivando alla diga), ben segnalata (colle Autaret, Sulè). Dopo lunghissimi tornanti si arriva ad un ripiano (Pian Sulè - m.2520). Il sentiero principale prosegue a sinistra per il colle Autaret, invece bisogna scendere ed attraversare un ruscello e prendere un sentiero meno marcato che sale poi a destra verso un crestone in parte erboso. Dopo circa mezz'ora di salita e dopo aver traversato un piccolo torrente, prima di arrivare ad una ampia conca (quota circa m.2700)svoltare a sinistra(ometti), raggiungere una serie di laghetti e passarli a destra (salendo) dirigendosi verso un crestone erboso. Salirlo e seguirlo fino alla cima (ometti e tracce di sentiero). Dopo un po' diventa la cresta SSO del Sulè. Dalla cresta e dalla cima panorami stupendi verso il Rocciamelone, il Colle della Resta, i laghi ed il colle Autaret, il lago di Peraciaval con la Croce Rossa ed alle spalle il bianco, l'Albaron, poi il Gran Paradiso, il gruppo del Rosa e la lunga cresta che unisce il Sulè al Lera. Abbiamo aggiunto molti ometti perchè questa bella gita vale la pena di farla conoscere ed apprezzare. Tempo impiegato dal parcheggio: 3h50m.

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Bella e lunga escursione, panorama eccellente. Oltre la conca pietrosa e acquitrinosa di quota 2750m circa, attenzione a seguire i pochi ometti e le rare tracce di sentiero a sinistra per portarsi sul crestone SSO di detriti e bancate rocciose. Anche qui si seguono tracce di sentiero fino alla vetta.Sicuramente in caso di nebbia ci sono seri problemi di orientamento. La classificherei EE.

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il percorso sarà anche chiaro, seguendo gli ometti. Io, con la nebbia continua (visibilità 5-6 m), non ho visto niente. Mi sono fermato al pianoro a 2800 e, sempre per le nuvole, in discesa non trovavo più il passaggio per scendere la scarpata rocciosa.
peccato

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Partiti nonostante la notte e la mattinata di tuoni e fulmini, d'altra parte il meteo dava rapido miglioramento; arrivati a Malciaussia con il cielo azzurro, poi ottima salita con bel tempo e qualche nebbia vagante.
Nella parte alta il sentiero è un pò vago ma non si può sbagliare seguendo le tracce di camosci e qualche ometto.
La guida del Berutto consiglia la piccozza ma ad oggi è assolutamente inutile per totale mancanza di neve.
Gita raccomandabile, in alternativa al vicino Lera un pò più difficile, con buon dislivello.
Con Silvana, Giacu e Antonio.
ciao a tutti e alla prossima

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La mattina cielo limpido, poi via via sempre più nuvoloso.

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  • 24/06/11 - gieffe
  • 18/07/10 - giody54
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  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: segnavia 116 fino a 2600 m, poi vaghe tracce e ometti
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1815
    quota vetta/quota massima (m): 3384
    dislivello salita totale (m): 1569

    Ultime gite di escursionismo

    16/02/20 - Scopel (Bivacco) - lancillotto
    Sentiero dalla Croce dei Lebi e poi al bivacco con tratti ghiacciati, coperti da qualche cm di neve recente. Utili i ramponcini sopratutto la mattina. Salita in nebbia totale fino quasi al valico del [...]
    16/02/20 - Sea Bianca (Punta) da Pian della Regina e la Punta Raboi - lupus1946
    Molti escursionisti in giro...colpisce l'assoluta mancanza di neve sull'ultimo pendio... Le ciaspole sono rimaste sullo zaino...più utili i ramponi.
    16/02/20 - Rubbio (Monte) da San Damiano Macra - flavytiny
    Lasciata auto in piazza a S.Damiano Macra. Itinerario facilissimo adatto al post-influenza, la strada forestale che parte dal borgo subito dopo il ponte sulla dx è molto bella e rilassante. Parecchie [...]
    16/02/20 - Lunelle (Punta e colle) da Traves, anello - climbandtrek
    Sentieri sgombri da neve e ben indicati da tacche e numerose paline. Fatto l'anello come da descrizione: gita piacevole e con numerosi scorci nel bosco rado ed un bel panorama sulle vette circostanti dalla cima.
    16/02/20 - Pala Rusà (Punta) e Punta delle Lance da Pian Benot - sergio 51
    Usati solo i ramponi. Passati prima dal Pala Rusà e poi saliti alla Punta Lance, che sembra una vera montagna seria ma in miniatura: sarebbe stata interessante la, pur breve, traversata, ma le cornic [...]
    16/02/20 - Butetta (Monte) da Castellar - lonely_troll
    Gita vista mare in un bell' ambiente e con clima già primaverile. Alla partenza rosmarini e mimose fiorite e in alto niente neve, nemmeno sulla parete Nord del Grammondo
    16/02/20 - Baral (Bec) da Limonetto - dario 67
    Salita oggi un po' piu alpinistica x la presenza di tratti innevati sulla cresta e nella parte finale verso la cima si sale comunque senza problemi prestando attenzione solo nei tratti leggermente esp [...]