Anello Confluenza Po Dora Baltea

note su accesso stradale :: ok
Dopo il prolungato periodo di siccità il giro è molto agevole e permette di divagare su varie isole di ghiaia e sabbia che altrimenti sarebbero sommerse. I brevi tratti guadati sono molto bassi, percorribili con pedule o scarponi. Anche i vari blocchi di cemento saltuariamente presenti lungo le rive si presentano in posizione spesso arretrata e quindi perfettamente asciutti. Torno dopo 5 anni a ripetere questo anello in uno scenario soggetto a notevoli cambiamenti in base alla portata dei fiumi. Allego una traccia indicativa che in condizioni diverse potrebbe anche non essere ripetibile. Anello breve ma in men che non si dica si fa in fretta a fare 8 km.
Uno dei guadi.
Isole di sabbia. In lontananza si scorge la Rocca di Verrua.
Qui avviene il mix delle acque...
Dora.
Giochi di vegetazione nel bosco adiacente la Dora.

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note su accesso stradale :: Rotonda su SS 31bis (in riva snx Dora Baltea) uscita “Strada Landoglio”. Attenzione: lavori in corso
Due motivi per scegliere questo itinerario in questo freddo weekend novembrino: a) ritornare ai luoghi della giovinezza (quindi del tempo che fu …) a ritrovare atmosfere e paesaggi vissuti e un po’ sbiaditi; b) vedere dove va a finire quella Dora Baltea che ho sempre solo visto iniziare in Valdigne sotto il Monte Bianco.
Gita-revival dunque, ed ecco i dettagli sul percorso. Al bivio subito alla rotonda ho preso il ramo di destra (quello di sinistra, asfaltato, va alla Frazione Galli), la strada diventa subito sterrata, sono passato vicino ad una cascina diroccata quindi vicino alla Cascina Landoglio, al primo bivio successivo anziché il ramo di sinistra ho preso quello di destra, finendo nei campi e con un fosso poi da attraversare per rientrare. Ho puntato poi alla strada che corre sopraelevata sull’argine e che contorna la Frazione Galli, lasciandosela a sinistra. Ho passato alcune sbarre rosse (aperte) e ad un bivio - in vista del Po e con la strada che inizia il lungo rettilineo verso il ponte di Crescentino - ho preso a destra e guadato il corso d’acqua. Per tracce di sterrata o per terreno incolto, con il Po alla sinistra, sono arrivato ad una radura, passata la quale si incontra il ramo morto della Dora Baltea (sbarrato a monte dai blocchi di cemento, si incontreranno più tardi); superato questo si arriva al ramo principale, un po’ nascosto dir la verità, e al punto della sua confluenza nel Po.
Ritorno risalendo la Dora in sponda sinistra, ai blocchi in cemento ho riattraversato il ramo morto e, come da itinerario, ho proseguito fino al ponte sulla SS 31bis. Qui però, anziché tornare all’auto, ho proseguito verso monte per raggiungere quel capolavoro di ingegneria che è la grande rilevata sulla Dora Baltea, che trasporta le acque del Canale Cavour. Ci sono arrivato lungo un percorso mai provato: alla rotonda sulla statale si prende per Saluggia, appena sottopassata la ferrovia Chivasso-Casale si svolta a sinistra (asfalto), si oltrepassa la strada-argine (non seguirla, ci si decentra) e per strada sterrata si raggiunge la Frazione Benne; lungo la strada ora asfaltata, che prosegue per Saluggia, si arriva alla sponda destra del Canale Cavour, seguirla in controcorrente fino ad incrociare la Dora e la grande rilevata. Ritorno per lo stesso percorso.
Notare che, andando dalla statale verso la Frazione Benne, ad un certo punto si trova (sinistra) una strada sbarrata con dei massi ad impedire l’accesso di veicoli; io l’ho seguita, termina sulla Dora Baltea, poco a monte del ponte sulla ferrovia. Probabilmente (è tutto ipotetico) si riesce a seguire il fiume in sponda sinistra ed arrivare alla rilevata. Da provare.
Tempo totale per l’anello: circa 5 h, praticamente senza soste (dalle 08:00 alle 13:00) salvo le fotografie; come valutazione le canoniche 5* sono naturalmente dovute. Percorso sempre evidente o almeno intuitivo, ma utili secondo me le Google maps della zona almeno per vedere le sterrate o la carta CTR n. 22 (Crescentino) della Provincia di Vercelli.
Giornata fredda, iniziata soleggiata ma poi la velatura ha prevalso e la temperatura ne ha risentito; ritorno del sole solo nel mezzogiorno, e qui temperature e colori hanno fatto il salto di qualità.
Solitudine totale, solo tre persone incontrate (cacciatori) in tutta la mattinata. Comunque una bellissima giornata per un bellissimo itinerario, anche le gite nella pianura padana non deludono mai, a conferma che questa non è soltanto mare a quadretti, afa e moscerini. Un grazie a pulici per lo spunto e per avere inserito l’itinerario, a giuliof per avere ricordato con le immagini la Rocca di Verrua Savoia.

Solito e doveroso grazie a Frank per la compagnia. Incurante del freddo e della brina sul percorso, in cerca di refrigerio, per par condicio ha fatto il bagno sia nella Dora Baltea che nel Po: de gustibus …….


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Gita adatta a ritagli di tempo e/o giornate con condizioni non ottimali per salire in montagna, che tuttavia può riservare belle sorprese. Percorso molto umido con tratti allagati ed innevati, effettuato con le pedule, ma sono consigliabili stivali di gomma per affontare con maggior disinvoltura piccoli guadi e pozzanghere. Visitato anche una delle grosse isole di sabbia e ghiaia che potrebbero apparire come penisole, a secondo del livello dell'acqua, attualmente raggiungibile attraverso lingue di sabbia e piccoli guadi. Dopo aver costeggiato un tratto del Po in cui le acque scorrono molto veloci, quando si crede di essere giunti in prossimità dell'ennesima lama d'acqua stagnate, ecco che si è arrivati alla confluenza tra i due fiumi. A questo punto si risale lungo la sponda sinistra della Dora prestando attenzione nell'attraversare i tratti formati da cubi di cemento che dopo le forti piogge di questo periodo sono particolarmente scivolosi. Suggestivo l'ambiente al crepuscolo, immerso nella nebbiolina sottile e soffusa della pianura. Avvistato vari uccelli acquatici ed una lepre.

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note su accesso stradale :: no problem
nel trascurato Parco Fluviale del Po. Cautela sui blocchi di calcestruzzo innevati e ai buchi nel pietrisco della riva
date le condizioni meteo scelta una gita in orizzontale, credo originale, rivelatasi quanto mai memorabile: tutte le sfumature possibili di bianco e grigio, con la corrente del dio Potamos a strozzare quella dell'ancella Dora B ... pace e contemplazione nel giorno della tempesta perfetta




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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 155
quota vetta/quota massima (m): 155
dislivello salita totale (m): 10

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