Ruine (Monte) da Grange del Rio per il Vallone di Bonafonte

note su accesso stradale :: Parcheggio presso il tornante delle Grange del Rio
Gita che, escludendo il primo tratto sul fondo al vallone, a partire da quota 2200 si svolge su tracce di sentiero o su terreno prativo e detritico privo di sentieri, spesso molto ripido e con solo qualche raro ometto. Saliti e scesi come da sezione "itinerario". Nella parte finale conviene salire per i ripidi detriti terrosi poco sotto la cresta (vaghe tracce), comodi in discesa.
Il vallone Bonafonte e' bello e selvaggio e offre una vista spettacolare sul Monviso. Nessuno sul percorso dopo il bivio di q.2200. Visto un Gipeto che volteggiava sulla cresta Est dell'Aiguillette. Giornata con vento fresco da ovest, a tratti abbastanza forte, che ha portato nuvolosita' cumuliforme medio-alta, che si e' dissolta nel pomeriggio. Con Emily.

La conca erbosa a q.2510.
Sul sentiero che traversa a sinistra da q.2590.
Il pendio finale verso la vetta del M.Ruine.
Il Roc della Niera dalla vetta del Monte Ruine.

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bella gita panoramica; dalla cima vista splendida sul monviso che adesso ha ancora un po' di neve dopo la spolverata venuta recentemente; l' ultima parte della salita si fa per tracce di sentiero, e poi a naso, salendo un po' dove uno vuole, tanto più che adesso l' erba è secca e molto bassa; in barba alla siccità, ci sono dei bei ruscelli che scendono a valle, per questo resistono ancora mucche e capre al pascolo, molto in alto. La stella in meno è per gli sfasciumi finali e per le nebbie che ci hanno raggiunti mentre eravamo in cima;
i ciliegi, gli aceri, e i noci hanno anticipato l' autunno offrendo belle macchie di colore rosso e giallo in mezzo al verde di frassini e larici che sono ancora belli verdi; ogni autunno è diverso, che affascinante la natura


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Fino al colle nessun problema.
Abbiamo attaccato la cresta poco sotto il colle cercando il passaggio più agevole su una piccola cengia.
Preferito salire sul filo di cresta dove si incontrano passi di facile arrampicata, aggirando una placca liscia sul lato francese.
Tipica giornata settembrina con aria fredda e cielo terso.

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Finalmente sono riuscito ad arrivarci. Con Beppe e Mario. Ringrazio Carlo71 per la traccia e per le indicazioni al telefono. Aggiungo la mia traccia gps con l'inizio della salita dall'ometto e la discesa dal pendio diretto. Dall'ometto fino a quota 2550 è presente il sentiero (all'inizio è poco visibile) ed ometti poi si sale agevolmente su prati fino alla base del pendio detritico. Qui inizia una salita non molto agevole per il tipo di terreno ma con un po di impegno... non siamo arrivati al colle e ci siamo tenuti sotto la cresta. Discesa diretta per il pendio SSW con un po di attenzione. Partiti con una bella giornata di sole ma poi sono giunte le nuvole e un po di nebbia, panorama compromesso. Fresco con un po di brezza. Gita per escursionisti ben allenati, dall'ometto inizia una bella salita dritta e il finale necessita di buone gambe ed attenzione.

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note su accesso stradale :: Ok alle Grande del Rio
Dal sentiero del Soustra stacca, a q.2200 circa, dopo le grange omonime, una traccia sulla sx che immette nel vallone di Bonafonte. Raggiunto il bel pianoro a q.2500 siamo saliti per labili tracce tenendo sempre la sx. sino a raggiungere il vasto pianoro detritico a q. 2800 sotto il colle Ruine. Da questo in cima per la breve cresta. Panorama stupendo dalla punta!
Dall'ometto sommitale scesi direttamente per i morbidi, infiniti pendii detritici e ancora per prati tenendo costantemente la sx. per chiudere il breve anello in Soustra appena a monte della deviazione di salita.
Con Giorgio in una giornata meravigliosa e mite dai contasti accesi: chapeau, Ruine!


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note su accesso stradale :: ras
Saliti come da descrizione e scesi per il pendio diretto (molto rapido e abbastanza agevole). Al momento condizioni estive con poca neve in alto evitabile, non servono ramponi. Gran solitudine a parte i numerosi stambecchi che popolano la zona. Gran panorama dalla cima, ovest Viso in spolvero! Con Alberto.

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Il tempo ha penalizzato questa gita sicuramente, ma non ha tolto il piacere e la soddisfazione. Anche il Ruine era uno dei 3000 della lista di Paolo...un motivo in più per averlo conquistato.. Enzo ha gia spiegato abbondantemente tutto, l'unico rammarico: non è stata una giornata da foto.

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Prima tenue spolverata settembrina al limite dei 3000..dal Colle Soustra abbiamo fatto che prendere subito la cresta che fila dritta fino in cima al M.Ruine (col suo grosso e caratteristico omettone), passando per la Rocca del Castello (2979m). Col cambiamento repentino del tempo gia' in atto da meta' mattino ancora in fase di salita, non ci siamo sentiti di compiere il giro completo cosi' come relazionato.Tra l'altro per gran parte gia' effettuato anni fa' arrivando su dal Baillif Viso con partenza addirittura dal Pian del Re.
La nostra variante (e se vogliamo scorciatoia per la vetta) lungo il filo, oggi fangoso nei punti facili.. roccia bagnata..con passi tutto sommato di max II.° Va fatto notare che gia' nella fase di salita ancora a meta strada, gia' aveva intrapreso a nevischiare. Un caso questo da ramponi per erba e terra, che avevamo, ma abbiamo desistito dal tirarli fuori dal sacco. Anche se per la verita' si sarebbero rivelati molto utili, specie nei frequenti tratti esposti, ambo i lati della cresta in prossimita' della vetta. Con suddette condizioni per la cresta, una F+ ci sta tutta comoda comoda.

Allo scopo di preservare forma allenamento e di conseguenza una certa costanza e continuita' d'azione, ( per farla breve non perdere colpi), ben vengano questi ripieghi di lusso. Dopo tutto con un meteo cosi..ancora grazie..e il motto che dice " sempre meglio che stare a casa", oggi non poteva trovare migliore collocazione. Molti cacciatori in giro. Accidenti a loro e ai loro spari.
Con Rod


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Ultimo strappo verso la cima veramente antipatico con sfasciumi mobilissimi su ripido.
Meglio scendere senza via tracciata dal pendio sul lato opposto a quello di salita.
Giornata spettacolare con venticello e nessuna nube.
Temperatura calda ma sopportabile.
Visti parecchi camosci al colle ruine e sulla cresta.
Nessuno sul percorso parecchio caos sul sentiero per la losetta.
Vallone solitario e quindi splendida solitaria con i miei due cani.

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Strada del colle dell'Agnello chiusa a Chianale (anche se non ancora transennata), per cui abbiamo aggiunto quasi altri 200 metri di dislivello. Partenza al buio sotto una coperta di stelle e prime luci quando siamo già nel vallone sìdi Soustra.
Dopo le grange Bernard proseguire per circa mezzora, superare l'attraversamento del rio Bonafonte (ruderi di un vecchio ponticello 2200 metri circa) e, dopo circa venti metri lineari (ometto), prendere a sinistra salendo la dorsale su rare tracce. Si raggiungono in successione tre conche: una a circa 2550 metri, la seconda a 2700 metri e la più piccola a 2900 metri, poco sotto il colle; poi per cresta di rocce e sfasciumi in cima (a 10311 piedi), dove il panorama ripaga ampiamente della fatica sostenuta.
Il vento di ieri è solo un ricordo, la giornata è spaziale, anche se nella notte tutti i ruscelli e le cascate sono gelati.
Con la serena compagnia di Gian Mario e Antonio.


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Partito molto presto per godermi un'oretta di camminata sotto le stelle....Salita come descrizione....poche tracce nel vallone Bonafonte pero si sale bene e il percorso è intuitivo. Facile il tratto di dorsale e grande vista sul Monviso. Bella gita in una bella giornata autunnale.

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Bel vallone, che inizia tranquillamente per dolci prati e falsopiani per poi darti una bella bastonata alle gambe nella seconda parte del percorso, su pendii ampi e ripidi dove si intersecano infinite tracce di sentiero discontinue e quindi, tanto vale crearsi da se l’itinerario.
Un po’ di neve ancora al colle Lausette, poi prosecuzione a filo sulla a tratti ripida e sgretolante cresta fino all’ometto di vetta.
Scesi direttamente dal pendio sud per soffici detriti e ripreso l’itinerario di salita.
Meteo incerto, ma si sapeva, come d’altronde e’ risaputo della nebbia e cumuli caratteristici della zona!


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Sarebbe da 5 stelle ma il sentiero è veramente poco tracciato e privo di ometti (qualcuno l'ho fatto io oggi), oltretutto parecchi camminamenti di mucche possono trarre in inganno.
Comunque gran bella gita e gran panorama, nonostante qualche nuvola.
In totale solitaria con il mio 4 zampe

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Salita su sentiero, poi traccia e infine fuori sentiero. Qualche residua chiazza di neve evitabile. Dalla cima è possibile scendere direttamente per sfasciumi (il nome Ruine è del tutto appropriato!) fino alla piccola conca sotto il colle.

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Bel giretto tra Soustra e Qeyras,il periodo è già un pò avanti per salire il canale del colle Ruine,non è più completamente innevato,comunque ho dovuto usare ramponi e picozza ugualmente su quel bel misto di neve gelata e sfasciumi.Jolie lei non ha tribolto,ha quattro ruote motrici.Poi in vetta l'ho ampimente premiata dandoli tutto il mio cibo,sono uscito dal canale che ero "sfusumià!

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Ci sono anche stati ...

  • 12/08/12 - riku73
  • Caratteristica itinerario

    sentiero tipo,n°,segnavia: U18 poi tracce
    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Sud
    quota partenza (m): 2010
    quota vetta/quota massima (m): 3145
    dislivello salita totale (m): 1135

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