Croux (Aiguille) Bertone-Zappelli

Via molto bella in ambiente magnifico. La costante presenza di spit permette di godersi appieno la scalata senza l''ansia di proteggersi ma, come già anticipato da molti, resta necessario avere un buon margine rispetto all'obbligatorio per godersi la seconda parte della via (decisamente fisica e stancante).

Per evitare di finire sulle soste di una linea moderna che passa molto vicino alla Bertone-Zappelli tenere presente che le soste corrette sono caratterizzate da una catena e un anello di calata. Nella L2 bisogna saltare la prima sosta (cordone lungo e 2 spit, di cui uno con piastrina molto piccola) e reperire la sosta corretta sulla cengia soprastante. Nella L4 bisogna saltare la prima sosta (S3bis), anche se dello stesso tipo delle altre soste della via, e procedere ancora per 20-25m tendendo verso Sx (faccia a monte) fino ad una sosta su 3 spit e cordoni (l'ultimo tratto di tiro e la sosta sono in comune con la Ottoz): in questo modo il tiro dovrebbe arrivare a circa 60m. Da questa sosta si procede verso Dx, abbandonando la linea della Ottoz.

Ho concatenato L8 ed L9 perchè la sosta intermedia (sospesa) sembra essere decisamente scomoda. Il passo chiave della L9 si trova all'uscita dell'ultimo spit: per azzerarlo bisogna pendolare con un cordino per andare a prendere a Sx la fessura del pulpito su cui si sosta.
L11 ed L12 sono tiri di quasi 60m: allungare molto bene le protezioni per evitare il bloccaggio delle corde (a me sopraggiunto all'ultimo spit della L11).

Riguardo alla relazione, consiglierei di utilizzare principalmente quella del sito Pan e Pera, letta dopo aver concluso la salita ma a mio avviso più precisa di quella di Planet Mountain (nella cui foto sono riportati dei gradi errati).

Due bellissimi giorni in compagnia di Michele (in cordata) e di Diego e Claudio sulla Ottoz, con tante risate a fare da cornice ad una gita indimenticabile: grazie ragazzi!

Michele impegnato sulla L7.
L'uscita in sosta della L9.
Ultimi metri della lunga L11.

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Salitona in ambiente spettacolare, materiale in ordine (solo qualche dado un po' allentato). Alcuni spit in effetti eccessivi. Anche secondo me sui tiri duri finali L8,L9,L10,L11 c'è parecchia confusione/disaccordo sui gradi, quelli qui riportati paiono stretti. Secondo me il tiro L8 che traversa sotto il tetto verso diedro è 6b (duro il passo finale), il tiro L9 corto nel diedro è 6c+, L10 splendido nel diedro 6b+ dulfer fisica, L11 per niente banale 6b. Ci si cala ora agevolemente sulla via di Motto Euroteam, recentemente rispittata (soste Kong con cordone bianco ed estremità nere), ma attenzione a incastri in speroncini, ed andare verso sx (faccia a monte) verso la fine. Con Gianluigi e Claudio/Diego impegnati sulla Ottoz.

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via spettacolare. Problemi per arrivare al rifugio perché il ponte sulla dora è crollato per l'alluvione del giorno prima. Così giro lungo intorno alla morena 3,5 ore per il rifugio invece di 2, prima su un sentiero e attraversata la morena poi ricercando il passaggio per guadare il fiume. Meno male che siamo partiti il giorno prima alle 19, arrivati ormai col buoi inoltrato. Via ben spittata ma non banale, roccia con granito eccellente, relazione planet OK, posso solo aggiungere che in L8/9 la parte sotto il tetto è da passare arrivando da destra su placca perché c'è roba molto grossa che si muove, non andare a prendere lo spit a sinistra ma quello sulla placca a destra e da li raggiungere il tetto...e relativo diedro... per niente facile. Per il resto una figata con alcuni tiri duri. Doppie ok abbastanza... evidenti prima sulle catenone un po' arrugginite e poi su quelle di salita. Al rientro tanto per concludere, dopo la morena ormai al buio, non abbiamo trovato subito il sentiero e abbiamo ravanato nella foresta per almeno un oretta... oltre alle altre del giro...Bella avventura con Marco. Nessuno sulla parete ma col ponte crollato era ovvvvvio.

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poco da aggiungere ai commenti precedenti. ottima la relazione presente su ?lang=ita&id_itinerario=1440&id_tipologia=38, se la si segue è impossibile perdersi. la via è bella e sostenuta nei 3 tiri di diedro (e qualche altro passaggio non banale anche sui tiri dati "solo" di 6a), ma la spittatura è abbondante e volendo integrabile (noi abbiamo usato friend fino al 2 BD). ho unito anche io L8 e L9, alla fine sono 30 mt. in tutto e le corde non tirano se si allungano un po' i rinvii nel traverso sotto il passo chiave. l'obbligatorio secondo me non supera il 6a. peccato x il lichene presente su alcuni bei passaggi in diedro...
quanto alle doppie, noi abbiamo fatto delle calate velocissime e quasi a zero rischio incastro sulla via di Motto che passa a sx della Bertone: prime 3 doppie sulle catene con grosso maillon (quelle arrugginite x intenderci, che si incontrano poco a sx salendo i tiri alti della Bertone Zappelli), quindi sulla via di Motto, giù dritti sopra gli zaini.
in poco più di un'oretta si è giù.
giornata bella e calda, sole in parete fino alle 15.
Una bella galoppata in giornata dal Canavese, con Luca di Mountain Sikcs, che saluto!


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Salita in giornata è una bella mazzata ma si riesce a fare.Bellissima e sostenuta via su roccia eccellente con tiri in diedro magnifici e unici.Fino al 5° tiro "lo zoccolo" come scherzosamente lo abbiamo definito io e il socio il tracciato è divertente e tranquillo anke se L3 comincia a dare l'aperitivo di quello che verrà più in alto.Da L6 la situazione cambia radicalmente,tiri sempre duri,fisici e molto continui dove la verticalità e il vuoto assoluto la fanno da padrone,vuoto che ti stringe la bocca delo stomaco e anke qualcos'altro..
La via è ottimamente spittata,ho avvitato a mano numerosi dadi (se qualcuno portasse una chiave..) e alcuni fix (nn in punti di vitale importanza) sono completamente fuoriusciti.Su L9 il secondo chiodo come detto da Marco si muove parecchio e durerà ancora poco.L10 è spettacolare e impegnativa fisicamente e parecchio lunga.
NOTA:L8 si deve sostare appena sopra lo strapiombo attrezzando la sosta con un fix e il chiodo che si trova appena sopra altrimenti si rischia di fare come il socio e Marco C. che si concatena anke L9 e vi assicuro che la cosa nn è piacevole..
Utili una serie di BD fino al 2,nut nn necessari,14 rinvii,un paio di Tcu C3 (00 e 000),INDISPENSABILI corde da 60m..
Ringrazio MArco x il link alla relazione dettagliatissima e utile di E.Bonfanti a cui ci permettiamo di fare alcuni appunti riscontrati salendo: ( ?lang=ita&id_itinerario=1440&id_tipologia=38)
L1:40m. 4c
L2:40m. 4c
L3:30m. 6a+
L4:60m. 5a
L5:35m. 5b
L6:30m. 6b
L7:35m. 6b
L8:20m. 6a,passo 6a+,sosta da collegare sopra lo strapiombo
L9:15m. 6c+/7a
L10:40m. 6b,passi 6b+
L11:60m. 6a+
L12:55m. 5c
Come difficoltà secondo me nonostante l'ottima chiodatura e la buona possibilità di proteggersi suggerirei ED- mentre l'obbligatorio (concentrato nel tiro di 6c+) lo terrei a 5c/6a;Detto ciò concordo con Elio che occorre avere un buon 6c x salire in scioltezza o quasi la via.
Noi a fine di L10 eravamo belli brasati..
Ultima note sulle doppie:
Dalla cima breve calata di 10m. sotto uno strapiombo rossastro in una grossa catena con maillon.Giù a dx dello spigolo fino a una sosta simile di fianco a S.11.Verticalmente (60m.) fino a S.10 (incastrato la doppia..),giù fino a S.9.;in verticale fino a sosta 5m a sx. di S.6;giù fino a S.5;60m. fino a S.3bis,poi 2/3 doppie fino alla base.


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Via bellissima e molto sostenuta che dalla sosta 5 in avanti cambia veramente musica..., con diedri strapiombanti atletici di grande effetto. Senza voler fare alcuna polemica, consiglio a tutti la splendida relazione scritta da Elio Bonfanti su Planet mountain, dove oltre alle descrizione dettagliata di tutti i 12 tiri si trovano numerosi e utili consigli per i ripetitori.
In sunto: le difficoltà sotto descritte non sono attendibili, ma soprattutto, come anche ribadito da Elio, "...se non si possiede un solido 6c...portatevi il materiale per fare dell'A1..." .Attualmente, la relazioneaffissa in rifugio si è attestata con un bel 6a+.Non avventuratevi in nessuna delle varianti a dx del tiro in comune della Ottoz...Non concatenate L.8+L.9 come il sottoscritto...Nel tiro chiave (L.9) resiste un chiodo a lama di fondamentale importanza...mai giorni son contati.
Anche l'attacco, sembra persino scontato, ma occorre fare attenzione ai nevaietti basali per non fare come la Chiara (che saluto di cuore)finita poi irrimedialmente su una via del Motto...6b+ obbl.
...per il resto gran giornata con Mire al cospetto di uno degli angoli più belli e selvaggi del Bianco; gestione perfetta e probabilmente unica come molti hanno già ribadito.
Infine...emozione e foto ricordo con una leggenda dell'alpinismo mondiale... (nota m.conti)

Per chi fosse interessato ecco sotto il Link per stampare la relazione tiro per tiro con info corrette
?lang=ita&id_itinerario=1440&id_tipologia=38

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Arrampicare alla croux è davvero una bella esperienza.
In senso buono si è un po' "turisti" dell alta montagna perché con un avvicinamento relativamente comodo e facile ci si trova immersi in un mondo di grandi pareti( la ovest della aiguille noire sembra di poterla toccare con un dito...) e di immensi e tormentati ghiacciai.
Se è vero che la roccia non è certo delle migliori è altrettanto vero che la via in questione segue una bellissima linea e i tiri più difficili permettono una bella arrampicata. La via per chiara scelta dei richiodatori è super spittata ciò nonostante alla fine si è soddisfatti! Se anche voi che leggete vi sentite un po' come me turisti arrampicatori vi consiglio di cuore di fermarvi a dormire al monzino prima di tutto per l ottimo trattamento e cortesia e poi per stare un po' più a lungo in questi luoghi dove come già detto da altri è impossibile non pensare a bonatti e oggioni...
NB:Le doppie sono comode e filanti

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Bellissima!! La successione di diedri rossi è fantastica! Arrampicata sostenuta e continua, ben protetta e ben integrabile. Assolutamente una linea da ripetere! Obbligatorio e difficoltà più alte di quelle proposte. Davvero una grande linea per festeggiare il compleanno del Tosto!
--> fedeoggioni.blogspot.com

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Probabilmente prima attribuzione di 5 stelle.

Itinerario bellissimo, la richiodatura non ne sminuisce l'impegno. Soli in tutto il bacino, giornata molto calda ma fortunatamente ventilata.

Obbligatorio valutato più alto di quello proposto.

Inoltre essendo il mio compleanno questa doppietta, la via in oggetto e la Ottoz il giorno precedente, è stato un graditissimo dono!
Complimenti e tanto di elmetto a Federico per aver condotto nei tiri più impegnativi.

Non conviene tagliare sotto il Monzino per andare agli attacchi della Croux, non lo fanno nemmeno i camosci...


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Bella via, con ottima spittatura, decisamente abbondante. Quello veramente bello è stato scalare in questo angolo meraviglioso di Monte Bianco, nel silenzio della montagna quasi autunnale, in una delle più terse giornate della stagione. Avvicinamento e discesa effettuati "tagliando" sotto il Monzino.

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Ottimo restyling che rivalorizza la via, altrimenti dimenticata.
In compagnia di Alessandro. Sarà che l'abbiamo fatta in giornata, sarà la mancanza di allenamento arrampicatorio, sarà che siamo saliti con lo zaino per poi scendere dalla normale, ma ci è sembrata sottogradata.
Due esempi evidenti: lo strapiombo del terzo tiro, dato 6a+, e quello dell'ottavo tiro, dato 6b+. L'obbligatorio mi sembra più vicino al 6a/6a+.
La roccia è compatta fino al quinto tiro, poi diventa più lichenosa, a tratti con la sensazione di "sabbietta" sotto i piedi. C'è ancora qualche zona instabile: rimasta in mano una grossa presa rovescia ed un bel appoggio ha ceduto improvvisamente.
Grazie ai numerosi fix conviene portarsi 14 rinvii; è obbligatorio allungare i rinvii e sfalsare le corde, se non si vuole tirare "l'elefante"; proprio per questo motivo, a breve (domani?) nel terzo tiro verrà realizzata una nuova sosta appena usciti dal tetto.
Ricordo che il quarto tiro è in comune con la Ottoz; se invece si decide di attraversare subito a destra, c'è una variante spittata, ma è molto più dura (7a?).
Abbiamo salito L11 e L12 con un unico tiro, arrivando direttamente in cima, anche perché non abbiamo visto alcuna sosta intermedia.
Il decimo tiro incrocia alcune vie e propone alcune alternative (in una zona: spit a destra e a sinistra).

Attacco della via: si trova appena a sinistra di un nevaio (se presente), lungo una rampa ascendente da sinistra a destra. Il primo fix è su una placca lungo la rampa e quindi non è immediatamente visibile dal basso; lo diventa appena salito il primo metro. Sono comunque ben visibili i fix in alto, verso la fine del tiro.
Quà e là ci sono dei dadi "ballerini" che abbiamo riavvitato a mano; saranno riavvitati a breve (domani?), ma potrebbe essere utile portarsi una chiave.

A breve alcune foto su

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Bellissima! L'itinerario sfrutta la porzione di parete con la roccia migliore oltre ad essere assai estetico, giunge direttamente alla vetta. Le lunghezze nel grande diedro rosso (già ben visibile dal rifugio!) sono eccezionali sia per la qualità della roccia sia per l'arrampicata entusiasmante. Porre attenzione solo a qualche scaglia instabile sotto allo strapiombo, prima di entrare nel diedro. La via è ben chiodata oggi, friends non indinspensabili.
Con Luca


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Caratteristica itinerario

difficoltà: 6c :: 6a obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 2900
sviluppo arrampicata (m): 400
dislivello avvicinamento (m): 1400

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