Pertià (Testa di) o Betassa da Calsazio per la Casaforte di Pertià

note su accesso stradale :: senza problemi
È molto evidente tutto il lavoro fatto nel 2015 (come indicato nella relazione) per la pulizia del sentiero. Peccato solo che l'incendio abbia abbattuto moltissimi alberi sul sentiero. È vero che non impediscono il passaggio ma comunque ostacolano e rendono la parte bassa un ambiente decisamente brutto (nonostante mostri le costruzioni, la sapienza e la cultura dei nostri avi.
L'ambiente è un po' migliore nella parte alta fino al colle.
Il traverso lato nord è anch'esso abbastanza disastroso (sarà forse che in questo periodo la vegetazione è troppo folta?).
Il canale finale (come ha descritto Biln in un'altra gita sempre a questa montagna) è decisamente delicato ed un po' esposto così come la parte finale su rocce decisamente insidiosa. Una corda qui potrebbe non essere un oggetto sprecato.

Sempre con poco tempo a disposizione opto per questa vetta mai salita prima e poi mi incuriosisce una salita effettuabile da Calsazio. Dal numero di stelle si capisce che in queste condizioni la gita non mi è piaciuta e certamente non tornerò più fina lassù.
Anche oggi gran caldo ed è stato un vero peccato che il fuoco abbia fatto tutti questi disastri, anche perchè è da poco che era stato sistemato il tutto (ed è molto evidente). Al termine mi sono trovato tutto nero come un "magnin".
Comunque


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note su accesso stradale :: Nessun problema
Sentiero pulito fino alla zona di Vernai, poi poca neve nelle zone pianeggianti e poco esposte.
Ottima scelta quella di Franco, bellissimo giro e Testa di Pertia sempre molto attraente e appagante.


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note su accesso stradale :: tutto ok
Sempre un bell'anello invernale a questa Cima molto panoramica e per nulla banale da raggiungere sopratutto se ancora un po' innevata.
Grazie all'Amico Blin per questo bell'anello nei nostri amati boschi.


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Saliti in mattinata a Betassa da Calsazio; al ritorno abbiamo optato per il sentiero che da Pertia porta a Bosco. Ottima gita invernale dove non c'è ancora neve.

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Salito ieri e pernottato in una baita semi diroccata a Betassa. Sbucato nei prati dopo un paio d'ore dalla partenza tramite la mulattiera riscoperta da Franco/Giuseppe: si perde per alcuni tratti in mezzo alle foglie alte ma poi la si ritrova grazie a qualche ometto posto da chi mi ha preceduto. Visionate le varie baite per stabilire dove avrei passato la notte, dopo aver posato il pesante zaino nel siffatto campo base, salgo quindi in cima. Un paio di appigli che mi sono rimasti in mano, nonostante la roccia sembri molto solida e qualche graffio in mezzo ai rovi contribuiscono a dare alla gita il tocco di wilderness che mi aspettavo. Questo rilievo è molto intrigante, dal canalino ad est si sale agevolmente seguendo tracce di animali e brevi passaggi I/II^ quasi sempre facilitati dalla presenza di alberi ed arbusti, ma le varie cenge e balconcini credo offrano anche altre alternative. Avevo provato senza riuscirvi 2 volte dal lato nord dalla bocchetta omonima. Spettacolare il colpo d'occhio sulla valle di Ribordone. Se la baita con pagliericcio mi ha reso vita facile quale riparo per la notte senza il bisogno di inventarmi qualche cosa di esterno, l'approvvigionamento d'acqua non è stato altrettanto comodo. Fontane e ruscelli a quest'altezza ed in questa stagione non ne ho trovati ed ho dovuto attingere da un filo d'acqua che esce dal terriccio a sinistra della borgata, praticamente da una pozza dove sguazzano anfibi e coleotteri di tutti i tipi ma io invece di schifarmi concludo che un' acqua così piena di vita deve essere buona, tutt'altro che inquinata! Con paziente e laboriosa scrematura per non smuovere il torbido fondale raccolgo quindi il prezioso liquido facendolo decantare prima della bollitura ed il successivo utilizzo. Dopo nottata tranquilla e meritata colazione saluto e ringrazio il rudere per l'ospitalità e proseguo sul traverso per la casa forte di Re Arduino e quindi per la discesa dal solito sentiero con i bolli rossi che rispetto alla mulattiera della salita offre anche un paio di ottimi punti panoramici sull'altro versate della valle dell'Orco che appare innevato poco sopra i 1500 m. essendo rivolto a nord. Nell'ultimo tratto della discesa ho abbandonato il sentiero principale e sono sceso a Nosè e rientrato su asfalto. Bella gita che permette di mettere in pratica piccoli accorgimenti per la "vita nel bosco" che le escursioni giornaliere o con appoggio a bivacchi e rifugi non offrono l'occasione di sperimentare.

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Ci sono anche stati ...

  • 03/11/12 - Blin1950
  • 03/11/12 - francoc59
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 535
    quota vetta/quota massima (m): 1457
    dislivello salita totale (m): 1050

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