Marzoline (Zucco delle) Minima Immoralia

Bella via su roccia incredibile.
Prima parte: unire i primi quattro tiri è un'ottima idea ... ma i secondi due uniti sono oltre i 60 metri.
Seconda parte: il terzo tiro è molto bello.
Con Mauro


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Salita la prima parte (per mancanza di tempo) con Francesco. La via mi è molto piaciuta, la roccia è fantastica, anche nei piccoli tratti un poco muschiosi, non si hanno problemi. La progressione ricorda davvero quella granitica, con micro tacche e micro lame che assicurano una perfetta tenuta. Le soste dei tiri 1 e 3 di 10 mt ca sono stata tolte, si hanno ora 5 tiri di lunghezza omogenea. Il 3 molto bello, con un passaggio su lama verticale divertente. Per chi non ha mai fatto la via consiglio un attenta osservazione perchè gli spit pur essendo abbastanza nuovi, si vedono male (portarsi una chiave dietro, un paio di bulloni erano svitati) inoltre allungare i rinvii e nell'ultimo sfalsare le corde perchè si traversa molto su cengia erbosa con arbusti e alberi. Comunicazione con il compagno molto difficile. La sosta con anello di calata è un poco nascosta, rimane di fronte al 2 zucco, per arrivarci seguire la vaga traccia sulla cengia.
Seppur salita quasi plaisir, risulta non banale.
Giornata soleggiata che ha permesso una bella salita, in compagnia di Francesco. Anche alle soste abbiamo percepito pochissimo freddo se non nella 3 e 4 (vecchie 5 e 6) un poco più esposte ad est.
Non vedo l'ora di tornarci per completare con la seconda parte, ancor più bella.


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da percorrere assolutamente in periodi asciutti. Sconsigliatissima in estate.
percorsa la variante di dx, tiro ben chiodato che da un po' di pepe alla via.
Utili friends medi e cordini per allungare le protezioni.

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Abbiamo fatto solo la prima parte (L1-L7) causa roccia bagnata dalla pioggia del giorno precedente. In alcuni tratti è stata più una nuotata che arrampicata. Ci riproveremo prossimamente. La via (almeno il tratto che abbiamo percorso) merita, soprattutto per l'ambiente.
con Gianluca P. a tiri alterni


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Bella avventura su roccia veramente ottima come raramente si può trovare in apuane. Salita complessivamente insieme a Gabriele in circa 6 Ore. La salita può essere interrotta anche a livello della prima calata, anche se la seconda parte ha dei tiri molto belli da fare.
Vorrei aggiungere qualche precisazione alla relazione ufficiale. Per arriavare all'attacco, dopo il paese di Forno prendere su un ampio slargo la strada che bruscamente volta a Sn in direzione della cima al pianello, si percorrono 7 o 8 tornanti per un paio di Km, fino a quando, salendo, fate attenzione sulla vostra dx a reperire su una curva una scala in ferro gialla con le centine di sicurezza. E' la scala di accesso alla sovrastante baracca del pastore che sta proprio sopra lo sperone di roccia.
Superate questa scala e parcheggiate la macchina più avanti appena trovate uno slargo utile. Poi a piedi e, volendo, già imbracati tornate indietro e una cinquantina di metri prima della suddetta scalla giallo ruggine in ferro del pastore, sopra un murettino di retta, si reperisce una esile traccia di sentiero. Si sale fino a che si trova la rete metallica dell'ovile. Non si deve a questo punto procedere verso l'ovile per non disturbare il pastore, ma svoltare a sinistra salendo dritti per trace di sentiero cercando di portarsi più o meno sulla verticale della baracca stessa. L'attacco è in uno spiazzo vicino ad una querce di circa 40 cm di diametro. Gli spit non si notano subito. 15 minuti.
L1) Dove si trova la prima sosta del corto primo tiro c'è un cartellino in alluminio che indica verso sx con scritto "Sosta 15 mt". Si può proseguire anzi è conveniente farlo per rendere più omogenei i due tiri, anche se la sosta successiva non è così comoda.
L6) Anziche andare a Dx come spiegato nella relazione, portarsi in alto sopra la sosta leggermente verso sinistra, su roccia non saldissima puntando ad un leccetto sopra un costoncino, fino ad affrontare una placchetta grigia. spit visibile solo dopo essersi alzati qualche metro dalla sosta.
L7) Una volta fatto il risaltino e passati sotto delle roccette incastrate dall'apparenza non molto stabili, conviene scontornare tutta la vetta stando sulla sinistra e poco sotto la medesima fino al lato opposto e reperire una bella sosta inox con anello di calata. Valutare eventuale sosta intermedia se le corde tirano troppo.
L8) Alla base del secondo pilastro. Ci sono due file di spit. Quelli di sinistra permettono di salire facilmente due tiri 5c/II. Quelli di dx affrontano uno strapiombino giallo ben chiodato e azzerabile, ma che fatto in libera per me è almeno 6b. Noi abbiamo trovato il tiro pulito dal muschio e piuttosto bello anche perchè diciamo che i passi più difficili si fanno sempre con lo spit più o meno alla vita.
L9) Entrando nel boschetto tendere sempre un pò a sinistra fino ad individuare un albero con un vecchio cordone scuro alla base ove si sosta. Tiro non spittato ma piuttosto facile, possibile proteggersi su alberi.
L11) La sosta ha un anello di calata ed è facile ritenere che da questa posizione con un paio di calate si possa arrivare alla base del pilastro e di li lungo il canale alla base, però secondo me conviene fare anche l'ultimo piacevole tiro, sostare in vetta su albero aggirare la sommità con la campanina di vetta e addivenire al ripido canale, verso sx, che con un paio di doppie su albero ci porta fino ad una zona pianeggiante ove, tenendosi sulla destra, scendendo si reperiscono dei bolli rossi su alberi e rocce. Seguendo la bollatura in 15 minuti si raggiunge la strada 1,5 km sopra a dove si è lasciata la macchina.
La via è esposta Est/ Sud Est il primo pilastro e Sud il secondo che va in ombra dopo le 15.30. La roccia molto scura si scalda facilmente per cui credo che le mezze stagioni siano il momento migliore pe r scalarla

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Confermo i commenti precedenti, ottima roccia con aderenza fantastica e ben chiodata, in un ambiente suggestivo. Nella "pianificazione" complessiva della giornata, non va trascurato il peso della discontinuità del passaggio dalla prima alla seconda parte della via. Unico neo, a mio avviso è poco segnalato il sentiero del rientro alla fine delle doppie, abbiamo faticato non poco a trovare la via d'uscita.

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Via ottimamente chiodata a fix inox per quasi tutto il percorso... Avvicinamento comodo e così il rientro con solo due doppie e breve sentiero.
La mia opinione è che si tratti della via moderna, per "padri di famiglia", più bella che abbiano aperto negli ultimi 10 anni (per non esporsi troppo!) e sulla migliore roccia delle apuane, uno fantastico scisto compatto e solido simile allo gneiss...Da non perdere assolutamente.
Splendida giornata in ottima compagnia... ;-)


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rifatta ancora oggi e confermo quanto detto nella relazione... visto che non è comparsa nel data base delle gite la rimetto!

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Tutto sommato non male, anche se da lontano non diresti mai di riuscire a mettere in fila 12 tiri (brevi) in un posto del genere.
La via a me è parsa facile e ben attrezzata, unica difficoltà il primo tiro dopo la doppia (L8) piuttosto tecnico e continuo sul 6a (un passo forse anche 6a+). Non sapevo della linea più facile lì accanto...
Il resto della via non supera mai il 5c.
Noi eravamo scesi dalla fine della via in un canale a sinistra (terreno apuano ripido, possibili doppie su alberi).

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Caratteristica itinerario

difficoltà: 6b :: 5c obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 400
sviluppo arrampicata (m): 400

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