Adula o Rheinwaldhorn Via Normale dalla Val Carassina

note su accesso stradale :: Parcheggiato alla diga di Carassino, dopo avere percorso due lunghe gallerie molto, molto strette. la prima con semaforo
Parcheggiare alla diga di Carassino anzichè a quella di Luzzone permette di risparmiare circa un'ora di salita (e soprattutto poi qualche km in discesa). Quindi sabato 6 saliti alla capanna UTOE. Al termine della valle, bella, ma piuttosto lunga, si può "saltare" la capanna CAS prendendo direttamente il sentiero che ripidamente sale alla capanna UTOE. Il sentiero è stato completamente rifatto, pur mantenendo lo stesso percorso. Temporale alla sera e di notte, partiti alle 4,30 per evitare neve molle. Trovata neve poco dopo la balza rocciosa, inizialmente saliti senza ramponi, poi arrivati al lungo traverso sul ghiacciaio indossati i ramponi e saliti in cordata. Poco prima del colletto sosta di qualche minuti per fare passare un violento scarico di grandine (chi era già in cresta si è preso dapprima acqua e poi grandine). Poi arrivati al colletto dopo poco abbiamo la cresta, abbandonata dopo pochi metri per riprendere il nevaio, molto più comodo da risalire. In discesa scesi per il nevaio e poi dal colletto a ritroso per il percorso di salita. Neve tutto sommato con buona tenuta. Ritorno lungo la Val Carassina con due forti piovaschi.
Bellissima salita, bellissima vista, ottima compagnia, bel rifugio ben gestito. Con Anna, Eme, Leo del CAI Cameri

Arcobaleno dopo la grandinata
Ripartiamo dopo la grandinata
Dal colletto la cresta di salita
Arriviamo al colletto in discesa

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salito per la cresta WSW Malvaglia partendo dalla Capanna Quarnei e salendo al passo del Laghetto
Avevo già salito questa cima nei primi anni 90 percorrendo la lunga val Carassino ed il vadrecc di Bresciana ma, purtroppo, arrivati nei pressi della vetta la nebbia ci avvolse completamente privandoci di un panorama a detta di molti, tra i più belli.
Oggi me lo sono riconquistato in solitudine, tranne per l'incontro di una guida svizzera con due ragazze clienti a circa metà della cresta.
Quest'ultima, che inizia nei pressi del passo del laghetto, non presenta particolari difficoltà, nei punti più noiosi vi sono cavi e catene, se si cerca di non usarli si arriva massimo ad un III.
L'unico problema è stato il repentino abbassamento della temperatura di sabato sera col conseguente temporale che ha depositato dai 2.900 di quota un velo di neve pallottolare e strati di verglas che vista l'esposizione si sono mantenuti tali fino a tarda mattinata quando il sole ha raggiunto la cresta, ma, ormai ero già a metà discesa che ho percorso solo mentre la guida ed altre persone presenti in vetta sono tornati dal ghiacciao.


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L'avvicinamento è per la lunga val Carassino, ma il paesaggio è talmente bello che non ci si fa caso, eppoi si scaldano i muscoli con poco dislivello. Alla capanna Adula Cas la storia cambia e si guadagna quota sui ripidi tornanti sino alla capanna Adula Utoe, in posizione invidiabile con grande vista sulla Val Blenio. Il secondo giorno, dopo la risalita sulla morena e un tratto detritico, si sbuca sul ghiacciaio e ci si tiene bassi per evitare le scariche di sassi dalla Cima della Negra, (così come consigliato dalla gentile rifugista). Con costante salita, si passa sotto l'Adulajoch ed in prossimità di sbucare sul versante opposto ecco la crepaccia terminale, con ponte ancora ben saldo. Gli ultimi metri sono belli ripidi e portano alla cresta rocciosa libera dalla neve.
Che sorpresa questa montagna, facile e molto bella! Il rifugio confortevole e si sta davvero bene. La vera sorpresa però sono state le tante persone incontrate, sempre gentili e cordiali. Un grazie va ad Aldo (87 anni) ed al suo grande amico Eugenio per il calore della serata trascorsa insieme, sicura che insieme han raggiunto nuovamente la vetta!


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note su accesso stradale :: a parte la lunga e inquietante galleria finale, nessun problema
La Valle Carassino si risale in piano lungo una stradina, ed è piuttosto lunga (ben 7 km..!) fino alle vicinanze della Capanna Adula CAS, poi il sentiero sale ripidamente per pendii erbosi e pietrame fino alla Capanna Adula UTOE, meta di giornata. Sentiero sempre agevole e ottimamente segnalato, saliti in ore 2,30. Buono il trattamento e l'accoglienza al rifugio, per fortuna non al completo. Il giorno seguente, partenza alle 5,45 con cielo sereno a parte il "cappello" di nuvole che fascia la cima e il vento che da sempre ci fa compagnia..! Prima parte di salita tra lingue di neve e sentierino con ometti lungo il costone che porta verso il Ghiacciaio di Bresciana, in compagnia di altre 30 persone partite dallo stesso rifugio. Troviamo la neve in copertura continua dai 2650 m., neve compatta e dura che regge bene la nostra camminata. Dopo aver percorso un primo tratto del Vadrecc di Bresciana, a circa 2800 m. decidiamo di procedere legati in cordata più per scrupolo che per reale necessità dato che i crepacci sono ancora abbondantemente coperti e chiusi. Grazie al buon rigelo notturno e alla temperatura bassa la neve è in ottime condizioni e si sale decisamente bene. Dopo un lungo tratto di salita a mezzacosta e passati sotto l'Adulajoch proseguiamo verso un secondo colletto della cresta Nord-Ovest, raggiunto dopo una ripida rampa nevosa...sempre in compagnia del vento...che però ha ripulito il cielo dalle nuvole ed ora è tutto sereno con visibilità ottima. Risalita la prima ripida rampa della cresta, poi lungo il filo più aereo arriviamo in cima, dove oltre alla croce, troviamo anche un'altra ventina di alpinisti, più i nostri compagni di gita. In vetta cessa il vento, la visibilità è ottimale, il panorama vastissimo e semplicemente spettacolare (dal Gruppo del Rosa, all'Oberland Bernese, Lepontine, fino ai lontani Gruppi del Disgrazia e Bernina). Dopo oltre 1 ora di permanenza in vetta (e oggi ne valeva assolutamente la pena!) ci siamo avviati in discesa, la neve ha tenuto bene e non ha creato alcun problema. Una sosta per riposarci al rifugio e poi giù per la discesa dalla Capanna Adula UTOE fino al parcheggio, che a dire il vero, è stata lunghetta e da...bollitura dei piedi ! Ottima scelta quella di salire l'Adula, montagna che merita decisamente di essere presa in considerazione e salita ! Pienamente ripagati della scelta fatta...valutazione da 5 stelle senza alcun dubbio!
Una piacevolissima scoperta per me questo angolo delle Alpi Ticinesi...l'Adula era in lista dall'anno scorso. Quale migliore occasione per venirci come uscita del Gruppo Camosci?? Dopo un viaggio lungo, siamo partiti dal Passo Muazz sotto un cielo grigio e una leggera pioggia (che non era per nulla beneaugurante..!!) che per nostra fortuna è durata poco, lasciando spazio a schiarite prima e al sole poi.
Due giornate veramente piacevoli, buono il trattamento al rifugio, ci siamo trovati bene e, a parte forse il pranzo non particolarmente abbondante non ci si può lamentare direi. Una gita nata nell'ambito di una riuscita uscita del Gruppo Alta Montagna "I Camosci" del CAI Ligure Genova, organizzata dal sottoscritto in compagnia di Gianfranco C. che ho ritrovato con grande piacere! Ma da sottolineare l'ottima compagnia di Enrico M., Maria Carla P., Gianluca S., Mauro M., Paola S. (del CAI Bolzaneto, una "gritta" aggregata al branco dei Camosci !) e Andrea81.


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note su accesso stradale :: ok fino al termine strada (divieto), gallerie mooolto strette
Gita come aggregato del Gruppo Camosci del Cai Ligure.
Siamo saliti sabato pomeriggio alla capanna Adula Utoe (cena un po' scarsa, locale bello e ben pulito, acqua bagni ghiacciata, colazione ottima, prezzo 58 franchi svizzeri o 47 euro). L'avvicinamento per la Val Carassina è piuttosto lungo su stradina sterrata, per fortuna il meteo è stato clemente e salvo qualche goccia siamo arrivati al rifugio in 2h 30' senza prendere acqua. I 300 m di dislivello prima del rifugio sono invece molto ripidi e faticosi.
L'indomani mattina sveglia 4.30 e colazione, e quindi siamo partiti con freddo (2°C) e vento forte e gelido, cima nella nebbia. Saliti sul bordo della morena su traccia di sentiero, poco sopra inizia la neve (quota 2600 m circa). Neve portante, tracciata e gelata che ha consentito una rapida salita, sempre sferzata da vento forte. Per precauzione abbiamo formato le cordate prima di attraversare il ghiacciaio, ma non ci sono problemi nè crepacci visibili o intuibili. Poco prima di raggiungere il colle dopo il lungo traverso siamo usciti dalle nebbie (triplo spettro di Broken), il vento si è placato di colpo. Per arrivare al colle abbiamo superato un breve pendio un po' più ripido ma molto comodo, e abbiamo scollinato sul versante opposto, con sole davvero caldo. Risalito quindi direttamente il pendio che si stringe in prossimità della cima, quindi brevissimo tratto di cresta fino alla croce. Lunga sosta in vetta grazie al panorama e alla giornata diventata ora piacevole (previsioni meteosvizzera perfette), con via vai di numerose cordate salite dai vari versanti. Discesa su neve sempre ottima, che nonostante il sole ha tenuto alla grande. Rientrati al rifugio breve sosta e giù per la vallata, fino alle auto.
Bella gita in zone per me nuove, fattibile anche in giornata per gente del posto; tecnicamente non presenta nessuna difficoltà, solo a fine stagione potrebbe apparire qualche piccolo crepaccio e la terminale, ma attualmente è davvero semplice. Due giorni in ottima compagnia.

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note su accesso stradale :: ottimo
Bella e facile gita, fatta in giornata da Milano. Partito alle 2.30 da casa, alle 5.30 dalla diga del Luzzone sotto la pioggia, arrivato in vetta tra le nuvole alle 13. Panorama alquanto limitato, solo grazie a qualche provvidenziale schiarita. Assenza di rigelo e nessuna traccia sul ghiacciao con 15 cm di neve fresca. Tracciato in alto sotto cresta del Grauhorn. Qualche piccolo problema nel trovare la cima, vista la scarsissima visibilità. Crepaccia terminale chiusa. Nessun problema per i crepacci. Nessuno in giro, tranne il figlio della rifugista della capanna UTOE salito al Graunhorn. Nel pomeriggio è uscito il sole. Visto una decina di bellissimi stambecchi, che stanno finendo di cambiare il pelo. Fatta in giornata, gita abbastanza lunga ma non troppo faticosa.
Gita in solitaria


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ghiacciaio in ottime condizioni, manto nevoso continuo da quota 2800m
Prima volta da capocordata. Un grazie agli amici che hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno.


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Gita in 2 giorni, pernottando al rifugio Adula UTOE, ancora incustodito per questo fine settimana. Ghiacciaio in buone condizioni, anche se al ritorno il caldo eccessivo avrebbe reso necessario il salvagente. Panorama spettacolare dalla cima. Un saluto ai 2 compagni di avventura, l' impeccabile capocordata HeliSilvia e Andrea62, che, nonostante il poco allenamento ha raggiunto la cima in scioltezza.

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Gita con gli amici di Besnate. Saliti sabato alla Capanna Adula UTOE, ufficialmente ancora non aperta ma i gestori (estremamente gentili e disponibili) erano presenti e ci hanno preparato una pasta per cena. Domenica sveglia alle 5 e, visto il tempo abbastanza buono, decidiamo di partire per raggiungere la cima. Alle 6 si parte e verso le 8 raggiungiamo il ghiacciaio dove ci leghiamo. Purtroppo nel frattempo la nebbia ci avvolge e quindi raggiungiamo la vetta, verso le 9.30, con una visibilità ridottissima che non ci consente di ammirare lo splendido panorama. In ogni caso nessun problema dato che il percorso è abbastanza agevole e intuitivo (si tratta di un lunghissimo traverso sotto la cresta NO). Alle 12 siamo nuovamente al rifugio e, dopo un abbondante spuntino, riscendiamo alle macchine evitando abbastanza miracolosamente la pioggia..

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Ci sono anche stati ...

  • 29/06/03 - gianmario55
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Ovest
    quota partenza (m): 1610
    quota vetta (m): 3402
    dislivello complessivo (m): 1792

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