Specchio di Iside Seta di Venere

bellissima via , roccia stupenda
secondo tiro 6a molto bello fatto un passaggio in dulfer , ottime protezioni su friend 1/2/3
terzo tiro partenza con un ribaltamento su un chiodo poi integrato da 2 friend poi leggermente a sinistra su diedrini e dritto in sosta
quarto tiro una placca verticale protetta con un chiodo verde a metà integrabile con un friend (c'è una buona tacca orizzontale per la mano destra a 1 mt dalla fessura che aiuta un sacco)
quinto tiro "il delta" partenza su tacche strapiombanti buone ma faticose , c'è un chiodo molto utile ma leggermente alto che obbliga a fare il passaggio e poi proteggersi (si può comunque usare due microfriends per integrare)
il delta vero e proprio l'ho probabilmente cannato di brutto , salendo con la schiena sul lato sinistro e piedi a destra dove è liscio o solcato da una leggera fessurina, mentre il lato destro presenta molte tacche segnate dal nero delle scarpette ( c'è ne siamo accorti una volta in sosta) in questo modo l'ho trovato duro almeno 6c
sesto tiro asciutto bello continuo con un passaggio più duro per partire dal chiodo in alto dopo la placca inclinata

abbiamo lasciato un friend BD x4 blu poco dopo la sosta del 5 tiro , sensa levanut e martello non siamo riusciti a toglierlo (è scivolato un po lateralmente incastrandosi come un nut)
se qualcuno lo recupera merenda e birra pagata
tornato a sea dopo 25 anni , non me la ricordavo così bella e selvaggia


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note su accesso stradale :: NNn
Ripeto questa magnifica via aperta insieme a Maurizio Oviglia nel lontano 1984.
L'itinerario al momento è in ottime condizioni, anche l'ultimo tiro dove alle volte ho letto può essere bagnato.
A parte il "Delta" sulla via, come è giusto che sia pochissimi chiodi.
Si possono usare nuts e friends a piacimento a patto che si sappia gestire bene lo scorrere delle corde.
Su L4 il traverso con fessurino dopo il chiodo si può piazzare un nut super sicuro.
Il Delta è chiodato ma con micro nut si integra bene.
Se si usa bene la schiena e si va in spaccata sul bordo sx. può essere 6b+/6c.
3 Doppie sulla via e l'ultima su placca a dx. deposita alla partenza.
Oggi una grande emozione ripetere dopo tanti anni e anche tanti anni di lontananza dalla arrampicata una via di questa bellezza.
Con il socio storico di gioventù Cino



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Aggiungo a quanto detto da McCandless qualche foto e parere personale: linea molto elegante di stile alpinistico, lungo diedri/fessure/grossi blocchi, non mi aspettavo per niente una via così allo specchio...le difficoltà dei vari tiri qui riportate sono ragionevoli. I gradi non sono alti, ma l'ingaggio è notevole per il fatto che in tutta la via (a parte il delta) ci sono 4/5 chiodi in tutto. Agevole però la posa dei friend. Sulla diagonale di L4 ora c'e' un buon chiodo, e il passaggio non mi pare pericoloso in caso di caduta sul passo ostico. L5 davvero da antologia, un po' estenuante ma di soddisfazione. Ottime tutte le soste a spit. Abbiamo fatto 4 doppie: S6->S5->S4->fuori via su placconata, sosta con cordone blu->terra.

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Finalmente riesco a percorrere questa bellissima linea, resa ancora più selvaggia e affascinante dalla chiodatura tradizionale.
Abbiamo portato una serie completa di friend BD da 0,3 a 4 (utilizzando il 4 solo nella parte finale della L2, ma credo si possa farne a meno), doppie misure da 0,75 a 3 (il secondo 3 è risultato superfluo, ma può comunque risultare utile sulla L2, soprattutto se non si vuole portare il 4) e un paio di microfriend.
L'uscita dalla fessura obliqua di L4 (un metro dopo l'ultimo chiodo) è piuttosto dura, ma si riesce ad integrare con un friend piccolo (anche se con un certo dispendio di energie) prima di uscire alla buona presa visibile al termine della sequenza. Fare attenzione perchè questa presa si muove un po'...
Bellissima la prima parte della L5; un bel viaggio (anche se estenuante) il delta.
La L6 ha una roccia meno bella di quella dei tiri precedenti (alcuni tratti polverosi e alcune zone muschiate), inoltre l'abbiamo trovata un po' bagnata da una infiltrazione d'acqua. Ho trovato particolarmente ostico il passaggio al termine della placca adagiata, dove si trova un chiodo arrugginito: purtroppo ho dovuto azzerare il passo, ma ad ogni modo mi sembra decisamente più duro del 6a dichiarato.

Un ringraziamento e tanti complimenti al sempre in forma maigol che ha percorso in maniera impeccabile il tiro del delta.
Un sentito grazie anche ad Oviglia che ha reso nuovamente percorribile questa piccola perla.
E infine il consueto grazie al Setugrino che riesce sempre egregiamente a rifocillare la pancia di noi affamati climber!


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Al di là , delle considerazioni del buon Oviglia, i gradi mi sembrano molto stretti, comunque la lunghezza del delta di Venere ( per noi non meno di 6c ), merita le tre ore di strada che abbiamo fatto. Con Guido, Giorgio , e Alessandro.
Calcolare una buona ora di cammino per l'avvicinamento. Noi abbiamo portato due serie di bd sino al 4, non ci hanno dato fastidio.


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copio e incollo quanto scritto sulla mia pagina facebook relativo alla ripetizione si qualche giorno fa e alle modifiche apportate all'attrezzatura in loco
Ieri è stata una giornata caratterizzata da vento gelido e tormenta sulle più alte cime della valle. Pensando che il vento calasse ed il sole mitigasse un po’ la temperatura di poco sopra i 5 gradi, abbiamo attaccato lo stesso “La Seta di Venere” allo Specchio di Iside, una via che avevo aperto 33 anni fa con Marco Casalegno. Allora Marco era uno dei più forti arrampicatori delle Valli di Lanzo, nativo di Cantoira (dove mi trovo in questi giorni). La “Seta di Venere” è stata una delle mie vie aperte in quei tempi più apprezzate e devo dire che, anche giudicata con i gusti di oggi, presenta delle lunghezze veramente belle. In questi anni ha conosciuto alterne vicende: dopo un periodo di oblio e la riscoperta, a circa 20 anni dalla sua apertura, la via è stata parzialmente spittata. Visto che mi ero dichiarato fin da subito contrario alla sua chiodatura a spit, qualcuno (non io) ha poi rimosso completamente gli spit (lasciando le soste). Come fatto notare da qualche ripetitore post-schiodatura, con la chiodatura a spit erano stati rimossi anche parte dei chiodi originari (che avevamo lasciato noi) per cui la via risultava oggi in qualche tratto pericolosa. Ho deciso quindi di rimediare, buona occasione per tornare sui miei passi. Oggi ho quindi aggiunto diversi chiodi sicuri sulla via, cambiato alcuni cordoni di sosta. E, considerato che ho salito la via tutta in libera da capocordata, propongo le mie valutazioni aggiornate nella seguente relazione. Bisogna infatti precisare che sul tiro del Delta io avevo fatto diversi passi di artificiale e che Marco era salito dietro di me in libera da secondo e l’aveva valutato 6b. Da capocordata, però, non è chiaro chi l’abbia salito per primo. In ogni caso ritengo che non superi il 6b+ ed è attualmente abbondantemente chiodato… In ogni caso un tiro da antologia! Invece il quarto tiro era già stato superato in libera in apertura da Marco e valutato VII- (6b).
LA SETA DI VENERE
Prima salita: Marco Casalegno e Maurizio Oviglia, 21 aprile 1984
Sviluppo 170m
6b+ (6a obbl.) – Valutazioni originarie VII-/A1
Portare una serie di friend sino al 3BD e qualche micro. Per la seconda lunghezza meglio sarebbe raddoppiare le misure medie
Costeggiare lo Specchio di Iside sin quasi sotto il Diedro delle Antiche Sere e la Parete dei Titani. Sotto uno strapiombo dove la parete compie un angolo, c’è un caratteristico sasso piatto dove lasciare gli zaini. Scendere di 5 metri e individuare un chiodo con cordone. Salire un diedrino sino su una cornice, traversare orizzontalmente a sinistra (ch.) sino ad una piantina. Continuare orizzontalmente a sinistra sino nel fondo del diedro. Risalirlo (sprotetto IV) e superare uno strapiombino a sinistra che immette su un terrazzino erboso sotto un diedro a grandi lame e blocchi, S1 su spit, 40m (5c). Salire a destra un diedro diagonale difficile e ritornare a sinistra nel diedro principale. Rizzarsi sopra un gigantesco blocco e scalare una fessura ad incastro strapiombante. Continuare con scalata molto atletica uscendo su un pulpito. A destra per un ulteriore lama sino alla S2 su spit, 30m (6a+). A destra per una rampa strapiombante a lame (2 ch.) ritornando a sinistra per diedrini sbilancianti in strapiombo. Usciti su una cengia scalare una bella fessura ad incastro su una placca sino ad un terrazzino, S3 su chiodo a U verde da rinforzare con friend piccolo, 30m (6a+). A destra per una fessura diagonale che incide una placca liscia (ch), poi uscire con bel passaggio su una cengia. Ancora per diedrini (ch.) sino alla S4 su spit, su cengia, 25m (6b). Ritornare a sinistra e cominciare a salire in strapiombo su ottime tacche nette (prima microfriend poi numerosi chiodi). Immettersi nel delta (camino) e scalare in opposizione sfruttando le ottime tacche laterali (numerosi chiodi) sino ad uscire dal camino, S5 lunghezza molto bella, 30m (6b+). Continuare per il diedro verso destra, poi per una placca ed infine un diedro camino, S6, 40m (6a). Discesa con tre doppie agli zaini.


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Sempre bella e dura. La placca del traverso del4 tiro è abbastanza pericolosa dopo la schiodatura, anche perchè un tempo di chiodi tradizionali ce n'erano 2. Delta ben chiodato e 6b mia nonna. E' un bel 6c e chi dice il contrario vorrei vederlo. Grip fantastico e nessuno in zona (ma sentite voci dal Trono). Qualche blocchista Balma Massiet. Condizioni ottime nel vallone. Ultimi giorni probabilmente.



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Selvaggia via degna del luogo. Mi permetto di aggiungere qualche informazione per togliere i dubbi che anche noi abbiamo avuto. La partenza è venti metri più in basso di un masso piano: primo tiro va in diagonale verso sinistra fino alla base del diedro, non proteggibile se non in un punto ma abbastanza facile. Secondo tiro segue il diedro dal lato sinistro: molto bello. Terzo tiro passo da studiare in corrispondeza di un chiodo, l'unico a parte il delta, sosta fatta in corrispondeza di due spit da collegare della via di fianco. Quarto tiro non banale e poco proteggibile, direi anche pericoloso (se ricapito porto un chiodo)sale la placca a destra del diedro in corrispondenza di una fessurina dove entrano le dita in un paio di punti. Quinto tiro il delta e li c'è da ridere ma ci sono parecchi chiodi. Sesto tiro inizio pioggia.....doppie veloci, lavati per bene prima di arrivare a terra. Riparo fino alla fine del temporale nel grottino appena a monte. Guado con l'acqua alle ginocchia solo perchè i piedi erano ancora asciutti. Bella giornata con Simone

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siamo partiti convinti che a parte gli spit qualcosa ci fosse.
il primo tiro è difficle da proteggere, io ho messo due nuts piccoli ed un friend C3 numero1.
abbiamo attaccato il secondo tiro. il mio compagno GIORGIONE si tagliato su una lama ma siamo usciti.
poi ci siamo calati.
essendo la via tutta da proteggere forse per noi sarebbe troppo dura anche se non si fosse ferito.
torneremo.

GRANDE GIORGIONE!!!!


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Salita di stampo granitico con alcuni tiri molto belli. Il tiro del delta è molto bello e originale. Come già detto non vi è più nessuno spit sulla via e manca la terza sosta.In queste condizioni la scalata risulta abbastanza ingaggiosa e di soddisfazione. Mi chiedevo salendo se era proprio il caso di togliere gli spit in quei punti dove vi sono alcune lame instabili che suonano vuoto...sulle quali devi proteggerti (in particolare in partenza dal terzo tiro).
Il tiro del delta è duro ( per me più duro di 6b+ come detto), ma abbastanza chiodato, anche se risultano fondamentali le protezioni veloci.
Molto bello anche il secondo tiro: un 6a atletico.
I tiri sono 6 e non 7 come indicato sulla relazione di gulliver: primo tiro dal sasso piatto andare a sinistra puntando una piantina (chiodo non più presente quindi non cercarlo) e poi per risalti guadagnare la sosta (5c).
Secondo tiro: salire il diedro fessurato leggermente strapionbante, uscire su un terrazzino, prendere una bella fessura e proseguire fino in sosta (6a)
Terzo tiro: andare prima leggermnete a destra e poi a sinistra per diedri, proseguire su una placca incisa da una fessura ed arrivare ad un piccolo terrazino dove fare la sosta.(6a+)
Quarto tiro: andare a destra per una placca fessurata, ribaltarsi sulla cengia e andare ancora a destra fino in sosta. (6a+)
Quinto tiro: visibilissimo. Dalla sosta andare a sinistra ed entrare nel delta fio alla fine dove vi è la sosta (grado ??? 6b/A1)
Sesto tiro: dalla sosta andare a destra e superare un diedrino, uscire su una facile placca fino sotto ad un diedro, salire il diedro-camino fino al suo termine ed uscire sul terrazzo di fine via.(6a)
Con Teodoro in una giornata di tempo nebbioso e nuvoloso


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Bellissima via con scalata entusiasmante e sostenuta, ma quasi sempre ben proteggibile e pertanto è giusto che rimanga così ...
Il mio socio Andrea, che ha tirato praticamente tutta la via, conferma il grado del Delta proposto da Chrtur (6b/6b+).



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Un po ' di sana polemica..... :)

il 5 tiro ( 6b/A1 ) secondo noi è 6b/6b+ in libera....Forse meglio essere anche arrampicatori completi, non forti ma mediocri, esattamente come noi, che sappiano fare un po' di incastro, un po' di dulfer, un po' di placca, un po' di tutto.... La forza è la cosa che serve meno...insomma.. sconsigliato allenamento al pan gullich o al travo. Una via per vecchi...insomma! ;)

La via è stupenda!

Speriamo che si possa preservare questo itinerario (senza spit in via), come i pochi altri rimasti del genere, da interventi di "revisione" che rischierebbero di privarlo del suo fascino.

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Solo per aggiungere un dettaglio per trovare l'attacco della via. Superata la via Supercontrol (si riconosce chiaramente grazie alla linea di spit e al nome scritto sulla roccia), si continua sul sentiero per un centinaio di metri lineari, fino a vedere una grotta profonda un metro dove davanti si trova un masso piatto molto largo. Da lì guardando la parete, la via è a sinistra poco più in basso. Si può vedere la zona dove termina il primo tiro caratterizzata da uno spuntone grigio chiaro sotto un diedro con rocce macchiate di giallo. Le altre descrizioni hanno già detto tutto su spit che non ci sono più sosta 5 compresa e materiale indispensabile per azzerare il sesto tiro.
Con Federica, Emma e Luca.


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bellissima via, molto simile al diedro nanchez al caporal!
i tiri sono uno più bello dell'altro. il 5 tiro ( 6b A1 ) è ancora da liberare, in quanto l'A1 è obbligatorio, in libera sarà almeno 6c-7a. la terza sosta è stata tolta ( penso xkeè essendo fuori linea nn serve, e anche perchè c'è una bella e sicura fissura su cui sostare a friend ).
microfriends obbligatori per il 5° tiro.
nn capisco il perchè togliere la terza sosta... chissà chi è che toglie le placchette... ehhhh... nn che ci abbia dato problemi, ma in caso di urgenze se ci si dovesse calare da li?! le soste lasciatele!


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Questa primavera sono stato a ripetere Seta di Venere. Mi avevano detto che è parzialmente spittata, ma non abbiamo trovato nessuno spit, solo soste. Il tiro del delta senza spit è molto psicologico ma si fa; fortuna che avevamo anche i microfrinds!! consiglio una serie completa di friends e raddoppiare le misure medio piccole per il delta.

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Non eravamo mai stati nel vallone di sea.
Bellissima alternativa alla Valleorco, anche più vicina.
Peccato per le ore di coda al ritorno.
La richiodatura della via è ottima. giusto per non ammazzarsi, nulla di più. Bravo Marco.
Il tiro del delta è stupendo. L'attacco si individua poco facilmente. Uno spit in placca a dx di una piantina. Più a destra ci sono due spit rosa di un altra via.

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Via molto bella.
Primo tiro: placca appoggiata facile, ma non insipida grazie alla ragguardevole distanza tra gli unici due spit. Secondo tiro: stupendo susseguirsi di passaggi atletici in strapiombo su prese ottime e belle fessure. Terzo tiro: bei passi iniziali di nuovo atletici in strapiombo e poi fessura appoggiata divertente. Quarto tiro: molto corto, un po' in traverso all'inizio su fessure strette; più tecnico degli altri. Quinto tiro: il tiro chiave, il fantomatico "delta di venere", lunghezza stupenda a detta di molti ripetitori. Trattasi di diedro/camino/svaso/strapiombo che, se volete sentire una
voce fuori dal corso, è uno dei tiri più scomodi e antipatici che mi sia mai capitato di salire. Ha contribuito il dubbio atavico che mi assillava: avrà ragione panepera a gradarlo 6b/A1 (6b e A1) o gomountin che lo da' 6b e basta? Nell'indecisione ho cercato di essere ottimista e con pochissimo stile ma molta
perseveranza ho ingaggiato una sfida furibonda con quell'antro malefico. Più volte mi sono sforzato
di ricordare in che diavolo di posizione fosse messa Lynn Hill sulla copertina di Climbing Free, e più volte ho cercato di salire usando la testa (spingendola contro la roccia per fare più attrito, non in senso metaforico). A pochi passi dall'uscita ha vinto lui. Direi che ha ragione panepera. In libera credo sia salibile, ma è più di 6b. Ultimo tiro non fatto per meteo incerto, e perchè a roberta l'idea di infilarsi in quel delta di venere non ingolosiva per nulla (come secondo natura, del resto). La via è spittata poco ma bene; alcuni spit potrebbero esere sostituiti con protezioni veloci, ma aiutano ad individuare la via, altre protezioni si piazzano quasi ovunque si voglia, il che rende la salita rilassante. La roccia è stupenda sia al tatto che alla vista. Il diedro/camino/svaso/strapiombo si azzera (o "auna") su chiodi e spit in loco, ma per fare meno
fatica aiuta avere un friend piccolo, (0.1-0.3 camalot). Visto che la via è corta potrebbe fare comodo sapere che a destra di Seta di Venere (15-20m) attacca una via spittata che finisce nel nulla dopo tre tiri. Non ne conosco il nome, posso dire che i primi due tiri sono carini e saranno attorno
al 6b.

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Via di notevole bellezza con il tiro del "delta" (il camino-imbuto strapiombante) veramente spettacolare.In posto alcuni spit,portare tcu e micro nut se si vuole salire in A1 il tiro chiave.

Appena posso maggiori dettagli su:


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Bella via atletica con un duro tiro in un camino strapiombante chiamato Delta di Venere.

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Bella via molto impegnativa, per me duro il tiro del ''delta'', ben protetto, ma complicato da un improvvido crampo alla coscia dx negli ultimi metri in uscita; pochi spit sulla via, ma si può integrare facilmente con roba medio-piccola; a metà del quarto tiro è stata aggiunta una sosta, per cui ora i tiri sono 7, di cui due brevi.

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Ci sono anche stati ...

  • 05/05/05 - andrea1970
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: 6c :: 6a obbl ::
    esposizione arrampicata: Ovest
    quota base arrampicata (m): 1350
    sviluppo arrampicata (m): 170
    dislivello avvicinamento (m): 150

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