Mombarone (Colma di) e Punta Tre Vescovi da San Giacomo

note su accesso stradale :: nessun problema per arrivare a San Giacomo
partiti dal parcheggio di San Giacomo (oggi solamente 4 auto in tutto) che si raggiunge senza alcun problema. Siamo saliti per un tratto lungo la stradina e poi su sentiero per accorciare il percorso, risalendo il bosco e toccando in alcuni punti il tracciato della stradina. Fino all'Alpe Pinalba solo qualche chiazza di neve e terreno generalmente pulito. La neve in copertura continua si trova solamente dai 1600 metri in su. Fin dal primo tratto neve molto dura e in qualche tratto ghiacciata, saliti quindi con i ramponi ai piedi. Risalito il bel Vallone del Viona superando un'altro alpeggio prima di volgere a sinistra e superare alcuni avallamenti e poi una bella rampa-canale che porta nella parte alta del vallone di salita. Saliti seguendo una ottima traccia presente (sono passate parecchie persone nei giorni scorsi) lungo tutto i percorso. Una volta raggiunta la Bocchetta di Quarn siamo saliti direttamente per la ripida cresta, con alcune roccette scoperte e un breve tratto di facile misto raggiungendo prima il Rifugio del Mombarone e da qui in breve per cresta siamo saliti in cima alla Colma, dove si trova la grande statua del redentore. Salita piacevole e divertente, neve in ottime condizioni, noi abbiamo impiegato 3.30 ore dal parcheggio alla cima. Sia in salita che in discesa, abbiamo utilizzato i ramponi, la piccozza si è rivelata utile nel tratto finale del percorso, dalla bocchetta alla cima. Giornata decisamente favorevole, cielo sereno, poco vento, visibilità perfetta e panorama vastissimo! Nelle condizioni attuali, salendo in presenza di neve questo è un itinerario da considerare EE/F. Sicuramente consigliabile e meritevole di essere preso in considerazione. Essendo un itinerario interamente esposto a Sud spesso si trova la neve in buone condizioni di tenuta ed assestamento, come è capitato pure a noi. Una ampia sosta tra cima e Rifugio del Mombarone poi siamo scesi seguendo a ritroso lo stesso percorso di salita, tenendo i ramponi fino all’Alpe Pinalba, neve che ha retto ottimamente, rimanendo dura e compatta! Magari fosse sempre così!! Discesa che si è svolta senza problemi, nel giro di circa 2.30 ore siamo rientrati a San Giacomo.
Davvero una bella scoperta questa montagna, dove non avevo mai messo piede prima d’ora, devo dire che i suggerimenti di Giorgio e le indicazioni di Corrado si sono rivelate preziose e pienamente affidabili! Dopo aver salito il Monte Camino a fine dicembre ecco che si è presentata l’occasione giusta per tornare sulle Prealpi Biellesi e salire un’altra bella montagna per me inedita! Avevamo al seguito anche le ciaspole, ma potevano tranquillamente rimanere in macchina. Date le condizioni attuali non servono affatto. Oggi su questa montagna sono salite oltre 50 persone, quasi tutti escursionisti con i ramponi ai piedi. Grande frequentazione come del resto era lecito attendersi! Peccato per il vento e la temperatura abbastanza rigida in vetta, ma oggi, complessivamente, non avrei potuto chiedere di meglio. Il meteo è rimasto sempre ottimale! Una piacevolissima trasferta e una gran bella giornata, oggi in compagnia di Giuliana e Alberto, anche loro ben felici di essere venuti quassù!


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note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Percorso molto bello che segue fedelmente il tracciato della famosa corsa. Oggi parecchia nebbia ma tutto sommato ne vale sempre la pena. Non ho proseguito verso il Redentore e la punta tre vescovi visto il tempo non estivo. al ritorno incrociato parecchia gente che saliva verso il rifugio.


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Tra pioggia ,nebbia e qualche rara schiarita siamo riusciti a salire in punta .Alla partenza non ci avrei scommesso .La neve è ormai sciolta ,salvo brevi e ed evitabili tratti
Gita sociale del Cai Mondovì ,con 27 partecipanti ,tutti arrivati in cima .Nonostante le pioggerelle ad intervalli ,non ci siamo bagnati.Ottimo trattamento al rifugio dove abbiamo consumato una buona polenta .Un sincero grazie agli organizzatori/,capigita e autisti dei 3 pulmini ,Claudio ,Gabry e Gianpiero .Un solo rammarico per il mancato panorama ,ma da una giornata simile ,non potevamo sperare di più.


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note su accesso stradale :: fino a San Giacomo per carrozzabile
Ghiaccio lungo il sentiero, prestare attenzione. Dall'alpe fornelli si cammina nella neve. Neve dura sotto alla bocchetta di Quarn e per la crestina che porta al rifugio. Consigliati i ramponi.
Bellissima escursione al Momba in compagnia degli ottimi compagni Secondo e Chiara. Anche le escursioni più semplici possono diventare impegnative in inverno e la neve ghiacciata nella parte finale ha reso un pò più pepata la salita.
Ma il vov al rifugio...:-)
Un saluto alle altre persone incontrate alla Colma.


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Bellissimo giro ad anello: da San Giacomo (m. 1255) fino al Lago Pasci lungo il percorso dell’Ivrea-Mombarone, quindi voltato sulla traccia a dx per raggiungere il sentiero B7 proveniente da Graglia, che con percorso più impegnativo e vario raggiunge il Rifugio. Proseguito lungo il sentiero fino alla Punta Tre Vescovi (m. 2344), quindi, rientrando, voltato a dx per salire su evidente traccia alla statua del Redentore (m. 2371). Discesa passando da Brengovecchio e Cantonazzo, quindi su strada fino a San Giacomo. Veramente notevole la varietà di ambienti; nei pressi dell’Alpe Quarn incontrate numerose spaventate marmotte, più in basso pascoli completamente devastati dai cinghiali. In alcuni brevi tratti del percorso la traccia non è sempre evidente, ma sono comunque presenti numerosi bolli gialli, rossi, bianco-rossi, blu, a seconda del sentiero che si sta percorrendo. Da quota 1700 m. ca i sentieri risentono ancora delle abbondanti piogge della scorsa settimana, le stesse che hanno costretto gli organizzatori dell’Ivrea-Mombarone, a un certo punto della mattinata, a spostare più in basso il traguardo della gara. Gentilissimo e molto ospitale il gestore del Rifugio

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Sentiero dell' Ivrea-Mombarone in perfette condizioni: moltissima gente a provare il tratto di gara oggi. Anche il sentiero che passa all'alpe Valneira (fatto al ritorno) è in buone condizioni, anche se si nota il minor numero di passaggi. Un peccato vedere i tratti appena asfaltati dall'alpe Pinalba.
Salito con Anna per la prima volta quest'anno. Tempo inclemente come al solito...non ha piovuto ma eravamo sempre nelle nuvole. Ottimo pranzo al rifugio...non eravamo ancora seduti che già avevamo il piatto di polenta e spezzatino davanti!



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note su accesso stradale :: ok
Finalmente sono riuscito a portare mia moglie al Mombarone, grazie all’iniziativa del bravissimo gestore Manuel che ha istituito un servizio di navetta da San Giacomo d’Andrate fino all’alpe Valnera riducendo il dislivello di salita a ca 650 m. e rendendola fattibile a famiglie ed escursionisti meno allenati. (per informazioni tel. 015/401960 oppure 3913515056). Il sentiero nel complesso è semplice e ben segnato, unico tratto in cui occorre fare attenzione (pietraia) soprattutto con bambini è dall’alpe Fornelli al lago Pasci. Arrivati al colletto abbiamo preso il sentiero che passa dal bivacco Adriano Cosa e raggiunge senza difficoltà il Rifugio. Dal rifugio alla cima ci sono ca 60 m. di dislivello. Dalla Punta il panorama è stupendo (oggi bellissima giornata): si vedono quasi tutti i quattromila della Valle d’Aosta e in lontananza il Monviso.
Abbiamo proseguito sino alla Punta Tre Vescovi raggiunta in ca 15 m.
Ritornati al Rifugio abbiamo pranzato. Ottimo il rapporto tra qualità e prezzo: consigliato!
Diversi escursionisti sia in vetta che al Rifugio.
Bellissima giornata ed escursione, con ancora una menzione particolare al simpaticissimo e gentile gestore del Rifugio che ci ha accompagnato con l’auto anche al ritorno.


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Concordo con chi mi ha preceduto. Periodo ottimo per la salita alla Colma. Con giornate cosi terse lo spettacolo dalla vetta sulle cime circostanti è bellissimo, cosi come i colori autunnali lungo il percorso. Molta gente in cima, con qualcuno che fa una puntatina sul Tre Vescovi, compreso il sottoscritto. Rifugio chiuso. Salito per il sentiero balcone dopo l'Alpe Pinalba, più panoramico del classico Ivrea-Monbarone.
Oggi con Daniela.


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note su accesso stradale :: Ampio parcheggio a s. Giacomo.
Periodo ideale per salire al Mombarone evitando le nebbie estive spesso presenti in cima. Sceso sul versante di Trovinasse per fare un bellissimo anello in ambienti che non ricordavo così suggestivi. In discesa percorso abbastanza segnalato . Per tornare verso s. Giacomo tenere ai bivi la sinistra e poi evitate la strada con il sentiero che passa poco sotto.

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Ripiegato su gita soft per previsti temporali pomeridiani che in effetti sono poi arrivati, ma quando ormai ero a casa.
Salita per il sentiero nuovo della gara e scesa per il vecchio.
Alpeggi con animali, ma cani legati; Rifugio Mombarone aperto.
Tanti escursionisti e qualche runner

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Salito con Fra: cima avvolta dalle nuvole, scesi sotto una pioggia impietosa. Avremmo gradito qualcosa di caldo al rifugio, ma era chiuso (…?); non abbiamo incontrato nessuno lungo tutto il percorso.”

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note su accesso stradale :: Auto a S.Giacomo
Sterrata e sentiero sino all'alpe Pinalba (quota 1583) dove l'innevamento lungo la strada diventa costante. Poco dopo deviato a destra verso il Bric Paglie raggiunto per l'ampio pendio Est. Di qui in cresta sino a circa quota 2100 dove sono sceso sino a raggiungere il normale percorso di salita nei pressi della depressione del lago Pasci.
Neve in generale gelata, crosta portante tanto da richiedere l'uso almeno delle racchette.
Nel complesso nel vallone di salita al Mombarone e sui pendii della Torretta, Cavalgrosso e Cavalpiccolo c'è più neve di quanta se ne potrebbe immaginare guardando dalla pianura. Se nevica ne esce qualcosa di interessante come Skialp. Trovate tracce di sci lungo la cresta del Paglie.
Nel complesso bella sgambata in ambiente solitario ed affascinante a due passi da casa.
Poca gente in giro tra cui Maria simpaticissima Local con cui ho condiviso buona parte della discesa


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note su accesso stradale :: Nessun problema fino a San Giacomo.
Giornata grigia e nebbiosa, temperature decisamente basse nel vallone dell’alpe Valneira: una pista da pattinaggio le assi del ponticello sul rio verso l’alpe Fornelli, lungo il nuovo sentiero, molto scivolose anche le pietre lungo il vecchio sentiero sopra l’alpe Valneira. Ci sarebbe piaciuto arrivare almeno al lago, pazienza… Breve sosta all’alpe Valneira, dove abbiamo incontrato due escursionisti che a loro volta avevano rinunciato al giro programmato per le condizioni del terreno, e rientro. Con Fra.

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note su accesso stradale :: ok, ampio posteggio
ATTENZIONE: il posteggio dell'area pic nic è frequentemente visitato dai ladri (come dice un cartello presente) e infatti mi è stato aperto il bagagliaio senza però trovare nulla di prezioso da portare via.

Per quanto riguarda la gita, bel percorso, assolato e redditizio dal punto di vista della salita, che ricalca la corsa Ivrea Mombarone negli ultimi 6 km. Percorso esente da neve sino alla salita alla Bocchetta di Quarn, dove un leggero strato ormai calpestato e duro può rendere la discesa nei tratti con pietre un po' delicata. Dal colle al rifugio invece tutto pulito, poi se si sceglie il sentiero diretto a monte del rifugio anche qui niente neve, se invece si opta per il giro un po' più largo seguendo i segni gialli, allora si pestano due dita di neve anche qui ormai pestate e gelate. Raggiunto prima la Punta tre Vescovi e poi di ritorno il Mombarone, che già avevo salito molti anni fa compiendo la traversata alla Torretta.
Tanta gente sul percorso, giustamente, grazie alla giornata soleggiata e tersa come poche, peccato solo l'aria non forte ma fastidiosa in cima. Temperatura gradevole al sole ma fresca all'ombra.

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note su accesso stradale :: dall'area picnic di S. Giacomo
Tornati al Mombarone, con qualche timore per i furti al parcheggio, di cui siamo stati una volta vittime...
Giornata bellissima e calda. Escursione sempre piacevole, senza difficoltà e ben segnata. Fatto un salto anche sulla vicina Punta Tre Vescovi, da non confondere con l'omonima punta della Valle di Gressoney
Con Simo


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Concordo con Otaner aggiungo alcune foto.

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note su accesso stradale :: nessun problema
Purtroppo la gita di oggi non ci ha dato la possibilità di godere del bellissimo panorama che si può ammirare in assenza di nebbia. In pratica il sole non si è visto, in punta faceva abbastanza freddo. Saluto i nove "evergreen" che mi hanno accompagnato

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Classica salita al "Momba" una settimana dopo la gara. Passati dall'alpe Valneira. Sempre lunghetta da San Giacomo. Panoramica la vetta. Affollamento in vetta quasi tutti provenienti da Trovinasse.
Con Daniela


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note su accesso stradale :: Saliti fino a pian del bres
Partiti non da san Giacomo ma da pian del bres, dopo la cavanna invece di tirare fino al bric paglie e farla in cresta abbiano seguito un cartello di sentiero che all'altezza dell'Alpe ghiazzetti mandava verso NO. Da non fare. Il sentiero finisce nel nulla e per raggiungere il sentiero proveniente da S giacomo occorre attraversare una zona di erba alta pietroni e buchi pericolosissimi dove infatti un'amica ci ha lasciato la caviglia. Incredibile e censurabile chi ha messo il cartello del sentiero. Per il resto salita affollata al Mombarone e attraversata in solitaria alla cima tre vescovi. Da segnalare che questo sarà l'ultimo anno della bravissima Cristina al rifugio Mombarone, inascoltata dalla pro loco di Graglia lascia. Un peccato. Stessa incertezza sull'alpe cavanna di Andrea, stavolta merito della pro loco di Donato . Ma sono pro o contro? Con Pina e Nosi

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note su accesso stradale :: nessun problema
Partito da San Giacomo nessun problema sul sentiero , qualche residuo di neve fra rifugio e vetta. Aria fresca e raffiche di vento. Panorama stupendo. salito da solo ma incontrato molti escursionisti.

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note su accesso stradale :: ottimo
Bella giornata senza una nuvola, con foschia in pianura. Temperatura gradevole, con un po' di vento freddo, sopportabile, dalla Bocchetta alla vetta. Pochissima neve, che comunque richiede attenzione causa placchette ghiacciate sul sentiero. No ramponi, inutili. Grande panorama dalle Alpi Liguri, al Bianco, al Rosa, alla Lombardia. Gita rifatta a distanza di meno di quattro mesi dalla salita nella nebbia da Trovinasse: oggi ci siamo ampiamente rifatti! Incontrato un escursionista con cane e una coppia che scendeva dalla vetta prima di noi. Giornata decisamente positiva grazie anche all'ottima birra del Mangia e Bevi di Andrate.
Col socio di giornata Federico, oggi grintosissimo.


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Praticamente niente neve su tutto il percorso. Qualche tratto ghiacciato, a volte nascosto sotto l'erba.
Giornata perfetta, senza una nuvola.
Molto vento, invece, e temperature molto basse. Dalla Bocchetta in su vento molto forte e gelido.
Noi in gruppo numeroso (7) ma trovati anche altri escursionisti, persino durante la nostra discesa in probabile ritardo su una ragionevole tabella di marcia.
Bella gita davvero, e che bello provare tutto 'sto freddo: ci fa sentire in inverno anche se manca la neve!


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Completa assenza di neve sul percorso. Ho seguito le indicazioni della corsa Ivrea-Mombarone, salvo che nel tratto sopra il primo alpeggio, dove anziche' continuare in piano per la sterrata, sono salito seguendo altri segni gialli che permettono di salire rapidamente il gradino successivo del vallone e arrivare all'alpeggio successivo. Tempo un po' velato ma molto limpido, salvo che nel vallone a dx di quello di salita, interessato da un vasto incendio in fase di spegnimento (passaggio di numerosi Canadair a bassa velocita' e al pelo sopra le creste, piuttosto impressionante).
Gita solitaria, nata per caso a causa di un risveglio anticipato. Sentiero frequentato, ambiente un po' desolato tra pascoli e massi, tuttavia abbastanza suggestivo.


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Oggi bellissima scarpinata con cielo velato che ha creato dei splendidi giochi di luce. Saliti da S. Giacomo e discesa su Trovinasse. Anello di circa 15 km consigliatissimo .
Con Maury, EU e Renè


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note su accesso stradale :: Dal parking di san Giacomo
seguito il sentiero, incrociato a circa 1.500 m il fumo proveniente da un incendio sottostante, anche se non visibile. Dopo un po' di titubanza siamo saliti nel vallone, fino a raggiungere l'aria tersissima soprastante. Quando stavamo per arrivare alla conca del laghetto abbiamo visto del fumo salire nel vallone... A quel punto, per "non sapere ne leggere, né scrivere", abbiamo deciso di invertire la rotta. In realtà scendendo più in basso abbiamo visto che l'incendio era localizzato più in alto verso il Bric Pagliè e quello a valle del sentiero era ormai spento. Sarà per la prossima volta...
Ma arrivati al park abbiamo visto solo allora un cartello che metteva in guardia contro i furti e in effetti qualcuno aveva aperto la nostra auto e prelevato dal bagagliaio la borsetta di mia moglie!
Certo se invece di limitarsi a mettere i cartelli, qualcuno facesse qualche appostamento...
Non so se ci sarà un'altra volta verso il Mombarone...

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Sentieri puliti, solo un po' di ghiaccio nell'ultimissimo tratto, ma evitabile.
Di nuovo una splendida giornata. D'altronde oggi è l'estate di San Martino.
Parecchia gente in giro, nonostante il giorno feriale
Con Sebastiano.


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Per la seconda volta in otto giorni sul Momba con Fra, oggi da S. Giacomo. Sentiero quasi completamente privo di neve; giornata bellissima e molto calda, panorami fantastici; parecchi escursionisti lungo il percorso.

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note su accesso stradale :: -
Zero nuvole e gran caldo; mosche, zanzare e tafani la mattina nel bosco di betulle e dopo il primo alpeggio; foschia in quota già dalle 11, dal Redentore a momenti non si vedeva neanche il Rosa...
Al ritorno solo qualche piccolissima folatina di vento... 26 gradi a 1300 metri alle 15.00... una bollita!
Mi sa che non è più stagione per questi itinerari salvo percorrerli alla mattina presto...
Parecchia gente in cima, per lo più saliti da Trovinasse, da Bagneri e qualcuno da Andrate, c'era anche una messa a una cappelletta alpina poco dopo la bocchetta Quam (o colle La Bocchetta) sotto il rifugio.
Io son partito tardi, alle 9.30 dal parcheggio... non potevo sperare di non trovare caldo... grazie alla skyrunner di Ivrea (di cui poi ho scoperto il nome per vie traverse) che mi ha fatto da "lepre" dall'inizio della salita altrimenti sarei rimasto sotto a farmi mangiare dai tafani e magari avrei rinunciato alla gita... grazie all'infermiere di Ivrea per le quattro chiacchiere e per la compagnia lungo 1/4 della discesa...


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La fioritura dei rododendri è in atto e la montagna si veste di estate.
Gita di famiglia, disturbata solo parzialmente dalle nebbie. In alto il Redentore è in pieno sole, come la pianura sotto...abbiamo deciso di seguire il percorso classico che da Pinalba sale a Valneira ed è ancora perfettamente tenuto.
Con Anna e Lety che torna in montagna superando brillantemente le sue paure e comportandosi benissimo lungo il percorso...anche se sembra una radiolina...;-)


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Giornata variabile con la solita nebbia nel versante biellese, ma un belo sole dal Rifugio Mombarone in su. Splendido panorama dalla vetta. Salito con Gauso. Incontrati 9 escursionisti. Rientro veloce a casa per impegni.

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Premetto subito che l'intenzione non era di andare al Mombarone, infatti non abbiamo preso le ciaspole (invece necessarie ..) Primo tratto senza neve poi quando si inizia si sprofonda subito. Per fortuna abbiamo trovato la traccia di una motoslitta (complimenti al "pazzo" che la guidava) e seguendola siamo arrivati a ca 1950 m. Poi vista l'ora e la nebbia che arrivava siamo scesi con molta fatica ogni tanto finendo in qualche buca!! Con l'inossidabile Gausolino.

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SEMPRE BELLA GITA,MOLTO FREQUENTATA

ATTENZIONE !!!!!!!!!!!
NON LASCIATE NULLA IN AUTO, SONO NUMEROSI I FURTI MENTRE SI E' A CAMMINARE, ANCHE NOI NE SIAMO STATI VITTIMA....
RAFFA,SERGIO ,VALE E MARCO


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Lungo giro ad anello con Fra, con partenza da San Giacomo (m. 1255): saliti fino alla Colma di Mombarone (m. 2371) passando da Pinalba, Fornelli, Lago Pasci, Bocchetta di Quarn; discesa per il Laghetto Mombarone e Brengovecchio fino a Cantonazzo (m. 1520), quindi lungo la strada sterrata fino al parcheggio di San Giacomo. Giornata grigia e nebbiosa, qualche timido sprazzo di sole solo nel tratto finale: peccato per i panorami… per il resto, bellissimo!

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Partenza da San Giacomo con sentiero in perfetto ordine, tirato a lucido per l'Ivrea-Mombarone. Su alcuni tratti, non particolarmente esposti, nei pressi dell'attraversamento del Viona sono state posizionate delle corde fisse .
Discesa sul versante opposto seguendo dapprima il sentiero 858 e poi il 858 b. Chiusura del giro percorrendo tratto della sterrata fino a San Giacomo
Salito con Adelona e qualche altro migliaio di persone per vedere la mitica Momba. Complimenti a tutti i partecipanti ed al vincitore Jonathan Wyatt che ha stabilito il nuovo primato della corsa


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note su accesso stradale :: nessuno
Visto il poco tempo a disposizione (alle 12.00 ero già a casa) ho scelto una gita vicino e non lunga. Seguito il sentiero della corsa Ivrea Mombarone molto ben segnalato. Trovata ancora tanta neve ma molto dura (quasi da ramponi) fino al Rifugio. Ultimo tratto senza problemi. Passato per la cresta dal Colle Bocchetta. Un saluto a Tiziano incontrato in vetta. Andata e ritorno senza soste. Giornata inizialmente bella poi nebbia.

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note su accesso stradale :: Nessun problema
Mattinata nebbiosa in fondo valle, e nubi che si diradano appena si inizia a salire. Dal parcheggio di San Giacomo in poi giornata splendida con temperatura ideale, solo qualche folata di vento gelido che non disturba più di tanto.
Toccato il Mombarone abbiamo proseguito per la vicina Cima tre Vescovi (è finito il libro di vetta!). Al ritorno, dalla Bocchetta siamo risaliti per cresta al Cavalgrosso. Dalla Bocchetta si intravede solo un bollino in alto e ho dovuto improvvisare un pò i primi passi, comunque l'unico punto di attenzione è un passaggio prima della corda che può essere disagevole in caso di neve o ghiaccio. Tornando verso la Bocchetta invece, i bolli si vedono chiaramente.

Un saluto a Lorenzo desideroso di pasciarsi al lago Pasci.


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condivido le impressioni di fervado, in alcuni punti in cresta il vento era talmente forte che ci spostava, occorreva fare molta attenzione nei punti più esposti. Panorama molto bello dalla punta accanto alla statua del Cristo Redentore posta a 2371 metri.Era problematico fare foto dal momento che il forte vento impediva di tenere la macchina ferma. Gita effettuata con sette evergreen che saluto insieme a coloro (sempre evergreen) che per impegni non hanno potuto partecipare alla gita.

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Fotocopia della giornata di Domenica alla Rocca Moross,pioggerella alla partenza,poi migliora gradualmente grazie anche al vento che aumenta d'intensità con l'aumentare della quota,fortissimo oltre il colle della Bocchetta dove siamo saliti con molta prudenza.Inspiegabile riduzione del vento 100 m. prima del rifugio Mombarone e fino in vetta dove però soffiava nuovamente forte.Analoga situazione anche in discesa.Sentiero esente da neve (due dita nella notte già sciolte)In compagnia di altri 7 Evergreen in allenamento per la prossima stagione sci-alpinistica e che saluto cordialmente per la bella giornata passata assieme.Buone gite a tutti.

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note su accesso stradale :: nulla da segnalare. OK.
Bella escursione, con tempo bello e limpido. Finalmente (è il quarto tentativo) abbiamo potuto ammirare la splendida vista dal Mombarone, con mare di nuvole sulla pianura. Sentiero in ottime condizioni. Il rifugio è ormai chiuso in settimana.

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Il programma era bellicoso: salita al Mombarone lato piemontese per poi scendere a Oropa; partenza (e pernottamento) da Nomaglio. Ma poi i programmi vengono sempre ridimensionati.
Sono salito da Nomaglio lungo il sentiero F1 (imboccato sulla provinciale presso i bomboloni) in direzione Terrafredda; arrivato però alle baite di Sias ho perso sia segni che sentiero, per cui solo dopo molto ravanare ho ritrovato un percorso che ha incrociato un sentiero contraddistinto da bolli rossi (frequentissimi, che hanno compensato i precedenti scarsi) che scende alle Alpi di Peyla, dove si incrocia finalmente la strada San Giacomo-Trovinasse. Discesa quindi all’area pic-nic e salita al Mombarone lungo la classica via della corsa, stavolta senza il dubbio di sbagliare. Arrivo in vetta con ormai zero energie a disposizione; nel frattempo ormai, causa la nebbia, la visibilità si era azzerata e la cresta per il Coda era completamente invisibile. Sommando quindi le due cose, ho optato per il rientro lungo la via di salita, con prelievo della moglie a S. Giacomo.
La salita la Mombarone è tosta già di suo e da Nomaglio, con i 1800 m netti di dislivello, anche di più; aggiungervi ancora la cresta fino al Coda, con i suoi saliscendi, è impresa notevole.
E’ stata comunque una bella gita, i posti sono incantevoli, bellissimo l’ambiente ed il panorama; sicuramente il tutto è meglio in primavera-autunno quando la foschia concede tregua. Peccato per la segnaletica a volte un po’ carente. Molte utile una conoscenza almeno preliminare dell’area, per me era invece la prima volta assoluta in zona e nel Canavese: che vergogna per un chivassese …….

Oggi i ringraziamenti doverosi vanno ai proprietari del Burnel per il trattamento e la loro disponibilità: ospitalità d’altri tempi.
E poi alla moglie, pendolare forzata con corsa a vuoto da / per Oropa ed il recupero a S. Giacomo. Ma tutto sommato è stata un’occasione per concederci una variante fuori zona.
E grazie a Frank come sempre per la compagnia.



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Solo 3 stelle per il tempo variabile,il Biellese coperto da nebbie,la parte Valdostana abbastanza soleggiata.Ottimo pranzo al rifugio,pochi escursionisti in giro.Visto marmotte.Gita fatta con Gianni e Sergio.

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note su accesso stradale :: normale
Ho percorso un anello con partenza da San Giacomo, salita alla Colma di Mombarone, e poi Punta Tre Vescovi, Colle della Lace, Colle Giassit, Alpe Maletto, Trovinasse e rientro a San Giacomo! Una bella sgroppata da circa 7h e 1/2. Percorso senza neve, con alcuni tratti esposti, tra la Punta Tre Vescovi ed il Colle della Lace, e qualche difficoltà di orientamento nel primo tratto della GTA dopo il Colle Giassit,
Partito in solitaria, ho incontrato Dino e due amici, al rifugio del Mombarone, con cui ho condiviso la via fino al Colle della Lace. Poi nuovamente in solitaria!


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e' sempre una bella gita seppur lunga, ma non sono mai riuscito a farla con il bel tempo....noi tempo pessimo, pioggia grandine e neve, abbiamo optato per passare dalla cresta a six del lago, un po' esposta, ma sull'altra via c'era ancora neve.rifugio aperto e molto accogliente
raffaella..con tutto il regno dei cieli


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note su accesso stradale :: ottimo fino a s.Giacomo-Andrate
Arrivata prima del lago Pasci,Bufera di vento,e....dalla depressione che adduce alla punta Cavalpiccolo-Torretta nel pianetto prima della baita quando si scollina montato i ramponi per neve (poca) veramente vetrata,Ambiente da Orsetti polari.L'Armonia Vi accompagni

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Fino al lago Pasci nessun problema, poi, come a gia detto JOY,ramponi consigliati fino in punta per neve molto dura.
Partito con cielo nuvoloso, sono arrivato in punta con cielo sereno e mare di nuvole altezza 2000m circa verso la pianura, sereno invece verso la valle. Oggi in solitaria.


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Partito al pomeriggio causa poco tempo a disposizione, arrivato all'auto con il buio. Comunque, dal lago Pasci neve; ho optato per calzata ramponi e virata a dx per cresta fino al rifugio e colma. Ramponi obbligatori!


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Volevamo conoscere posti nuovi.
Bello il sentiero tra betulle, abeti e ginepri fino all'Alpe Pinalba; da qui si prosegue fino all'Alpe Valnera sempre con pendenze costanti. Il vallone diventa poi noioso, senza alcuna visuale, con molto trasferimento senza guadagnare quota fino al lago Pasci completamente ghiacciato. Pestata neve dai 1900 mt.
Diciamo che non è il tipo di percorso che amo.
Con Sergio e Gaetano.

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Siamo tornati sul Mombarone con la Peggy dopo quasi 13 anni. Ora la nostra amica pelosa ne ha 14, ma è arrivata in vetta senza troppa fatica...
E' sempre una bella gita con sentiero ben segnalato.
In vetta un po' di sole, clima quasi estivo e vista sul Monte Rosa.
Sopra il lago Pasci una famiglia di 7 cinghiali scuri, chissà cosa trovano da mangiare lassù.

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La colma del Mombarone si sale sempre volentieri (e’ a un tiro di schioppo da casa) oggi in compagnia di [email protected], Giuliano e [email protected] percorrendo senza troppi indugi il tratto della corsa Ivrea Mombarone, (da san Giacomo); sentiero ben segnalato e pulito. Al colle abbiamo optato per la facile cresta che porta direttamente al rifugio Mombarone.
Come sovente succede in questo periodo (se non c’e’ vento) vetta coperta dalla nebbia con qualche sporadica apertura sul versante VdA; ma la compagnia era ottima e questo basta e avanza.


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Gitarella veloce in mattinata, giusto per testare gli scarponi nuovi. Acqua ovunque! Salito da S.Giacomo, sceso dal sentiero per Trovinasse e chiuso l'anello lungo il sentiero di collegamento S.Giacomo-Trovinasse.
Sul percorso ho incontrato Umberto e Michele, che saluto


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Tempo variabile, nebbia,in cima vento e visibilità nulla comunque buon allenamento mattutino visto la meteo.
bella gitarella....


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Facile salita lungo un sentiero ben tracciato. Peccato per il tempo, le nuvole nascondevano il paesaggio intorno...
Stefano oggi aveva fretta...


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giornata uggiosa e umida , non c'e' stata la schiarita prevista dal meteo nel pomeriggio. Nebbia,nebbia,nebbia. Poca gente in vetta.

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note su accesso stradale :: sono stati fatti rattoppi con asfalto nuovo tra andrate e san giacomo
il pianoro posto prima dell'ultima baita è acquitrinoso a causa della notevole quantità di acqua di quest'anno. poco oltre l'ultima baita e prima della pietraia vi è un piccolo nevaietto ( neve compatta), poi sentiero puòlito, anche se "umido" fino al lago. dal lago (ancora parzialmente gelato) sino ad una decina di metri sotto il colle ( sentiero della corsa ivrea -mombarone)neve portante, anche se al mattino presto iniziava già a mollare. dal colle sino in vetta pulito o neve evitabile, io sono salita e scesa dalla cresta, ma anche il sentiero (tacche gialle) sul versante trovinasse è pulito.
viste alcune marmotte (una che scendeva lungo il nevaio in scivolata) ed uno scoiattolo. i cani alle baite inferiori (che sono aperte) erano legati. salita in mezzo ad una stupenda fioritura di rododendri.incontrato pochi escursionisti, mentre scendevo


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la neve si incontra a 1900 metri. Intorno ai 1850 metri una piccola frana ha scaricato qualche masso sul sentiero e ne ha lasciati, poco in alto, alcuni molto grossi in equilibrio assai precario. In questo punto vi e' uno scollamento del terreno con una crepa larga tre o quattro dita proprio sul sentiero e che continua parallelamente ad esso per un lungo tratto. Anche se la neve non era molta, tutti gli escursionisti non sono saliti oltre perche' sarebbe stato piu' salutare proseguire con le racchette ( che nessuno aveva con se ) per evitare di lasciare, scendendo, una caviglia in qualche buca. Sceso alla baita Valnera sono risalito al Cavalpiccolo tra i prati e sfasciumi, aggirando le zone innevate.

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giornata serena. sul percorso sono state aggiunte numerose tacche gialle della corsa ivrea-mombarone. attenzione ai numerosi cacciatori.

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La strada carreggiabile sterrata (ovviamente chiusa al traffico) è stata prolungata fino alla cascina Valnera. Attualmente ci sono ruspe al lavoro.
L'itinerario non cambia: seguire gli evidenti segni gialli del percorso di gara, che tagliano la strada in diversi punti.
Dal colle la Bocchetta i segni gialli conducono in cima attraverso un largo giro, possibile anche una salita più diretta (segni rossi) sul filo di cresta, sempre senza alcuna difficoltà (due metri in leggera esposizione sono attrezzati con una corda fissa).
Rifugio Mombarone chiuso, nessun locale invernale (o almeno io non l'ho trovato).
Neve completamente assente anche sul versante ovest.
Partito con l'idea di percorrere la cresta Torretta, Cavalgrosso, Mombarone, ho ripiegato sulla normale visto il temporale imminente.


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Bella escursione ma le nuvole basse non hanno permesso la visione del panorama. Una osservazione e' da fare per il cavo di acciaio posto nel tratto finale della crestina poco sotto il rifugio. Cosi' come e' stato messo e' piu' di impaccio che di aiuto e sarebbe bene se si potesse sostituirlo con una fune.

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sgambata mattutina.
Sole a palla come da previsioni.- 3/-4 in punta alle 12.
Sentiero quasi sgombro di neve.Ove presente neve marmorea.
Possibile con un po' di attenzione per la neve ghiaggiata ,continuare per la Punta tre Vescovi.
Il sentiero per Trovinasse con mezzacosta e rientro a S. Giacomo è parzialmente innevato , causa esposizione nord.
Guido M. e Roby F.


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Sgambata mattutina.
Come previsto sole a palla , temperatura bassa -3/4 in punta alle 12. Sentiero nella parte alta quasi sgombro dalla neve .Dove presente la neve è marmorea. Attenzione.
Con un po' di attenzione alla neve durissima si puo continuare per la punta TRE VESCOVI,
L' Anello su Trovinasse e ritorno con mezzacosta a San Giacomo è innevato nella parte alta causa esposizione a nord.
Guido M. e Roberto F.

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Bella passeggiata, sentiero sempre ben individuabile anche sul tratto di pietraia.
Evviva !!, giunti in cima, ci siamo imbattuti nell'unica nuvola presente nell'arco alpino, la quale ci ha negato lo spettacolo delle cime circostanti. Camminata allietata dalla presenza di Marcella e Delia, alla quale in alcuni tratti abbiamo dovuto frenarne l'impeto nell'affrontare la salita. Complimenti per la cortesia e la buona cucina, dei nuovi gestori del rifugio Mombarone, a loro un augurio di lunga permanenza nella gestione.


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Salita da san giacomo, discesa su trovinasse.
Salita di allenamento con i miei cani Febo e Schelbi


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sentiero marcato ben visibile anche con neve.
prima neve trovata nella conca del lago pasci sotto il colle della bocchetta.
grande vista su tutto l'arco alpino e sui principali quattromila,grazie alla stupenda giornata.
ponti di neve ben assestati tra il redentore e punta tre vescovi, ma prestare lo stesso attenzione soprattutto visto l'obbligatorio mezzo metro scarso di sentierino da percorrere.


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Gita in totale assenza di neve fino all'alpe Fornelli (1900 mt),da qui il manto nevoso è presente ma non costante fino al colle la Bocchetta.
Partendo presto si trova neve dura,ma viste le alte temperature occorre scendere presto per evitare sfondamenti della neve sulla sottostante pietraia con seri rischi di farsi male(si vedono parecchi buchi anche di 1 mt)

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Saliti e scesi nella nebbia neve da circa 2100 mt.

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bella gita, peccato per le nebbie che andavano e venivano, privandoci del panorama di vetta..in salita, la neve iniziava da quota 2000, poi, scendendo, la temperatura si è alzata di circa 2 gradi e la neve si è conseguentemente alzata, a vista d'occhio...si arriva comunque in cima senza problemi. molta gente nel vallone.

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in compagnia degli amici gio e sergio bella scarpinataal monbarone giornata appena velata e x niente fredda ma il lago pasci è già cremato segno che nei giorni addietro la temperatura è scesa abbastanza, al rifugio il termometro segnava la minima dei giorni precedenti a -10.

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Buon allenamento sul percorso della Ivrea-Mombarone.
Giornata non fredda.

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Giornata veramente calda.Al mattino la vallata sottostante era immersa nella bruma....poi nello smog....Saliti con variante di cresta dal lago , e scesi per la normale.Giro spettacolare di vette ...laggiù il monte bianco a salutare Laura....

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Chi bazzica nel canavese prima o poi e' inevitabilemente attratto da questa vetta e cosi fu che tale escursione contribui decisamente, come per tante altre persone che conosco, a risvegliare la passione latente per la montagna, benche' in passato qualche escursione l'avessi gia' fatta ma certamente con meno passione. Salito attraverso la strada fino all' ultima baita, giornata molto affollata in cima. Disceso per il sentiero della corsa facendo la gincana tra le mucche al pascolo e le loro campanelle.

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bella escursione con laura.ghiaccio a tratti sul sentiero ma in meno di due ore arriviamo in cima.mare di nubi sottostante,in attesa della neve!

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In attesa della neve....aspetta e spera...bell'inizio delle scarpinate del 2006..anno olimpico!!!! Salita abbastanza lunga ma facile su sentiero ben segnalato dove ogni anno scatta la corsa in montagna Ivrea-Mombarone. Poca neve e parecchio ghiaccio su tutto il percorso. Ampio panorama sulle principali vette valdostane monte bianco compreso ed ahimè poca neve anche sulle cime più alte. un saluto ai compagni di avventura sempre tostiiii!!!

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Prima escursione dell'anno; poca neve tanto ghiaccio, occorre fare molta attenzione in discesa. Giornata velata con temperatura accettabile e panorama molto bello.

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Quattro stelle per il pamorama suberbo che si ammira dalla vetta. Forse il più bello di tutte le prealpi canavesane.
Abbiamo effettuato un bel giro ad anello (arrivati al lago salita a sx, discesa dal rifugio a sx) che ci ha fatto ammirare i panorami d' apprima sulla val d'aosta e successivamente sul biellese. Dopo il lago la difficoltà, con neve e tracce di ghiaccio sul sentiero, secondo me, è da considerarsi EE.
Un saluto a Max e Roby.

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Salita di allenamento, un pò freddino

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Panorama veramente esteso dalla vetta. Pochissima neve dal colle Bocchetta alla Vetta. Gita favolosa

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Neve da 1800 metri circa; utilizzate le ciaspole nel tratto dal lago alla bocchetta. Da qui in salita abbiamo percorso la cresta (roccette misto a neve e breve pezzo attrezzato) in quanto il percorso estivo non era tracciato. tratto finale al rifugio e alla vetta tracciato su neve molto molle. Arrivati in cima dopo 5' inizia a grandinare e così decidiamo di scendere subito. date le condizioni decidiamo evitare la cresta e così non ci rimane che tracciare il percorso estivo. Verso le 16 cessa il maltempo e così ci godiamo con tranquillità il resto della discesa. Lo stupendo panorama sulla pianura sottostante chiude degnamente una giornata sicuramente particolare. Un saluto alla compagna di gita HeliSilvia, ispiratrice di questa salita.

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Veloce sgambata in vetta prima dell'arrivo della perturbazione. Panorama magnifico su tutta la valle d'aosta. -2 gradi in vetta e zero neve.

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bella gita senza eccessive difficolta'

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  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero n° 872
    difficoltà: E :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 1255
    quota vetta/quota massima (m): 2371
    dislivello salita totale (m): 1200

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