Sulà (Testa) da Malciaussia, anello per i Colli Sulè e Sulà

note su accesso stradale :: Strada libera e pulita
IL sentiero è ben marcato con segnavia B/R molto leggibili, sentiero pulito e agibile su tutto il percorso, quando sono arrivato sul pianoro con la palina indicativa del colle Sulè, rif.Cibrario ho fatto il punto della situazione, da questa posizione è ben visibile la catena che da dx parte dal colle Sulè passando dalla Testa Sulà e prosegue fino alla Punta Autaret. Ho deciso di salire anche se fuori sentiero al colle Sulà che è posto al centro della cresta tra la cima della Valletta e la Testa Sulà; perché volevo dare una occhiata alla cresta E/S/E della Valletta, il tratto è un poco ripido e con poco sfasciume non troppo faticoso, dal colle in pochi minuti si raggiunge la cima.
Visto la bella giornata ed un orario ancora decente e giudicando la cresta est alla punta Valletta fattibile ho deciso di salirla per poi proseguire sulla catena e scendere al colle Autaret.

IL tratto prativo porta al colle Spiol
Dal colle Spiol la Punta Costan
Dal colle Sulà la cima omonima
La parete N/O della cima Sulè
IL Croce Rossa dalla Testa Sulà
La Punta Valletta dalla Testa Sulà
Una panoramica verso S/O

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note su accesso stradale :: Buon asfalto
Partenza da Malciaussia con 11 gradi, e rapida salita lungo il sentiero 116 fino al bivio per il Lera/Sule'. Vento a raffiche forti oltre i 2300 metri.
Raggiunto il Colle di Spiol, discesa di 100 metri circa e risalita fino al bivio Col Autaret / Col Sule', dove ho deviato in direzione di quest'ultimo. Ho però commesso un errore al successivo bivio a 2800 m, prendendo a sx anziché a dx, per cui ho compiuto il giro più lungo e ho dovuto effettuare un'altra discesa di 100 metri per portarmi nel canale sotto al Col Sule'. Ancora presenti grandi nevai sotto al colle, ma si attraversano bene senza ramponi.
Al colle il vento era molto sostenuto. Via di salita verso la vetta a libera interpretazione, io sono stato un po' sotto la cresta per cercare un po' di riparo dal vento, ma poi per riportarmi su nel finale ho trovato delle placconate lisce non facili da risalire e delle roccette esposte. Grado F su questa variante.
In vetta breve sosta per il vento: panorama comunque molto bello, con la Croce Rossa e il Rocciamelone sui due opposti, per citare solo i due montagnoni principali della zona.
Discesa con le dovute cautele fino al colle, poi solo più una lunga camminata. Scendendo lungo la via corretta ho potuto sfruttare i nevai e evitarmi un'altra risalita (quella per il Colle di Spiol è sufficiente).
18,8 km e 1700 m D+.
Come dice il mio amico Enrico, gita di "approfondimento" (notevole) delle Valli di Lanzo. Per gli amanti dei grandi spazi.
Dopo la Lera e il Sule', un piacevole ritorno in questi posti a distanza di 5 anni.
Molto bello il valloncello sotto al Col Sule', con alcuni laghetti ancora circondati da nevai.
Incontrati parecchi escursionisti diretti verso l'Autaret e alcuni francesi provenienti dal Cibrario e impegnati nel giro largo della Bessanese.


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DIECIMILASEICENTOSESSANTASEI piedi. Anzichè la traversata descritta nell'itinerario, ci siamo limitati, per il poco tempo a disposizione, a salire la Testa Sulà e discendere per lo stesso percorso.
Partiti con le frontali, buoni sentieri fino al Col Spiol e poi al bivio per il Col Sulè / rifugio Cibrario (2685 metri): da qui una bella mulattiera sale a circa 2800 metri, poi occorre abbandonarla per seguire a destra la indicazione (rif. Cibrario) e poi i frequenti ometti e segni bianco-rossi; inizia a questo punto un magico viaggio nel letto asciutto del torrente, circondati da inclinate pareti rocciose, fino ad arrivare al letto asciutto di un lago (2825 metri) che si percorre per l'intera sua lunghezza.....La successiva salita al Col Sulè non presenta difficoltà.
Per raggiungere la Testa Sulè si volge a sinistra su percorso non obbligato, su pendii camminabili, cercando di arrivare alla cresta dopo che questa presenta un salto verticale di una quindicina di metri: alcune ripide rocce montonate e la risalita di un paio di canalini (passi di I) permettono di accedere agli ultimi metri e quindi all'ometto di vetta. Panorama oggi limitato dalle nuvole che nel frattempo hanno avvolto le cime. Nel rientro, tuoni e lampi precedono di pochi minuti lo scatenarsi del temporale, che ci coglie a un'ora dall'auto: pioggia battente e grandinata di pallini di ghiaccio.
Decine e decine di colpi sparati a salve per allontanare i lupi dal gregge di pecore, riempiono il silenzio spaventando tutti gli animali: abbiamo visto solo un piccolo di stambecco e un aquilotto.
Un saluto all'unico escursionista incontrato oggi, sia all'andata che al ritorno.
Poco più di quattro ore per salire, poco meno di tre per scendere: sette ore e mezzo ben spese su 1730 metri di sdl. Difficoltà EE/F il tratto dal Col Sulè alla Testa Sulà.

Con la necessaria compagnia di Gian Mario.


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note su accesso stradale :: comodo fino al lago
Bella giornata, qualche nube di troppo, ma salendo di quota cielo sereno.Itinerario segnato al minio, giunto al Colle Spiol, se non si vogliono perdere un buon centinaio di metri si segue un buon sentierino, non molto evidente ma intuitivo che taglia a mezza costa il pendio e si ricongiunge abbastanza comodamente al sentiero principale che sale al Col Sule'.Molti atleti sul percorso per la corsa alpina con partenza da Usseglio per il RIF Cibrario e colle Autaret e ritorno a Malciaussia'. Da lì in poi in solitaria, qualche breve tratto di 1° per raggiungere la cresta poi tutto facile fino all' ometto di vetta.Buon panorama sulla vicina Lera , Croce Rossa e Rocciamelone.Discesa con qualche attenzione per il breve tratto ripido scendendo dalla cresta.Udito innumerevoli boati, scoperto in seguito che sono dissuasori per i lupi , viste le centinaia e centinaia di pecore al pascolo.Avvistati anche 3 gipeti, uno dei quali mi si è avvicinato a una decina di metri sopra la testa, era enorme.Bella gita x 1750 m di dislivello, 4 ore per la salita 2.45' per la discesa

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note su accesso stradale :: lasciato auto al fondo del lago
Variante all’itinerario gulliveriano è stata la partenza dal lago percorrendo il sentiero dei pastori che si inerpica sopra le case di pietra (sopra pietramorta) anziché dal sentiero 116 descritto nel presente itinerario. È un po’ più diretto, però a tratti si può perdere se non lo si conosce. Si arriva al trivio palinato (“col sulè/colle autaret”, “colle spiol” e “rifugio Tazzetti”). Quindi si prosegue nella direzione “col sulè/colle autaret” fino al bivio per cui si procede per il colle Sulé. Da qui la salita alla vetta non ha presentato problemi di sorta. A tratti si mettono le mani.
Scesi al Col Sulà, visto il tempo e le gambe buone, abbiamo deciso di procedere alla volta della Punta Valletta e delle Lose Nere (vedere altro itinerario) anziché scendere e tornare all'auto direttamente.
Oggi con Adriano.


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gran gitone su sentiero quasi autostradale all'andata
la cresta finale di testa sule' si raggiunge tramite una rampa ascendente sul lato Cibrario
Con Roberto in una giornata piovosa ma non troppo (per fortuna)
Siamo scesi utilizzando il sentiero che dal Cibrario porta al Tazzetti fino a quota 2300 ca poi, per comodi prati, siamo scesi ad incrociare quello che scende dal medesimo Rifugio a quota 2000 ca
Ogni tanto si incontrano traccie di sentiero ma in ogni caso si cammina bene -
In prossimita' del guado del torrente principale si incontrano alcuni segnavia rossi e bianchi che indicano la strada verso il sentiero (in prossimita' di una baita non seguire gli ometti che puntano decisamente verso l'alto)



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Ci sono anche stati ...

  • 22/09/12 - rfausone
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE/F :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1805
    quota vetta/quota massima (m): 3251
    dislivello salita totale (m): 1700

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